Dove è stato girato Santocielo? I luoghi del film a Catania (e non solo)

Santocielo è una commedia natalizia che gioca apertamente con il paradosso, spingendosi là dove il cinema italiano (estremamente democristiano, in senso metaforico e non) raramente osa. Un angelo maldestro, una gravidanza impossibile, un professore di matematica siciliano che diventa — suo malgrado — il “padre” del nuovo Messia: roba ai limiti della blasfemia. Da qui si innesca una storia che mescola satira religiosa, esposizione mediatica e crisi personale, mantenendo quel tono grottesco ma umano (e molto palermina) che da anni caratterizza il cinema di Ficarra e Picone.

Il film racconta di un Paradiso stanco dell’umanità, con Dio pronto a un nuovo diluvio universale. È l’assemblea degli angeli, però, a scegliere una strada diversa: dare un’ultima possibilità alla Terra inviando un nuovo Messia. L’angelo Aristide, interpretato da un biondo Picone, riceve il compito di annunciare la gravidanza miracolosa toccando il ventre di una donna. Ma una serata di troppo (in una delle location che vedremo in seguito) e un errore clamoroso cambiano tutto: Aristide tocca Nicola Balistreri, professore di matematica maschilista e vice preside, interpretato da Ficarra, già alle prese con una crisi profonda nel matrimonio con Giovanna.

Da quel momento Nicola si ritrova “incinto”. La scoperta in ospedale fa esplodere il caso mediatico, trascinando con sé Aristide e Giovanna in una spirale di attenzione, fanatismo e giudizi pubblici. Per sfuggire agli sguardi indiscreti, i tre si rifugiano in un paese isolato della Sicilia, dove Nicola è costretto a confrontarsi con una scelta che va oltre la razionalità: accettare o rifiutare un ruolo che nessuno avrebbe mai potuto immaginare.

Dal punto di vista del botteghino, Santocielo ha avuto un successo più contenuto rispetto ai picchi assoluti del duo. Uscito nelle sale italiane il 14 dicembre 2023, il film ha incassato nella prima settimana circa 1,61 milioni di euro, superando le 232 mila presenze. Al 4 febbraio 2024 il totale italiano si è attestato intorno ai 5,47 milioni di euro, a fronte di un budget stimato di circa 5 milioni.

Numeri solidi, ma lontani dai vertici raggiunti da Ficarra e Picone negli anni precedenti (anche perché in questo caso gli incassi superano di poco il budget).

Il primo Natale (sempre roba natalizia) resta il loro massimo successo, con oltre 15 milioni di euro e il David dello Spettatore, mentre L’ora legale aveva superato i 10 milioni diventando il film italiano più visto della stagione. Anche titoli come Andiamo a quel paese, Il 7 e l’8 o La matassa avevano fatto registrare incassi superiori. Santocielo si colloca quindi sotto i grandi exploit del duo.

Al di là dei numeri, però, il film colpisce per un altro aspetto spesso sottovalutato: la scelta delle ambientazioni. Ed è qui che Santocielo sorprende davvero, considerando che Ficarra e Picone sono fieramente palermitani.

Dove è stato girato Santocielo: tutte le location

In barba a qualsiasi campanilismo, infatti, il film è stato girato in ottima parte a Catania, città principale della Sicilia orientale e seconda città della regione dopo il capoluogo che è frattanto la città di Ficarra e Picone.

Una delle prime location riconoscibili in Santocielo è Castello Ursino, simbolo storico della città (divenuto di recente area pedonale, con buona pace degli esercenti che hanno avuto da ridire per questo atto di civiltà). Costruito intorno al 1240 per volontà di Federico II di Svevia, il castello ha attraversato secoli di trasformazioni, sopravvivendo persino alla devastante eruzione dell’Etna del 1669 (bisogna pensare che un tempo era sul mare). Le sue mura in pietra lavica, scure e imponenti, offrono al film uno sfondo solido, quasi austero. Oggi ospita il Museo Civico di Catania e conserva opere provenienti dalle collezioni Biscari e dei Benedettini.

Altrettanto centrale tanto nel film quanto nella struttura cittadina è Piazza Santa Maria di Gesù, trasformata nel film in uno spazio quasi surreale grazie alla presenza di un luna park che, nella realtà, non esiste (l’unico luna park della città è in zona lungomare, per la cronaca). La piazza – dove un tempo c’era un bowling che citammo in un articolo nostalgico di qualche tempo fa – prende il nome dalla vicina Chiesa di Santa Maria di Gesù, edificio le cui origini risalgono al Quattrocento e che custodisce opere di Antonello Gagini e Antonello da Saliba. Accanto si trova l’Ospedale Garibaldi, altra location del film, nato nell’Ottocento come Albergo dei poveri accattoni e poi trasformato in struttura ospedaliera.

Lo sguardo del film si apre poi verso il mare, con Aci Trezza e Aci Castello. I faraglioni dei Ciclopi, l’Isola Lachea e il castello normanno a picco sul mare restituiscono immagini fortemente evocative e identitarie, legate alla letteratura di Giovanni Verga ma anche a un immaginario visivo immediatamente riconoscibile (per la cronaca, i faraglioni appaiono in un video di ormai quasi 15 anni fa dei Two Fingerz).

Restando in città, non poteva mancare Corso Italia, una delle arterie principali di Catania. Tra Piazza Trento, Piazza Verga e il lungomare, la strada (che collega la Via Etnea al mare) racconta una Catania più moderna (più fighetta), fatta di negozi, caffè storici e palazzi come Palazzo Manganelli, che nel film diventano parte della quotidianità dei personaggi.

Tra le location più autentiche (e da qualche anno a questa parte più gentrificate) spicca la Pescheria di Catania, cuore pulsante della città, a due passi da Piazza Duomo. Il mercato del pesce, con le sue voci, i colori e l’odore del mare, porta sullo schermo una Catania vera, lontana da qualsiasi cartolina patinata.

C’è poi un luogo che sorprende chi non conosce bene la città (ma anche chi la conosce, tutto sommato): il Joyce Irish Pub. Le scene iniziali in cui Ficarra si ubriaca non sono ambientate in Irlanda, ma nel centro storico catanese, in uno dei pub più noti e longevi della città. (Oggi la città è piena di pub, anche non in centro: un tempo non era così).

Ficarra e Picone e una scena girata al Joyce Pub di Catania

Ma Santocielo non è solo Catania. Alcune scene sono state girate anche a Montalbano Elicona, suggestivo borgo dei Nebrodi inserito tra i più belli d’Italia, ad una distanza di un centinaio di km da Catania.

È qui che i protagonisti cercano rifugio dagli sguardi indiscreti, in un contesto medievale fatto di vicoli, panorami e silenzi che contrastano volutamente con l’esposizione mediatica raccontata dal film. Ma questa è un’altra storia (in questa sede abbiamo voluto approfondire soprattutto le location etnee).


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