Mar. Dic 6th, 2022
costa concordia isola del giglio schettino

Sono passati dieci anni da quel tragico 13 gennaio 2012, quando la nave da crociera Costa Concordia finì contro gli scogli dell’Isola del Giglio provocando la morte di 32 persone.

Questa sera, alle ore 21:20, su Rai 2, andrà in onda per la prima volta il documentario prodotto da Zeitsprung Produktion assieme a Rai Documentari e Sky Studios, che racconta proprio quanto accaduto quella terribile notte. La nave, partita da Civitavecchia e diretta a Savona, aveva a bordo 4.229 persone, tra passeggeri ed equipaggio.

Alle 21:45 l’imbarcazione urta uno scoglio davanti all’Isola del Giglio e in quel momento esatto comincia un vero e proprio incubo, che sfocerà in una delle peggiori tragedie italiane degli ultimi tempi. Sotto accusa finirà soprattutto il comandante Francesco Schettino, che impartì le istruzioni all’equipaggio per eseguire il famoso “inchino” davanti all’Isola del Giglio.

Si tratta di una manovra tradizionale ma molto rischiosa, che consiste nel far piegare e raddrizzare rapidamente la nave da crociera, simulando una sorta di saluto verso chi la osserva da terra, con tanto di giochi di luci e segnali acustici.

Quella volta, però, la manovra non andò come previsto. La nave urtò contro gli scogli detti “delle Scole” e lo scontro provocò l’apertura di una falla lunga circa 70 metri sul lato di sinistra della carena. La navigazione si interruppe bruscamente e si ebbe un forte sbandamento della Costa Concordia, con conseguente incaglio sullo scalino roccioso del basso fondale prospiciente Punta Gabbianara e una susseguente sommersione, seppur parziale, della nave.

Per aver provocato la morte di 32 persone, il comandante Francesco Schettino venne condannato a 16 anni di reclusione. Diventò virale la telefonata dell’allora capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno, Gregorio De Falco, oggi senatore, proprio al comandante Schettino: in molti ricordano soprattutto la frase “Torni a bordo, ca**o!”, pronunciata da De Falco, indispettito dalle continue rimostranze di Schettino.

 


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Di roberto