Resident Evil Project Resistance, essere cattivi non è mai stato così bello

4 Dicembre 2019 Off Di Mario Barba
Resident Evil Project Resistance, essere cattivi non è mai stato così bello

Il prossimo gioco della saga di Resident Evil, uno spin-off chiamato Project Resistance, potrebbe non essere quello che gli appassionati di survival horror si aspettavano.

Come rivelato all’inizio di questa settimana, Project Resistance presenta una squadra di quattro sopravvissuti, ognuno con le proprie capacità e abilità speciali, in una sorta di escape room mortale. Questi quattro giocatori devono cooperare per risolvere i puzzle e sopravvivere attraverso una serie di stanze, mentre un quinto giocatore li tortura e li terrorizza.

Ci sono almeno quattro sopravvissuti: Tyrone, un uomo ipercorazzato con un calcio portentoso e la capacità di aumentare la forza dei suoi compagni di squadra; January, un hacker che può disattivare le telecamere di sicurezza e altri gadget usati dal Mastermind, cioè il quinto personaggio; Valerie, una guaritrice che ha la capacità di trovare oggetti e curare ad area; e Samuel, che può infliggere pesanti danni da mischia, che possono diventare critici in spazi ristretti. Giocare nei panni dei sopravvissuti è un’esperienza divertente, anche se a volte un po’ legnosa.

Se avete giocato di recente al remake di Resident Evil 2, Project Resistance vi riporta un a casa. La maggior parte dei controlli derivano direttamente da quel gioco, così come alcune delle sue stranezze. I giochi di Resident Evil possono apparire scomodi quando l’azione si svolge in uno spazio ristretto; cercare di combattere un Licker in un corridoio buio significa anche combattere con la telecamera e i controlli. Lo stesso vale per Project Resistance.

Il ruolo del Mastermind

Ma il gioco vuole essere un nuovo tipo di survival horror, non tanto per la penuria di munizioni e oggetti, quanto per l’importanza di rimanere uniti come squadra, cercando di superare in astuzia il Mastermind.

Mentre i sopravvissuti offrono qualche brivido cooperativo in stile Resident Evil con qualche stravolgimento, è nel ruolo del Mastermind dove Project Resistance da il suo meglio. Nella build giocabile al Tokyo Game Show, c’era un personaggio Mastermind utilizzabile chiamato Daniel Fabron. Le sue abilità includono la capacità di controllare direttamente alcuni zombie, di schierare alcuni tipi di zombie (come un ufficiale SWAT corazzato), e di generare il Tiranno, l’enorme arma biologica conosciuta anche come Mr. X.

Giocare nei panni del Mastermind vuol dire monitorare costantemente le telecamere di sicurezza e i progressi dei sopravvissuti, schierare trappole e generare zombie che riescano a rallentare l’avanzata dei sopravvissuti. E molto altro.


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