Continua ad essere bellissima, a 51 anni compiuti. Ad inizio millennio è stata uno dei sex symbol più in auge di Hollywood, raggiungendo una popolarità planetaria per aver interpretato il ruolo di Lara Croft in uno dei primi grandi successi cinematografici tratti da un videogioco (ok, potrebbe suonare ridondante ma sicuramente ai tempi il videoludico non aveva molte commistioni con la settima arte). Lara Croft era una delle prime eroine dei videogiochi a diventare un fenomeno di massa, con un tasso erotico importante nelle sue curve molto poligonali, e per il ruolo fu scelta lei: Angelina Jolie.
Très jolie, la Jolie veniva dall’aver vinto un Oscar come migliore attrice non protagonista per Ragazze interrotte: quindi non solo bella, e sensuale, ma anche brava. La statuetta era arrivata nel 2000, un anno prima dell’uscita di Lara Croft: Tomb Raider.
Ma prima di tutto questo — prima anche di Hackers, film del 1995 divenuto culto a posteriori in cui ricoprì il primo ruolo da protagonista — Angelina Jolie si era già affacciata nelle case degli italiani. E qualche anno dopo rischiò di diventare big in Italy.
C’entra Antonello Venditti, c’entrano gli 883, c’entra Alessia Merz e c’entra il regista Stefano Salvati.
Quanta roba, nella storia che vi racconteremo di seguito (che qualcuno conoscerà pure, ma è sempre un piacere raccontarla).
Angelina Jolie nel videoclip di Alta marea
È il 1991. Angelina Jolie ha 16 anni (16 anni!) quando entra nel videoclip della canzone del celeberrimo cantautore capitolino Antonello Venditti.
La canzone è Alta marea, brano contenuto nell’album Benvenuti in paradiso. La melodia è quella di Don’t Dream It’s Over dei Crowded House, diventata nelle mani del cantautore romano una canzone con un testo italiano autonomo (e di una popolarità tale che molti probabilmente nemmeno sanno che non si tratta di una melodia originale).
Il videoclip venne girato a Los Angeles dal regista italiano Stefano Salvati. Tra i volti che vi compaiono c’è quello di una Angelina Jolie sedicenne, ancora lontana dalla celebrità: chi oggi lo riguarda sapendo chi cercare la riconosce, ma all’epoca quel nome non suggeriva granché al pubblico italiano (e, in realtà, nemmeno al resto del mondo. Ribadiamo, la Jolie aveva 16 anni!)
Salvati ha raccontato più volte il casting. In un’intervista al Corriere di Bologna del 2023 ricordava di aver visto diverse candidate, senza trovare quella giusta. Poi arrivò Angelina: dal vivo non gli aveva fatto un’impressione particolare, davanti alla telecamera cambiava tutto. Fu scritturata così (prima di essere scartata in altra occasione, ma ci arriveremo a breve).
Sempre secondo il ricordo del regista, durante le riprese Salvati scoprì chi fosse suo padre: sul set si presentò infatti Jon Voight, già premio Oscar e protagonista di Un uomo da marciapiede, per ringraziarlo di aver scelto sua figlia (non esattamente un genitore qualunque passato a vedere come andava il lavoro, insomma).
Definirlo il debutto assoluto della Jolie, però, sarebbe impreciso: da bambina era già comparsa proprio accanto al padre in Cercando di uscire, film del 1982. Alta marea appartiene piuttosto ai suoi primi lavori, prima che il cinema diventasse una professione e arrivassero Cyborg 2 e Hackers.
Angelina Jolie e l’incredibile scelta ai provini per Jolly Blu
Il collegamento con gli 883 passa attraverso lo stesso regista. Salvati avrebbe in seguito diretto Jolly Blu, il film con Max Pezzali uscito nel 1998, e durante la preparazione tornò a considerare quella ragazza americana – figlia d’arte – che aveva già ripreso per Venditti.
Jolie sostenne un provino, ma la parte di Beatrice andò ad Alessia Merz, già conosciuta dal pubblico italiano per Non è la Rai e Striscia la notizia.
Il motivo? Per Salvati, Angelina era troppo sensuale e trasgressiva rispetto al personaggio che cercava. Non una bocciatura delle sue capacità, quindi, ma una questione di aderenza alla parte. Nel racconto pubblicato da Tv Sorrisi e Canzoni e ripreso da Tgcom24 nel 2009, il provino viene collocato nel 1996: il 1998 è invece l’anno in cui il film arrivò al cinema.
Vista oggi, la scelta fa un certo effetto. Ma giudicare un casting conoscendo i successivi trent’anni di carriera delle candidate è un esercizio facile da fare a posteriori (come nel caso quei campioni scartati in giovane età prima di diventare stelle del calcio mondiale).
La prima a scherzare sulla vicenda è la stessa Merz, ultimamente ai margini dello show business. Intervistata qualche tempo fa da Fanpage, ha raccontato di continuare a chiedere al regista: «Come cacchio hai fatto a scegliere me anziché lei?». La Merz ha quindi confermato anche la spiegazione ricevuta: Jolie era considerata troppo provocante per quel ruolo. Lei, di quell’esperienza con Pezzali, conserva invece un ricordo felice.
Jolly Blu uscì il 6 novembre 1998, in poche copie e senza imporsi al botteghino. Negli anni ha comunque trovato un suo pubblico affezionato, soprattutto tra chi con le canzoni degli 883 ci è cresciuto. Angelina Jolie, dal canto suo, avrebbe ritirato l’Oscar nel marzo del 2000. L’anno successivo sarebbe arrivata Lara Croft.
Per vederla in una produzione legata all’Italia – alla musica italiana – bisogna quindi accontentarsi di quei pochi minuti con Venditti: il film con Max Pezzali rimase un (leggendario) provino.
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