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	<title>Televisione Archivi - NonSolo.TV</title>
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	<description>TV, personaggi e storie tra nostalgia, curiosità e cultura pop</description>
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	<title>Televisione Archivi - NonSolo.TV</title>
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		<title>Quanto hanno vinto le Pappardelle a Reazione a Catena e chi sono le nuove campionesse Nonno Rock</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 12:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo 48 vittorie, 49 presenze e quasi due mesi trascorsi nello studio di Reazione a Catena, prima o poi doveva accadere. È successo domenica 20 settembre 2026, quando le Pappardelle sono state eliminate dalle Nonno Rock, tre studentesse universitarie arrivate da Gravina in Puglia. Il cambio della guardia è avvenuto all’Intesa Vincente, proprio il gioco ... <a title="Quanto hanno vinto le Pappardelle a Reazione a Catena e chi sono le nuove campionesse Nonno Rock" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/quanto-hanno-vinto-le-pappardelle-a-reazione-a-catena-e-chi-sono-le-nuove-campionesse-nonno-rock/" aria-label="Per saperne di più su Quanto hanno vinto le Pappardelle a Reazione a Catena e chi sono le nuove campionesse Nonno Rock">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo 48 vittorie, 49 presenze e quasi due mesi trascorsi nello studio di <em>Reazione a Catena</em>, prima o poi doveva accadere. È successo domenica 20 settembre 2026, quando <strong>le Pappardelle sono state eliminate dalle Nonno Rock</strong>, tre studentesse universitarie arrivate da Gravina in Puglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambio della guardia è avvenuto all’Intesa Vincente, proprio il gioco nel quale Carolina, Francesca e Maria Giulia avevano costruito buona parte della loro fortuna. Le nuove sfidanti hanno indovinato dieci parole in 55 secondi; alle campionesse in carica sarebbe servito superarle, ma stavolta la consueta sintonia non è bastata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si è così chiusa una delle esperienze più lunghe nella storia del programma condotto da Pino Insegno: <strong>48 vittorie consecutive</strong>, 29 Ultime Parole indovinate e un’estate trascorsa entrando ogni sera nelle case degli italiani. Alla fine è arrivata anche la standing ovation dello studio. Ci stava.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto hanno vinto le Pappardelle a Reazione a Catena in totale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il montepremi complessivo delle Pappardelle ammonta, secondo il dato riportato dalla maggior parte delle ricostruzioni, a <strong>261.973 euro</strong>. In rete circola anche una cifra leggermente superiore, oltre 266 mila euro, ma il totale di 261.973 euro è quello indicato con maggiore frequenza nelle cronache successive all’eliminazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo naturalmente del montepremi nominale, al lordo delle trattenute e della conversione prevista dal regolamento del programma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La loro avventura era cominciata il 3 agosto 2026, quando avevano sconfitto gli Alti e Basta con otto parole contro cinque. Quella sera riuscirono anche a risolvere l’Ultima Parola: tra “gioiello” e “sonora” individuarono “collana”, vincendo appena 235 euro. Non esattamente una partenza milionaria, ma evidentemente portò bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vincita più alta è arrivata il 29 agosto: <strong>50.500 euro</strong> grazie alla soluzione “reso”. Nel frattempo, puntata dopo puntata, le tre ragazze fiorentine hanno superato il precedente record di permanenza dei Tre di Denari, fermi a 36 presenze nel 2017.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Carolina Mischi, 27 anni, insegna religione e studia Scienze religiose; Francesca Garbin, 24 anni, è laureata in Lingue e prosegue la propria formazione nel campo della grafica; Maria Giulia Bardi, 25 anni, studia per diventare assistente sociale dopo avere inizialmente scelto Giurisprudenza. Si conoscono da quando erano bambine e frequentano il Teatro La Fiaba nel quartiere dell’Isolotto, a Firenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A <em>Reazione a Catena</em>, peraltro, si erano già viste nel 2023 con un altro nome, le Frangette. Quella prima esperienza durò poco. Tre anni più tardi sono tornate come Pappardelle (in ballo c’era anche l’ipotesi Ribollite, tanto per restare leggere) e hanno riscritto diversi record del programma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel messaggio pubblicato dopo l’eliminazione hanno riconosciuto che «tutte le parentesi della vita finiscono, anche le più belle». La <a href="https://www.raiplay.it/video/2026/09/Reazione-a-catena-weekend---Puntata-del-20092026-aa78b6ce-86b3-4eb9-ab10-07d517099a2a.html?utm_source=chatgpt.com">puntata del 20 settembre è disponibile su RaiPlay</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono le Nonno Rock, le nuove campionesse</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le ragazze capaci di fermare la lunga serie delle Pappardelle si chiamano <strong>Lidia Marvulli, Arianna Marvulli e Martina Loverre</strong>. Lidia e Arianna sono sorelle gemelle, mentre Martina è loro cugina. Tutte e tre provengono da Gravina in Puglia e sono studentesse universitarie; le età precise, almeno per il momento, non sono state rese pubbliche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nome Nonno Rock è un omaggio al nonno Rocco, dettaglio che spiega un nome altrimenti piuttosto curioso per una squadra composta da tre ragazze giovanissime.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="740" height="482" src="https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2026/09/le-nonno-rock.jpg" alt="" class="wp-image-59448" srcset="https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2026/09/le-nonno-rock.jpg 740w, https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2026/09/le-nonno-rock-300x195.jpg 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lidia, Arianna e Martina hanno affrontato l’Ultima Catena partendo da un montepremi potenziale di 107 mila euro. I vari dimezzamenti hanno però ridotto la somma fino a <strong>836 euro</strong>. Tra “terreno” e “vecchio” hanno scelto correttamente la parola “secolare”, conquistando così la loro prima vincita e il diritto di tornare nella puntata successiva. Poco denaro, almeno per ora, ma uno scalpo televisivo piuttosto importante: nessuna squadra era riuscita a eliminare le Pappardelle nelle precedenti 48 puntate. <a href="https://www.gravinalife.it/notizie/tre-gravinesi-campionesse-di-reazione-a-catena/?utm_source=chatgpt.com">La provenienza e i rapporti familiari del trio sono stati confermati anche dalla stampa locale di Gravina</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le Pappardelle, invece, resta un percorso cominciato con 235 euro e terminato a un passo dai 262 mila. In mezzo ci sono state 48 serate da campionesse, gli applausi, qualche polemica social e un’abitudine televisiva che sembrava ormai destinata ad accompagnare tutto il resto della stagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso tocca alle Nonno Rock: dopo avere eliminato la squadra dei record alla prima apparizione, presentarsi di nuovo in studio dovrebbe essere la parte meno complicata.</p>
