Gio. Giu 17th, 2021
Zingaretti versione Montalbano

Dal 1999 Luca Zingaretti è il volto, il corpo, l’anima televisiva del Commissario Montalbano, personaggio creato dalla mente del compianto Andrea Camilleri.

Grazie al personaggio è divenuto una celebrità nel Bel Paese (ma anche fuori, considerando come la serie sia stata esportata con successo in diversi paesi stranieri) e la messa in onda delle puntate della serie sono una certezza di ascolti per la Rai, tant’è che le repliche de ‘Il Commissario Montalbano’ torneranno dal 14 settembre in programmazione contro il Grande Fratello Vip in onda su Canale 5. 

Ma qual è il futuro della serie?

Ci saranno nuovi episodi de ‘Il Commissario Montalbano’?

Lo ha spiegato lo stesso Zingaretti a La Repubblica:

“L’anno scorso abbiamo girato tre episodi nuovi e la Rai ne ha mandati in onda solo due, quindi nel 2021 dovrebbe esserci l’altro episodio, Il metodo Catalanotti, l’ultimo della serie in ordine cronologico scritto da Camilleri. Dopo di questo ci sono ancora due romanzi e dei racconti che si potrebbero girare, però non se ho voglia. Non certo per il personaggio di cui mi sono innamorato profondamente. Penso abbia raccontato l’Italia degli ultimi vent’anni. È che in questi anni sono morti compagni di viaggio che per me erano fratelli, Andrea Camilleri, il regista Alberto Sironi, lo scenografo Luciano Ricceri, colleghi anziani. Le ultime regie le ho fatte io, ma non so se cedere il testimone e finire in bellezza o visto che siamo arrivati fino a qua fare gli ultimi cento metri, se fare un anno sabbatico o dopo vent’anni un congedo definitivo”. 

Permane una sostanziale incertezza sulle ultimissime opere scritte da Camilleri, mentre è certo che la Rai ha in serbo un episodio ancora non andato in onda.

Sul proprio futuro, il fratello maggiore del Segretario del PD ha invece le idee chiare:

“Da tempo mi dico che bisogna chiudere questa esperienza meravigliosa, questa cavalcata trionfale e ammetto che mi sto costruendo altri progetti nel cinema e soprattutto in tv, che mi interessa molto nelle nuove piattaforme e nelle potenzialità del racconto seriale che sono molto interessanti. Il teatro l’avevo lasciato per gli impegni in tv ma da quando lo rifrequento da regista mi è tornata voglia. Appena si normalizza la situazione della pandemia, mi vorrei misurare con un Cechov o uno Shakespeare”. 


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