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Charles Ingram e la truffa a Chi vuol essere milionario?: dopo 25 anni è libero?

La più grande truffa di sempre a Chi vuole essere milionario

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Il 10 settembre 2001 Charles Ingram si trova davanti a una domanda che vale un milione di sterline: «Come si chiama un numero formato da uno seguito da cento zeri?». Le opzioni sono googol, megatron, gigabit e nanomole.

Il maggiore dell’esercito britannico ragiona a lungo. Dice di non aver mai sentito la parola googol, sembra virare su nanomole, prima di cambiare idea e alla fine indicare proprio la risposta corretta: Ingram divenne così, almeno per qualche ora, il terzo concorrente capace di vincere il premio massimo della versione britannica di Chi vuol essere milionario?.

Il milione, però, non arrivò mai sul suo conto. E quella puntata, che avrebbe dovuto essere trasmessa pochi giorni dopo, non andò in onda.

Venticinque anni più tardi la storia continua a essere tramandata e la truffa viene raccontata come quella dell’uomo che vinse il quiz grazie a una serie di colpi di tosse. Andiamo a scoprirla assieme, qualora non la conosciate già (in tal caso, repetita iuvant – o forse juventus, in questo caso?).

Una vittoria costruita un colpo di tosse alla volta

Charles Ingram non era arrivato nello studio di ITV per caso. Sua moglie Diana aveva già partecipato al programma, fermandosi a 32.000 sterline; la stessa cifra era stata vinta dal fratello di lei, Adrian Pollock. In famiglia, insomma, Chi vuol essere milionario? era diventato quasi una disciplina domestica.

Ingram ottenne quindi l’accesso alla gara il 9 settembre 2001 (una data che fa venire i brividi, a pensarci oggi: quante cose accadevano in quel 2001). La prima serata non fu esattamente trionfale: consumò due aiuti e arrivò alla pausa con 4.000 sterline. Quando tornò in studio il giorno successivo, tuttavia, la sua partita cambiò improvvisamente passo.

Il maggiore cominciò a ragionare ad alta voce, pronunciando una dopo l’altra le possibili risposte. Dalla zona occupata dagli altri aspiranti concorrenti arrivavano intanto dei colpi di tosse. A tossire, secondo l’accusa, era soprattutto Tecwen Whittock, docente universitario gallese e concorrente del turno successivo.

Il sistema sarebbe stato di una semplicità quasi comica: Ingram elencava le opzioni e Whittock tossiva quando sentiva quella corretta. In almeno un’occasione dalla platea sarebbe intervenuta anche Diana.

A insospettire la produzione furono soprattutto alcuni cambi di direzione difficili da spiegare (e che mostrano anche un certo pressapochismo dei wannabe truffatori). Alla domanda sul cantante vincitore di un premio ai MOBO Awards, per esempio, Ingram dichiarò di non conoscere Craig David e poi scelse proprio lui. Per arrivare a 8.000 sterline indicò Aristotle Onassis come secondo marito di Jacqueline Kennedy dopo averne pronunciato il nome e aver sentito tossire. La stessa dinamica si sarebbe ripetuta salendo lungo la piramide dei premi.

Secondo l’accusa, durante la registrazione furono individuati 19 colpi di tosse significativi. Whittock sostenne di soffrire di allergie e rinite e spiegò che la coincidenza con le risposte esatte era, per l’appunto, una coincidenza. La giuria non se la bevette.

Il milione mai consegnato e il processo del 2003

Subito dopo la registrazione, Ingram festeggiò insieme al conduttore Chris Tarrant e ricevette il tradizionale assegno. Dietro le quinte, però, alcuni membri della produzione avevano già segnalato il comportamento del concorrente e quella tosse curiosamente tempestiva.

Celador, la società che produceva allora il programma, riesaminò l’audio, bloccò il pagamento e consegnò il materiale alla polizia. La puntata non venne trasmessa nella sua forma originaria: il pubblico vide le immagini soltanto in seguito, inserite nei programmi dedicati al caso.

Il processo cominciò nel marzo 2003 alla Southwark Crown Court di Londra. Charles e Diana Ingram, insieme a Whittock, negarono di aver organizzato la truffa. La difesa contestò anche il peso attribuito alla registrazione, sostenendo che i colpi di tosse fossero stati isolati e amplificati, creando una sequenza molto più evidente di quanto fosse apparso nello studio. Lo stesso Chris Tarrant dichiarò di non essersi accorto di nulla mentre conduceva il programma.

Il 7 aprile 2003 arrivò comunque la condanna per aver ottenuto con l’inganno l’emissione di un titolo di valore (l’assegno da un milione di sterline).

Charles e Diana ricevettero una pena di 18 mesi di carcere, sospesa per due anni, oltre a una multa di 15.000 sterline ciascuno e all’obbligo del pagamento delle spese processuali. Whittock fu condannato a 12 mesi, anche questi sospesi, e a una multa di 10.000 sterline. Il giudice evitò di comminare loro il carcere immediato tenendo conto anche delle conseguenze sulle rispettive famiglie.

Il maggiore perse inoltre la carriera militare: nell’estate dello stesso anno fu costretto a lasciare l’esercito dopo sedici anni di servizio, conservando comunque grado e pensione.

Charles Ingram è libero? La risposta breve è sì

Ingram, a 25 anni dalla vicenda, è un uomo libero. E in tal senso è necessario specificare, qualora il titolo vi abbia tratto in inganno: non è stato condannato a 25 anni e non ha scontato 25 anni di prigione.

La pena di 18 mesi era sospesa per due anni. In pratica, non sarebbe entrato in carcere a meno di commettere altri reati entro il periodo stabilito o di violare le condizioni imposte dal tribunale. Quella sospensione è scaduta da oltre vent’anni e oggi non comporta alcuna restrizione della sua libertà.

Ingram fu successivamente condannato anche per due reati collegati a una polizza assicurativa, vicenda distinta dal quiz e precedente alla sua apparizione televisiva. Nel novembre 2003 ricevette un conditional discharge di due anni, una misura che non prevedeva il carcere immediato. Anche in quel caso uscì liberamente dal tribunale.

A rimanere in piedi è invece la condanna. Nel 2004 la Corte d’appello negò a Charles Ingram il permesso di contestare il verdetto, pur cancellando la multa e le spese imposte alla moglie Diana. Un successivo ricorso alla Criminal Cases Review Commission non portò alla riapertura del caso.

Nel 2020, in concomitanza con il successo della miniserie televisiva Quiz, gli Ingram annunciarono una nuova iniziativa legale. I loro avvocati sostenevano che analisi audio più moderne potessero mettere in dubbio l’attribuzione dei colpi di tosse e il modo in cui il materiale era stato presentato alla giuria. Ma nulla da allora è cambiato Charles e Diana Ingram continuano quindi a essere considerati colpevoli dalla giustizia britannica, pur avendo sempre proclamato la propria innocenza.

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