Perché dovremmo imparare a comunicare come Fabrizio Corona: gli aspetti

Fabrizio Corona continua a occupare lo spazio pubblico italiano con una costanza che va ben oltre lo scandalo o la cronaca giudiziaria. La docuserie Io sono notizia e il format social Falsissimo mostrano come la sua presenza mediatica non sia casuale, ma il risultato di una strategia comunicativa estremamente efficace. Imparare a comunicare “come Corona” non significa adottarne i contenuti o le posizioni, ma comprendere i meccanismi che rendono il suo messaggio così persistente.

La prima lezione riguarda il controllo della narrazione. Corona non è mai stato un semplice fotografo o un intermediario dell’informazione, ma un costruttore di storie. Seleziona gli eventi, li ordina, li rilancia e li trasforma in un racconto coerente nel tempo. Arresti, processi, relazioni sentimentali e cadute pubbliche non sono episodi isolati, ma capitoli di una narrazione continua. In questo modo, la sua vita diventa contenuto e l’esposizione permanente non è un effetto collaterale, bensì una scelta strategica.

La seconda lezione riguarda la riconoscibilità. Corona utilizza un linguaggio diretto, ripetitivo, facilmente memorizzabile. In un contesto di sovraccarico informativo, ciò che funziona non è la complessità, ma la capacità di essere immediatamente identificabili. La coerenza del messaggio, più che la sua accuratezza, diventa una fonte di autorevolezza. È un principio centrale dell’economia dell’attenzione: chi è riconoscibile vince spazio.

La terza lezione è il ruolo del conflitto. Falsissimo mostra come la polarizzazione non sia un problema da evitare, ma uno strumento da gestire. Dividere il pubblico, generare reazioni opposte, costringere a schierarsi significa restare al centro della conversazione. È una forma moderna di “divide et impera”: non cercare consenso unanime, ma attenzione costante.

C’è però un elemento fondamentale da non ignorare. Questa strategia funziona perché Corona dispone di un capitale simbolico costruito nel tempo: notorietà, accesso ai media, memoria collettiva. Se lo stesso modello fosse applicato da un soggetto meno noto o meno potente, difficilmente produrrebbe gli stessi risultati. Anche questo è un insegnamento: la comunicazione non è mai neutra, ma sempre legata ai rapporti di potere.

Imparare a comunicare come Fabrizio Corona non significa legittimare il suo personaggio, ma leggere con lucidità le regole dello spazio pubblico contemporaneo. Io sono notizia e Falsissimo mostrano come oggi visibilità, autorità e attenzione si costruiscano attraverso la gestione del racconto. Comprenderlo e utilizzarne alcuni aspetti è il primo passo per comunicare in modo più consapevole, dentro e fuori i media.


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