Lun. Gen 24th, 2022
variante sudafricana

La nuova variante sudafricana di Covid-19 desta forte preoccupazione in tutto il mondo. Si tratta della B.1.1.529, già ribattezzata “Nu”, che pare essere la risultanza di più mutazioni. Stando a quanto affermato dai sanitari inglesi, questa variante è la più pericolosa tra quelle emerse fino ad ora: oltre ad essere altamente contagiosa, si teme possa anche abbassare l’effetto dei vaccini. 

Tutta colpa delle numerose mutazioni, che si presuppone possano essersi accumulate in un contagiato immunodepresso (forse affetto da Hiv) che ha lottato contro il Covid-19 per settimane, forse addirittura mesi (il Sudafrica ha un tasso di vaccinazione molto basso, intorno al 24% della popolazione totale). Proprio questo scenario ha consentito al suo genoma di accumulare un gran numero di errori a seguito di ripetute replicazioni.

Gli scienziati di tutto il mondo concordano sulla pericolosità della variante sudafricana ed è per questo che oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità si riunirà per valutare la situazione e assegnare una lettera greca alla nuova variante.

Alessandro Carabelli, ricercatore italiano e direttore di uno dei gruppi di ricerca del consorzio inglese Cog-Uk che effettua il monitoraggio costante sulle varianti, precisa che la variante appena emersa ha 32 mutazioni sulla proteina Spike, ovvero quella utilizzata dal virus “per agganciare le nostre cellule ed entrare al loro interno”.

“Ha sia le mutazioni che rendono il virus più contagioso, sia quelle che potrebbero confondere gli anticorpi”, spiega Carabelli, pertanto persiste il timore che gli anticorpi dei guariti e dei vaccinati possano faticare a riconoscere il nuovo ceppo e fornire quindi un grado di protezione più basso.

Individuata nel Gauteng, la provincia del Sudafrica dove si trovano anche Johannesburg e Pretoria, la variante ha fatto schizzare il tasso di positività dall’1 al 30% nelle ultime tre settimane. La maggior parte dei positivi sono di età giovanile e la nuova variante è dominante: in alcune zone del Gauteng raggiunge il 90%.

Per ora in Europa non si registrano casi di nuova variante sudafricana (in Israele è stata già confermata la presenza), ma nel frattempo sono stati bloccati i voli provenienti dal Sudafrica in Germania, Regno Unito e Italia.


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Di roberto