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	<title>Che fine ha fatto Archivi - NonSolo.TV</title>
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	<description>TV, personaggi e storie tra nostalgia, curiosità e cultura pop</description>
	<lastBuildDate>Sun, 26 Apr 2026 19:28:55 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Che fine ha fatto Archivi - NonSolo.TV</title>
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		<title>Euro Trip, che fine hanno fatto gli attori? Il flop diventato cult che ha bruciato carriere</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 19:28:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che fine ha fatto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2004 sembrava tutto apparecchiato. Le commedie adolescenziali funzionavano, il pubblico rispondeva e Hollywood sapeva esattamente come muoversi. Euro Trip nasce dentro questo contesto, con ambizioni nemmeno troppo nascoste: inserirsi nella scia di successi come American Pie e Road Trip e diventare un altro titolo di riferimento per il genere. Sulla carta, c’erano pochi dubbi. ... <a title="Euro Trip, che fine hanno fatto gli attori? Il flop diventato cult che ha bruciato carriere" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/euro-trip-che-fine-hanno-fatto-gli-attori-il-flop-diventato-cult-che-ha-bruciato-carriere/" aria-label="Per saperne di più su Euro Trip, che fine hanno fatto gli attori? Il flop diventato cult che ha bruciato carriere">Leggi tutto</a></p>
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<p>Nel 2004 sembrava tutto apparecchiato. Le commedie adolescenziali funzionavano, il pubblico rispondeva e Hollywood sapeva esattamente come muoversi. <em>Euro Trip</em> nasce dentro questo contesto, con ambizioni nemmeno troppo nascoste: inserirsi nella scia di successi come <em>American Pie</em> e <em>Road Trip</em> e diventare un altro titolo di riferimento per il genere.</p>



<p>Sulla carta, c’erano pochi dubbi. La sceneggiatura era stata pagata quasi 4 milioni di dollari, una cifra altissima per una commedia di questo tipo. Dietro c’erano nomi solidi, con esperienza nella scrittura comica. Il cast, pur giovane, aveva un volto già noto come Michelle Trachtenberg, capace di attirare un pubblico cresciuto con lei tra televisione e cinema.</p>



<p>E poi c’era anche quel cameo destinato a rimanere nella memoria collettiva: Matt Damon, completamente fuori ruolo, in una delle scene più citate del film. Un dettaglio che, da solo, racconta quanto il progetto fosse tutt’altro che improvvisato (se non improvvisati sicuramente un po&#8217; <em>cringe</em> potevano essere alcuni dialoghi. Già da quello che si sviluppa ai margini del cameo che vi proponiamo lo potete notare&#8230; <em>mamma mia</em>).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<p>Ad ogni modo, qualcosa non andò per il verso giusto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un film che aveva tutto per funzionare</h2>



<p>Guardandolo oggi, <em>Euro Trip</em> non dà l’impressione di un errore. O comunque non un completo errore. È una commedia che scorre senza fatica, con una struttura semplice ma efficace, negli standard dei teen movie dell&#8217;epoca (tutto sommato, ad essere meno severi nel giudizio, anche le battute del video proposto qualche riga or sono rientrano negli standard).</p>



<p>È sicuramente meglio di alcuni dei film dimenticabili che riempivano il genere in quegli anni e forse funziona meglio di diversi titoli più celebrati con quella leggerezza che permette di rivederlo anche a distanza di tempo (e che testimonia lo spirito dei tempi di inizio millennio).</p>



<p>Il problema, però, non è mai stato il film in sé.</p>



<p>Al botteghino, la risposta è stata fredda. <em>Euro Trip</em> incassa circa 22 milioni di dollari a fronte di un budget di 25. Numeri che, considerando la divisione degli incassi con le sale, si traducono in una perdita netta per lo studio.</p>



<p>Non un semplice risultato sotto le aspettative. Un vero fallimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Euro trip, la scelta sbagliata nel momento sbagliato</h2>



