Un pittore ucciso a Montmartre, messaggi anonimi e relazioni ambigue: il commissario Juares indaga tra Parigi e un passato irrisolto.
L’omicidio di un pittore nel quartiere parigino di Montmartre apre una vicenda investigativa che si sviluppa lungo coordinate poco consuete. Il commissario Juares è chiamato a ricostruire i fatti senza poter contare su certezze immediate: l’indagine procede attraverso dettagli difficili da interpretare, segnalazioni anonime e una rete di rapporti personali che si rivelano, fin dall’inizio, tutt’altro che trasparenti.
Il fulcro della storia è il Café Venus, locale situato nei pressi dell’atelier della vittima. È qui che si muove il gruppo di amici del pittore, figure legate da relazioni ambigue e da interessi non sempre dichiarati. Il café diventa uno spazio ricorrente dell’inchiesta, un luogo di passaggio in cui conversazioni, incontri e silenzi contribuiscono a delineare un contesto che non può essere separato dal delitto stesso.
Juares affronta l’indagine facendo affidamento anche sui suoi collaboratori, consapevole dei propri limiti e degli errori commessi in passato. Il romanzo segue questa dinamica senza forzare i tempi: le informazioni emergono in modo frammentario, spesso attraverso elementi marginali che acquistano significato solo nel loro insieme. I messaggi anonimi, in particolare, rappresentano una presenza costante e destabilizzante, più orientata a indirizzare che a chiarire.
Accanto al piano investigativo, la narrazione lascia spazio alla dimensione personale del commissario. Il suo passato, segnato da dubbi mai risolti e da tragedie individuali, interferisce con il presente dell’inchiesta. Non come spiegazione definitiva delle sue scelte, ma come sfondo continuo che accompagna ogni decisione. Questa sovrapposizione tra vita privata e lavoro contribuisce a mantenere l’indagine su un livello umano, fatto di incertezze e tentativi.
Parigi, e Montmartre in particolare, non vengono utilizzati come semplice ambientazione decorativa. Il quartiere, con le sue strade e i suoi locali, fa parte del meccanismo narrativo: è un contesto che influisce sui comportamenti dei personaggi e sulle dinamiche tra di loro. Il luogo remoto in cui Juares cerca conforto introduce invece un controcampo più intimo, legato all’idea che la vicenda possa trovare una conclusione meno dolorosa, pur senza garanzie.
L’autore, Roberto Agosti, nato a Sesto San Giovanni nel 1954, è laureato in Medicina e Chirurgia e ha lavorato a lungo in ambito ospedaliero nella medicina d’urgenza. Ha esordito nella narrativa nel 2018 con il romanzo Octavo. Anche in questo lavoro, l’attenzione è rivolta ai percorsi individuali e alle conseguenze delle scelte, più che alla semplice risoluzione del caso.
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