Ven. Dic 3rd, 2021

C’è chi c’ha Schettino, c’è chi c’ha Richard Phillips.

Tanto il nostro quanto il loro sono divenuti, loro malgrado, protagonisti di due drammatiche vicende legate al mare.

In entrambi i casi si sono contate delle vittime, ma se nel primo caso s’è trattato di vittime innocenti morte a causa di pressapochismo, nel secondo caso invecele le vittime sono state tre (tre pirati somali) e per certo sono stati causa del proprio male.

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Ma non divaghiamo, parliamo di Richard Phillips, comandante della nave mercantile Maersk Alabama, danese ma battente bandiera statunitense.

Nave dirottata l’8 aprile 2009 da un gruppo di quattro pirati somali, nel primo dirottamento da parte di pirati in 200 anni di storia navale statunitense.

Richard Phillips – nato nel 1955 e padre di due figli – si trovava al comando della nave quando tre dei quattro pirati somali lo sequestrarono (uno dei quattro pirati fu invece preso dall’equipaggio della Alabama) intenzionati a portarlo in Somalia e chiedere un riscatto da 10 milioni di dollari: da lì seguirono 4 giorni di intense negoziazioni finché il 12 aprile dei tiratori scelti presenti su un cacciatorpediniere sopraggiunto sul posto per dare supporto alla nave mercantile abbatterono i pirati, liberando il comandante.

Il 6 aprile 2010 Richard Phillips ha pubblicato la sua autobiografia Il dovere di un comandante (A Captain’s Duty: Somali Pirates, Navy SEALS, and Dangerous Days at Sea) e da questa autobiografia è stato tratto il film Captain Phillips – Attacco in mare aperto, forse eccessivamente apologetico, in cui il comandante è interpretato da Tom Hanks (si veda la foto a corredo).


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