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Il 20 luglio è una data che i fan dei Linkin Park difficilmente riescono a vivere con leggerezza. È il giorno in cui, nel 2017, morì Chester Bennington, una delle voci più riconoscibili del rock degli ultimi decenni. Aveva 41 anni e la notizia arrivò appena due mesi dopo quella della scomparsa di Chris Cornell, cantante di Soundgarden e Audioslave.
Il destino ha voluto che Bennington morisse proprio il giorno in cui Cornell avrebbe compiuto 53 anni. Una coincidenza che ha contribuito a rendere ancora più forte il legame tra i due agli occhi del pubblico, anche se la loro amicizia era già molto più profonda di quanto molti immaginassero.
Da fan a grande amico: come nacque il rapporto tra Bennington e Cornell
Prima ancora di conoscerlo, Chester Bennington era un grande estimatore di Chris Cornell. Lo raccontò lui stesso in una delle sue ultime interviste, ricordando quanto la scena di Seattle avesse influenzato la sua crescita musicale.
Soundgarden, insieme ad Alice in Chains e Nirvana, rappresentava uno dei suoi principali punti di riferimento. Cornell era uno di quei musicisti che Bennington aveva sempre guardato con ammirazione, ben prima che i Linkin Park diventassero uno dei gruppi rock più popolari del mondo.
L’incontro avvenne durante il Projekt Revolution Tour del 2008, quando Chris Cornell entrò a far parte della tournée organizzata proprio dai Linkin Park. Tra i due scattò subito qualcosa. Bennington raccontò che esistono persone con cui sembra di conoscersi da sempre, e che quella sensazione aveva coinvolto non soltanto loro due, ma anche le rispettive famiglie.
Durante quel tour arrivarono anche alcuni dei momenti che i fan ricordano ancora oggi con maggiore affetto. Cornell salì sul palco insieme ai Linkin Park interpretando Crawling, mentre Bennington affiancò il suo amico in Hunger Strike, storico brano dei Temple of the Dog originariamente cantato da Cornell insieme a Eddie Vedder.
“Honestly the person that recorded this did not know what a treasure it would be”: i commenti ai margini del video danno idea del valore che il documento rappresenta per i fan dei due compianti aristi.
Bennington – Cornell, un legame che andava oltre la musica
Con il passare degli anni il loro rapporto uscì dai confini dei concerti. Chester Bennington divenne il padrino del figlio di Chris Cornell, Christopher, segno di un’amicizia che coinvolgeva ormai entrambe le famiglie.
Nonostante gli impegni e le lunghe tournée rendessero difficile vedersi con frequenza, i due continuarono a sentirsi e a mantenere un rapporto molto stretto. Bennington avrebbe poi ricordato il battesimo del figlio di Cornell come uno dei momenti più belli vissuti insieme all’amico.
La morte di Chris Cornell, avvenuta nel maggio 2017, colpì profondamente il cantante dei Linkin Park. Lo stesso giorno in cui la notizia divenne pubblica, la band avrebbe dovuto esibirsi al Jimmy Kimmel Live! per promuovere il singolo Heavy. I musicisti decisero invece di cambiare programma e dedicare la serata a Cornell eseguendo One More Light.
Mike Shinoda raccontò in seguito quanto fosse stato difficile per Bennington affrontare quella performance. Durante le prove riusciva a malapena ad arrivare a metà del brano prima di fermarsi sopraffatto dall’emozione e anche nella registrazione televisiva – che vi proponiamo di seguito – traspare la forte emozione della voce dei Linkin Park.
La lettera, il funerale e un ricordo che continua ancora oggi
Subito dopo la scomparsa dell’amico, Bennington pubblicò una lunga lettera aperta che resta ancora oggi uno dei tributi più toccanti mai dedicati a Chris Cornell.
Lo ringraziava per averlo ispirato come artista e come persona, ricordando il tempo trascorso insieme e quello condiviso con le rispettive famiglie. Scriveva che la sua voce riusciva a racchiudere “gioia e dolore, rabbia e perdono, amore e sofferenza”, augurandogli infine di trovare pace.
Pochi giorni più tardi fu proprio Bennington a esibirsi durante il funerale di Cornell, interpretando Hallelujah. In diverse interviste spiegò di aver scelto quel brano pensando al legame che Chris aveva avuto con Jeff Buckley, autore di una delle versioni più celebri della canzone.
Due mesi dopo, il 20 luglio 2017, arrivò una notizia che nessuno avrebbe voluto leggere. Chester Bennington morì lasciando un vuoto enorme nel mondo della musica e nella vita di chi gli era stato vicino. Tra i primi messaggi pubblici ci fu quello di Vicky Cornell, moglie di Chris, che scrisse poche parole capaci di riassumere lo smarrimento di molti: “Proprio quando pensavo che il mio cuore non potesse spezzarsi ancora”.
A distanza di nove anni dalla morte di Bennington, la loro amicizia continua a essere ricordata non soltanto per i duetti che hanno regalato ai fan, ma perché rappresentava qualcosa di autentico. Due artisti appartenenti a generazioni diverse, uniti da un profondo rispetto reciproco, dalla musica e da un rapporto che andava ben oltre il palco e la cui profondità era possibile percepire nei gesti e nelle parole dei due: qualcosa di unico, nel mondo dello show business.