Mel B confessa: “A scuola ero vittima di razzismo, mi chiamavano Ne**a”

7 Giugno 2020 Off Di Flavia Nicolosi
Mel B confessa: “A scuola ero vittima di razzismo, mi chiamavano Ne**a”

Nelle ultime settimane, dopo l’omicidio di George Floyd, il movimento BlackLivesMatter è supportato sempre di più anche da personaggi famosi.

E proprio in questo momento, dove la lotta al razzismo è più accesa che mai, Mel B, ex Spice Girl ha reso la sua testimonianza in merito agli abusi razzisti subiti durante la sua infanzia.

La cantante delle Spice Girls, 45 anni, è di razza mista ed è cresciuta in una zona prevalentemente bianca di Leeds, consapevole gli che altri bambini la vedevano diversa.

Ricordava di essere stata inseguita a casa da scuola da suoi coetanei mentre le urlavano insulti razziali, tra cui ‘P*ky’ e ‘N**ra’.

Durante un’intervista rilasciata al Daily Star Online, Mel ha dichiarao: “A scuola ho veramente capito che il colore della mia pelle aveva un tale effetto sugli altri bambini”. Sono stata insultata e chiamata con diversi nomi che non capivo come” P *** “,” Redskin e ovviamente N**ra”.

Questi continui inseguimenti l’hanno resa eccellente nella disciplina sportiva della corsa, che ha praticato anche dopo il raggiungimento del successo.

Ero inseguita a casa dai bambini che mi urlavano questi nomi, quindi ho imparato a correre veloce. Quando ero più grande, vincevo sempre tutte le gare e questo perché avevo imparato a correre veloce in giovane età”, ha sottolineato con un velo di amarezza.

Ma gli episodi di razzismo non sono mancati anche in età più avanzata.

Infatti, Melanie sempre nella medesima intervista ha aggiunto: “Ricordo che quando abbiamo realizzato il video per la prima volta di Wannabe avevamo una grande squadra di styling e una delle prime cose che mi hanno detto è stata: ‘Ok, quindi dobbiamo piastrare i capelli. Io rifiutai perché i miei capelli erano parte della mia identità e pur diversi da tutte le altre ragazze, le Spice Girls celebravano le nostre differenze”.

Mel ha partecipato Black Out sul web di martedì.

Il movimento ha messo a tacere i social media per protestare contro il razzismo e la brutalità della polizia contro i neri.

Sul suo profilo Twitter la cantante ha postato: “Le vite dei neri contano #blackouttuesday #georgefloyd.”


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