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	<title>Televisione Archivi - NonSolo.TV</title>
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	<description>TV, personaggi e storie tra nostalgia, curiosità e cultura pop</description>
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	<title>Televisione Archivi - NonSolo.TV</title>
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		<title>Chi l’ha visto?, dopo oltre vent’anni Federica Sciarelli verso l’addio: da Donatella Raffai a oggi, tutti i conduttori del programma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 10:36:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo oltre vent’anni alla guida di&#160;Chi l’ha visto?, Federica Sciarelli potrebbe essere arrivata alla fine della sua lunga esperienza nel programma simbolo di Rai 3. A confermarlo è stata la stessa Rai, che in una nota ha spiegato come siano in corso riflessioni sul futuro professionale della giornalista e, parallelamente, anche sul destino della trasmissione ... <a title="Chi l’ha visto?, dopo oltre vent’anni Federica Sciarelli verso l’addio: da Donatella Raffai a oggi, tutti i conduttori del programma" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/chi-lha-visto-dopo-oltre-ventanni-federica-sciarelli-verso-laddio-da-donatella-raffai-a-oggi-tutti-i-conduttori-del-programma/" aria-label="Per saperne di più su Chi l’ha visto?, dopo oltre vent’anni Federica Sciarelli verso l’addio: da Donatella Raffai a oggi, tutti i conduttori del programma">Leggi tutto</a></p>
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<p>Dopo oltre vent’anni alla guida di&nbsp;<em>Chi l’ha visto?</em>, Federica Sciarelli potrebbe essere arrivata alla fine della sua lunga esperienza nel programma simbolo di Rai 3. A confermarlo è stata la stessa Rai, che in una nota ha spiegato come siano in corso riflessioni sul futuro professionale della giornalista e, parallelamente, anche sul destino della trasmissione che dal 1989 rappresenta uno dei punti di riferimento della televisione italiana.</p>



<p>Non si tratta ancora di un addio ufficiale, ma per la prima volta l’azienda ha ammesso apertamente che si sta ragionando anche su chi potrebbe raccogliere l’eredità della conduttrice. Un passaggio che inevitabilmente riapre una domanda che accompagna il programma da anni: può esistere&nbsp;<strong>Chi l’ha visto?</strong>&nbsp;senza Federica Sciarelli?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ipotesi sul futuro del programma dopo Federica Sciarelli</h2>



<p>Le indiscrezioni sull’uscita di scena della giornalista si rincorrono ormai da diverse stagioni. Già nel 2020 la stessa Sciarelli aveva raccontato quanto fosse impegnativo, anche dal punto di vista emotivo, seguire quotidianamente storie di scomparsi, delitti e vicende familiari spesso drammatiche.</p>



<p>Negli anni successivi si è parlato più volte di pensionamento, di nuovi progetti e persino di possibili trasferimenti verso altri format. Fino a oggi, però, nulla aveva realmente scalfito la sua presenza al timone della trasmissione.</p>



<p>La situazione appare diversa adesso. La Rai non parla di chiusura del programma, ma il fatto che si stiano valutando possibili eredi lascia intendere che l’ipotesi di una nuova fase sia concreta.</p>



<p><strong>Tra i nomi circolati nelle ultime ore figurano quelli di Eleonora Daniele, Francesca Fialdini e Pietro Rinaldi</strong>. Non manca però chi guarda all’interno della stessa redazione. Lo scorso anno era stata proprio Sciarelli a sostenere che, dopo di lei, sarebbe stato naturale affidare il programma a una delle inviate che da tempo lavorano sul campo. In questo senso le candidature più citate sono quelle di Veronica Briganti e Chiara Cazzaniga.</p>



<p>Molto dipenderà dalle decisioni che emergeranno nelle prossime settimane e dai nuovi palinsesti Rai. Nel frattempo resta una certezza: nessun altro volto è stato identificato con&nbsp;<em>Chi l’ha visto?</em>&nbsp;quanto Federica Sciarelli, che conduce la trasmissione dal settembre 2004.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Donatella Raffai a Federica Sciarelli: la storia dei conduttori di Chi l’ha visto?</h2>



<p>La possibile uscita della giornalista offre anche l’occasione per ripercorrere la storia di uno dei programmi più longevi della televisione italiana.</p>



<p><strong>Chi l’ha visto?</strong>&nbsp;debutta su Rai 3 il 30 aprile 1989. Alla conduzione ci sono&nbsp;<strong>Donatella Raffai</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Paolo Guzzanti</strong>, che guidano le prime puntate dedicate alla ricerca di persone scomparse e agli appelli rivolti al pubblico.</p>



<p>Dopo la prima stagione, Guzzanti lascia il programma e viene sostituito da&nbsp;<strong>Luigi Di Majo</strong>, che affianca Donatella Raffai negli anni del primo grande successo della trasmissione.</p>



<p>Nel 1991 arriva una svolta. Donatella Raffai passa a un nuovo progetto televisivo e la conduzione viene affidata a&nbsp;<strong>Luigi Di Majo</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Alessandra Graziottin</strong>. È una fase breve e caratterizzata da un calo degli ascolti.</p>



<p>La Rai decide quindi di riportare al centro del programma proprio Donatella Raffai, che torna nel 1993 e rilancia una formula ormai fortemente associata al suo volto.</p>



<p>Nel 1994 entra in scena&nbsp;<strong>Giovanna Milella</strong>, figura importante nella storia della trasmissione. Durante la sua gestione il programma amplia progressivamente il raggio d’azione, occupandosi non soltanto di persone scomparse ma anche di casi di cronaca e vicende giudiziarie che suscitano grande attenzione nell’opinione pubblica.</p>



<p>Nel 1997 la conduzione passa a&nbsp;<strong>Marcella De Palma</strong>, giornalista con una lunga esperienza da reporter. La sua permanenza si interrompe tragicamente nel 2000 a causa della malattia che ne provoca la scomparsa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’era Daniela Poggi e il lungo regno di Federica Sciarelli</h2>



<p>Dopo Marcella De Palma, la Rai sceglie&nbsp;<strong>Daniela Poggi</strong>, che conduce il programma dal 2000 al 2004. La sua esperienza rappresenta una fase di transizione in una trasmissione che continua a evolversi sia nel linguaggio sia nei contenuti.</p>



<p>Il 13 settembre 2004 arriva infine&nbsp;<strong>Federica Sciarelli</strong>. Quella che inizialmente appare come una normale successione si trasforma rapidamente nella conduzione più lunga della storia di&nbsp;<em>Chi l’ha visto?</em>.</p>



<p>Sotto la sua guida il programma consolida il proprio profilo investigativo, seguendo alcuni dei casi più noti della cronaca italiana degli ultimi vent’anni. Dalle vicende di persone scomparse ai grandi misteri irrisolti, fino alle inchieste che hanno portato a sviluppi giudiziari concreti, la trasmissione diventa uno dei prodotti più riconoscibili del servizio pubblico.</p>



<p>Nel corso delle stagioni il format ha attraversato cambiamenti editoriali, evoluzioni tecnologiche e trasformazioni del panorama televisivo, mantenendo però una caratteristica fondamentale: il coinvolgimento diretto del pubblico attraverso segnalazioni, testimonianze e appelli.</p>



