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	<title>Musica Archivi - NonSolo.TV</title>
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	<description>TV, personaggi e storie tra nostalgia, curiosità e cultura pop</description>
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	<title>Musica Archivi - NonSolo.TV</title>
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		<title>Vorrei ma non posto, dieci anni dopo: da Facebook a TikTok, da Groupon a ChatGPT</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 11:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È una di quelle cose di cui mi vergogno. Uno di quei guilty pleasure che tengo per me per evitare il giudizio altrui (non che poi in realtà me ne dovrebbe fregare un cazzo, ma così si evitano inutili chiacchierate su inutili temi). Un po’ come Niko Pandetta. In questo caso parliamo di una delle ... <a title="Vorrei ma non posto, dieci anni dopo: da Facebook a TikTok, da Groupon a ChatGPT" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/vorrei-ma-non-posto-dieci-anni-dopo-da-facebook-a-tiktok-da-groupon-a-chatgpt/" aria-label="Per saperne di più su Vorrei ma non posto, dieci anni dopo: da Facebook a TikTok, da Groupon a ChatGPT">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">È una di quelle cose di cui mi vergogno. Uno di quei guilty pleasure che tengo per me per evitare il giudizio altrui (non che poi in realtà me ne dovrebbe fregare un cazzo, ma così si evitano inutili chiacchierate su inutili temi). Un po’ come Niko Pandetta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso parliamo di una delle tante canzoni dell’estate della coppia J-Ax e Fedez. Canzoni gustose, fatemelo dire. Ricordano tempi andati, quando i venti di guerra non avevano ancora travolto il nostro Occidente (ma c’era la crisi, ve la ricordate la crisi?) e comunque eravamo dieci anni più giovani, quindi inutile dire che le si ricorda con una certa dose di nostalgia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una di queste canzoni è <strong>Vorrei ma non posto</strong>, pubblicata il 6 maggio 2016 e diventata immediatamente un tormentone. Scatenò anche qualche polemica per un verso dedicato all’Università: «E compreremo un altro esame all’università». Come se l’Università fosse inattaccabile e impeccabile (ma smettiamola, va). Un gruppo di rettori arrivò a chiederne la rimozione dallo spot Algida nel quale veniva utilizzata la canzone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dieci anni dopo le cose sembrano essere peggiorate sotto quasi ogni punto di vista, tanto che non penso ci si metterebbe ancora a fare polemica per un verso del genere. I giovanissimi — o così paiono a me, che giovanissimo non sono più — <strong>Orfeo e Vagasbronzo</strong> hanno comunque preferito non includere niente di simile nella loro versione aggiornata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uscita il 7 agosto 2026, la traccia si è fermata intorno alle 33mila visualizzazioni su YouTube nonostante sia godibile quasi quanto l’originale. Il beat è stato leggermente modificato rispetto a quello prodotto da Takagi &amp; Ketra, ma forse i numeri testimoniano che la canzone del 2016 spingeva soprattutto per i nomi dei due autori. E magari anche pubblicare un pezzo del genere all’inizio di agosto, anziché all’inizio dell’estate, non ha aiutato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Orfeo - VORREI MA NON POSTO (10 ANNI DOPO) ft. Vagas" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/Ft-ulVfowvM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Adesso che l’estate sta quasi per finire, mettiamo accanto i due testi e vediamo come sono cambiate le cose.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nel 2016 avevamo l’iPhone, Facebook e Groupon</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La prima <em>Vorrei ma non posto</em> fotografava un’Italia già completamente immersa nei social, ma ancora legata a un internet che oggi sembra quasi artigianale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tavola non si poteva stare senza iPhone, le prove delle serate rimanevano su Facebook e gli sconti si cercavano su Groupon. Persino la battuta sul virus informatico passava attraverso Norton, nome che chiunque abbia avuto un computer negli anni Duemila associa immediatamente a finestre invadenti, aggiornamenti e scansioni interminabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iPhone, nel frattempo, era diventato un’estensione del corpo e naturalmente anche un modo per misurare il proprio status. I selfie venivano già inviati di nascosto, si fotografavano i tramonti e si vivevano le esperienze pensando prima a come mostrarle. La critica centrale della canzone era tutta lì: <strong>il ricordo cominciava a contare meno della sua condivisione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non era esattamente una riflessione filosofica mai sentita prima, ma funzionava. Anche perché il pezzo non pretendeva di impartire lezioni: prendeva per il culo un po’ tutti, compresi gli stessi J-Ax e Fedez.