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		<title>Hanno ucciso il Gabibbo: il j’accuse di Enzo Iacchetti sulla morte di Striscia la notizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 14:24:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Enzo Iacchetti non le ha mandate a dire, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa: “Striscia è morta, l’hanno uccisa. Come l’Uomo Ragno”. Una lodevole citazione degli 883, ma in questo caso il mandante non sarebbe stata un&#8217;industria di caffè, ma i piani alti dell&#8217;azienda che prima di allora aveva fatto andare avanti il programma per quasi ... <a title="Hanno ucciso il Gabibbo: il j’accuse di Enzo Iacchetti sulla morte di Striscia la notizia" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/hanno-ucciso-il-gabibbo-il-jaccuse-di-enzo-iacchetti-sulla-morte-di-striscia-la-notizia/" aria-label="Per saperne di più su Hanno ucciso il Gabibbo: il j’accuse di Enzo Iacchetti sulla morte di Striscia la notizia">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Enzo Iacchetti non le ha mandate a dire, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa: “Striscia è morta, l’hanno uccisa. Come l’Uomo Ragno”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una lodevole citazione degli 883, ma in questo caso il mandante non sarebbe stata un&#8217;industria di caffè, ma i piani alti dell&#8217;azienda che prima di allora aveva fatto andare avanti il programma per quasi 38 anni &#8211; una cifra monstre per la televisione (sono pochi &#8211; pochissimi &#8211; i programmi che possono vantar euna longevità minimamente paragonabile).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intervistato da Luca Sommi per la rassegna Dedalo (che si tiene a Parma a fine giugno &#8211; ma il cui video è stato pubblicato su YouTube soltanto un paio di giorni fa), l&#8217;ex conduttore ha sparato a zero sulla cancellazione del tg satirico, dipingendo Mediaset come il cattivo di turno che ha sacrificato due milioni di spettatori sull’altare della Ruota della Fortuna di Gerry Scotti (che di spettatori ne fa più del doppio).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Luca Sommi intervista Enzo Iacchetti" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/RKYiF2goZrQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La logica commerciale, va detto, è spietata ma non fa una grinza (ahinoi, ahiloro): se un format ne porta cinque e l’altro si ferma a due, la scelta in un’azienda che deve fatturare è quasi obbligata (la colpa probabilmente è del capitalismo, ma cosa possiamo farci?). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Iacchetti dal canto suo ha provato a difendere il comunque ragguardevole risultato di Striscia: “Due milioni sono venti volte lo stadio Maracanà”. Vero. Ma in televisione non si vendono iconici stadi sudamericani, si vendono occhi incollati allo schermo per gli spot. E quegli occhi, stagione dopo stagione, stavano scappando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se guardiamo l&#8217;andamento degli ascolti in questi trentotto anni, il quadro è infatti chiarissimo: c&#8217;è stato un boom pazzesco tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila (durante la stagione 2002-2003 si raggiunse il record: 8,8 milioni di spettatori e il 32% di share &#8211; in quella fascia oraria, un italiano su tre guardava il Gabibbo) ma poi iniziata un&#8217;emorragia. Lenta, costante, inesorabile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni il crollo è diventato evidente: si è passati dai 3,2 milioni del 2023 ai 2,8 milioni della scorsa stagione. Fino all&#8217;ultimo, disperato esperimento del 2026 in prima serata: 140 minuti di programma per raccogliere 1,9 milioni di spettatori e un misero 12,7% di share.  E proprio riguardo il tentativo in prima serata è arrivata l&#8217;altra bordata dell&#8217;ottimo Enzino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Striscia, il flop in prima serata e il problema degli ospiti (inesistente)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">E durante la chiacchierata s&#8217;è quindi parlato delle ultime cinque puntate, definite un “esperimento” destinato al fallimento. Iacchetti racconta di essersi guardato addosso, insieme a Greggio, “vestiti come due pinguini”, chiedendosi dove fosse l’ospite di peso &#8211; in quel programma in prima serata che sarebbe dovuto essere più varietà che tg satirico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste, più o meno testuali, le parole di Iacchetti:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Ci hanno messo un po’ in situazioni di difficoltà, finché ci hanno dato queste cinque puntate. Si trattava di un varietà misto a informazione. Sembrava un esperimento, ma quando io e Greggio ci siamo guardati vestiti come due pinguini abbiamo detto: ‘Mmmmhhh…chi è l’ospite?’. Pensavo ci dessero un ospite che ha vinto Sanremo. No, Albano. Con tutto il rispetto. Tutta una roba che ci faceva calare di puntata in puntata”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che la memoria fa brutti scherzi perché in quelle cinque puntate, di ospiti, ne sono passati parecchi &#8211; ma non sono serviti a risollevare  le sorti del programma gonizzante: ci sono stati Alessandro Del Piero, Ficarra e Picone, Christian Vieri, Lorella Cuccarini, Gianluigi Nuzzi, Lillo e c’è stato spazio pure per un Tapiro a Fiorello e per Maria De Filippi trasformata in giustiziera dei parcheggiatori abusivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mancavano i nomi. Mancava l’idea.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Iacchetti avrebbe voluto / vorrebbe un tg satirico vicino alle origini &#8211;</strong> meno politically correct, più incisivo, capace di rompere le scatole come ai vecchi tempi. Per questo non c&#8217;entrano nel fallimento gli ospiti ma il progressivo appiattimento su rubriche anacronistiche e sketch che sapevano di muffa già da tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quanto fatto &#8211; e non solo per colpa dei vertici, ché comunque dietro il programma c&#8217;era un entourage di autori &#8211; è andato in un altro senso: invece di accorciare il format, pulire le gag e tornare a un’informazione satirica che morde, si è preferito allungare il brodo, snaturando il prodotto &#8211; che iniziava a risultare vecchio (in barba all&#8217;abuso dell&#8217;IA e alle rubriche &#8220;young&#8221; curate da esperti di tecnologia tutt&#8217;altro che young) e che se non aveva un problema, certamente non aveva un problema di lunghezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mediaset così non ha potuto fare altro che staccare la spina. Non è stato un omicidio, ma un&#8217;eutanasia.</strong></p>
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		<title>Addio Rai Scuola sul canale 57 dopo 17 anni: cosa sappiamo di Italiana e dove finiranno lezioni e programmi</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/addio-rai-scuola-sul-canale-57-dopo-17-anni-cosa-sappiamo-di-italiana-e-dove-finiranno-lezioni-e-programmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 18:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1° ottobre 2026, digitando 57 sul telecomando, non troveremo più Rai Scuola. Al suo posto debutterà Italiana, il nuovo canale della televisione pubblica dedicato ai territori, ai borghi, alle tradizioni e al Made in Italy. Rai Scuola, tuttavia, non verrà cancellata completamente. Dopo le prime notizie sulla chiusura, la Rai ha precisato che a ... <a title="Addio Rai Scuola sul canale 57 dopo 17 anni: cosa sappiamo di Italiana e dove finiranno lezioni e programmi" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/addio-rai-scuola-sul-canale-57-dopo-17-anni-cosa-sappiamo-di-italiana-e-dove-finiranno-lezioni-e-programmi/" aria-label="Per saperne di più su Addio Rai Scuola sul canale 57 dopo 17 anni: cosa sappiamo di Italiana e dove finiranno lezioni e programmi">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dal <strong>1° ottobre 2026</strong>, digitando 57 sul telecomando, non troveremo più Rai Scuola. Al suo posto debutterà Italiana, il nuovo canale della televisione pubblica dedicato ai territori, ai borghi, alle tradizioni e al Made in Italy.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rai Scuola, tuttavia, non verrà cancellata completamente. Dopo le prime notizie sulla chiusura, la Rai ha precisato che a sparire sarà il canale televisivo lineare, mentre lezioni, documentari e programmi educativi confluiranno in una nuova offerta digitale chiamata <strong>RaiPlay Scuola e Learning</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nome Rai Scuola lascia dunque il digitale terrestre dopo 17 anni, essendo stato adottato nel 2009. La storia dell’offerta educativa Rai è però molto più lunga: affonda le proprie radici nella convenzione sottoscritta dalla televisione pubblica e dal Ministero dell’Istruzione nel <strong>1964</strong>, rinnovata per mezzo secolo fino al 2014.