<p>Oggi, mentre la Rai riflette sul futuro del programma, si chiude forse uno dei capitoli più significativi della sua storia. Se davvero Federica Sciarelli dovesse lasciare, terminerebbe un percorso iniziato oltre vent’anni fa e diventato parte integrante dell’identità stessa di&nbsp;<em>Chi l’ha visto?</em>. La sfida per chi verrà dopo sarà inevitabilmente quella di raccogliere un’eredità che, numeri alla mano e per durata, non ha precedenti nella storia della trasmissione.</p>
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		<title>SuperKaraoke non è flop: Michelle Hunziker porta Canale 5 sopra i 2 milioni di spettatori con il format nostalgico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 20:16:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ci chiedevamo se fosse davvero possibile riportare in vita Karaoke (se avete voglia, potete leggerne qui). Del resto, si stabiliva, l&#8217;Italia del 2026 non è quella del 1992. Siamo più connessi, più frammentati, più polarizzati. Le piazze non sono più quelle di una volta e perfino il tentativo del 2015 con Angelo ... <a title="SuperKaraoke non è flop: Michelle Hunziker porta Canale 5 sopra i 2 milioni di spettatori con il format nostalgico" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/superkaraoke-non-e-flop-michelle-hunziker-porta-canale-5-sopra-i-2-milioni-di-spettatori-con-il-format-nostalgico/" aria-label="Per saperne di più su SuperKaraoke non è flop: Michelle Hunziker porta Canale 5 sopra i 2 milioni di spettatori con il format nostalgico">Leggi tutto</a></p>
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<p>Qualche giorno fa ci chiedevamo se fosse davvero possibile riportare in vita Karaoke (<a href="https://www.nonsolo.tv/nostalgia-90-leterno-ritorno-di-karaoke-ma-il-tempo-passa-e-nessuno-indietro-lo-riportera/">se avete voglia, potete leggerne qui)</a>.</p>



<p>Del resto, si stabiliva, l&#8217;Italia del 2026 non è quella del 1992. Siamo più connessi, più frammentati, più polarizzati. Le piazze non sono più quelle di una volta e perfino il tentativo del 2015 con Angelo Pintus si era concluso senza lasciare particolari tracce (per usare un eufemismo e non parlare di flop).</p>



<p>Stavolta però la scommessa di Mediaset, che ha riportato in televisione il format reso celebre da Fiorello ad inizio &#8217;90 con il nome di SuperKaraoke, si è rivelata uno dei risultati più interessanti dell&#8217;intera settimana televisiva (complice probabilmente la presenza di diversi Super ospiti, come Sal Da Vinci che vediamo nell&#8217;immagine in evidenza).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre due milioni di spettatori in entrambe le puntate</h2>



<p>Le due puntate trasmesse da Canale 5 in questo inizio di giugno 2026 hanno infatti superato entrambe la soglia dei due milioni di spettatori.</p>



<p>L&#8217;8 giugno SuperKaraoke ha raccolto 2.189.000 spettatori con il 19,1% di share, risultando il programma più visto della serata davanti a Rai 1.</p>



<p>Ancora meglio è andata il 10 giugno, quando il programma ha raggiunto 2.100.000 spettatori con il 19,6% di share, battendo nuovamente la concorrenza e confermandosi leader della prima serata.</p>



<p>Numeri che assumono un peso ancora maggiore se confrontati con il resto della programmazione di Canale 5 durante la settimana, spesso ferma tra 1,3 e 1,8 milioni di telespettatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SuperKaraoke tra i programmi più forti della settimana</h2>



<p><strong>Basta osservare la classifica degli ascolti per accorgersi che, eccezion fatta per i Mondiali 2026, pochi programmi sono riusciti a fare meglio.</strong></p>



<p>Le partite Canada-Bosnia Erzegovina e Messico-Sudafrica hanno inevitabilmente giocato un campionato a parte, superando rispettivamente i 4,1 e i 4,8 milioni di spettatori.</p>



<p>Tolto il calcio, però, proprio SuperKaraoke rappresenta una delle sorprese più evidenti della settimana televisiva.</p>



<p>La trasmissione ha superato programmi consolidati come Chi l&#8217;ha visto?, DiMartedì, Quarto Grado (non soliti far numeri da capogiro, ad onor del vero) e numerose proposte sia della Rai sia della stessa Mediaset.</p>



<p>Un risultato che probabilmente pochi avrebbero pronosticato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SuperKaraoke non fa flop&#8230; E adesso?</h2>



<p>Naturalmente due puntate non bastano per parlare di fenomeno televisivo (come una rondine, d&#8217;altro canto, non fa primavera).</p>



<p>Gli ascolti andrebbero verificati nel tempo e resta da capire quanto abbia inciso la curiosità legata al ritorno del brand Karaoke con un carta Hunziker alla guida del programma (la Hunziker, non ce ne voglia Pintus, è un nome ben più importante).</p>



<p>C&#8217;è però una domanda che oggi appare meno peregrina rispetto a qualche settimana fa: siamo sicuri che questo debba restare soltanto un esperimento?</p>



<p>Pensare a Michelle Hunziker impegnata quotidianamente in una versione moderna del programma può sembrare complicato: si tratta di uno dei volti più richiesti della televisione italiana e difficilmente potrebbe passare le proprie giornate girando piazze da Nord a Sud come accadeva ai tempi di Fiorello.</p>



<p>Poi però viene in mente che per anni la stessa Hunziker è stata presenza fissa di Striscia la Notizia, uno dei programmi più impegnativi e continui della televisione italiana.</p>



<p>Per questo motivo non è impossibile immaginare che, davanti a risultati simili, Mediaset possa decidere di tornare a investire sul format anche in futuro.</p>



<p>Non necessariamente con una programmazione quotidiana. Magari con appuntamenti speciali, eventi estivi o nuove edizioni distribuite nel corso dell&#8217;anno.</p>



<p>Per il momento una cosa sembra certa.</p>



<p>Molti consideravano Karaoke un prodotto appartenente a un&#8217;altra epoca.</p>



<p>I numeri di SuperKaraoke suggeriscono invece che, almeno per una parte del pubblico, quella parentesi non era ancora finita.</p>
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		<title>Antonella Clerici e il legame con Sant’Antonio: perché la conduttrice si chiama così</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/antonella-clerici-e-il-legame-con-santantonio-perche-la-conduttrice-si-chiama-cosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 18:56:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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<p>Ci sono dettagli biografici che restano ai margini per anni, quasi nascosti dentro interviste dimenticate o confessioni fatte senza particolare enfasi. Nel caso di&nbsp;<strong>Antonella Clerici</strong>, uno di questi riguarda proprio il suo nome. Un aspetto curioso, semplice, ma che racconta anche qualcosa del mondo da cui proviene la conduttrice che da oltre vent’anni accompagna il pubblico italiano tra cucina, intrattenimento e prime serate.</p>



<p>Negli ultimi anni il tema era tornato a circolare soprattutto sui social, spesso in modo confuso o trasformato in titoli sensazionalistici. In realtà la spiegazione è molto più lineare, ed è stata la stessa Clerici a raccontarla in più occasioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La confessione di Antonella Clerici sul suo nome</h2>



