Mer. Nov 1st, 2023

Giancarlo Siani, nato il 19 settembre 1959 a Napoli e assassinato il 23 settembre 1985, è stato un giornalista italiano la cui vita è stata spezzata dalla camorra. Simbolo che ha ispirato il film Fortapasc, ecco qualche notizia in più sul suo conto.

La formazione di Giancarlo Siani

Giancarlo proveniva da una famiglia di classe media nel quartiere Vomero di Napoli. Durante gli anni delle scuole elementari e medie, partecipò ai movimenti studenteschi del 1977. Nel 1978, ottenne la maturità classica con il massimo dei voti. Successivamente, si iscrisse al corso di Sociologia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante questo periodo, iniziò a collaborare con riviste locali, dimostrando un profondo interesse per le questioni legate all’emarginazione sociale. Comprendeva che spesso le fasce più vulnerabili erano prese di mira dalla criminalità organizzata.

A Torre Annunziata, Siani si specializzò nella cronaca nera e, di conseguenza, nella copertura delle attività della camorra. Iniziò a studiare e analizzare le gerarchie delle famiglie criminali che dominavano la zona, esponendo i loro rapporti con la politica e la criminalità organizzata. Collaborò anche con l’Osservatorio sulla Camorra, un periodico diretto dal sociologo Amato Lamberti. Benché fosse corrispondente, lavorava costantemente nell’ufficio di Castellammare di Stabia e aspirava a ottenere il titolo di giornalista professionista.

L’articolo che gli fu fatale

Siani scoprì la moneta utilizzata dai boss mafiosi per i loro affari. In un articolo pubblicato il 10 giugno 1985, accusò il clan Nuvoletta (alleato dei Corleonesi di Totò Riina) e il clan Bardellino, membri della “Nuova Famiglia,” di tradire e consegnare alla polizia il pericoloso boss Valentino Gionta, allo scopo di porre fine alla guerra tra le famiglie. Questa rivelazione scatenò l’ira della camorra nei confronti del giornalista.

Nell’articolo, Siani affermò che l’arresto di Gionta fu reso possibile grazie a una “soffiata” fornita dagli esponenti del clan Nuvoletta. Questo arresto fu la moneta di scambio che i Nuvoletta pagarono al boss Antonio Bardellino per ottenere una tregua. La pubblicazione dell’articolo fece di Giancarlo Siani un bersaglio.

Moglie e figli di Giancarlo

La sera del 23 settembre 1985, intorno alle 20:30, Giancarlo Siani fu ucciso sotto casa sua in via Vincenzo Romaniello, nel quartiere Arenella di Napoli. Era ancora a bordo della sua Citroën Méhari verde quando gli assassini, con il volto scoperto, gli spararono 10 colpi alla testa utilizzando due pistole Beretta calibro 7,65. La camorra aveva vendicato la sua audacia giornalistica. Giancarlo muore ad appena 26 anni. Lascia la fidanzata Daniela, ma i due non avevano figli.


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