<p>Una delle chiavi sta nella distribuzione. Il film esce a febbraio, uno dei periodi meno favorevoli per il cinema, soprattutto per una commedia rivolta a un pubblico giovane.</p>



<p>Non è una condanna automatica, ma è un ostacolo. Il pubblico è meno presente, le condizioni non aiutano e la visibilità si riduce. Se poi manca una spinta promozionale forte, il rischio diventa concreto.</p>



<p>E qui entra in gioco il secondo problema.</p>



<p>Secondo diverse testimonianze, il film non è stato sostenuto davvero dallo studio. Il marketing è stato debole, quasi disinteressato. La sensazione, condivisa da chi ci ha lavorato, è che il progetto fosse percepito come “minore”, nonostante l’investimento iniziale.</p>



<p>Quando succede, il risultato è prevedibile: il film non raggiunge il pubblico. Non perché non possa piacere, ma perché non viene messo nelle condizioni di essere visto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che fine hanno fatto gli attori di Euro Trip</h2>



<p>Il lato più amaro della storia riguarda proprio il destino del cast.</p>



<p>Per Scott Mechlowicz, Jacob Pitts e Travis Wester, <em>Euro Trip</em> rappresentava molto più di un semplice ruolo. Era l’ingresso nel circuito dei grandi studi, l’occasione per costruire una carriera.</p>



<p>Non succede.</p>



<p>Dopo il flop, le opportunità si riducono drasticamente. Nessuno dei tre riesce a trasformare quel debutto in un trampolino. Le loro filmografie restano limitate, frammentate, spesso lontane dal cinema mainstream. In alcuni casi, il percorso si interrompe quasi del tutto.</p>



<p>È il meccanismo più duro dell’industria: una commedia di successo può lanciare attori sconosciuti in pochi mesi (sebbene il rischio è di incastrarsi dentro un&#8217;immagine giovanilistica &#8211; vedasi il caso di <a href="https://www.nonsolo.tv/che-fine-ha-fatto-mena-suvari-icona-di-inizio-millennio-tra-american-beauty-e-american-pie/">Mena Suvari</a>). Una che fallisce può fare l’opposto.</p>



<p>Diverso il discorso per Michelle Trachtenberg. Arrivava da un percorso già avviato, con ruoli importanti alle spalle. Dopo <em>Euro Trip</em> ha continuato a lavorare, anche se senza un vero salto di livello. La sua carriera ha seguito una traiettoria più stabile, ma senza quella svolta che il film, in caso di successo, avrebbe potuto garantire.</p>



<p>Altri nomi presenti nel cast – come Matt Damon o Jeffrey Tambor – hanno avuto percorsi completamente indipendenti. Il loro futuro non è mai stato legato a <em>Euro Trip</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da flop a cult: una seconda vita fuori dalle sale</h2>



<p>Col tempo, però, qualcosa cambia.</p>



<p>Fuori dal circuito cinematografico, <em>Euro Trip</em> trova il suo pubblico. Prima con il mercato home video, poi con le repliche televisive e infine con lo streaming. Il passaparola cresce, le scene diventano riconoscibili, le battute iniziano a circolare.</p>



<p>Il film smette di essere un flop e diventa un cult.</p>



<p>È una trasformazione lenta, ma evidente. Le proiezioni anniversario registrano partecipazione, il titolo viene riscoperto, citato, condiviso. Non è più un prodotto dimenticato, ma uno di quei film che continuano a vivere nel tempo.</p>



<p>Il paradosso è tutto qui: il pubblico c’era, ma non è stato raggiunto nel momento giusto.</p>