<p>Una delle dichiarazioni più chiare risale a un’intervista pubblicata nel 2014 sul settimanale&nbsp;<em>A Sua Immagine</em>. Parlando del suo rapporto con la fede e delle sue origini familiari, Antonella Clerici spiegò:</p>



<p><em>“Mi chiamo Antonella perché mia madre fece un voto a Sant’Antonio da Padova. Mi è rimasto questo particolare attaccamento alla sua figura”.</em></p>



<p>Non una frase costruita per fare notizia, ma un passaggio inserito dentro una riflessione più ampia sulla sua educazione cattolica. Clerici raccontava infatti di essere cresciuta a Legnano, in un contesto dove parrocchia e oratorio rappresentavano una parte importante della vita quotidiana.</p>



<p>Negli anni successivi la conduttrice è tornata sull’argomento anche in televisione. Durante una puntata di&nbsp;<em>È sempre mezzogiorno</em>, parlando con il pizzaiolo Vincenzo Capuano, chiarì persino un dettaglio legato all’onomastico. Alla domanda se festeggiasse Sant’Antonio Abate il 17 gennaio, Clerici rispose di celebrare invece Sant’Antonio da Padova, proprio per il legame familiare che aveva portato alla scelta del suo nome.</p>



<p>È uno di quei racconti che spiegano anche il rapporto molto particolare che parte del pubblico ha sempre avuto con lei. Antonella Clerici non ha mai costruito la propria immagine sulla distanza o sull’eccesso. Al contrario, la sua televisione è sempre passata attraverso elementi familiari, quotidiani, riconoscibili &#8211; ed è per questo che è così amata (sebbene poi sia stata vittima di qualche battutina acida, vero Ligabue?)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla “Prova del cuoco” a “È sempre mezzogiorno”</h2>



<p>Quando la Rai le affidò&nbsp;<em>La prova del cuoco</em>&nbsp;nel 2000, in pochi immaginavano che quel format sarebbe diventato uno dei programmi simbolo della fascia di mezzogiorno. La stessa Clerici, anni dopo, raccontò che inizialmente molti erano scettici sul progetto.</p>



<p>Il programma cambiò progressivamente pelle: da semplice spazio culinario a contenitore più ampio, dove ricette, chiacchiere, ospiti e momenti leggeri finirono per convivere in modo piuttosto naturale. Una formula che avrebbe poi influenzato molti altri cooking show italiani.</p>



<p>Nel corso del tempo la conduttrice è diventata uno dei volti più riconoscibili della Rai, alternando intrattenimento, musica e programmi familiari. Da&nbsp;<em>Ti lascio una canzone</em>&nbsp;fino ai più recenti&nbsp;<em>The Voice Senior</em>,&nbsp;<em>The Voice Kids</em>&nbsp;ed&nbsp;<em>È sempre mezzogiorno</em>, Clerici ha mantenuto uno stile molto preciso: diretto, popolare, raramente impostato.</p>



<p>Anche dopo la stagione 2019-2020, in cui apparve meno nei palinsesti televisivi, il ritorno quotidiano a mezzogiorno con&nbsp;<em>È sempre mezzogiorno</em>&nbsp;ha riportato la conduttrice al centro della programmazione Rai. Negli ultimi anni ha inoltre partecipato a eventi importanti come il Festival di Sanremo, tornando sul palco dell’Ariston nel 2025 accanto a Carlo Conti e Gerry Scotti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una curiosità semplice che racconta qualcosa di più</h2>



<p>In fondo il motivo per cui Antonella Clerici si chiama così non nasconde misteri clamorosi. Non ci sono segreti di famiglia, retroscena sorprendenti o vicende scandalistiche. Ed è probabilmente anche questo il motivo per cui la storia continua a incuriosire.</p>



<p>Dentro quella spiegazione c’è un pezzo di Italia che oggi appare quasi lontano: i voti ai santi, il peso della religione popolare nelle famiglie, la scelta dei nomi legata alla devozione o alle tradizioni domestiche.</p>
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		<title>Teo Mammucari, quanti scontri in diretta tv: i precedenti (anche con Mara Venier)</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/teo-mammucari-quanti-scontri-in-diretta-tv-i-precedenti-anche-con-mara-venier/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 20:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Teo Mammucari e le polemiche in diretta tv: dalle liti con Mara Venier e Francesca Fagnani ai battibecchi con Lucarelli e Belen. Il caso esploso durante l’ultima puntata di Domenica In non dal niente. La lite in diretta con Mara Venier – culminata con quel “sei un pirla” pronunciato davanti alle telecamere – è solo ... <a title="Teo Mammucari, quanti scontri in diretta tv: i precedenti (anche con Mara Venier)" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/teo-mammucari-quanti-scontri-in-diretta-tv-i-precedenti-anche-con-mara-venier/" aria-label="Per saperne di più su Teo Mammucari, quanti scontri in diretta tv: i precedenti (anche con Mara Venier)">Leggi tutto</a></p>
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<p><strong>Teo Mammucari e le polemiche in diretta tv: dalle liti con Mara Venier e Francesca Fagnani ai battibecchi con Lucarelli e Belen.</strong></p>



<p>Il caso esploso durante l’ultima puntata di <em>Domenica In</em> non dal niente. La lite in diretta con Mara Venier – culminata con quel “sei un pirla” pronunciato davanti alle telecamere – è solo l’ultimo episodio di una lunga sequenza di tensioni televisive che hanno accompagnato la carriera di Teo Mammucari.</p>



<p>Il conduttore romano, da sempre costruito televisivamente come personaggio irriverente e imprevedibile, negli anni è stato protagonista di diversi momenti sopra le righe. Alcuni diventati virali, altri rimasti più circoscritti agli addetti ai lavori, ma tutti contribuiscono a disegnare un profilo preciso: quello di un volto televisivo capace di accendere lo studio tanto quanto il pubblico.</p>



<p>L’episodio con Mara Venier, al di là delle ricostruzioni di backstage circolate nelle ore successive alla trasmissione, si inserisce quindi in un copione già visto. Non è la prima volta che Mammucari finisce al centro di un momento di tensione in diretta.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Le tensioni con Mara Venier e gli scontri più discussi</h2>



<p>Il confronto tra Mammucari e Mara Venier non nasce certo domenica. Uno dei precedenti più noti risale a <em>Tu si que vales</em>, quando i due si trovarono insieme nello stesso programma, lui come giudice e lei nel ruolo di “giudice popolare”.</p>



<p>Durante una puntata, una battuta di Mammucari – seguita da uno scherzo sulla canzone <em>Mara non c’è</em> – fece scattare la reazione della conduttrice. Venier, visibilmente irritata, lasciò lo studio in diretta e lo mandò apertamente a quel paese. Un momento che fece parecchio rumore e che per qualche giorno monopolizzò il dibattito sui social e nei programmi di commento televisivo.</p>



<p>Quello scambio, col senno di poi, appare quasi come un precedente simbolico di ciò che si è rivisto a <em>Domenica In</em>. Anche in quel caso il nodo era lo stesso: il confine tra ironia televisiva e rispetto dei tempi emotivi di una trasmissione.</p>