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Italiana prenderà il posto di Rai Scuola sul canale 57</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Italiana nasce dall’esperienza accumulata dalla Rai con <em>Linea Verde</em> e le sue numerose declinazioni. Nella <a href="https://ufficiostampa.rai.it/ufficiostampa/articoli/2026/07/ITALIANA---il-canale-interamente-dedicato-al-racconto-dellidentita-italiana-sui-territori-0990a91b-50a2-4e7c-8e98-8fbfb7f750a0.html?utm_source=chatgpt.com">presentazione ufficiale</a>, l’azienda descrive il nuovo progetto come un «racconto emotivo e crossgenerazionale dell’Italia», capace di attivare «emozioni identitarie e personali».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il palinsesto attraverserà borghi e paesaggi, artigianato e imprese, ambiente, enogastronomia, turismo, folklore, innovazione, sostenibilità e cultura popolare. Tutto molto italiano, insomma, possibilmente con una piazza medievale sullo sfondo e qualcosa che cuoce lentamente in una pentola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La programmazione sarà divisa in <strong>tre blocchi da otto ore</strong>, per un totale dichiarato di 720 ore, e partirà utilizzando soprattutto i contenuti conservati negli archivi di Rai Cultura e del Day Time. Dal trimestre successivo al debutto dovrebbero arrivare rimontaggi, produzioni originali e collegamenti in diretta con manifestazioni organizzate nei diversi territori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Almeno nella prima fase, Italiana sarà quindi in buona parte un canale di repertorio. Del resto, anche Rai Scuola era ormai da tempo sostenuta prevalentemente dalle repliche: il cambiamento riguarda più la funzione assegnata al numero 57 che la quantità immediata di nuove produzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rai Scuola non chiude del tutto: si trasferisce su RaiPlay</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La precisazione arrivata dalla Rai cambia in parte il quadro iniziale. «Non è prevista alcuna cancellazione dell’offerta editoriale di Rai Scuola», ha fatto sapere l’azienda, spiegando che la sua funzione educativa e divulgativa verrà preservata attraverso nuove modalità di distribuzione e una presenza più consistente su RaiPlay.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta rientra in un progetto più ampio di revisione dei canali specializzati e viene motivata con le abitudini del pubblico scolastico. Gli studenti, secondo la Rai, utilizzano sempre meno la televisione lineare e cercano i contenuti quando ne hanno bisogno, attraverso smartphone, tablet, computer e televisori connessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri citati dall’azienda sono piuttosto netti. Rai Scuola ha registrato uno <strong>share medio dello 0,14% nel 2024</strong>, sceso allo 0,13% nel 2025 e a circa lo 0,09-0,10% nei primi mesi del 2026. Dati molto contenuti, che secondo la Rai mostrano i limiti di un palinsesto tradizionale nel tentativo di raggiungere in maniera sistematica bambini, ragazzi e insegnanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La conclusione dell’azienda è semplice: occorre «portare i contenuti dedicati agli studenti laddove sono gli studenti». Non più una lezione trasmessa a un orario stabilito, dunque, ma un catalogo da consultare nel momento in cui serve.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funzionerà RaiPlay Scuola e Learning</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto <strong>RaiPlay Scuola e Learning</strong>, approvato all’unanimità dal consiglio di amministrazione della Rai, riunirà le produzioni di Rai Cultura, il patrimonio educativo conservato nelle Teche e i contenuti già realizzati da Rai Scuola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è costruire un ambiente on demand utilizzabile sia in aula sia a casa. Gli studenti potranno cercare un argomento, interrompere una lezione, riprenderla e rivederla senza dipendere dagli orari del palinsesto; gli insegnanti, almeno nelle intenzioni, avranno a disposizione un archivio più semplice da integrare nell’attività didattica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Rai segnala inoltre che, a fronte degli ascolti televisivi molto bassi, il gradimento del servizio rimane elevato. La rilevazione Qualitel assegna a Rai Scuola un punteggio di <strong>8,0</strong>, che sale a 8,1 per la sua presenza su RaiPlay: sarebbe la proprietà digitale Rai più apprezzata dagli utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta quindi della scomparsa dei contenuti, ma della fine di Rai Scuola come canale televisivo autonomo. Una differenza sostanziale, anche se il passaggio al digitale pone comunque un problema concreto: RaiPlay richiede una connessione, un dispositivo compatibile e un minimo di familiarità con la piattaforma. Il numero 57, al contrario, era immediatamente accessibile su qualsiasi televisore collegato al digitale terrestre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una storia educativa cominciata nel 1964</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Rai Scuola aveva assunto la propria denominazione attuale nel 2009, raccogliendo però un’eredità nata nel 1964 dalla collaborazione fra la Rai e il Ministero dell’Istruzione. È la stessa tradizione alla quale appartiene l’esperienza del maestro <strong>Alberto Manzi</strong>, che attraverso <em>Non è mai troppo tardi</em> contribuì all’alfabetizzazione di migliaia di italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la conclusione della convenzione con il Ministero, nel 2014, il canale era rimasto all’interno dell’offerta di Rai Cultura insieme a Rai Storia e Rai 5, dedicando progressivamente maggiore spazio alla divulgazione scientifica. Le risorse e le nuove produzioni, nel frattempo, avevano però iniziato a diminuire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi è arrivato il Covid. Durante la pandemia Rai Scuola è passata dal numero 146 al <strong>canale 57</strong>, diventando uno degli strumenti utilizzati per sostenere studenti e insegnanti durante la chiusura degli istituti. Le lezioni televisive non potevano sostituire la scuola in presenza, naturalmente, ma offrivano un servizio gratuito e facilmente accessibile anche alle famiglie meno attrezzate sul piano digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal prossimo ottobre quell’esperienza proseguirà esclusivamente su RaiPlay, mentre sul digitale terrestre inizierà il viaggio di Italiana tra paesi e imprese emblema del Made Italy, tra ricette e tradizioni locali: una scelta editoriale legittima ma discutibile (e sicuramente abbastanza provinciale).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/addio-rai-scuola-sul-canale-57-dopo-17-anni-cosa-sappiamo-di-italiana-e-dove-finiranno-lezioni-e-programmi/">Addio Rai Scuola sul canale 57 dopo 17 anni: cosa sappiamo di Italiana e dove finiranno lezioni e programmi</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