<p>E per gli attori che avevano bisogno di quel successo nel 2004, quella seconda vita non è bastata a cambiare le cose.</p>
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		<title>Che fine ha fatto Mena Suvari, icona di inizio millennio tra “American Beauty” e “American Pie”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:09:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che fine ha fatto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che fine ha fatto Mena Suvari? Dall’exploit con American Beauty e American Pie a una vita segnata da tante difficoltà. C’è stato un momento, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, in cui il volto di Mena Suvari era un po&#8217; ovunque. Bastava uno sguardo per riconoscerla: la ragazza distesa su un ... <a title="Che fine ha fatto Mena Suvari, icona di inizio millennio tra “American Beauty” e “American Pie”" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/che-fine-ha-fatto-mena-suvari-icona-di-inizio-millennio-tra-american-beauty-e-american-pie/" aria-label="Per saperne di più su Che fine ha fatto Mena Suvari, icona di inizio millennio tra “American Beauty” e “American Pie”">Leggi tutto</a></p>
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<p><strong>Che fine ha fatto Mena Suvari? Dall’exploit con American Beauty e American Pie a una vita segnata da tante difficoltà.</strong></p>



<p>C’è stato un momento, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, in cui il volto di Mena Suvari era un po&#8217; ovunque. Bastava uno sguardo per riconoscerla: la ragazza distesa su un letto di petali rossi nel poster di <em>American Beauty</em>, oppure la studentessa ingenua e desiderata della saga di <em>American Pie</em>. Due immagini diverse, ma complementari, che hanno costruito in pochissimo tempo un’icona pop (una americanissima icona pop, a ben vedere).</p>



<p>Quel successo, però, non si è trasformato in una carriera lineare &#8211; come spesso accade a giovani e giovanissime che ottengono la notorietà da teenager o giù di lì. </p>



<p>A distanza di anni, però, la parabola di Mena Suvari racconta qualcosa di più complesso rispetto alla classica storia della star lanciata da Hollywood e poi rimasta in ombra. È una vicenda fatta di esposizione precoce, fragilità personali e tentativi – non sempre semplici – di rimettere insieme i pezzi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall’esplosione con “American Beauty” al rischio etichetta</h2>



<p>Quando interpreta Angela Hayes in <em>American Beauty</em>, Mena Suvari ha appena 19 anni. Il film diventa subito un caso: cinque Oscar, tra cui miglior film, regia e attore protagonista. E insieme ai premi (che però non arrivano per lei ad personam) arriva anche un’immagine potentissima, quasi simbolica, che la lega per sempre a quell’opera.</p>



<p>Angela è una figura ambigua: sicura all’apparenza, fragile nella sostanza. Un equilibrio che, col senno di poi, sembra riflettere anche la condizione della stessa attrice. Da un lato la popolarità improvvisa, dall’altro una vulnerabilità che non trova spazio nel racconto pubblico.</p>



<p>Nello stesso periodo, Suvari entra nell’immaginario collettivo anche grazie a <em>American Pie</em>, una commedia generazionale che segna un’epoca (ed è protagonista anche dell&#8217;iconico video di <em>Teenage dirtbag</em> dei Wheatus, colonna sonora di Loser &#8211; altro film con la Suvari protagonista assieme a Jason Biggs, altro volto noto di American Pie). </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Wheatus - Teenage Dirtbag (Official Video)" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/FC3y9llDXuM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Il problema è che quel doppio successo (American Beauty + American Pie) finisce per definire troppo presto il suo profilo. Hollywood la riconosce, ma tende anche a incasellarla (come spesso accade a chi interpreta ruoli memorabili) nella figura della giovane bellezza.</p>



<p>Negli anni successivi arrivano altri lavori, ma senza lo stesso peso. Alcuni titoli – come <em>Domino</em>, <em>Factory Girl</em> o <em>Il giorno dei morti</em> – sono dimenticabili (e dimenticabili). Sul piccolo schermo (soprattutto negli anni &#8217;10) Mena ha esperienze più solide, lavora in <em>A due metri sotto terra</em> e <em>American Horror Story</em> (di nuovo questo appellativo americano che la perseguita), ma non basta a ricostruire una centralità nel mondo della produzione audiovisiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mena Suvari tra difficoltà personali e un nuovo equilibrio</h2>