<p>Il tema torna spesso quando si parla di Mammucari. Il suo stile, fatto di battute improvvise (a volte anche pesanti &#8211; ricordiamo che quello era il suo punto di forza soprattutto agli esordi) e incursioni fuori copione, può funzionare molto bene in alcuni contesti. In altri rischia di creare frizioni, soprattutto quando entra in collisione con momenti più istituzionali o personali del programma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Belve a Ballando: le altre polemiche televisive</h2>



<p>Uno degli episodi più discussi degli ultimi anni resta l’intervista a <em>Belve</em>. Durante il confronto con Francesca Fagnani, Mammucari mostrò crescente irritazione davanti ad alcune domande della conduttrice.</p>



<p>La tensione salì progressivamente fino alla decisione di lasciare lo studio in anticipo. Con il microfono ancora aperto si sentì un chiaro “vaffa”, episodio che fece immediatamente il giro dei social e dei siti di informazione televisiva. Lo stesso Mammucari, nel momento di uscire, dichiarò che per lui sarebbe stata “l’ultima volta”.</p>



<p>Non è stato l’unico contesto televisivo segnato da attriti. A <em>Ballando con le stelle</em> il conduttore è stato spesso protagonista di diverbi con la giuria e in particolare con Selvaggia Lucarelli, tra commenti pungenti e repliche altrettanto dirette. Anche lì il tono acceso faceva parte dello spettacolo, ma più di una volta ha superato la semplice dinamica televisiva trasformandosi in polemica.</p>



<p>Nel corso della carriera non sono mancati momenti simili anche all’interno dei programmi da lui condotti o frequentati come ospite. In passato ci sono stati battibecchi con colleghi e ospiti – tra cui Belen Rodríguez – nati spesso da battute percepite come troppo taglienti.</p>



<p>Esistono poi anche episodi rimasti fuori dalle telecamere, come le tensioni raccontate negli anni attorno alla sua esperienza a <em>Le Iene</em>, dove diverse ricostruzioni parlarono di attriti con Davide Parenti. Versioni mai completamente chiarite ma che hanno alimentato la percezione di un rapporto complicato con alcuni contesti televisivi.</p>



<p>Il quadro complessivo è quello di un personaggio che vive la televisione senza filtri. Per alcuni è la sua forza, per altri il limite. In ogni caso, ogni volta che Mammucari entra in studio c’è una certezza: difficilmente passerà inosservato.</p>
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		<title>C&#8217;è Posta per Te: a quanto ammonta il cachet dei postini?</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/ce-posta-per-te-a-quanto-ammonta-il-cachet-dei-postini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Katia Di Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 10:37:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I postini di C’è Posta per Te sono ormai una vera e propria icona del programma di Maria De Filippi. Non si tratta di semplici fattorini: sono figure televisive che consegnano le buste, introducono le storie e, spesso, devono gestire emozioni forti tra i destinatari e i protagonisti. Il loro ruolo, pur semplice in apparenza, ... <a title="C&#8217;è Posta per Te: a quanto ammonta il cachet dei postini?" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/ce-posta-per-te-a-quanto-ammonta-il-cachet-dei-postini/" aria-label="Per saperne di più su C&#8217;è Posta per Te: a quanto ammonta il cachet dei postini?">Leggi tutto</a></p>
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<p>I postini di <em>C’è Posta per Te</em> sono ormai una vera e propria icona del programma di Maria De Filippi. Non si tratta di semplici fattorini: sono figure televisive che consegnano le buste, introducono le storie e, spesso, devono gestire emozioni forti tra i destinatari e i protagonisti. Il loro ruolo, pur semplice in apparenza, è fondamentale per creare l’atmosfera del programma e far scorrere la narrazione in maniera naturale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">QUANTO GUADAGNANO I POSTINI?</h3>



<p>Il compenso dei postini non è mai stato reso pubblico dalla produzione, quindi le cifre che circolano online sono <strong>stime basate su indiscrezioni</strong>. Secondo le fonti più diffuse, ogni postino potrebbe percepire tra <strong>2.000 e 5.000 euro per ogni puntata</strong>. Bisogna considerare che una stagione di <em>C’è Posta per Te</em> conterebbe circa 9?10 episodi, quindi, per un’intera stagione, il guadagno potrebbe aggirarsi tra <strong>18.000 e 45.000 euro</strong>.</p>



<p>È importante sottolineare che si tratta di cifre indicative, non confermate ufficialmente: i veri compensi rimangono un segreto della produzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">PERCHÉ IL LAVORO È IMPORTANTE</h3>



<p>Il ruolo dei postini va oltre la semplice consegna della busta. Devono interagire con persone spesso emozionate o commosse, gestire rifiuti o momenti delicati e farlo <strong>davanti alle telecamere</strong>, senza perdere naturalezza o empatia. Questa combinazione di presenza scenica e sensibilità personale rende il loro lavoro più complesso di quanto sembri, e giustifica, secondo gli esperti di settore, un compenso superiore a quello di un semplice figurante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">COMPARAZIONI CON ALTRI RUOLI TV</h3>



<p>Per dare un’idea, in televisione i compensi dei personaggi famosi invitati in trasmissione possono essere molto più alti, soprattutto se si tratta di attori, conduttori o influencer: in alcuni casi si parla di decine di migliaia di euro per una sola apparizione. I postini, pur non avendo lo stesso livello di notorietà, diventano parte integrante dello show e del racconto televisivo, motivo per cui il loro ruolo è considerato prezioso.</p>



<p>Anche se non ci sono cifre ufficiali, si può dire che i postini di <em>C’è Posta per Te</em> percepiscono un compenso interessante per ogni puntata, stimato tra <strong>2.000 e 5.000 euro</strong>. Grazie alla loro presenza empatica e al contatto diretto con i protagonisti delle storie, diventano un tassello fondamentale del successo del programma, dimostrando che anche ruoli apparentemente secondari in TV possono avere grande valore e visibilità.</p>
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		<title>Sanremo, quando la diretta deraglia: i 3 fuori programma che hanno scritto la storia del Festival</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/sanremo-quando-la-diretta-deraglia-i-3-fuori-programma-che-hanno-scritto-la-storia-del-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 14:40:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sanremo è una liturgia televisiva che si ripete da decenni ma non per questo è mai stata una comfort zone, anzi (chiedetelo ai conduttori o a chi in assoluto sale sul palco dell&#8217;Ariston). La sua forza — e il suo rischio — sta tutta lì: nella diretta. Un terreno che non perdona, che amplifica tutto, ... <a title="Sanremo, quando la diretta deraglia: i 3 fuori programma che hanno scritto la storia del Festival" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/sanremo-quando-la-diretta-deraglia-i-3-fuori-programma-che-hanno-scritto-la-storia-del-festival/" aria-label="Per saperne di più su Sanremo, quando la diretta deraglia: i 3 fuori programma che hanno scritto la storia del Festival">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Sanremo</strong> è una liturgia televisiva che si ripete da decenni ma non per questo è mai stata una comfort zone, anzi (chiedetelo ai conduttori o a chi in assoluto sale sul palco dell&#8217;Ariston). </p>



