Quando una serie generazionale chiude i battenti, non finisce solo una storia: si apre una fase di ridefinizione. Stranger Things ha accompagnato un’intera generazione per quasi un decennio e, con l’ultima stagione, ha lasciato i suoi protagonisti davanti alla stessa domanda che tocca ogni attore cresciuto sotto i riflettori: e adesso?
Il pubblico li ha visti diventare adulti nei panni di personaggi ormai iconici. Ora li segue nel passaggio successivo, con curiosità e un’attenzione diversa. Non tutti i percorsi saranno lineari (siamo certi che qualche attore protagonista di questa fortunatissima serie sarà destinato all’oblio, com’è normale che sia), non tutti i progetti sono già scolpiti nella pietra. Ma qualche direzione, ormai, è chiara.
Millie Bobby Brown e il post-Undici: Enola Holmes e non solo
Il caso più evidente è quello di Millie Bobby Brown. Il legame con Netflix non si è affievolito con l’addio a Eleven, anzi. Dopo il successo dei primi due capitoli, è ormai certo il terzo film di Enola Holmes, che la vede di nuovo protagonista accanto a Louis Partridge. Accanto a questo, l’attrice ha già chiuso Damsel ed è coinvolta in The Electric State, uno dei progetti più attesi del catalogo Netflix.
Guardando avanti, sono in sviluppo anche titoli molto diversi tra loro: la commedia romantica Just Picture It, la serie di fantascienza Prism e il biopic Perfect, dedicato alla ginnasta olimpica Kerri Strug. Produzioni in fasi differenti, alcune già confermate, altre ancora in assestamento, ma che raccontano una strategia precisa: uscire dall’etichetta di ex bambina prodigio senza rompere con l’industria che l’ha resa una star.
Sadie Sink, dal trauma di Hawkins all’Universo Marvel (e il palcoscenico)
Un percorso più misurato, ma altrettanto significativo, è quello di Sadie Sink. Dopo aver mostrato una maturità drammatica notevole in The Whale, l’attrice è pronta a entrare nel Marvel Cinematic Universe con Spider-Man: Brand New Day, previsto per l’estate 2026. Il ruolo resta avvolto dal riserbo, e questo suggerisce prudenza nel definirne il peso reale.
In parallelo, Sink tornerà al teatro, prendendo parte a una nuova messinscena di Romeo e Giulietta al Harold Pinter Theatre di Londra. Una scelta che dice molto: non solo cinema commerciale, ma anche ritorno alle origini e al lavoro sul testo.
Cosa faranno adesso gli altri protagonisti di Stranger Things?
Tra i volti maschili, Finn Wolfhard e Joe Keery continuano a muoversi su due binari. Entrambi hanno affiancato alla recitazione una carriera musicale – Wolfhard con i The Aubreys, Keery come Djo – e non sembrano intenzionati a rinunciare a questa doppia identità.
Wolfhard è segnalato nella commedia Crash Land, progetto ancora in fase di definizione, mentre Keery dovrebbe apparire nel thriller fantascientifico Cold Storage accanto a Liam Neeson, in uscita nei prossimi mesi. Anche qui, i titoli circolano, ma il calendario resta fluido.
Un discorso a parte merita Maya Hawke. Dopo l’ingresso nella serie come Robin, è riuscita forse meglio di altri a costruire un’identità autonoma. Il suo nome è legato alla saga di The Hunger Games, con la prossima uscita della precuela L’alba sulla mietitura, ma anche a commedie romantiche indipendenti come Wishful Thinking e One Night Only. Una filmografia che cresce senza l’urgenza di dimostrare qualcosa.
Gli altri protagonisti si muovono con passi più silenziosi. Gaten Matarazzo è legato a una nuova commedia firmata dal duo BriTANicK; Caleb McLaughlin presta la voce al protagonista di un film d’animazione in sviluppo; Charlie Heaton entrerà nella quarta stagione di Industry e in un progetto Netflix ancora non dettagliato.
Chi cambierà pelle più radicalmente sarà Jamie Campbell Bower, atteso nella terza stagione de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, dopo aver lasciato un segno profondo nei panni di Vecna.
Su Winona Ryder e Natalia Dyer il riserbo resta alto. David Harbour, invece, ha scelto consapevolmente di rallentare dopo anni di esposizione continua.
Stranger Things si è chiusa. Le carriere che ha generato, no. Ed è probabilmente adesso, lontano da Hawkins, che si capirà chi era davvero pronto al dopo.
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