<p>La parte meno visibile della sua storia emerge anni dopo, quando Mena Suvari decide di raccontarsi senza filtri nelle sue memorie, <em>The Great Peace: A Memoir</em>. Il quadro che ne esce è duro: abusi, relazioni tossiche, una progressiva erosione dell’autostima.</p>



<p>“<em>Una parte di me è morta quel giorno</em>”, scrive. E ancora: “<em>Sembravo perfetta fuori, ma dentro ero vuota</em>”. Parole che restituiscono il peso di un percorso segnato da esperienze traumatiche, spesso vissute mentre la sua immagine pubblica continuava a essere quella della ragazza perfetta.</p>



<p>In quel contesto si inseriscono anche le dipendenze, raccontate dalla stessa attrice come un tentativo di anestetizzare il dolore. Una fase lunga, complessa, che ha inciso inevitabilmente anche sulla carriera.</p>



<p>Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato. Dopo due divorzi, Mena Suvari (che è ancora relativamente giovane, essendo classe &#8217;79) ha trovato una maggiore stabilità accanto allo scenografo canadese Michael Hope, con cui si è sposata nel 2018 e ha avuto un figlio nell&#8217;aprile del 2021.</p>



<figure class="gb-block-image gb-block-image-70d9cb49"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="750" height="563" class="gb-image gb-image-70d9cb49" src="https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2026/03/mena-suvari-oggi.jpg" alt="" title="mena suvari oggi" srcset="https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2026/03/mena-suvari-oggi.jpg 750w, https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2026/03/mena-suvari-oggi-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p>Parallelamente, ha ripreso a lavorare con maggiore continuità, partecipando a diverse produzioni televisive e cinematografiche soprattutto a partire dal 2020: se gli anni &#8217;10 per lei sono stati gli anni del piccolo schermo, gli anni &#8217;20 sono quelli del ritorno nelle produzioni cinematografiche, con svariati ruoli (ma il ruolo forse per lei più importante è quello da protagonista nella serie fantascientifica del 2024 RZR).</p>



<p>Da segnalare infine come il suo impegno si estenda anche oltre il set: Mena Suvari è ambasciatrice di Childhelp, organizzazione che si occupa di prevenzione e supporto contro gli abusi sui minori, e dal 2017  (quando è diventata vegana) è divenuta promotrice di prodotti cosmetici e d&#8217;abbigliamento ecologici e <em>cruelty-free</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/che-fine-ha-fatto-mena-suvari-icona-di-inizio-millennio-tra-american-beauty-e-american-pie/">Che fine ha fatto Mena Suvari, icona di inizio millennio tra “American Beauty” e “American Pie”</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
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		<title>Che fine ha fatto Sara Tommasi, dal successo agli eccessi e alla rinascita (con brano dance &#8211; Vis a Vis)</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/che-fine-ha-fatto-sara-tommasi-dal-successo-agli-eccessi-e-alla-rinascita-con-brano-dance-vis-a-vis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 13:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che fine ha fatto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo capitolo della rubrica Che fine ha fatto per parlare di una showgirl che ha vissuto sulla cresta dell&#8217;onda gli anni &#8217;00 e che ha provato a riciclarsi in varie maniere nel corso del tempo. Parliamo di Sara Tommasi, showgirl ed ex modella classe &#8217;81. Nata a Narni, in provincia di Terni, la Tommasi ha ... <a title="Che fine ha fatto Sara Tommasi, dal successo agli eccessi e alla rinascita (con brano dance &#8211; Vis a Vis)" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/che-fine-ha-fatto-sara-tommasi-dal-successo-agli-eccessi-e-alla-rinascita-con-brano-dance-vis-a-vis/" aria-label="Per saperne di più su Che fine ha fatto Sara Tommasi, dal successo agli eccessi e alla rinascita (con brano dance &#8211; Vis a Vis)">Leggi tutto</a></p>
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<p>Nuovo capitolo della rubrica Che fine ha fatto per parlare di una showgirl che ha vissuto sulla cresta dell&#8217;onda gli anni &#8217;00 e che ha provato a riciclarsi in varie maniere nel corso del tempo.</p>