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		<title>Chi l’ha visto?, dopo oltre vent’anni Federica Sciarelli verso l’addio: da Donatella Raffai a oggi, tutti i conduttori del programma</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/chi-lha-visto-dopo-oltre-ventanni-federica-sciarelli-verso-laddio-da-donatella-raffai-a-oggi-tutti-i-conduttori-del-programma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 10:36:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo oltre vent’anni alla guida di&#160;Chi l’ha visto?, Federica Sciarelli potrebbe essere arrivata alla fine della sua lunga esperienza nel programma simbolo di Rai 3. A confermarlo è stata la stessa Rai, che in una nota ha spiegato come siano in corso riflessioni sul futuro professionale della giornalista e, parallelamente, anche sul destino della trasmissione ... <a title="Chi l’ha visto?, dopo oltre vent’anni Federica Sciarelli verso l’addio: da Donatella Raffai a oggi, tutti i conduttori del programma" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/chi-lha-visto-dopo-oltre-ventanni-federica-sciarelli-verso-laddio-da-donatella-raffai-a-oggi-tutti-i-conduttori-del-programma/" aria-label="Per saperne di più su Chi l’ha visto?, dopo oltre vent’anni Federica Sciarelli verso l’addio: da Donatella Raffai a oggi, tutti i conduttori del programma">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo oltre vent’anni alla guida di&nbsp;<em>Chi l’ha visto?</em>, Federica Sciarelli potrebbe essere arrivata alla fine della sua lunga esperienza nel programma simbolo di Rai 3. A confermarlo è stata la stessa Rai, che in una nota ha spiegato come siano in corso riflessioni sul futuro professionale della giornalista e, parallelamente, anche sul destino della trasmissione che dal 1989 rappresenta uno dei punti di riferimento della televisione italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta ancora di un addio ufficiale, ma per la prima volta l’azienda ha ammesso apertamente che si sta ragionando anche su chi potrebbe raccogliere l’eredità della conduttrice. Un passaggio che inevitabilmente riapre una domanda che accompagna il programma da anni: può esistere&nbsp;<strong>Chi l’ha visto?</strong>&nbsp;senza Federica Sciarelli?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ipotesi sul futuro del programma dopo Federica Sciarelli</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le indiscrezioni sull’uscita di scena della giornalista si rincorrono ormai da diverse stagioni. Già nel 2020 la stessa Sciarelli aveva raccontato quanto fosse impegnativo, anche dal punto di vista emotivo, seguire quotidianamente storie di scomparsi, delitti e vicende familiari spesso drammatiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni successivi si è parlato più volte di pensionamento, di nuovi progetti e persino di possibili trasferimenti verso altri format. Fino a oggi, però, nulla aveva realmente scalfito la sua presenza al timone della trasmissione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La situazione appare diversa adesso. La Rai non parla di chiusura del programma, ma il fatto che si stiano valutando possibili eredi lascia intendere che l’ipotesi di una nuova fase sia concreta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tra i nomi circolati nelle ultime ore figurano quelli di Eleonora Daniele, Francesca Fialdini e Pietro Rinaldi</strong>. Non manca però chi guarda all’interno della stessa redazione. Lo scorso anno era stata proprio Sciarelli a sostenere che, dopo di lei, sarebbe stato naturale affidare il programma a una delle inviate che da tempo lavorano sul campo. In questo senso le candidature più citate sono quelle di Veronica Briganti e Chiara Cazzaniga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto dipenderà dalle decisioni che emergeranno nelle prossime settimane e dai nuovi palinsesti Rai. Nel frattempo resta una certezza: nessun altro volto è stato identificato con&nbsp;<em>Chi l’ha visto?</em>&nbsp;quanto Federica Sciarelli, che conduce la trasmissione dal settembre 2004.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Donatella Raffai a Federica Sciarelli: la storia dei conduttori di Chi l’ha visto?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La possibile uscita della giornalista offre anche l’occasione per ripercorrere la storia di uno dei programmi più longevi della televisione italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi l’ha visto?</strong>&nbsp;debutta su Rai 3 il 30 aprile 1989. Alla conduzione ci sono&nbsp;<strong>Donatella Raffai</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Paolo Guzzanti</strong>, che guidano le prime puntate dedicate alla ricerca di persone scomparse e agli appelli rivolti al pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la prima stagione, Guzzanti lascia il programma e viene sostituito da&nbsp;<strong>Luigi Di Majo</strong>, che affianca Donatella Raffai negli anni del primo grande successo della trasmissione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1991 arriva una svolta. Donatella Raffai passa a un nuovo progetto televisivo e la conduzione viene affidata a&nbsp;<strong>Luigi Di Majo</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Alessandra Graziottin</strong>. È una fase breve e caratterizzata da un calo degli ascolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Rai decide quindi di riportare al centro del programma proprio Donatella Raffai, che torna nel 1993 e rilancia una formula ormai fortemente associata al suo volto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1994 entra in scena&nbsp;<strong>Giovanna Milella</strong>, figura importante nella storia della trasmissione. Durante la sua gestione il programma amplia progressivamente il raggio d’azione, occupandosi non soltanto di persone scomparse ma anche di casi di cronaca e vicende giudiziarie che suscitano grande attenzione nell’opinione pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1997 la conduzione passa a&nbsp;<strong>Marcella De Palma</strong>, giornalista con una lunga esperienza da reporter. La sua permanenza si interrompe tragicamente nel 2000 a causa della malattia che ne provoca la scomparsa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’era Daniela Poggi e il lungo regno di Federica Sciarelli</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo Marcella De Palma, la Rai sceglie&nbsp;<strong>Daniela Poggi</strong>, che conduce il programma dal 2000 al 2004. La sua esperienza rappresenta una fase di transizione in una trasmissione che continua a evolversi sia nel linguaggio sia nei contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 13 settembre 2004 arriva infine&nbsp;<strong>Federica Sciarelli</strong>. Quella che inizialmente appare come una normale successione si trasforma rapidamente nella conduzione più lunga della storia di&nbsp;<em>Chi l’ha visto?</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto la sua guida il programma consolida il proprio profilo investigativo, seguendo alcuni dei casi più noti della cronaca italiana degli ultimi vent’anni. Dalle vicende di persone scomparse ai grandi misteri irrisolti, fino alle inchieste che hanno portato a sviluppi giudiziari concreti, la trasmissione diventa uno dei prodotti più riconoscibili del servizio pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso delle stagioni il format ha attraversato cambiamenti editoriali, evoluzioni tecnologiche e trasformazioni del panorama televisivo, mantenendo però una caratteristica fondamentale: il coinvolgimento diretto del pubblico attraverso segnalazioni, testimonianze e appelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, mentre la Rai riflette sul futuro del programma, si chiude forse uno dei capitoli più significativi della sua storia. Se davvero Federica Sciarelli dovesse lasciare, terminerebbe un percorso iniziato oltre vent’anni fa e diventato parte integrante dell’identità stessa di&nbsp;<em>Chi l’ha visto?</em>. La sfida per chi verrà dopo sarà inevitabilmente quella di raccogliere un’eredità che, numeri alla mano e per durata, non ha precedenti nella storia della trasmissione.</p>
