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Caterina, da Aeroplano con gli 883 all’addio a Cecchetto (E Berlusconi cosa c’entra?)

Caterina e l'addio alla musica a causa di Berlusconi

Caterina Rappoccio scese dal treno a Riccione con il solito zaino in spalla e si ritrovò davanti a delle gigantografie con la sua faccia. Era l’estate del 1994, partecipava a Un disco per l’estate con Favola semplice e fino a quel momento, ha raccontato in una recente intervista al Corriere della Sera, non si era resa conto di essere diventata famosa (Eppure l’anno prima aveva già cantato Aeroplano con un giovane – magari non quanto lei ma comunque parecchio giovane – Max Pezzali).

Oggi a riportare in giro la sua faccia (o meglio, quella di Rosa Barbolini che la interpreta) è Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883. Caterina entra nel quarto episodio della serie Sky. Nella vita, per entrare nel disco degli 883, le era bastato dire a Claudio Cecchetto – con l’audacia che solo una teenager avrebbe potuto avere – che la canzone che le aveva appena proposto le sembrava un po’ moscia.

A Cecchetto disse che Aeroplano era moscia

Di origini del sud (come il cognome fa trasparire chiaramente), Caterina era cresciuta a Milano e studiava al conservatorio. A Castrocaro aveva portato America e Fotoromanza di Gianna Nannini, due pezzi che spiegano piuttosto bene perché Aeroplano, al primo ascolto, le sembrasse fin troppo tranquilla. Cecchetto l’aveva notata proprio per la voce e per come stava sul palco. Le serviva una canzone per la finale e lui le propose quella, con la possibilità di rifarla in una versione più rock. Lei non conquistò il festival (che era una sorta di Sanremo per emergenti) ma tornò a casa con un contratto che la legava alla casa discografica di Cecchetto.

E fu sempre Cecchetto a metterla al microfono con Max Pezzali. La parte buffa è che Caterina aveva passato l’estate del 1992 ad ascoltare Hanno ucciso l’Uomo Ragno senza sapere chi la cantasse. Con Max e Mauro Repetto, poi, si sarebbe vista poche volte. Una di quelle fu il 15 gennaio 1994, quando cantarono Aeroplano al Roxy Bar di Red Ronnie (a sua volta programma giovanissimo, nato meno di due anni prima).

Di lì a pochi mesi gli 883 avrebbero avuto il boom definitivo e Repetto avrebbe lasciato gli 883. La storia di Caterina, invece, avrebbe preso una piega inaspettata (e che probabilmente nessuno avrebbe mai raccontato non fosse stato per Sidney Sibilla).

Garibaldi, il comizio in piazza Duomo e la fine del contratto

Dopo Favola semplice, Caterina fece ascoltare a Cecchetto un altro pezzo scritto da lei. Si chiamava Garibaldi e dentro c’erano l’eroe dei due mondi e Anita che arrivavano a Milano, passavano da piazza Duomo e si imbattevano in un comizio: dal palco si parlava di rifare l’Italia e di dividerla e i due, comprensibilmente contrariati, mettevano in piedi un controcorteo.

Era il 1994, l’anno in cui Forza Italia di Silvio Berlusconi e la Lega Nord di Umberto Bossi si allearono (assieme ad Alleanza Nazionale ormai post fascista) per le elezioni. È a quella coincidenza che Rappoccio ripensa quando racconta la fine del rapporto con Cecchetto. Il produttore la convocò e, stando al suo racconto, le disse che era meglio chiudere il contratto. Sul possibile motivo politico, Caterina è stata precisa: «Certo, nessuno me lo ha mai detto esplicitamente». Un intervento di Berlusconi rimane quindi privo di riscontri ma la suggestione è forte.

Caterina Rappoccio aveva diciassette anni. Provò quindi a proporsi ad altre case discografiche ma incassò una serie di rifiuti, che all’epoca le fecero sospettare che ci fosse una preclusione nei suoi confronti. Da allora Cecchetto non l’ha più visto né sentito ma, racconta in questo periodo di ritrovata notorietà, le piacerebbe incontrarlo per dirgli che non gli porta rancore.

Che fine ha fatto Caterina Rappoccio

Per Aeroplano, a conti fatti, Caterina stima di aver preso un milione di lire (meglio che un pugno in un occhio). Per mantenersi, in seguito, ha fatto anche la segretaria e la cameriera. Nel 2015 si è accorta che poteva registrare le proprie canzoni da sola, senza dover aspettare che qualcuno le mettesse a disposizione uno studio e così ha cominciato ad autoprodursi e ha lasciato il lavoro, per dedicarsi alla sua grande passione originaria.

Oggi vive dalle parti di Cesenatico, scrive canzoni e si esibisce quando capita. Al Corriere ha raccontato di essersi abituata a vivere con due o tremila euro l’anno e di preferire i pub, dove può capitare che qualcuno, entrato per bersi una birra, si fermi ad ascoltarla – senza preconcetti, senza sapere la sua incredibile parabola artistica.

(Doveroso sottolineare come l’immagine del pezzo sia stata generata dall’IA, non essendo presenti immagini in buona qualità della performance di Caterina e di Max da Red Ronnie nell’ormai lontano 1994. Per le immagini originali abbiamo appositamente messo il video nel post)


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