<p><strong>Parliamo di Sara Tommasi, showgirl ed ex modella classe &#8217;81.</strong></p>



<p>Nata a Narni, in provincia di Terni, la Tommasi ha iniziato la propria carriera televiva come valletta al Paolo Limiti Show.</p>



<p>Da quel momento, un tentativo per diventare velina (parteciperà a Veline nel 2004) e un paio di ruoli analoghi:</p>



<p>valletta a Paperissima, schedina a Quelli che il calcio.</p>



<p><strong>La consacrazione nel 2006 con la partecipazione alla quarta edizione de L&#8217;Isola dei Famosi.</strong></p>



<p>Arriverà per lei il momento del calendario (per Max nel 2007 &#8211; vi offriamo di seguito il backstage) ed è l&#8217;apice.</p>



<figure><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/en_g09J6PS0" allowfullscreen=""></iframe></figure>



<p>Da lì in poi altre conduzioni in tv, qualche tentativo da attrice (tredici apparizioni tra cinema e serie tv),<strong> fino al momento degli accessi tra droghe e porno</strong> (e pensare che fino a poco tempo prima diceva: &#8220;All&#8217;inizio non volevo spogliarmi, poi ho cambiato idea. Il seno? L&#8217;ho rifatto&#8221;).</p>



<p>Sicuramente non le sono stati d&#8217;aiuto alcuni incontri avvenuti durante gli anni (non dimentichiamo fra gli altri  <a href="https://www.nonsolo.tv/2020/03/30/che-fine-ha-fatto-andre-dipre-da-paniccia-al-porno-e-ai-tutorial-per-le-mascherine-fatte-in-casa-con-gli-assorbenti/">Andrea Diprè</a>).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa fa Sara Tommasi oggi?</h2>



<p><strong>La showgirl &#8211; che ha 113mila dollower su Instagram &#8211; è tornata a vivere in Umbria, a Terni, ed ha aperto una panetteria a fine 2019.</strong></p>



<p>Come riportato da una nota citata dal Fatto Quotidiano, la Tommasi dichiarerebbe: &#8220;Amo molto questo nuovo lavoro e sono felice di tenermi impegnata ogni giorno; spero sempre che mi richiamino però in televisione, è quello il mio lavoro, è quello ciò che amo di più fare! Il mio sogno sarebbe quello di partecipare ad un reality-show, al GF Vip volentieri oppure perché no, partecipare nuovamente a L’Isola dei Famosi, nel 2006 ho partecipato al reality e mi sono classificata quarta, mi candido ufficialmente per la prossima edizione, e questa volta vorrei vincere, principalmente per me stessa, come rivalsa personale!”</p>



<p>La Tommasi, quindi, vorrebbe tornare in tv.</p>



<p>Per adesso, Wikipedia ci informa, sarebbe tornata a fare qualcosa in una tv locale.</p>



<p>E &#8211; ci è giunto un comunicato stampa in tal senso &#8211; si starebbe dando alla musica (e non solo per la registrazione di video musicali &#8211; ne ha già tre all&#8217;attivo):</p>



<p><strong>la Tommasi ha registrato un brano di musica elettronica (intitolato &#8220;Vis a Vis&#8221;) con i Luci da Labbra (gruppo umbro con diversi live alle spalle) </strong>e con un intervento del trapper della Basilicata Sciarra (noto &#8211; ? &#8211; per un brano reigstrato con Eva Henger).</p>