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		<title>SuperKaraoke non è flop: Michelle Hunziker porta Canale 5 sopra i 2 milioni di spettatori con il format nostalgico</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/superkaraoke-non-e-flop-michelle-hunziker-porta-canale-5-sopra-i-2-milioni-di-spettatori-con-il-format-nostalgico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 20:16:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ci chiedevamo se fosse davvero possibile riportare in vita Karaoke (se avete voglia, potete leggerne qui). Del resto, si stabiliva, l&#8217;Italia del 2026 non è quella del 1992. Siamo più connessi, più frammentati, più polarizzati. Le piazze non sono più quelle di una volta e perfino il tentativo del 2015 con Angelo ... <a title="SuperKaraoke non è flop: Michelle Hunziker porta Canale 5 sopra i 2 milioni di spettatori con il format nostalgico" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/superkaraoke-non-e-flop-michelle-hunziker-porta-canale-5-sopra-i-2-milioni-di-spettatori-con-il-format-nostalgico/" aria-label="Per saperne di più su SuperKaraoke non è flop: Michelle Hunziker porta Canale 5 sopra i 2 milioni di spettatori con il format nostalgico">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Qualche giorno fa ci chiedevamo se fosse davvero possibile riportare in vita Karaoke (<a href="https://www.nonsolo.tv/nostalgia-90-leterno-ritorno-di-karaoke-ma-il-tempo-passa-e-nessuno-indietro-lo-riportera/">se avete voglia, potete leggerne qui)</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Del resto, si stabiliva, l&#8217;Italia del 2026 non è quella del 1992. Siamo più connessi, più frammentati, più polarizzati. Le piazze non sono più quelle di una volta e perfino il tentativo del 2015 con Angelo Pintus si era concluso senza lasciare particolari tracce (per usare un eufemismo e non parlare di flop).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stavolta però la scommessa di Mediaset, che ha riportato in televisione il format reso celebre da Fiorello ad inizio &#8217;90 con il nome di SuperKaraoke, si è rivelata uno dei risultati più interessanti dell&#8217;intera settimana televisiva (complice probabilmente la presenza di diversi Super ospiti, come Sal Da Vinci che vediamo nell&#8217;immagine in evidenza).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre due milioni di spettatori in entrambe le puntate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le due puntate trasmesse da Canale 5 in questo inizio di giugno 2026 hanno infatti superato entrambe la soglia dei due milioni di spettatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;8 giugno SuperKaraoke ha raccolto 2.189.000 spettatori con il 19,1% di share, risultando il programma più visto della serata davanti a Rai 1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora meglio è andata il 10 giugno, quando il programma ha raggiunto 2.100.000 spettatori con il 19,6% di share, battendo nuovamente la concorrenza e confermandosi leader della prima serata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Numeri che assumono un peso ancora maggiore se confrontati con il resto della programmazione di Canale 5 durante la settimana, spesso ferma tra 1,3 e 1,8 milioni di telespettatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SuperKaraoke tra i programmi più forti della settimana</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Basta osservare la classifica degli ascolti per accorgersi che, eccezion fatta per i Mondiali 2026, pochi programmi sono riusciti a fare meglio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le partite Canada-Bosnia Erzegovina e Messico-Sudafrica hanno inevitabilmente giocato un campionato a parte, superando rispettivamente i 4,1 e i 4,8 milioni di spettatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tolto il calcio, però, proprio SuperKaraoke rappresenta una delle sorprese più evidenti della settimana televisiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La trasmissione ha superato programmi consolidati come Chi l&#8217;ha visto?, DiMartedì, Quarto Grado (non soliti far numeri da capogiro, ad onor del vero) e numerose proposte sia della Rai sia della stessa Mediaset.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un risultato che probabilmente pochi avrebbero pronosticato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SuperKaraoke non fa flop&#8230; E adesso?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente due puntate non bastano per parlare di fenomeno televisivo (come una rondine, d&#8217;altro canto, non fa primavera).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli ascolti andrebbero verificati nel tempo e resta da capire quanto abbia inciso la curiosità legata al ritorno del brand Karaoke con un carta Hunziker alla guida del programma (la Hunziker, non ce ne voglia Pintus, è un nome ben più importante).</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è però una domanda che oggi appare meno peregrina rispetto a qualche settimana fa: siamo sicuri che questo debba restare soltanto un esperimento?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensare a Michelle Hunziker impegnata quotidianamente in una versione moderna del programma può sembrare complicato: si tratta di uno dei volti più richiesti della televisione italiana e difficilmente potrebbe passare le proprie giornate girando piazze da Nord a Sud come accadeva ai tempi di Fiorello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi però viene in mente che per anni la stessa Hunziker è stata presenza fissa di Striscia la Notizia, uno dei programmi più impegnativi e continui della televisione italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo non è impossibile immaginare che, davanti a risultati simili, Mediaset possa decidere di tornare a investire sul format anche in futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non necessariamente con una programmazione quotidiana. Magari con appuntamenti speciali, eventi estivi o nuove edizioni distribuite nel corso dell&#8217;anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il momento una cosa sembra certa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti consideravano Karaoke un prodotto appartenente a un&#8217;altra epoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri di SuperKaraoke suggeriscono invece che, almeno per una parte del pubblico, quella parentesi non era ancora finita.</p>
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		<title>Antonella Clerici e il legame con Sant’Antonio: perché la conduttrice si chiama così</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/antonella-clerici-e-il-legame-con-santantonio-perche-la-conduttrice-si-chiama-cosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 18:56:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono dettagli biografici che restano ai margini per anni, quasi nascosti dentro interviste dimenticate o confessioni fatte senza particolare enfasi. Nel caso di&#160;Antonella Clerici, uno di questi riguarda proprio il suo nome. Un aspetto curioso, semplice, ma che racconta anche qualcosa del mondo da cui proviene la conduttrice che da oltre vent’anni accompagna il ... <a title="Antonella Clerici e il legame con Sant’Antonio: perché la conduttrice si chiama così" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/antonella-clerici-e-il-legame-con-santantonio-perche-la-conduttrice-si-chiama-cosi/" aria-label="Per saperne di più su Antonella Clerici e il legame con Sant’Antonio: perché la conduttrice si chiama così">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ci sono dettagli biografici che restano ai margini per anni, quasi nascosti dentro interviste dimenticate o confessioni fatte senza particolare enfasi. Nel caso di&nbsp;<strong>Antonella Clerici</strong>, uno di questi riguarda proprio il suo nome. Un aspetto curioso, semplice, ma che racconta anche qualcosa del mondo da cui proviene la conduttrice che da oltre vent’anni accompagna il pubblico italiano tra cucina, intrattenimento e prime serate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni il tema era tornato a circolare soprattutto sui social, spesso in modo confuso o trasformato in titoli sensazionalistici. In realtà la spiegazione è molto più lineare, ed è stata la stessa Clerici a raccontarla in più occasioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La confessione di Antonella Clerici sul suo nome</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle dichiarazioni più chiare risale a un’intervista pubblicata nel 2014 sul settimanale&nbsp;<em>A Sua Immagine</em>. Parlando del suo rapporto con la fede e delle sue origini familiari, Antonella Clerici spiegò:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Mi chiamo Antonella perché mia madre fece un voto a Sant’Antonio da Padova. Mi è rimasto questo particolare attaccamento alla sua figura”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non una frase costruita per fare notizia, ma un passaggio inserito dentro una riflessione più ampia sulla sua educazione cattolica. Clerici raccontava infatti di essere cresciuta a Legnano, in un contesto dove parrocchia e oratorio rappresentavano una parte importante della vita quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni successivi la conduttrice è tornata sull’argomento anche in televisione. Durante una puntata di&nbsp;<em>È sempre mezzogiorno</em>, parlando con il pizzaiolo Vincenzo Capuano, chiarì persino un dettaglio legato all’onomastico. Alla domanda se festeggiasse Sant’Antonio Abate il 17 gennaio, Clerici rispose di celebrare invece Sant’Antonio da Padova, proprio per il legame familiare che aveva portato alla scelta del suo nome.