<p>La sua forza — e il suo rischio — sta tutta lì: nella diretta. Un terreno che non perdona, che amplifica tutto, che rende ogni deviazione immediatamente storica. Perché quando qualcosa va storto sul palco del Festival non resta confinato all’errore tecnico o alla gaffe, diventa racconto collettivo ed approda direttamente nella leggenda (nazional)popolare.</p>



<p>Nel tempo, i <strong>fuori programma</strong> si sono accumulati come strappi nella narrazione ufficiale del Festival. Alcuni sono rimasti episodi laterali (ed eviteremo frattanto di citarli), altri hanno inciso più a fondo, cambiando il modo in cui Sanremo viene percepito. Prima di arrivare ai tre che, più di tutti, hanno scritto la storia, vale la pena ricordare anche gli altri momenti in cui la diretta ha perso l’equilibrio. (Non citeremo in questa occasione quanto accaduto lontano dagli schermi &#8211; si pensi al dramma di Tenco).</p>



<p><strong>L’irruzione di Cavallo Pazzo (1992)</strong> è uno di questi. Mario Appignani, volto noto degli Indiani Metropolitani (fu tra gli artefici della cacciata di Lama nel 1977), riesce a salire sul palco durante la conduzione di Pippo Baudo, urlando che “questo Festival è truccato” e indicando Fausto Leali come vincitore annunciato. Verrà portato via dalla sicurezza mentre la gara prosegue come se nulla fosse. Un gesto che anticipa, con anni di anticipo, il tema della sfiducia nel meccanismo sanremese. (Per la cronaca: Leali arrivò nono, mentre vinse Luca Barbarossa con Portami a ballare davanti a Mia Martini con Gli uomini non cambiano)</p>



<p><strong>I Placebo sommersi dai fischi (2001)</strong> rappresentano invece lo scontro culturale. Brian Molko provoca il pubblico, reagisce alle contestazioni con gesti plateali, lancia la chitarra contro l’amplificatore e sfida la platea (un po&#8217; come Blanco svariati anni dopo). L’Ariston risponde con insulti e cori. È uno di quei momenti in cui Sanremo mostra tutta la distanza — e l’incompatibilità — tra mondi musicali diversi (accadrà qualcosa di analogo con Eminem: ricordate i fischi al rapper statunitense, negli anni in cui i rapper venivano ancora visti come alieni in terra tricolore?)</p>



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<p><strong>La contestazione a Maurizio Crozza (2013)</strong> porta la frattura sul piano politico. L’imitazione di Silvio Berlusconi non viene accolta con ironia, ma con fischi e urla (il pubblico sanremese sa essere spesso ben rumoroso) tali da costringere Fabio Fazio a interrompere lo show per riportare la calma. Un episodio che conferma come il Festival resti un luogo sensibile, dove la satira (ma non solo la satira &#8211; qualsiasi cosa sia extra musicale) non è mai neutra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I fuori programma che hanno cambiato il Festival (la top 3 di NonSolo.TV)</h2>



<p>Ma veniamo alla top tre dei fuori programma, sulla base dei nostri personalissimi gusti.</p>



<p>3. <strong>L’eliminazione di Malika Ayane e la protesta dell’orchestra (2010)</strong> segna un punto di svolta. Dopo l’esclusione della cantante per effetto del televoto, l’orchestra reagisce appallottolando gli spartiti e gettandoli sul palco, sostenuta dal pubblico che grida “vergogna”. Non è una protesta simbolica: è un atto che mette in discussione il sistema stesso del Festival. Per la prima volta, chi accompagna la musica prende posizione e rompe l’ordine istituzionale dello spettacolo. (Quell&#8217;anno il Festival sarà vinto da Valerio Scanu, con Ayane premio della critica).</p>



<p>2. <strong>Il tentato suicidio all’Ariston e l’intervento di Pippo Baudo (1995)</strong> resta uno dei momenti più drammatici mai vissuti in diretta. Giuseppe Pagano minaccia di togliersi la vita dalla galleria dell’Ariston. Baudo non esita, scavalca il parapetto, lo raggiunge e riesce a farlo desistere. La televisione smette di essere intrattenimento e diventa responsabilità immediata. Da quel momento, Sanremo porta con sé la consapevolezza che la diretta può trasformarsi in qualcosa di irreversibile (sebbene in quel caso Super Pippo abbia salvato la situazione, come potete vedere nel video che vi proponiamo di seguito &#8211; in cui potrete vedere anche l&#8217;intervento di Cavallo Pazzo, placcato dalla security).</p>



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<p>1. <strong>“Dov’è Bugo” e l’abbandono del palco (2020)</strong> è il fuori programma perfetto per l’era dei social. Durante l’esibizione con Morgan, il testo del brano viene modificato in diretta con accuse personali. Bugo ascolta, si ferma e lascia il palco. Il Festival resta sospeso (come resteranno sospese le nostre vite di lì a poco con il Covid), Amadeus corre dietro le quinte, Fiorello prova a tamponare. Quella semplice domanda — “Dov’è Bugo?” — diventa virale perché racconta l’assurdità di un evento che sfugge di mano in tempo reale.</p>



<p>Sanremo continua a promettere controllo e spettacolo, spettacolo e ordine. Ma la sua storia racconta altro: i momenti che restano davvero sono quelli in cui la diretta deraglia. È lì, paradossalmente, che il Festival smette di recitare se stesso e diventa qualcosa di più vero (e destinato a rimanere nella memoria popolare).</p>
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		<title>Da ‘La Solitudine’ a co-conduttrice: il legame storico di Laura Pausini con Sanremo</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/da-la-solitudine-a-co-conduttrice-il-legame-storico-di-laura-pausini-con-sanremo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Katia Di Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 20:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 24 al 29 febbraio 2026, partirà ufficialmente al Teatro Ariston la 76esima edizione del Festival di Sanremo, una delle edizioni più attese degli ultimi anni. Ad affiancare la conduzione di Carlo Conti sarà Laura Pausini, che prenderà parte a tutte le cinque serate del Festival della canzone italiana. La notizia è stata lanciata proprio ... <a title="Da ‘La Solitudine’ a co-conduttrice: il legame storico di Laura Pausini con Sanremo" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/da-la-solitudine-a-co-conduttrice-il-legame-storico-di-laura-pausini-con-sanremo/" aria-label="Per saperne di più su Da ‘La Solitudine’ a co-conduttrice: il legame storico di Laura Pausini con Sanremo">Leggi tutto</a></p>
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<p>Dal 24 al 29 febbraio 2026, partirà ufficialmente al Teatro Ariston la 76esima edizione del Festival di Sanremo, una delle edizioni più attese degli ultimi anni. Ad affiancare la conduzione di Carlo Conti sarà Laura Pausini, che prenderà parte a tutte le cinque serate del Festival della canzone italiana. La notizia è stata lanciata proprio dal conduttore stesso al TG1 di questa sera, lunedì 12 gennaio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutte le partecipazioni di Laura Pausini a Sanremo</h2>



