Eleanor in Fuori in 60 secondi: la storia dell’auto più iconica del film

Non solo Nicolas Cage o Angelina Jolie (attori della versione del 2000 del film, costata circa 100 milioni di dollari e che ha portato al botteghino circa 237 milioni): grande protagonista del remake di Fuori in 60 secondi (titolo originale Gone in 60 Seconds) è una macchina, Eleanor.

Eleanor di Fuori in 60 secondi è una Ford Mustang Shelby GT500 del 1967; nel film del 2000 è la celebre “hero car” guidata da Nicolas Cage, mentre nel film originale del 1974 era una Mustang diversa nella rappresentazione cinematografica. Il prezzo varia moltissimo: una replica ufficiale moderna è stata proposta tra circa 189.000 e 284.350 dollari, mentre un’auto del film o una replica molto rara può arrivare a oltre 1 milione di dollari all’asta.

Che macchina è davvero Eleanor

Eleanor non è “solo” una Mustang qualsiasi: nell’immaginario del film è una Shelby GT500 fastback del 1967 con un kit estetico immediatamente riconoscibile. Cerchi moderni, assetto aggressivo, presa d’aria sul cofano e livrea grigio scuro con strisce nere: ogni dettaglio contribuisce a renderla iconica.

Nel remake del 2000, Eleanor diventa uno dei simboli assoluti del cinema automotive, al punto da essere percepita quasi come un personaggio. Non è un semplice mezzo: è l’obiettivo, la tensione, il rischio finale.

Quanto costa Eleanor oggi

Il costo dipende molto da cosa si intende per Eleanor. Le repliche ufficiali moderne, annunciate nel 2018, partivano da circa 189 mila dollari e potevano arrivare fino a 284.350 dollari, in base a motore, cambio e optional.

Un altro discorso riguarda le auto utilizzate nel film o le repliche più rare: in questi casi si entra nel mondo del collezionismo, con cifre che superano facilmente i 500 mila dollari e che possono arrivare o oltrepassare 1 milione di dollari nelle aste più importanti.

Eleanor esiste davvero o è solo cinema?

La risposta è: entrambe le cose. Eleanor nasce come elemento narrativo, ma è diventata nel tempo un oggetto reale, replicato, venduto e desiderato.

Non esiste una sola Eleanor “ufficiale”: esistono più versioni, più repliche, più interpretazioni. Ed è proprio questo a renderla interessante. Eleanor è un’idea prima ancora che un’auto.

Perché Eleanor è diventata più famosa del film

Ci sono film che si ricordano per una scena, altri per una battuta. Fuori in 60 secondi si ricorda per un’auto. Non è scontato (in tal senso, riportiamo un simpatico commento ai margini del video seguente, dedicato alle scene del film con Eleanor: the godfather of fast and the furious).

Eleanor funziona perché incarna perfettamente un certo tipo di cinema: diretto, visivo, senza troppe spiegazioni. È una presenza forte, immediata, quasi mitologica. E in un film costruito su una lista di auto da rubare, è l’unica che conta davvero.

Non a caso è l’ultima della lista: quella che chiude il cerchio, quella che mette tutto in gioco.

Il simbolo di un certo cinema anni 2000

Guardando oggi Fuori in 60 secondi, Eleanor appare come il simbolo di un’epoca precisa. Un cinema action meno costruito, meno digitale, più fisico. Più imperfetto, ma anche più riconoscibile.

La muscle car americana, reinterpretata con un’estetica moderna, diventa qui un ponte tra passato e presente. E forse è proprio questo il motivo per cui Eleanor continua a funzionare: non appartiene del tutto a un’epoca sola.

Curiosità su Eleanor

Prima ancora dei numeri e delle specifiche tecniche, Eleanor è diventata nel tempo un piccolo mito fatto di dettagli, aneddoti e scelte produttive che hanno contribuito a costruirne l’aura. Di seguito, andremo a scoprire alcune curiosità in merito a questa mitica auto del grande schermo.

Nel film del 2000, Eleanor è l’ultima auto della lista da rubare, quella decisiva per completare il colpo e salvare il fratello di Memphis. È quindi non solo un oggetto, ma il vero punto di tensione narrativa.

Per le riprese del remake furono costruite 11 Eleanor, ma solo 3 erano realmente funzionanti: un dato che racconta bene quanto il cinema, anche quando sembra realistico, sia costruzione pura.

La versione del 2000 ha reso celebre il pulsante “Go Baby Go”, che nel film attiva il protossido di azoto: una trovata semplice, ma rimasta impressa nella memoria collettiva.

Una delle auto usate nel film è stata venduta all’asta per circa 1 milione di dollari, confermando come Eleanor appartenga più al mondo delle opere da collezione che a quello delle auto “normali”.

Anche la produzione delle repliche ufficiali ha contribuito al mito: in alcuni casi servivano circa sei mesi per completarne una, con la possibilità di scegliere tra cambio manuale e automatico, cosa piuttosto rara per un’icona cinematografica costruita su licenza.

Infine, il nome stesso “Eleanor” è diventato un riferimento culturale: oggi non indica solo quella specifica auto, ma un intero stile di Mustang elaborata ispirata al film.


Clicca qui per seguire NonSolo.TV su Instagram
Clicca qui per seguire NonSolo.TV su Google News