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È uno di quei racconti che spiegano anche il rapporto molto particolare che parte del pubblico ha sempre avuto con lei. Antonella Clerici non ha mai costruito la propria immagine sulla distanza o sull’eccesso. Al contrario, la sua televisione è sempre passata attraverso elementi familiari, quotidiani, riconoscibili &#8211; ed è per questo che è così amata (sebbene poi sia stata vittima di qualche battutina acida, vero Ligabue?)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla “Prova del cuoco” a “È sempre mezzogiorno”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando la Rai le affidò&nbsp;<em>La prova del cuoco</em>&nbsp;nel 2000, in pochi immaginavano che quel format sarebbe diventato uno dei programmi simbolo della fascia di mezzogiorno. La stessa Clerici, anni dopo, raccontò che inizialmente molti erano scettici sul progetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma cambiò progressivamente pelle: da semplice spazio culinario a contenitore più ampio, dove ricette, chiacchiere, ospiti e momenti leggeri finirono per convivere in modo piuttosto naturale. Una formula che avrebbe poi influenzato molti altri cooking show italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del tempo la conduttrice è diventata uno dei volti più riconoscibili della Rai, alternando intrattenimento, musica e programmi familiari. Da&nbsp;<em>Ti lascio una canzone</em>&nbsp;fino ai più recenti&nbsp;<em>The Voice Senior</em>,&nbsp;<em>The Voice Kids</em>&nbsp;ed&nbsp;<em>È sempre mezzogiorno</em>, Clerici ha mantenuto uno stile molto preciso: diretto, popolare, raramente impostato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche dopo la stagione 2019-2020, in cui apparve meno nei palinsesti televisivi, il ritorno quotidiano a mezzogiorno con&nbsp;<em>È sempre mezzogiorno</em>&nbsp;ha riportato la conduttrice al centro della programmazione Rai. Negli ultimi anni ha inoltre partecipato a eventi importanti come il Festival di Sanremo, tornando sul palco dell’Ariston nel 2025 accanto a Carlo Conti e Gerry Scotti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una curiosità semplice che racconta qualcosa di più</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo il motivo per cui Antonella Clerici si chiama così non nasconde misteri clamorosi. Non ci sono segreti di famiglia, retroscena sorprendenti o vicende scandalistiche. Ed è probabilmente anche questo il motivo per cui la storia continua a incuriosire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dentro quella spiegazione c’è un pezzo di Italia che oggi appare quasi lontano: i voti ai santi, il peso della religione popolare nelle famiglie, la scelta dei nomi legata alla devozione o alle tradizioni domestiche.</p>
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		<title>Teo Mammucari, quanti scontri in diretta tv: i precedenti (anche con Mara Venier)</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/teo-mammucari-quanti-scontri-in-diretta-tv-i-precedenti-anche-con-mara-venier/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 20:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Teo Mammucari e le polemiche in diretta tv: dalle liti con Mara Venier e Francesca Fagnani ai battibecchi con Lucarelli e Belen. Il caso esploso durante l’ultima puntata di Domenica In non dal niente. La lite in diretta con Mara Venier – culminata con quel “sei un pirla” pronunciato davanti alle telecamere – è solo ... <a title="Teo Mammucari, quanti scontri in diretta tv: i precedenti (anche con Mara Venier)" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/teo-mammucari-quanti-scontri-in-diretta-tv-i-precedenti-anche-con-mara-venier/" aria-label="Per saperne di più su Teo Mammucari, quanti scontri in diretta tv: i precedenti (anche con Mara Venier)">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Teo Mammucari e le polemiche in diretta tv: dalle liti con Mara Venier e Francesca Fagnani ai battibecchi con Lucarelli e Belen.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso esploso durante l’ultima puntata di <em>Domenica In</em> non dal niente. La lite in diretta con Mara Venier – culminata con quel “sei un pirla” pronunciato davanti alle telecamere – è solo l’ultimo episodio di una lunga sequenza di tensioni televisive che hanno accompagnato la carriera di Teo Mammucari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il conduttore romano, da sempre costruito televisivamente come personaggio irriverente e imprevedibile, negli anni è stato protagonista di diversi momenti sopra le righe. Alcuni diventati virali, altri rimasti più circoscritti agli addetti ai lavori, ma tutti contribuiscono a disegnare un profilo preciso: quello di un volto televisivo capace di accendere lo studio tanto quanto il pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’episodio con Mara Venier, al di là delle ricostruzioni di backstage circolate nelle ore successive alla trasmissione, si inserisce quindi in un copione già visto. Non è la prima volta che Mammucari finisce al centro di un momento di tensione in diretta.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DV6ygejCoir/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/reel/DV6ygejCoir/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DV6ygejCoir/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Ghetto Trash (@ghetto_trash)</a></p></div></blockquote>
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<h2 class="wp-block-heading">Le tensioni con Mara Venier e gli scontri più discussi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto tra Mammucari e Mara Venier non nasce certo domenica. Uno dei precedenti più noti risale a <em>Tu si que vales</em>, quando i due si trovarono insieme nello stesso programma, lui come giudice e lei nel ruolo di “giudice popolare”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante una puntata, una battuta di Mammucari – seguita da uno scherzo sulla canzone <em>Mara non c’è</em> – fece scattare la reazione della conduttrice. Venier, visibilmente irritata, lasciò lo studio in diretta e lo mandò apertamente a quel paese. Un momento che fece parecchio rumore e che per qualche giorno monopolizzò il dibattito sui social e nei programmi di commento televisivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello scambio, col senno di poi, appare quasi come un precedente simbolico di ciò che si è rivisto a <em>Domenica In</em>. Anche in quel caso il nodo era lo stesso: il confine tra ironia televisiva e rispetto dei tempi emotivi di una trasmissione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema torna spesso quando si parla di Mammucari. Il suo stile, fatto di battute improvvise (a volte anche pesanti &#8211; ricordiamo che quello era il suo punto di forza soprattutto agli esordi) e incursioni fuori copione, può funzionare molto bene in alcuni contesti. In altri rischia di creare frizioni, soprattutto quando entra in collisione con momenti più istituzionali o personali del programma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Belve a Ballando: le altre polemiche televisive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli episodi più discussi degli ultimi anni resta l’intervista a <em>Belve</em>. Durante il confronto con Francesca Fagnani, Mammucari mostrò crescente irritazione davanti ad alcune domande della conduttrice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tensione salì progressivamente fino alla decisione di lasciare lo studio in anticipo. Con il microfono ancora aperto si sentì un chiaro “vaffa”, episodio che fece immediatamente il giro dei social e dei siti di informazione televisiva. Lo stesso Mammucari, nel momento di uscire, dichiarò che per lui sarebbe stata “l’ultima volta”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è stato l’unico contesto televisivo segnato da attriti. A <em>Ballando