<p>&#8220;Il brano, in uscita per la prossima estate, è destinato &#8211; non solo &#8211; al settore radiofonico ma, anche, ai Live e Discoteche, dal momento che le attuali restrizioni lo permetteranno&#8221; &#8211; scrivono nel comunicato.</p>



<p><a href="http://www.chefinehafatto.com/">VUOI SAPERE CHE FINE HANNO FATTO TANTISSIMI ALTRI PERSONAGGI FAMOSI? VISITA CHEFINEHAFATTO.COM</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/che-fine-ha-fatto-sara-tommasi-dal-successo-agli-eccessi-e-alla-rinascita-con-brano-dance-vis-a-vis/">Che fine ha fatto Sara Tommasi, dal successo agli eccessi e alla rinascita (con brano dance &#8211; Vis a Vis)</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
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		<title>Che fine ha fatto Tonio Cartonio, tra fake news sulla sua morte per overdose e un presente felice</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/che-fine-ha-fatto-tonio-cartonio-tra-fake-news-sulla-sua-morte-per-overdose-e-un-presente-felice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 16:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che fine ha fatto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguiamo con la rubrica &#8220;che fine ha fatto&#8221; &#8211; e non per parlare di Carmen Sandiego (che continuiamo a chiederci per altro che fine abbia fatto). E dopo aver parlato di Andrea Diprè, parliamo di un personaggio ben più noto (e positivo). E&#8217; stato una icona degli anni &#8217;00 &#8211; che ha attraversato nella sua ... <a title="Che fine ha fatto Tonio Cartonio, tra fake news sulla sua morte per overdose e un presente felice" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/che-fine-ha-fatto-tonio-cartonio-tra-fake-news-sulla-sua-morte-per-overdose-e-un-presente-felice/" aria-label="Per saperne di più su Che fine ha fatto Tonio Cartonio, tra fake news sulla sua morte per overdose e un presente felice">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguiamo con la rubrica &#8220;che fine ha fatto&#8221; &#8211; e non per parlare di Carmen Sandiego (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=5aYuJTTPCx0">che continuiamo a chiederci per altro che fine abbia fatto</a>).</p>
<p>E dopo aver parlato di <a href="https://www.nonsolo.tv/2020/03/30/che-fine-ha-fatto-andre-dipre-da-paniccia-al-porno-e-ai-tutorial-per-le-mascherine-fatte-in-casa-con-gli-assorbenti/">Andrea Diprè</a>, parliamo di un personaggio ben più noto (e positivo).</p>
<p>E&#8217; stato una icona degli anni &#8217;00 &#8211; che ha attraversato nella sua interezza.</p>
<p>Parliamo del mattatore della Melevisione, programma andatato in onda sulle reti Rai dal 18 gennaio 1999 al 6 settembre 2010 (su Rai 3. Poi dal 2011 al 2015 su Rai YoYo).</p>
<p>E chi è il mattatore della Melevisione?</p>
<p>Ovviamente <strong>Tonio Cartonio, personaggio noto anche a molti che non hanno mai seguito la Melevisione</strong> (io stesso iniziavo la mia adolescenza al lancio del programma &#8211; quindi non è uno show della mia generazione. Ma so chi è Tonio Cartonio).</p>
<p>Di seguito, la prima apparizione di Tonio Cartonio:</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/qAj2M_T6qkM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Di fatto, la Melevisione è stato un vero e proprio universo &#8211; in cui si alternavano vicende fiabesche legate al Fantabosco (un territorio con tanto di lingua e moneta) e cartoni animati più o meno classici (tra cui la compagna Pimpa).</p>
<p>Ma cosa sia stata la Melevisione, comunque, non sta a me dirlo &#8211; ché a quei tempi pensavo già a ben altre (e ben meno fanciullesche) cose.</p>
<p>Sono qui per rispondere alla domanda:<strong> che fine ha fatto Tonio Cartonio?</strong></p>
<p>Come per tanti grandissimi, si diffuse la voce di aver problemi con la droga, di essere morto d&#8217;overdose.</p>
