Sister Act, complici le sue frequenti repliche in TV, è uno di quei film che non passano mai davvero di moda. La storia di Deloris, cantante costretta a rifugiarsi in convento, è entrata nell’immaginario collettivo. Ma c’è una domanda che torna puntuale: è davvero ispirato a una storia vera?
La risposta, come spesso accade, è meno semplice di quanto si pensi.
Sister Act è basato su una storia vera?
Ufficialmente no: Sister Act non è tratto da una storia vera riconosciuta. Eppure, nel corso degli anni, attorno al film si sono moltiplicate rivendicazioni, cause legali e ipotesi più o meno credibili che rendono la questione tutt’altro che chiusa.
Già poco dopo il successo del film, qualcuno ha provato a sostenere che la trama fosse stata “presa in prestito” da opere preesistenti. Ma è soprattutto una vicenda in particolare ad aver alimentato il dubbio nel tempo.
Il caso Delois Blakely: la suora che fece causa a Hollywood
La storia più discussa è quella legata a Delois Blakely, figura reale che si definiva una “suora nera e canterina” impegnata tra le strade di Harlem. Nella sua autobiografia, pubblicata negli anni Ottanta, raccontava una vita fatta di musica, fede e impegno sociale.
Secondo Blakely, la sua esperienza sarebbe stata utilizzata senza autorizzazione per costruire il personaggio di Deloris. Le somiglianze, almeno in superficie, non mancano: il nome quasi identico, il contesto urbano, il legame con la musica.
La donna arrivò a intentare una causa importante contro i produttori del film, sostenendo che la sua storia fosse stata sfruttata senza consenso. Tuttavia, il tribunale respinse definitivamente le accuse: anche ammettendo possibili somiglianze, non c’erano basi legali sufficienti per riconoscere il plagio.
Nonostante la sconfitta in aula, la vicenda ha continuato ad alimentare il mito attorno al film.
Le altre ipotesi: tra autobiografie e suggestioni
Quella di Blakely non è stata l’unica rivendicazione. In precedenza, altri avevano parlato di presunte somiglianze con opere come A Nun in the Closet, senza però ottenere alcun riconoscimento.
Tra le ipotesi più affascinanti — e meno conflittuali — c’è invece quella che collega Sister Act a una figura realmente esistita: Dolores Hart. Attrice di Hollywood negli anni ’50 e ’60, arrivò persino a recitare accanto a Elvis Presley, prima di abbandonare improvvisamente il cinema per entrare in convento.
Una scelta radicale, che ha inevitabilmente ricordato a molti il percorso di Deloris. Più che una fonte diretta, però, si tratta probabilmente di un’ispirazione indiretta, una suggestione che gli sceneggiatori potrebbero aver incrociato lungo il percorso.
Quanto c’è di reale nel film?
La verità, alla fine, è che Sister Act nasce come una storia originale, costruita mescolando elementi di finzione e spunti presi dalla realtà. Alcune somiglianze con persone realmente esistite ci sono, ma non abbastanza da poter parlare di una vera “storia vera”.
Ed è forse proprio questo il segreto del suo successo: una trama credibile quanto basta, ma libera di spingersi dove la realtà non arriverebbe mai.
Sister Act 3 si farà mai?
Accanto alla curiosità sulle origini del film, ce n’è un’altra che negli ultimi anni è tornata con forza: vedremo mai un nuovo capitolo?
Qualcosa si muove. Whoopi Goldberg ha confermato di aver letto una versione della sceneggiatura di Sister Act 3, spiegando però che il progetto dipende soprattutto dalle decisioni di Disney – che dovrebbe distribuire il film su Disney +. Negli anni si è parlato più volte di un ritorno, con il coinvolgimento anche di Tyler Perry come produttore.
I lavori, però, hanno subito rallentamenti, anche a causa della scomparsa di Maggie Smith, figura centrale nei primi due film. Nonostante questo, l’intenzione di portare avanti il progetto sembra esserci ancora (anche se non sembra che la Disney stia esattamente premendo sull’acceleratore)
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