Il primo Natale: chi fa Erode? Chi sono gli attori? Finale, location e altre curiosità


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Il primo Natale: cast, chi interpreta Erode, trama, finale spiegato, location e curiosità sul film di Ficarra e Picone.

Il primo Natale è una delle commedie più particolari firmate da Ficarra e Picone: un film che gioca con il sacro e con la tradizione, senza mai prendersi troppo sul serio, ma senza nemmeno scivolare nella parodia facile.
Uscito nel 2019, è diventato nel tempo uno dei titoli più riconoscibili del duo palermitano, anche per l’ambientazione insolita e per il suo legame diretto con l’immaginario del presepe.

Cast e personaggi: chi interpreta Erode

Salvatore Ficarra interpreta Salvo, un ladro di reliquie tutt’altro che credente, mentre Valentino Picone è Don Valentino, un prete di paese profondamente legato alla tradizione natalizia.
Intorno a loro ruotano diversi personaggi secondari, ma uno su tutti spicca per carisma e presenza scenica: Erode, interpretato da Massimo Popolizio.
Un ruolo che, pur riletto in chiave ironica, conserva una certa tensione narrativa e rappresenta l’antagonista simbolico del racconto.

Completano il cast Roberta Mattei, Giovanni Calcagno e altri interpreti che accompagnano i due protagonisti lungo un viaggio tutt’altro che ordinario.

Trama: dal presepe siciliano all’Anno Zero

La storia parte da un piccolo paese siciliano, immaginario ma molto realistico nei toni: Don Valentino sta organizzando il presepe vivente, quando Salvo tenta di rubare la statuina del Bambin Gesù per rivenderla.
Scoperto sul fatto, fugge tra i canneti e, insieme al prete, viene catapultato improvvisamente in un altro tempo.

Quando riemergono dal canneto, non sono più nel presente: si ritrovano in Palestina, alla vigilia della nascita di Gesù.
Da qui inizia un surreale viaggio attraverso l’Anno Zero, tra accampamenti romani, rivolte, soldati e personaggi biblici, con un solo obiettivo: capire come tornare indietro.

Finale de Il primo Natale: cosa succede davvero e che significato ha

Il finale de Il primo Natale chiude il cerchio in modo coerente con il tono del film: comico, ma non superficiale.
Senza entrare in spoiler diretti, Salvo e Valentino si trovano davanti alla conseguenza più concreta del loro viaggio: aver assistito – e in parte protetto – ciò che dà origine al racconto del Natale.

Salvo, che aveva iniziato da ladro ateo e cinico, attraversa un percorso di trasformazione silenziosa.
Non diventa improvvisamente un credente, ma cambia sguardo.
Valentino, al contrario, è costretto a mettere alla prova la sua fede non più come teoria, ma come esperienza diretta.
Il ritorno al presente non è soltanto fisico: entrambi tornano diversi da come erano partiti.

Il finale non cerca l’effetto “miracolo facile”, ma lavora su un equilibrio sottile tra ironia e significato.
È qui che il film gioca la sua carta più matura: non urlare il messaggio, ma lasciarlo passare tra una battuta e l’altra.

Location: dove è stato girato Il primo Natale

Una parte importante del fascino visivo del film è legata alle ambientazioni.
Le riprese si sono svolte in più luoghi, scelti per ricreare il contrasto tra presente e passato:

  • Ouarzazate (Marocco), per le sequenze ambientate in Palestina, tra deserto e accampamenti.
  • Arpino (Frosinone), utilizzata per diverse scene contemporanee.
  • Acropoli di Arpino, per le sequenze iniziali e finali.
  • Chiesa di San Vito Martire, sempre ad Arpino.
  • Roma, per alcune riprese di raccordo.

Il risultato è un film che riesce a passare dalla provincia siciliana ai paesaggi biblici con naturalezza, mantenendo sempre riconoscibile la mano autoriale di Ficarra e Picone.

Ispirazione cinematografica e tono del racconto

Nel meccanismo narrativo del “salto nel tempo” è difficile non cogliere un’eco di Non ci resta che piangere, il cult con Troisi e Benigni (Ficarra e Picone sono cresciuti nel mito di Troisi e del trio la smorfia: in tal senso vi proponiamo un gustosissimo tributo natalizio dei due assieme a Lello Arena).

L’idea di due uomini contemporanei catapultati in un’altra epoca è simile, ma il terreno scelto è diverso: se lì si giocava con il Medioevo toscano, qui Ficarra e Picone usano il Natale come chiave popolare per parlare di fede, dubbio, tradizione e cambiamento.

Il film non deride la religione, ma nemmeno la tratta in modo solenne: la osserva dal basso, con l’occhio di due personaggi imperfetti che si ritrovano coinvolti nella più grande storia possibile.
Tra gag, equivoci e momenti più riflessivi, Il primo Natale resta una commedia accessibile, capace però di lasciare qualcosa anche dopo i titoli di coda, come d’uopo per un film di Natale (ovviamente non tenendo in conisderazione in tal senso i cinepanettoni vanziniani).

Incassi, successo e curiosità finali

Con un budget stimato intorno ai 6 milioni di euro, Il primo Natale ha superato i 15 milioni di euro di incasso, risultando il maggiore successo commerciale della carriera cinematografica di Ficarra e Picone.
Un risultato che ha consolidato definitivamente il loro percorso sul grande schermo e ha confermato quanto la commedia popolare, quando trova la misura giusta, riesca ancora a parlare a un pubblico trasversale.

Incassi dei principali film di Ficarra e Picone

Per contestualizzare il successo de Il primo Natale, ecco una panoramica orientativa degli incassi dei loro film più noti:

  • Il primo Natale – circa 15,3 milioni di euro
  • L’ora legale – circa 10,3 milioni di euro
  • Andiamo a quel paese – circa 8,7 milioni di euro
  • Il 7 e l’8 – circa 7 milioni di euro
  • La matassa – intorno ai 7 milioni di euro

Dati alla mano, Il primo Natale resta quindi il loro film più visto al botteghino, sia per incassi complessivi che per presa sul pubblico nel periodo natalizio.