<p>La storia di Laura a Sanremo è iniziata nel 1993 con la partecipazione alla sezione <strong>Nuove Proposte con “La solitudine”</strong>. La sua voce ha conquistato subito il pubblico e la critica, vincendo la categoria. Pausini è apparsa timida ma intensa sul palco, dando vita a quella che sarà la scintilla di una carriera internazionale. L’anno successivo, nel 1994, è tornata come concorrente nella sezione <strong>Campioni con “Strani amori”</strong>, piazzandosi al terzo posto, alle spalle di Aleandro Baldi e Giorgio Faletti.</p>



<p>Faletti.</p>



<p>Il Festival è rimasto un grande punto di riferimento nella carriera della cantante anche come ospite. Pausini è tornata sul palco dell’Ariston <strong>sei volte</strong>, portando sempre i suoi successi e consolidando il legame con il pubblico italiano. La prima apparizione da ospite è stata nel 2001, anno in cui ha presentato un medley dei suoi brani più famosi, tra cui naturalmente “La solitudine”, con Raffaella Carrà alla conduzione. L’ultima partecipazione risale al 2022, durante il terzo Festival condotto da Amadeus, quando è presente non solo come cantante, ma anche come futura presentatrice dell’<strong>Eurovision Song Contest</strong>, insieme a Mika e Alessandro Cattelan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Carlo conti ha scelto Laura Pausini come co-conduttrice?</h2>



<p>La scelta di Carlo Conti di nominarla co-conduttrice nasce proprio dalla <strong>sua esperienza, dal carisma e dal legame storico con il Festival</strong>. Pausini sarà una presenza costante, in grado di alternare momenti di spettacolo, interazione con gli artisti e performance musicali, garantendo continuità e energia durante tutte le cinque serate.</p>



<p>Grazie alla presenza di Laura Pausini e Carlo Conti, Sanremo promette <strong>cinque serate di tanta musica, emozione e intrattenimento</strong>, unendo tradizione e innovazione e consolidando il Festival come trampolino di lancio e vetrina della musica italiana di qualità. La voce che conquistò il pubblico telespettatore nel 1993 torna oggi sul palco dell’Ariston con un ruolo di grande responsabilità, pronta a guidare e coinvolgere sia le generazioni più vecchie che quelle più giovani.</p>
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		<title>Alfonso Signorini indagato dopo la denuncia dell’ex GF Antonio Medugno: le accuse sono gravissime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 17:34:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che Fabrizio Corona abbia scoperchiato il vaso di Pandora? Le novità riportate da tutti i media italiani, fra cui il Corriere della Sera, e per questo ci permettiamo di scriverne &#8211; anche perché parliamo del coinvolgimento di uno dei pessimi massimi della televisione tricolore (sebbene non sia esattamente la televisione di cui da tempo preferiamo ... <a title="Alfonso Signorini indagato dopo la denuncia dell’ex GF Antonio Medugno: le accuse sono gravissime" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/alfonso-signorini-indagato-dopo-la-denuncia-dellex-gf-antonio-medugno-le-accuse-sono-gravissime/" aria-label="Per saperne di più su Alfonso Signorini indagato dopo la denuncia dell’ex GF Antonio Medugno: le accuse sono gravissime">Leggi tutto</a></p>
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<p>Che Fabrizio Corona abbia scoperchiato il vaso di Pandora? Le novità riportate da tutti i media italiani, fra cui il Corriere della Sera, e per questo ci permettiamo di scriverne &#8211; anche perché parliamo del coinvolgimento di uno dei pessimi massimi della televisione tricolore (sebbene non sia esattamente la televisione di cui da tempo preferiamo scrivere): Alfonso Signorini è stato indagato, con accuse gravissime.</p>



<p>Al netto delle suggestioni mediatiche, ora c’è un dato che pesa più di ogni altro: l’apertura formale di un’indagine da parte della Procura della Repubblica di Milano. <strong>Alfonso Signorini</strong> risulta indagato per estorsione e violenza sessuale a seguito della querela presentata da <strong>Antonio Medugno</strong>, modello e tiktoker napoletano di 27 anni, che sostiene di essere stato vittima di abusi e pressioni durante la fase di selezione per l’edizione 2021 del <strong>Grande Fratello Vip</strong>.</p>



<p>Secondo quanto emerso, l’iscrizione nel registro degli indagati è stata disposta dal sostituto procuratore <strong>Alessandro Gobbis</strong> e dal procuratore aggiunto <strong>Letizia Mannella</strong>, titolari dell’inchiesta che, fino a questo passaggio, vedeva come unico indagato <strong>Fabrizio Corona</strong> per la diffusione di immagini a contenuto sessualmente esplicito. Materiale che, secondo gli atti, sarebbe collegato proprio ai rapporti tra Medugno e Signorini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il percorso di Antonio Medugno nel GF Vip 6</h2>



<p>Un dettaglio tutt’altro che secondario riguarda il percorso televisivo di Antonio Medugno. Il modello napoletano ha infatti <strong>partecipato realmente alla sesta edizione del Grande Fratello Vip</strong>, andata in onda <strong>tra settembre 2021 e marzo 2022</strong> e <strong>vinta da Jessica Selassié</strong>. Medugno è entrato nella Casa <strong>al Giorno 138</strong> ed è rimasto in gioco <strong>fino al Giorno 172</strong>, un arco temporale breve ma sufficiente, oggi, a rendere la sua testimonianza particolarmente rilevante agli occhi degli inquirenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="750" height="422" src="https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2025/12/le-lacrime-di-medugno-al-gf-vip.jpg" alt="Medugno piange al GF Vip" class="wp-image-58970" srcset="https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2025/12/le-lacrime-di-medugno-al-gf-vip.jpg 750w, https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2025/12/le-lacrime-di-medugno-al-gf-vip-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p>È proprio questo elemento a spostare l’asse del racconto. Non si parla di un aspirante concorrente rimasto fuori, ma di una persona che quel contesto lo ha vissuto, seppur per una fase limitata. Ed è su ciò che sarebbe avvenuto prima e durante quel periodo che la Procura di Milano è ora chiamata a fare piena luce.</p>



<p>Nel frattempo, Signorini ha scelto la linea del silenzio pubblico (con tanto di sospensione di ogni attività social). Nessuna dichiarazione diretta, nessuna difesa affidata ai talk show. L’unica mossa concreta è arrivata attraverso i legali, con l’annuncio dell’autosospensione da ogni impegno editoriale all’interno di <strong>Mediaset</strong>, decisione che il gruppo ha accolto in attesa che si faccia chiarezza sull’intera vicenda. Una scelta che, di fatto, rende molto improbabile un suo ritorno alla conduzione del Grande Fratello nella stagione 2026 (il reality andrà comunque in onda?)</p>



<p>Parallelamente, resta aperto il filone che coinvolge Corona, accusato di aver diffuso chat e immagini private. È stato lo stesso Signorini a denunciarlo, sostenendo di essere vittima di una campagna calunniosa e diffamatoria. I suoi avvocati, <strong>Daniela Missaglia</strong> e <strong>Domenico Aiello</strong>, parlano apertamente di un tentativo di demolizione della sua reputazione professionale.</p>



