Lun. Giu 14th, 2021
Abel Ferrara

Il regista newyorkese Abel Ferrara, di stanza ormai da anni a Roma dove vive con la compagna Cristina Chiriac e la figlia Anna, ha presentato – durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – Sportin’ Life, film fuori concorso.

E si è raccontato, raccontando frattanto il suo Sportin’ Life, un film collage in cui convivono tracce e spezzoni di molti suoi film, elementi della sua vita del passato (una vita spesso al limite) e momenti di vita quotidiana durante il lockdown.

E proprio durante il lockdown, Ferrara ha girato una parte di questo atipico documentario:

Molte cose, mi autodenuncio, le ho girate di nascosto, intorno a casa mia. La necessità, si sa, è la madre di tutte le creatività. Sono rimasto entusiasta dell’aver fatto in quell’occasione un po’ il giornalista, una cosa che capita sempre quando si fa un documentario”.

Parlando sempre del lockdown, Ferrara ha racontato:

l’aspetto positivo di questo incubo che è stato il lockdown è che ognuno di noi si è ritrovato a fare un bilancio della propria vita. E poi io mi sono ritrovato a passare tanto tempo con mia figlia Anna e con la bellezza della solitudine di Roma, del vuoto che c’era”.

Il regista che viene dal Bronx, che riceverà durante il Festibal il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker, ha rivelato quindi un suo sogno (un sogno molto in linea con la sua filmografia, sempre molto cruda): “Fare un film senza sceneggiatura: uscire per strada con la troupe e vedere quello che succede”.


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