Chi sono Chiara e Allegra, moglie e figlia di Paolo Jannacci


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Paolo Jannacci è il custode più naturale dell’eredità artistica di Enzo Jannacci, ma nel corso degli anni ha costruito una carriera che non si limita al cognome che porta. Pianista, compositore, arrangiatore e cantautore, ha lavorato a lungo al fianco del padre e continua a mantenerne vivo il repertorio, come avviene anche in Jannacciami!, lo spettacolo trasmesso da Rai 3 e dedicato all’indimenticato artista milanese.

Molto più riservato quando si parla della sua vita privata, Paolo Jannacci è sposato con Chiara e ha una figlia, Allegra, nata nel 2008. Entrambe sono rimaste lontane dalla notorietà, ma il musicista ha raccontato in alcune occasioni quanto siano state importanti nella sua vita.

Chi è Chiara, la moglie di Paolo Jannacci

Chiara, moglie di Paolo Jannacci, non lavora nel mondo della musica o dello spettacolo. È un’avvocata e ha sempre mantenuto un profilo particolarmente riservato: non risultano sue apparizioni televisive abituali e sono poche anche le informazioni pubbliche sul suo conto.

A raccontare qualcosa del loro rapporto è stato lo stesso Jannacci. In un’intervista concessa a Repubblica, il musicista ha spiegato che la moglie lo ha aiutato a crescere e a trovare un maggiore equilibrio personale. Per descrivere il suo ruolo ha utilizzato un’immagine piuttosto efficace: Chiara lo avrebbe «limato con la carta vetrata», smussando i suoi spigoli.

Una presenza importante, dunque, ma vissuta lontano dai riflettori. Una scelta coerente con la riservatezza che Paolo Jannacci ha sempre cercato di conservare intorno alla propria famiglia.

Chi è Allegra, la figlia di Paolo Jannacci

Allegra Jannacci è nata nel 2008 dal matrimonio tra Paolo e Chiara. Pur essendo cresciuta in una famiglia strettamente legata alla musica, non sembra intenzionata – almeno sulla base di quanto raccontato dal padre – a seguire esattamente il percorso di Enzo e Paolo.

In un’intervista rilasciata nel 2020 a Famiglia Cristiana, Jannacci raccontò che alla figlia piaceva la musica, ma che appariva maggiormente interessata alla danza e alle arti visive. Una sensibilità artistica differente, accolta dal padre senza alcuna intenzione di imporle la tradizione familiare.

Il legame tra Paolo e Allegra ha comunque lasciato tracce importanti nella sua produzione musicale. Nel 2013 il cantautore ha pubblicato un album intitolato proprio Allegra, dedicato alla figlia. Sulla copertina del disco compare un disegno realizzato da lei quando aveva appena due anni.

La canzone di Sanremo dedicata ad Allegra

Allegra è anche la destinataria di Voglio parlarti adesso, la canzone con la quale Paolo Jannacci partecipò al Festival di Sanremo 2020. Il brano racconta l’amore di un genitore per una figlia, insieme al momento più difficile: quello in cui bisogna accettare di lasciarla crescere e andare per la propria strada.

Intervistato durante il Festival, Jannacci confermò che la canzone era dedicata ad Allegra, presente anche nel video ufficiale. Il pezzo era stato scritto alcuni anni prima e inizialmente aveva commosso e persino un po’ spaventato la bambina, che non comprendeva perché nel testo si parlasse della necessità di allontanarsi dal padre.

Con il passare del tempo Allegra ne comprese il significato, arrivando a essere orgogliosa della partecipazione di Paolo a Sanremo. Voglio parlarti adesso si classificò al sedicesimo posto, ma rimane uno dei brani più personali della carriera del musicista.

Da Enzo a Paolo, fino ad Allegra

Paolo è l’unico figlio di Enzo Jannacci e di Giuliana “Pupa” Orefice, scomparsa nel 2024. Per molti anni lavorò insieme al padre, occupandosi anche degli arrangiamenti e della produzione di diversi suoi dischi.

L’eredità di Enzo è quindi passata inevitabilmente attraverso Paolo, ma non si è trasformata in un obbligo per la generazione successiva. Allegra è cresciuta circondata dalla musica dei Jannacci, conservando però interessi e inclinazioni personali. Un approccio riassunto bene da una frase attribuita alla ragazza e ricordata dal padre: «Papà, io e te siamo diversi». Paolo, semplicemente, le ha dato ragione.