<p>Sul fronte opposto (questo nuovo fronte che ha visto oggi Signorini indagato) la famiglia di Medugno mantiene il massimo riserbo. Il padre Vincenzo ha spiegato che, su indicazione dei legali, al momento non verranno rilasciate dichiarazioni. Un silenzio che pesa, ma che è coerente con una fase investigativa ancora in pieno svolgimento.</p>



<p>Le accuse sono gravissime, le posizioni ancora tutte da accertare. Una cosa però è già chiara: non siamo più nel territorio del semplice rumore mediatico. Da qui in avanti, parleranno solo gli atti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ricostruzioni parallele e il caso Costantino</h2>



<p>In attesa di capire cosa accadrà sul fronte di quest&#8217;indagine, doveroso segnalare il racconto affidato ai social di <strong>Gianluca Costantino</strong>, ex concorrente della stessa edizione del <strong>Grande Fratello Vip</strong> cui ha partecipato Medugno (i due entrarono assieme) e successivamente volto di <strong>Uomini e Donne</strong> (oggi è molto attivo sui social, dove mette a frutto la sua knowledge da personal trainer).</p>



<p>Costantino ha nei giorni passati scelto di intervenire pubblicamente con un video pubblicato su Instagram, chiarendo che il suo ingresso nella Casa sarebbe avvenuto attraverso un iter regolare di provini, svolti a distanza e alla presenza della direzione e degli autori del programma. Nel suo racconto respinge l’idea di scorciatoie o canali preferenziali, precisando che il primo incontro di persona con Alfonso Signorini sarebbe avvenuto solo successivamente, in studio.</p>



<p>Secondo quanto riportato da <strong>Fanpage</strong>, i contatti tra Costantino e Signorini sarebbero iniziati solo dopo l’uscita dal reality. Dopo l’eliminazione, l’ex concorrente avrebbe scritto al conduttore per ringraziarlo dell’esperienza, dando origine a una serie di messaggi successivi, alcuni dei quali interpretati dallo stesso Costantino come ambigui. Tra gli episodi citati figurano riferimenti a una presunta gelosia, l’invio di messaggi dal tono personale e l’offerta informale di un paio di stivali di lusso in vista di una partecipazione come ospite in studio. Costantino ha tuttavia ribadito che <strong>non vi sarebbe mai stato alcun contatto fisico né alcuno scambio di favori</strong>, e che i rapporti si sarebbero interrotti dopo un viaggio a Mykonos nel giugno 2022, raccontato dalla stampa come una semplice reunion tra ex concorrenti.</p>



<p>Come ricordato anche dal <strong>Corriere della Sera</strong>, il legale di Costantino ha confermato che sono in corso valutazioni giuridiche, sottolineando però che, allo stato attuale, <strong>non esistono prove certe</strong> a supporto di accuse specifiche e che ogni eventuale sviluppo non può prescindere da elementi concreti e verificabili.</p>
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		<title>Vieni via con me su questa onda gigante: qual è la sigla di Caduta Libera?</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/vieni-via-con-me-su-questa-onda-gigante-qual-e-la-sigla-di-caduta-libera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2025 16:43:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In onda dal maggio 2015, quest&#8217;anno il classico (ormai classico: il tempo vola e sono passati dieci anni) format di Canale 5 Caduta Libera ha cambiato padrone di casa. Il quiz preserale di Canale 5 continua ad avere le sue caratteristiche chiave &#8211; la botola, il ritmo secco delle domande, la tensione del testa a ... <a title="Vieni via con me su questa onda gigante: qual è la sigla di Caduta Libera?" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/vieni-via-con-me-su-questa-onda-gigante-qual-e-la-sigla-di-caduta-libera/" aria-label="Per saperne di più su Vieni via con me su questa onda gigante: qual è la sigla di Caduta Libera?">Leggi tutto</a></p>
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<p>In onda dal maggio 2015, quest&#8217;anno il classico (ormai classico: il tempo vola e sono passati dieci anni) format di Canale 5 <em>Caduta Libera</em> ha cambiato padrone di casa. Il quiz preserale di Canale 5 continua ad avere le sue caratteristiche chiave &#8211; la botola, il ritmo secco delle domande, la tensione del testa a testa fra concorrenti &#8211; ma a guidarlo c&#8217;è un volto nuovo, storicamente legato alla Rai (e che fino a marzo 2025 conduceva un programma su Rai 2).</p>



<p>Parliamo di Max Giusti, subentrato al volto storico del programma: dal 2015 al 28 giugno 2025 il volto del programma è stato quello di <strong>Gerry Scotti</strong>, che ne ha accompagnato il successo (come tutti i quiz dove ha prestato il suo volto) ma che ultimamente è stato molto impegnato con la nuova edizione trionfale de La Ruota della Fortuna.</p>



<p>E così dal 7 dicembre 2025 la conduzione è passata a <strong>Max Giusti</strong>. Accanto a Giusti c’è <strong>Isobel Fetiye Kinnear</strong>, nel ruolo di valletta, presenza che contribuisce a ridisegnare l’equilibrio visivo e ritmico del programma (in precedenza Gerry Scotti era da solo, ma probabilmente il successo proprio di Scotti con Samira Lui ha fatto pensare ai vertici Mediaset di replicare il più classico dei binomi conduttore &#8211; valletta).</p>



<p>Ma Giusti (comico capitolino, sicuramente misurato ma tendenzialmente diverso al conduttore di professione pavese Gerry Scotti) e la sua valletta non sono le uniche novità di quest&#8217;anno &#8211; c&#8217;è anche una sigla che contraddistingue la nuova edizione del programma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è la sigla di Caduta Libera?</h2>



<p>Quello che colpisce l&#8217;ascoltatore / telespettatore è la frase <em>“Vieni via con me su questa onda gigante”</em>. Frase cardine della canzone che fa da sigla a questa edizione rivoluzionaria di Caduta Libera: si tratta di  <strong>Oceanica</strong>, canzone cantata da Jovanotti (la sua voce è assolutamente riconoscibile già nella frase succitata) uscita quest&#8217;estate.</p>



<p>Non è stata una hit nel senso classico del termine. Doveva esserlo, almeno sulla carta, ma in classifica si è fermata intorno al 17° posto come posizione massima. Un risultato dignitoso, ma lontano dall’onnipresenza estiva che spesso accompagna certi nomi. Ed è probabilmente proprio questo il motivo per cui funziona così bene come sigla: non è consumata, non è satura, non arriva già “finita”.</p>



<p>Il brano contiene un sample di <em>The Path</em> di <strong>Ralph MacDonald</strong>, dettaglio che aggiunge profondità e una stratificazione sonora che va oltre il pop immediato.</p>



<p>Dietro <em>Oceanica</em> ci sono <strong>Merk &amp; Kremont</strong>, duo house formato da Federico Mercuri e Giordano Cremona, figlio del famoso comico Raul, entrambi milanesi. Un progetto italiano che negli anni ha costruito credibilità anche fuori dai confini nazionali: nel 2014 l’ingresso nella Top 100 DJ di <strong>DJ Magazine</strong>, e nel 2020 il riconoscimento di <strong>Forbes Italia</strong>, che li ha inseriti tra gli under 30 più influenti del futuro nella categoria Musica.</p>