<p>Lo stesso destino colpì Mauro Repetto, icona degli 883 e autore di alcune delle migliori canzoni del gruppo che aveva in Max Pezzali la frontman.</p>
<p>Ma <strong>Tonio Cartonio (al secolo Alberto Bertazzi) è vivo e lotta insieme a noi</strong>.</p>
<p>E&#8217; stato lui stesso a svelarlo, in più interviste.</p>
<p>Al Fatto Quotidiano, ad inizio 2019 (in occasione del ventennale del programma), s&#8217;è raccontato:</p>
<p>“A 58 anni prendi la vita con serenità, godendoti gli affetti, come il mio compagno Roberto, e il lavoro, finché c’è. La libera professione, soprattutto nel mondo dello spettacolo, è in balia del caso. Ma non ho appeso il microfono al chiodo: tornare in video come conduttore non mi dispiacerebbe affatto”.</p>
<p>E ad oggi su Instagram è parecchio attivo, dove si fa vedere sempre sorridente:</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/B-o-5SRFwv1/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="12">
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<p>&nbsp;</p>
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<p style="margin: 8px 0 0 0; padding: 0 4px;"><a style="color: #000; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none; word-wrap: break-word;" href="https://www.instagram.com/p/B-o-5SRFwv1/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vuoi non iniziarla una coperta per quest&#8217;inverno? ???????????????? ???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????? . . . . #iorestoacasa #quarantine #knitting #knittingman #knittingofinstagram #knitter #knittinglove #inmybalcony #inmyhome #balcony #thebeardway #manwithplants</a></p>
<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;">Un post condiviso da <a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px;" href="https://www.instagram.com/danilo_bertazzi/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Danilo Bertazzi</a> (@danilo_bertazzi) in data: <time style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px;" datetime="2020-04-06T13:01:53+00:00">6 Apr 2020 alle ore 6:01 PDT</time></p>
</div>
</blockquote>
<p><script async="" src="//www.instagram.com/embed.js"></script></p>
<p>Circa la <strong>fake news legata alla sua prestunta morte</strong>, invece, durante la succitata intervista s&#8217;espresse così:</p>
<p>“Quella fake news a me ha fatto molto male, devo essere sincero. C’era qualcosa di infamante dietro tutto quello: ho fatto denunce, ma non siamo mai riusciti a trovare i responsabili. Come mi dissero i commissari che accolsero la mia prima denuncia, pubblicare una notizia su internet è paragonabile al lancio di un sasso nell’acqua: i cerchi si allargano, ma non riesci più a risalire al sassolino che l’ha generato. <strong>Ancora oggi mi sfugge il motivo per cui c’è stato un accanimento di quel tipo verso un personaggio che, tutto sommato, era per i bambini. La cosa incredibile è che tutti ci hanno creduto</strong> e a poco è valso il mio essere tornato in video, anni fa, con la Trebisonda. Niente, c’era stata una sorta di rifiuto a credere che io fossi ancora vivo: dicevano che quello era un sosia, pensi un po’. Davvero assurdo. Ancora oggi mi capita di leggere commenti tipo ‘Ah ma quindi è vivo?’: caspita, bisognerebbe fare una educazione su come muoversi sul web e su come verificare l’affidabilità delle notizie”.</p>
<p>E se siamo assolutamente d&#8217;accordo con lui sul fatto che la gente dovrebbe darsi una svegliata circa l&#8217;uso dei social e la condivisione di notizie più o meno imporbabili, gli ricordiamo che lo stesso destino toccò a Mauro Repetto.</p>
<p>Un altro grandissimo.</p>


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<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/che-fine-ha-fatto-tonio-cartonio-tra-fake-news-sulla-sua-morte-per-overdose-e-un-presente-felice/">Che fine ha fatto Tonio Cartonio, tra fake news sulla sua morte per overdose e un presente felice</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
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