Per NonSolo.TV non sei un numero.
E per questo proviamo ancora a fare una cosa che oggi sembra quasi fantascienza: scrivere articoli pensati per esseri umani e non soltanto per gli algoritmi.
Se apprezzi questo approccio, puoi:
Ci sono ricerche scientifiche che richiedono anni di lavoro in laboratorio e altre che a loro volta si basano sull’osservazione – ma di decine di film. È il caso che vi stiamo per raccontare, con obbligano tre studiosi che si sono trovati a guardare tutti i film di James Bond per studiare meglio il suo comportamento: circa 3.113 minuti trascorsi tra inseguimenti, cocktail, camere d’albergo e trasferte in località dove le più elementari precauzioni sanitarie sembrano considerate incompatibili con il servizio segreto britannico.
Wouter Graumans, William J.R. Stone e Teun Bousema hanno analizzato i 25 film prodotti dalla Eon Productions tra il 1962 e il 2021, da Licenza di uccidere a No Time to Die. Lo scopo era valutare il comportamento di 007 durante i suoi viaggi internazionali, confrontandolo con le raccomandazioni sanitarie rivolte ai viaggiatori. Ne è uscito il ritratto di un agente capace di sopravvivere a quasi tutto, ma decisamente poco incline alla prevenzione.
James Bond ha avuto 59 incontri sessuali nei suoi 25 film
Lo studio, pubblicato nel 2021 sulla rivista scientifica Travel Medicine and Infectious Disease, ha preso in esame 86 viaggi compiuti da Bond in 47 Paesi identificabili. La trasferta nello spazio vista in Moonraker è stata esclusa per la comprensibile assenza di indicazioni sanitarie dedicate alla destinazione.
Tra i comportamenti analizzati c’è naturalmente la vita sessuale dell’agente. I ricercatori hanno contato 59 incontri, con una media di 2,4 per film. Soltanto in tre casi, pari al 5,1% del totale, si può parlare di una relazione relativamente stabile: un matrimonio oppure un rapporto proseguito in due pellicole consecutive.
Rientrano in questa ristretta categoria Sylvia Trench, interpretata da Eunice Gayson e presente nei primi due film della saga; Tracy di Vicenzo, sposata da Bond in Al servizio segreto di Sua Maestà; e Madeleine Swann, il personaggio di Léa Seydoux apparso in Spectre e No Time to Die.
Negli altri casi i tempi sono molto più rapidi. In Thunderball, grazie a un orologio visibile sullo sfondo, gli autori hanno calcolato che trascorrono appena venti minuti tra il primo incontro e il rapporto sessuale. Un intervallo comunque generoso rispetto a quanto accade in 007 – Zona pericolo, quando Bond atterra con il paracadute sullo yacht di una donna e passa quasi immediatamente dalla missione all’intrattenimento privato.
Nessun preservativo e pochissimo tempo per parlare di prevenzione
Una simile velocità, osservano gli studiosi, lascia ben poco spazio a una conversazione sulla storia sessuale dei partner, sulle infezioni trasmissibili o sulla contraccezione. In almeno un caso viene inoltre mostrato in maniera inequivocabile che le precauzioni non sono state adottate correttamente.
Il dato non sorprende considerando il profilo del personaggio. Bond riunisce quasi tutti i fattori associati a una maggiore probabilità di rapporti occasionali non protetti durante i viaggi: è uomo, single per gran parte della saga, si sposta senza una compagna stabile, beve molto e fuma. In condizioni normali sarebbe il genere di paziente al quale un medico dedicherebbe qualche minuto in più durante una consulenza prima della partenza.
007, però, sembra immune alle conseguenze sanitarie delle proprie abitudini. Nei film non emergono infezioni sessualmente trasmissibili né altri problemi direttamente collegati alla sua attività. Il pericolo maggiore riguarda invece le persone che lo frequentano, come andremo a vedere.
Il 27,1% delle partner di Bond muore poco dopo il rapporto
Secondo i calcoli dello studio, il 27,1% delle partner sessuali di James Bond muore (gli autori ci tengono a precisare che nessuno di questi decessi è attribuibile a un’infezione trasmessa durante il rapporto). Le cause sono quasi sempre legate alla professione dell’agente: assassini, organizzazioni criminali, vendette personali e attentati destinati allo stesso 007.
Frequentare Bond, insomma, non espone soltanto a una relazione particolarmente breve né ai rischi sanitari accennati. Significa anche entrare nel raggio d’azione di uomini armati, criminali internazionali e megalomani dotati di basi segrete. Alcune donne vengono eliminate perché hanno aiutato l’agente, altre finiscono coinvolte in un regolamento di conti o diventano vittime di un attacco diretto contro di lui.
Il personaggio, al contrario, attraversa oltre mezzo secolo di cinema senza mostrare particolare preoccupazione. Cambiano gli interpreti, le automobili, i nemici e perfino il modo in cui vengono raccontate le relazioni, soprattutto durante l’era di Daniel Craig. La propensione a combinare seduzione e pericolo resta però una delle caratteristiche più riconoscibili della saga.
La ricerca non si limita alla vita sentimentale. Bond viene mostrato mentre si lava le mani soltanto due volte, mangia ostriche crude, maneggia pollo senza poi preoccuparsi dell’igiene e affronta climi caldi con abiti poco adatti. Beve frequentemente alcolici, ma soltanto in tre film gli studiosi lo hanno visto consumare qualcosa di analcolico (in due di quei casi si trattava, peraltro, di un caffè avvelenato e di acqua salata utilizzata per provocarsi il vomito).
Parlando di James Bond, parliamo di un personaggio iconico e di un ruolo ambitissimo. D’altro canto, non è certamente un ottimo esempio coni suoi comportamenti fuori e dentro il letto.