con le stelle</em> il conduttore è stato spesso protagonista di diverbi con la giuria e in particolare con Selvaggia Lucarelli, tra commenti pungenti e repliche altrettanto dirette. Anche lì il tono acceso faceva parte dello spettacolo, ma più di una volta ha superato la semplice dinamica televisiva trasformandosi in polemica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della carriera non sono mancati momenti simili anche all’interno dei programmi da lui condotti o frequentati come ospite. In passato ci sono stati battibecchi con colleghi e ospiti – tra cui Belen Rodríguez – nati spesso da battute percepite come troppo taglienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono poi anche episodi rimasti fuori dalle telecamere, come le tensioni raccontate negli anni attorno alla sua esperienza a <em>Le Iene</em>, dove diverse ricostruzioni parlarono di attriti con Davide Parenti. Versioni mai completamente chiarite ma che hanno alimentato la percezione di un rapporto complicato con alcuni contesti televisivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro complessivo è quello di un personaggio che vive la televisione senza filtri. Per alcuni è la sua forza, per altri il limite. In ogni caso, ogni volta che Mammucari entra in studio c’è una certezza: difficilmente passerà inosservato.</p>
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		<title>C&#8217;è Posta per Te: a quanto ammonta il cachet dei postini?</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/ce-posta-per-te-a-quanto-ammonta-il-cachet-dei-postini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Katia Di Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 10:37:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I postini di C’è Posta per Te sono ormai una vera e propria icona del programma di Maria De Filippi. Non si tratta di semplici fattorini: sono figure televisive che consegnano le buste, introducono le storie e, spesso, devono gestire emozioni forti tra i destinatari e i protagonisti. Il loro ruolo, pur semplice in apparenza, ... <a title="C&#8217;è Posta per Te: a quanto ammonta il cachet dei postini?" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/ce-posta-per-te-a-quanto-ammonta-il-cachet-dei-postini/" aria-label="Per saperne di più su C&#8217;è Posta per Te: a quanto ammonta il cachet dei postini?">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">I postini di <em>C’è Posta per Te</em> sono ormai una vera e propria icona del programma di Maria De Filippi. Non si tratta di semplici fattorini: sono figure televisive che consegnano le buste, introducono le storie e, spesso, devono gestire emozioni forti tra i destinatari e i protagonisti. Il loro ruolo, pur semplice in apparenza, è fondamentale per creare l’atmosfera del programma e far scorrere la narrazione in maniera naturale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">QUANTO GUADAGNANO I POSTINI?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il compenso dei postini non è mai stato reso pubblico dalla produzione, quindi le cifre che circolano online sono <strong>stime basate su indiscrezioni</strong>. Secondo le fonti più diffuse, ogni postino potrebbe percepire tra <strong>2.000 e 5.000 euro per ogni puntata</strong>. Bisogna considerare che una stagione di <em>C’è Posta per Te</em> conterebbe circa 9?10 episodi, quindi, per un’intera stagione, il guadagno potrebbe aggirarsi tra <strong>18.000 e 45.000 euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È importante sottolineare che si tratta di cifre indicative, non confermate ufficialmente: i veri compensi rimangono un segreto della produzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">PERCHÉ IL LAVORO È IMPORTANTE</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il ruolo dei postini va oltre la semplice consegna della busta. Devono interagire con persone spesso emozionate o commosse, gestire rifiuti o momenti delicati e farlo <strong>davanti alle telecamere</strong>, senza perdere naturalezza o empatia. Questa combinazione di presenza scenica e sensibilità personale rende il loro lavoro più complesso di quanto sembri, e giustifica, secondo gli esperti di settore, un compenso superiore a quello di un semplice figurante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">COMPARAZIONI CON ALTRI RUOLI TV</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per dare un’idea, in televisione i compensi dei personaggi famosi invitati in trasmissione possono essere molto più alti, soprattutto se si tratta di attori, conduttori o influencer: in alcuni casi si parla di decine di migliaia di euro per una sola apparizione. I postini, pur non avendo lo stesso livello di notorietà, diventano parte integrante dello show e del racconto televisivo, motivo per cui il loro ruolo è considerato prezioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se non ci sono cifre ufficiali, si può dire che i postini di <em>C’è Posta per Te</em> percepiscono un compenso interessante per ogni puntata, stimato tra <strong>2.000 e 5.000 euro</strong>. Grazie alla loro presenza empatica e al contatto diretto con i protagonisti delle storie, diventano un tassello fondamentale del successo del programma, dimostrando che anche ruoli apparentemente secondari in TV possono avere grande valore e visibilità.</p>
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		<title>Sanremo, quando la diretta deraglia: i 3 fuori programma che hanno scritto la storia del Festival</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/sanremo-quando-la-diretta-deraglia-i-3-fuori-programma-che-hanno-scritto-la-storia-del-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 14:40:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sanremo è una liturgia televisiva che si ripete da decenni ma non per questo è mai stata una comfort zone, anzi (chiedetelo ai conduttori o a chi in assoluto sale sul palco dell&#8217;Ariston). La sua forza — e il suo rischio — sta tutta lì: nella diretta. Un terreno che non perdona, che amplifica tutto, ... <a title="Sanremo, quando la diretta deraglia: i 3 fuori programma che hanno scritto la storia del Festival" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/sanremo-quando-la-diretta-deraglia-i-3-fuori-programma-che-hanno-scritto-la-storia-del-festival/" aria-label="Per saperne di più su Sanremo, quando la diretta deraglia: i 3 fuori programma che hanno scritto la storia del Festival">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sanremo</strong> è una liturgia televisiva che si ripete da decenni ma non per questo è mai stata una comfort zone, anzi (chiedetelo ai conduttori o a chi in assoluto sale sul palco dell&#8217;Ariston). </p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua forza — e il suo rischio — sta tutta lì: nella diretta. Un terreno che non perdona, che amplifica tutto, che rende ogni deviazione immediatamente storica. Perché quando qualcosa va storto sul palco del Festival non resta confinato all’errore tecnico o alla gaffe, diventa racconto collettivo ed approda direttamente nella leggenda (nazional)popolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel tempo, i <strong>fuori programma</strong> si sono accumulati come strappi nella narrazione ufficiale del Festival. Alcuni sono rimasti episodi laterali (ed eviteremo frattanto di citarli), altri hanno inciso più a fondo, cambiando il modo in cui Sanremo viene percepito. Prima di arrivare ai tre che, più di tutti, hanno scritto la storia, vale la pena ricordare anche gli altri momenti in cui la diretta ha perso l’equilibrio. (Non citeremo in questa occasione quanto accaduto lontano dagli schermi &#8211; si pensi al dramma di Tenco).