Diritti tv Serie A, rivoluzione per il calcio italiano in televisione

9 Giugno 2018 Off Di Stefano T. Vilardo
Diritti tv Serie A, rivoluzione per il calcio italiano in televisione

Serie A, tutte le novità sui diritti tv del campionato italiano

Mai come quest’anno l’assegnazione dei diritti televisivi della Serie A sono stati così travagliati ma soprattutto con così tante novità. L’assemblea dei presidenti della Lega di Serie A ha approvato i nuovi pacchetti per la vendita dei diritti tv per il triennio 2018-2020, dopo aver risolto il contratto con la spagnola Mediapro. E all’orizzonte si preannuncia un’autentica rivoluzione. Due le grandi novità introdotte che modificheranno le abitudini degli italiani nel vivere il calcio in tv. La prima: nessun operatore potrà acquistare e di conseguenza trasmettere l’intero campionato di Serie A. 

Questa novità, quindi, ha portato il cambiamento della struttura dei pacchetti in vendita che non sono più costruiti in base alle squadre, ma alle fasce orarie. Chi acquisterà il primo pacchetto avrà tre gare per giornata alle ore 18 del sabato, ore 15 e ore 20.30 della domenica. Un secondo pacchetto permetterà all’acquirente di trasmettere, invece, le partite delle 15 di sabato e domenica, la gara delle 18 di domenica e il “monday night match” del lunedì. L’ultimo pacchetto consentirà di trasmettere 114 gare corrispondenti a tre partite a giornata: la partita delle 20.30 del sabato, quella delle 12.30 di domenica e una di quelle alle 15 sempre di domenica.

Serie A, le immagini potranno essere trasmesso free dopo le 22.00. La Rai non ci stà.

La seconda novità più rilevante è l’obbligo di trasmettere le immagini delle partite in chiaro solo dopo le 22. Un provvedimento che mette seriamente a rischio la sopravvivenza di tanti programmi dedicati allo sport come il più popolare 90° minuto.

La Rai ha subito emesso un comunicato dove ha espresso tutta la sua disapprovazione:

“In merito allo scenario che si va definendo relativamente all’acquisto dei diritti televisivi del campionato di calcio di Serie A per le prossime tre stagioni, la Rai evidenzia con stupore che si è davanti ad un rischio grave e incomprensibile per il servizio pubblico: non far vedere a tutti gli italiani il sabato sera e la domenica pomeriggio le immagini salienti delle partite, come avvenuto per oltre mezzo secolo, ma solo a chi può permettersi abbonamenti con privati.

Nella seconda parte del comunicato la Rai mette anche in evidenza che questa novità potrebbe portare alla chiusura di storici programmi sportivi come 90 minuto. Alla fine del comunicato, quindi, chiede di rivedere questa decisione che danneggia “prima di tutto i loro stessi tifosi e tutti gli appassionati di calcio.”


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