Sab. Ott 1st, 2022
renatino parmigiano reggiano

Lavorare 365 giorni all’anno ed essere pure felici. Si è scatenato un vero e proprio dibattito social in seguito alla messa in onda del nuovo spot di Parmigiano Reggiano (diretto da Paolo Genovese), dove il protagonista è il lavoratore “Renatino”, un personaggio immaginario.

“Nel Parmigiano Reggiano c’è solo latte, sale e caglio. Nient’altro. Nel siero ci sono i batteri lattici”, si sente dire durante la pubblicità, e fin qui tutto bene. Ma ad un certo punto la pubblicità si sofferma proprio su Renatino, “che lavora qui da quando aveva 18 anni, tutti i giorni. 365 giorni l’anno”. Quando una ragazza gli chiede se è davvero felice di lavorare lì senza nemmeno un giorno di pausa, lui risponde di sì e spiega di essere felice di non andare a Parigi e di non vedere mai il mare proprio perché lavora 365 giorni al Parmigiano Reggiano.

Sul web è scoppiata la bufera, con tantissimi utenti indignati con l’azienda, accusata di sfruttamento dei lavoratori. Stefano Fresi, l’attore presente nello spot che fa conoscere Renatino ad un gruppo di giovani, fa il “pompiere” e prova a placare le polemiche: “E’ una finzione, serve solo per magnificare il prodotto. Si può dire che è brutta, che è bella, ma non farne una lotta di classe, di politica, di diritto del lavoro, di sfruttamento dei lavoratori, perché non è un documentario”, replica Fresi ai tanti messaggi di critiche arrivati in queste ore.

“Ci dispiace se la volontà di sottolineare la passione dei nostri casari è stata letta con un messaggio differente – le parole di Carlo Mangini, direttore comunicazione, marketing e sviluppo commerciale del Consorzio Parmigiano Reggiano – che non abbiamo avuto la sensibilità di rilevare e che, grazie al dibattito accesosi in rete, raccogliamo con grande rispetto. Questa la ragione che ci conduce a modificare lievemente la pianificazione della campagna, potendo intervenire sul quarto spot apportando alcune modifiche che accoglieranno quanto emerso”.

 


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Di roberto