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’irruzione di Cavallo Pazzo (1992)</strong> è uno di questi. Mario Appignani, volto noto degli Indiani Metropolitani (fu tra gli artefici della cacciata di Lama nel 1977), riesce a salire sul palco durante la conduzione di Pippo Baudo, urlando che “questo Festival è truccato” e indicando Fausto Leali come vincitore annunciato. Verrà portato via dalla sicurezza mentre la gara prosegue come se nulla fosse. Un gesto che anticipa, con anni di anticipo, il tema della sfiducia nel meccanismo sanremese. (Per la cronaca: Leali arrivò nono, mentre vinse Luca Barbarossa con Portami a ballare davanti a Mia Martini con Gli uomini non cambiano)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I Placebo sommersi dai fischi (2001)</strong> rappresentano invece lo scontro culturale. Brian Molko provoca il pubblico, reagisce alle contestazioni con gesti plateali, lancia la chitarra contro l’amplificatore e sfida la platea (un po&#8217; come Blanco svariati anni dopo). L’Ariston risponde con insulti e cori. È uno di quei momenti in cui Sanremo mostra tutta la distanza — e l’incompatibilità — tra mondi musicali diversi (accadrà qualcosa di analogo con Eminem: ricordate i fischi al rapper statunitense, negli anni in cui i rapper venivano ancora visti come alieni in terra tricolore?)</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>La contestazione a Maurizio Crozza (2013)</strong> porta la frattura sul piano politico. L’imitazione di Silvio Berlusconi non viene accolta con ironia, ma con fischi e urla (il pubblico sanremese sa essere spesso ben rumoroso) tali da costringere Fabio Fazio a interrompere lo show per riportare la calma. Un episodio che conferma come il Festival resti un luogo sensibile, dove la satira (ma non solo la satira &#8211; qualsiasi cosa sia extra musicale) non è mai neutra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I fuori programma che hanno cambiato il Festival (la top 3 di NonSolo.TV)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma veniamo alla top tre dei fuori programma, sulla base dei nostri personalissimi gusti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">3. <strong>L’eliminazione di Malika Ayane e la protesta dell’orchestra (2010)</strong> segna un punto di svolta. Dopo l’esclusione della cantante per effetto del televoto, l’orchestra reagisce appallottolando gli spartiti e gettandoli sul palco, sostenuta dal pubblico che grida “vergogna”. Non è una protesta simbolica: è un atto che mette in discussione il sistema stesso del Festival. Per la prima volta, chi accompagna la musica prende posizione e rompe l’ordine istituzionale dello spettacolo. (Quell&#8217;anno il Festival sarà vinto da Valerio Scanu, con Ayane premio della critica).</p>



<p class="wp-block-paragraph">2. <strong>Il tentato suicidio all’Ariston e l’intervento di Pippo Baudo (1995)</strong> resta uno dei momenti più drammatici mai vissuti in diretta. Giuseppe Pagano minaccia di togliersi la vita dalla galleria dell’Ariston. Baudo non esita, scavalca il parapetto, lo raggiunge e riesce a farlo desistere. La televisione smette di essere intrattenimento e diventa responsabilità immediata. Da quel momento, Sanremo porta con sé la consapevolezza che la diretta può trasformarsi in qualcosa di irreversibile (sebbene in quel caso Super Pippo abbia salvato la situazione, come potete vedere nel video che vi proponiamo di seguito &#8211; in cui potrete vedere anche l&#8217;intervento di Cavallo Pazzo, placcato dalla security).</p>



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<p class="wp-block-paragraph">1. <strong>“Dov’è Bugo” e l’abbandono del palco (2020)</strong> è il fuori programma perfetto per l’era dei social. Durante l’esibizione con Morgan, il testo del brano viene modificato in diretta con accuse personali. Bugo ascolta, si ferma e lascia il palco. Il Festival resta sospeso (come resteranno sospese le nostre vite di lì a poco con il Covid), Amadeus corre dietro le quinte, Fiorello prova a tamponare. Quella semplice domanda — “Dov’è Bugo?” — diventa virale perché racconta l’assurdità di un evento che sfugge di mano in tempo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sanremo continua a promettere controllo e spettacolo, spettacolo e ordine. Ma la sua storia racconta altro: i momenti che restano davvero sono quelli in cui la diretta deraglia. È lì, paradossalmente, che il Festival smette di recitare se stesso e diventa qualcosa di più vero (e destinato a rimanere nella memoria popolare).</p>
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		<title>Da ‘La Solitudine’ a co-conduttrice: il legame storico di Laura Pausini con Sanremo</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/da-la-solitudine-a-co-conduttrice-il-legame-storico-di-laura-pausini-con-sanremo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Katia Di Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 20:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 24 al 29 febbraio 2026, partirà ufficialmente al Teatro Ariston la 76esima edizione del Festival di Sanremo, una delle edizioni più attese degli ultimi anni. Ad affiancare la conduzione di Carlo Conti sarà Laura Pausini, che prenderà parte a tutte le cinque serate del Festival della canzone italiana. La notizia è stata lanciata proprio ... <a title="Da ‘La Solitudine’ a co-conduttrice: il legame storico di Laura Pausini con Sanremo" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/da-la-solitudine-a-co-conduttrice-il-legame-storico-di-laura-pausini-con-sanremo/" aria-label="Per saperne di più su Da ‘La Solitudine’ a co-conduttrice: il legame storico di Laura Pausini con Sanremo">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dal 24 al 29 febbraio 2026, partirà ufficialmente al Teatro Ariston la 76esima edizione del Festival di Sanremo, una delle edizioni più attese degli ultimi anni. Ad affiancare la conduzione di Carlo Conti sarà Laura Pausini, che prenderà parte a tutte le cinque serate del Festival della canzone italiana. La notizia è stata lanciata proprio dal conduttore stesso al TG1 di questa sera, lunedì 12 gennaio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutte le partecipazioni di Laura Pausini a Sanremo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La storia di Laura a Sanremo è iniziata nel 1993 con la partecipazione alla sezione <strong>Nuove Proposte con “La solitudine”</strong>. La sua voce ha conquistato subito il pubblico e la critica, vincendo la categoria. Pausini è apparsa timida ma intensa sul palco, dando vita a quella che sarà la scintilla di una carriera internazionale. L’anno successivo, nel 1994, è tornata come concorrente nella sezione <strong>Campioni con “Strani amori”</strong>, piazzandosi al terzo posto, alle spalle di Aleandro Baldi e Giorgio Faletti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Faletti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Festival è rimasto un grande punto di riferimento nella carriera della cantante anche come ospite. Pausini è tornata sul palco dell’Ariston <strong>sei volte</strong>, portando sempre i suoi successi e consolidando il legame con il pubblico italiano. La prima apparizione da ospite è stata nel 2001, anno in cui ha presentato un medley dei suoi brani più famosi, tra cui naturalmente “La solitudine”, con Raffaella Carrà alla conduzione. L’ultima partecipazione risale al 2022, durante il terzo Festival condotto da Amadeus, quando è presente non solo come cantante, ma anche come futura presentatrice dell’<strong>Eurovision Song Contest</strong>, insieme a Mika e Alessandro Cattelan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Carlo conti ha scelto Laura Pausini come co-conduttrice?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta di Carlo Conti di nominarla co-conduttrice nasce proprio dalla <strong>sua esperienza, dal carisma e dal legame storico con il Festival</strong>. Pausini sarà una presenza costante, in grado di alternare momenti di spettacolo, interazione con gli artisti e performance musicali, garantendo continuità e energia durante tutte le cinque serate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla presenza di Laura Pausini e Carlo Conti, Sanremo promette <strong>cinque serate di tanta musica, emozione e intrattenimento</strong>, unendo tradizione e innovazione e consolidando il Festival come trampolino di lancio e vetrina della musica italiana di qualità. La voce che conquistò il pubblico telespettatore nel 1993 torna oggi sul palco dell’Ariston con un ruolo di grande responsabilità, pronta a guidare e coinvolgere sia le generazioni più vecchie che quelle più giovani.</p>
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