Fuori Beretta: alcuni riferimenti nel video di Massimo Pericolo


Per NonSolo.TV non sei un numero.

E per questo proviamo ancora a fare una cosa che oggi sembra quasi fantascienza: scrivere articoli pensati per esseri umani e non soltanto per gli algoritmi.

Se apprezzi questo approccio, puoi:



Nuova traccia per Massimo Pericolo, rapper (e non trapper) tra più abili delle nuove generazioni (anche se ormai ha ottenuto la ribalta da un po’ e considerando come corre il tempo non possiamo più definirlo un emegente).

Si chiama Beretta e vede Massimo Pericolo cantare nuovamente su un beat dei Crookers.

Non ci soffermiamo in questa occasione sul testo (comunque interessante) ma sul video, molto apprezzato dai fan.

Perché è un video colmo di easter eggs (e magari non abbiamo colto nemmeno tutti i riferimenti):

Di seguito ve ne proponiamo alcuni, tratti dai commenti e dal nostro acuto spirito d’osservazione

A 1:24 Massimo Pericolo – stavolta sì – si mette alla prova con il salto del tacchino (riferimento ad un’intervista rilasciata a Vice che potete vedere cliccando qui).

Subito dopo, a 1:26 circa MP (come in 7 miliardi) ha ancora a che fare con della stagnola e una sostanza che in seguito butta nel lavandino: un riferimento velato a Gué (che in un’intervista aveva dichiarato – parlando di Massimo Pericolo: “Non frequento. Quello swag tra la curva dello stadio e la stagnola nella roulotte non è la mia roba”)? Anche nella canzone potrebbe esserci un riferimento “so che non mi supporti ma non ne ho bisogno”.

A 1:59 c’è un chiaro riferimento a George Floyd, l’afroamericano ucciso dalla polizia durante un fermo (soffocato dal ginocchio di uno degli agenti).

A 2:09 indossa la maschera dello Youtuber Social Boom (che ridendo e scherzando ha conquistato una certa fama, con tante citazioni sparse – solo proponendo video tendenzialmente inutili di gossip legati al mondo del rap e tratti dai social).

A 2:55 un riferimento a Tupac Shakur e le foto scattate il 30 novembre 1994 dopo aver ricevuto cinque colpi di pistola presso i Quad Recording Studios, studio musicale di Manhattan, New York (in barba ai proiettili, 2pac aveva la forza di mostrare il dito medio ai fotografi ivi presenti).

2pac e il dito medio ai fotografi