Sean Penn tabagista impenitente: ai Golden Globe come in un bar degli anni ’80

C’è chi entra ai Golden Globe con lo smoking stirato e il discorso pronto, e chi invece si siede al tavolo, accende una sigaretta e fa finta che il tempo non sia mai passato (e che non ci siano chiare leggi in materia ormai in tutto il mondo e ancor di più negli States): il due volte premio Oscar Sean Penn ha scelto la seconda opzione. Durante l’ultima edizione dei Golden Globe Awards, all’interno del Beverly Hilton di Los Angeles, l’attore è stato visto fumare tranquillamente al proprio tavolo, sotto gli occhi di colleghi discretamente increduli e addetti ai lavori. Un gesto che ha fatto il giro dei social e che, più di qualsiasi battuta di ringraziamento, ha acceso la discussione.

La scena è diventata virale grazie a uno scatto condiviso dal giornalista del Wall Street Journal Ben Fritz: Penn, classe ’60, con la sigaretta tra le dita mentre conversa al tavolo che includeva anche il suo co-protagonista Leonardo DiCaprio. “Questo non può essere legale”, ha commentato Fritz, riassumendo in una frase lo stupore generale. Vanity Fair ha poi confermato il racconto citando un regista presente in sala: Penn avrebbe “appena acceso” direttamente in platea, mentre altri cercavano un’area esterna per fumare.

La foto è finita anche sull’account Instagram @cigfluencers, tempio ironico del culto nicotinico, dove l’episodio è stato celebrato come un momento di puro caos hollywoodiano. A certificare che non si trattasse di una suggestione collettiva è arrivato il commento di Hannah Einbinder, candidata per Hacks: “Visto con i miei occhi”. La testimonianza oculare batte le ipotesi che si trattasse di AI per 1-0.

Il contesto, frattanto, rende tutto ancora più surreale. One Battle After Another, il film di cui Penn è protagonista, ha dominato la serata portando a casa cinque premi, incluso quello per il miglior film – musical o commedia. Penn era candidato come miglior attore non protagonista, ma la statuetta è andata a Stellan Skarsgård per Sentimental Value. In ogni caso, la sigaretta ha rubato la scena ai premi, come spesso accade quando il personaggio supera l’opera (e quando il gesto è così eclatante).

Sean Penn e le sigarette: cronaca di un rapporto ben noto dalle parti di Hollywood

Non è nemmeno la prima volta che si parla del tabagismo di Sean Penn: chi segue l’attore californiano sa che il rapporto con il fumo è tutt’altro che episodico. Nel 2018, durante un’apparizione al The Late Show with Stephen Colbert, accese due sigarette in diretta televisiva, lasciando il pubblico diviso tra incredulità e applausi ironici. Più di recente, in un’intervista a W Magazine, ha raccontato di aver iniziato a fumare poco più che ventenne, su un set cinematografico, e di aver ormai smesso di provare a smettere. Una dichiarazione disarmante per onestà, coerente con l’immagine di uomo che non chiede permesso (andando contro tutto e tutti, ma anche contro il senso comune).

Nel 2024, durante una conferenza stampa al Marrakech Film Festival, è stato descritto come un “chain smoker” instancabile. E sempre lo scorso anno, ospite da Jimmy Kimmel, ha raccontato un aneddoto quasi surreale: durante una visita alla Casa Bianca ai tempi di Barack Obama, avrebbe chiesto allo staff dove il presidente fumasse di nascosto, lontano dagli occhi di Michelle Obama. Secondo Penn, venne accompagnato lì ogni volta che aveva bisogno di una sigaretta, trasformando il tutto in una sorta di rituale segreto.

Il punto, allora, non è solo se fosse consentito fumare in sala – domanda legittima, ma secondaria – bensì cosa rappresenti oggi un gesto del genere. In un’industria sempre attenta all’immagine, alla correttezza formale e al protocollo, Penn resta una figura che si muove in controtendenza ricordando a Hollywood, anche solo per un attimo, che non tutti sono disposti a recitare anche fuori dal set.


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