Lun. Lug 26th, 2021

Lo scorso giovedí il famoso attore di cinema e teatro Alessandro Haber ha avuto la fortuna di essere stato baciato dalla sexy Monica Bellucci.

L’evento fortunato è capitato nel corso della seconda puntata del programma ‘Maledetti amici miei‘ su RaiDue, condotto dal regista Giovanni Veronesi e dagli attori Sergio Rubini e Rocco Papaleo.

Durante l’intervista a ‘Libero Quotidiano‘, Haber ha parlato un po’ della professione dell’attore e di quanto il saper fingere sia elemento fondamentale per questo tipo di professione. Ecco alcuni stralci dell’intervista:

Haber, mi dica la verità. Dopo un bacio con la Bellucci si può anche morire felici?

«Ma sai, i baci veri ormai li abbiamo già dati. Questi sono baci dati davanti a un pubblico, un resoconto labile di quelli veri… E poi la Bellucci la conosco da tanti anni: aveva 23 anni, venne a vedere un mio spettacolo, mi abbracciò e nacque una simpatia. Ma è rimasta tale. L’ho sempre considerata una di quelle donne talmente belle da essere irraggiungibili: quando una è così bella ti sembra di non avere la forza per conquistarla, anche perché sai che finirà con un due di picche».

Ha detto di essersi molto eccitato per quel bacio. Solo finzione?

«Non c’era niente di vero, era solo una battuta. In generale quando baci non provi piacere. È come quando passa una donna e le tocchi il culo: non provi mica piacere. A maggior ragione se quel bacio è solo un gioco, il tuo lavoro fatto con ironia. Anche quando fai una scena di sesso in un film non senti un cazzo. La verità è che noi attori cerchiamo di dare verità a qualcosa che non esiste».

Lei ha la fama di essere un grande amatore. C’è stata una donna che le ha fatto perdere la testa?

«Mi sono innamorato poche volte e quelle volte ho sofferto. Mi piace anche soffrire perché la sofferenza mi aiuta a riflettere e mi consente di trasferire ciò che provo nel lavoro, che è la mia vera droga. Una donna che mi ha segnato è stata Giuliana De Sio: siamo stati insieme 3 anni, io avevo 29 anni, lei 19, poi si è rotto qualcosa per colpa di entrambi. Non siamo riusciti a rimediare, perché è la storia di tutti amarsi, lasciarsi, ferirsi. Con lei ci siamo risentiti, ma solo da amici».

In un monologo ha ricordato quella volta in cui chiese a sua mamma se avesse mai fatto un pompino a suo papà. Andarono così le cose?

«In tutto quello che racconto c’ è qualcosa di romanzato, ma almeno la metà è vera. E quella volta a mia mamma domandai: “Ma tu e papà le fate… quelle cosette lì?”. Lei era di origine contadina, ma sapeva come ero fatto, senza peli sulla lingua, e sapeva come gestirmi. “Ma cosa dici, Sandrino!”, mi fece. Conosceva il mio carattere e, agli inizi della carriera, quando mi vedeva insofferente perché non lavoravo molto, mi invitava spesso a cambiare mestiere: “Non so se sei bravo”, faceva. Poi una volta, a uno spettacolo in cui recitavo con Gassman, Vitti, Proietti, lei sentì quei mostri sacri commentare all’ intervallo “Oh, che talento che ha Haber”. Da allora mi ha lasciato fare e non ha più rotto i coglioni (ride)».


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