<p>Alla fine, <em>Oceanica</em> non è diventata il tormentone dell’estate. Ma ha trovato un posto preciso, forse migliore: quello di accompagnare ogni sera un salto nel vuoto, una caduta possibile, una speranza di restare in piedi. E l&#8217;adrenalina di chi vive quel momento in studio (e chi lo segue da casa).</p>
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		<title>La storia del Gabibbo e dell’incredibile somiglianza con la mascotte di un’università americana</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/la-storia-del-gabibbo-e-dellincredibile-somiglianza-con-la-mascotte-di-ununiversita-americana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[R.D.V.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 12:06:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Correvano gli anni ’90 &#8211; gli anni gloriosi che citiamo sovente, che ripercorriamo con nostalgia e che saranno per sempre il nostro orizzonte temporale del ricordo &#8211; o forse i primi del nuovo millennio. Al mio gruppo d’amici s’aggiunse un cugino di ennesimo grado &#8211; splendido ragazzo &#8211; che vestiva spesso di rosso. Non esattamente ... <a title="La storia del Gabibbo e dell’incredibile somiglianza con la mascotte di un’università americana" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/la-storia-del-gabibbo-e-dellincredibile-somiglianza-con-la-mascotte-di-ununiversita-americana/" aria-label="Per saperne di più su La storia del Gabibbo e dell’incredibile somiglianza con la mascotte di un’università americana">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Correvano gli anni ’90 &#8211; gli anni gloriosi che citiamo sovente, che ripercorriamo con nostalgia e che saranno per sempre il nostro orizzonte temporale del ricordo &#8211; o forse i primi del nuovo millennio. Al mio gruppo d’amici s’aggiunse un cugino di ennesimo grado &#8211; splendido ragazzo &#8211; che vestiva spesso di rosso. Non esattamente filiforme, fu da noi soprannominato &#8211; con un barlume di bullismo da parte nostra &#8211; il Gabibbo.</p>
<p>Il Gabibbo era d’altra parte un’icona, in quegli anni. Era il personaggio rosso più famoso del Paese, anche più di Bertinotti e Babbo Natale (ben alle spalle Garibaldi, cui questo cugino era da altri associato &#8211; noi non avevamo una grande simpatia per il simbolo dell’unificazione d’Italia, pur non essendo neo-borbonici).</p>
<p>Anni dopo, appresi che quel violento del Gabibbo era in realtà un personaggio quantomeno controverso, per alcuni addirittura <a href="https://www.ilblast.it/il-gabibbo-e-il-mandante-delle-stragi-di-stato/" target="_blank" rel="noopener">il mandante delle stragi di stato</a>. “Un agente segreto internazionale, non interessato alle varie fazioni ma solo alla violenza e alla sua spettacolarizzazione”. <em>Fucking gabibbo</em>.</p>
<p>Ma <strong>controverse, del Gabibbo, sono anche le origini.</strong></p>
<p>Ed è proprio da qui che vale la pena ripartire, lasciando per un attimo da parte la mitologia pop, il mio passatato e le letture postironicamente complottiste. Perché dietro quel pupazzo rosso, onnipresente nella televisione italiana degli anni Novanta, si nasconde una storia fatta di date, diritti d’autore e aule di tribunale.</p>
<p><strong>Il Gabibbo debutta ufficialmente nel 1990 a Striscia la Notizia</strong> e da lì in avanti diventa rapidamente un’icona nazionale. La sua diffusione è totale: televisione, sketch, gag ricorrenti, oggetti, zaini, pupazzi. È uno di quei personaggi che finiscono per esistere anche fuori dal contesto che li ha creati, entrando nel linguaggio comune e nell’immaginario collettivo.</p>
<p>Solo che, a migliaia di chilometri di distanza, qualcuno quel personaggio lo aveva visto nascere molto prima. E non in uno studio televisivo, ma in un campus universitario americano.</p>
<h2>Big Red, Gabibbo prima del Gabibbo</h2>
<p>Big Red è la mascotte della Western Kentucky University. Nasce nel 1979 per iniziativa di Ralph Carey, allora studente dell’ateneo. Carey non si limita a concepire l’idea: realizza il costume, lo cuce e lo indossa personalmente durante le partite casalinghe della squadra di basket degli Hilltoppers. Un progetto artigianale, nato per gioco, che nel tempo diventa un simbolo stabile dell’università.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-58854" src="https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2025/12/big-red-corre-sul-campo-da-football.jpg" alt="" width="750" height="733" srcset="https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2025/12/big-red-corre-sul-campo-da-football.jpg 750w, https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2025/12/big-red-corre-sul-campo-da-football-300x293.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Rosso, voluminoso, con una fisicità ingombrante e immediatamente riconoscibile, <strong>Big Red precede di oltre un decennio l’arrivo del Gabibbo in Italia</strong>. E quando, anni dopo, i due personaggi vengono messi a confronto, la somiglianza salta agli occhi di molti. Non per forza come accusa, ma come domanda: possibile che due figure così simili siano nate in modo del tutto indipendente?</p>
<p>A differenza di altri casi legati a figure archetipiche o di dominio pubblico, qui entra in gioco un elemento decisivo: il copyright. E infatti, prima o poi, qualcuno decide di chiedere una risposta formale.</p>
<p><strong>Nel 2003 prende avvio una causa legale che coinvolge direttamente il Gabibbo</strong>. A muoversi è la società italiana Adfra, che nel frattempo aveva acquisito i diritti per lo sfruttamento in Europa delle immagini di Big Red e di numerose altre mascotte universitarie statunitensi. Il fondatore dell’azienda, Gianfranco Strocchi, è noto anche per aver brevettato il Bullock, l’antifurto diventato bersaglio di servizi critici proprio da parte di Striscia la Notizia negli stessi anni (l&#8217;ottimo Ricci sa come usare la televisione come un&#8217;arma).</p>
<p>Da quel momento si apre una vicenda giudiziaria lunga e complessa, che coinvolge Striscia la Notizia, la Western Kentucky University e lo stesso Ralph Carey. Non si tratta di una causa lampo: il contenzioso attraversa più gradi di giudizio, dura quindici anni e vede pronunciarsi complessivamente sei giudici, dal 2003 fino al 2017.</p>
<p>L’ultima parola arriva dalla Cassazione, che analizza nel dettaglio le caratteristiche fisiche dei due personaggi, confrontandone lineamenti, proporzioni e struttura. Un’analisi minuziosa, quasi anatomica, che segna la conclusione della vicenda: <strong>il Gabibbo non rappresenta un caso di plagio</strong>.</p>
<p>A margine resta anche la risposta più grottesca e perfettamente coerente con il personaggio (e con quei mattacchioni di Striscia): il Gabibbo stesso si è infatti definito “l’evoluzione del Gerrothorax”, un anfibio estinto vissuto oltre 200 milioni di anni fa (e che potete vedere di seguito).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-58855" src="https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2025/12/il-Gerrothorax.jpg" alt="" width="750" height="422" srcset="https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2025/12/il-Gerrothorax.jpg 750w, https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2025/12/il-Gerrothorax-300x169.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
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