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato fu enorme. La canzone entrò direttamente al primo posto della classifica FIMI e in appena tre settimane ottenne il disco di platino, superando nello stesso periodo i 24 milioni di visualizzazioni su YouTube. Fu anche il primo video in italiano a entrare nella Top 100 mondiale della piattaforma. <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2016/05/30/disco-di-platino-per-j-ax-fedez_2c002223-fa79-4f98-84ef-1ace2190a484.html?utm_source=chatgpt.com">Numeri che aiutano a capire le proporzioni del fenomeno</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Facebook a TikTok: non ci siamo solo disconnessi, abbiamo accelerato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La versione di Orfeo e Vagasbronzo parte aggiornando l’oggetto che rovina la cena. Non è più necessario avere lo smartphone semplicemente in mano: adesso bisogna continuare a scorrere TikTok.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza sembra piccola, ma racconta bene il passaggio avvenuto nel frattempo. Facebook richiedeva ancora di entrare in un profilo, leggere qualcosa, lasciare un commento. TikTok offre un flusso potenzialmente infinito nel quale non siamo neppure noi a scegliere cosa guardare. Ci pensa l’algoritmo, possibilmente prima ancora che abbiamo capito cosa ci interessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le tracce lasciate dai genitori sono cambiate. Nel 2016 i figli avrebbero ritrovato su Facebook le foto di un padre ubriaco nel weekend e di una madre esaltata durante un concerto. Nella versione del 2026 la famiglia è descritta in maniera meno festaiola e parecchio più cupa: stipendi buttati, rapporti trascinati e traumi confezionati come contenuti da pubblicare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Compare infatti anche il linguaggio dei social contemporanei, quello dei video <em>Get Ready With Me</em> nei quali ci si trucca mentre si raccontano separazioni, disturbi alimentari, tradimenti o problemi familiari. Dieci anni fa mostravamo quanto ci stavamo divertendo. Oggi mostriamo pure quanto stiamo male, purché l’inquadratura sia buona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il passaggio più cattivo riguarda il pronto soccorso: una foto scattata lì porta più numeri, quindi finisce online anche ciò che teoricamente si vorrebbe tenere privato. La vecchia esitazione del titolo viene praticamente ribaltata. Non abbiamo più dubbi sull’opportunità di pubblicare qualcosa; lo pubblichiamo e basta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Norton a Claude, passando per ChatGPT</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2016 la tecnologia era già pervasiva, ma conservava una funzione abbastanza riconoscibile. Il telefono serviva per comunicare e fotografare, Facebook per esibire la propria vita, Norton per provare a proteggere il computer dai virus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026 entra in scena <strong>l’intelligenza artificiale</strong>. Nel nuovo testo si chiede a Chat(GP?) persino il nome da dare a un figlio, mentre l’algoritmo prende simbolicamente il posto del battesimo. È una battuta, ovviamente, ma neanche troppo lontana dalla realtà: affidiamo all’IA nomi, messaggi da mandare al partner, itinerari, ricette, diagnosi improvvisate e decisioni che fino a qualche anno fa avremmo discusso con una persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando arriva il riferimento al virus, Norton viene sostituito da Claude. Il paragone non è tecnicamente corretto — Claude non è certo un antivirus — ma è proprio questo a renderlo interessante: <strong>l’intelligenza artificiale è diventata la risposta automatica a qualsiasi problema</strong>, anche quando non c’entra niente. (Viene frattanto il dubbio che Claude fosse metricamente adatto a quella parte di canzone).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo le relazioni sono passate attraverso il vocabolario delle app: si viene <em>ghostati</em>, si cerca un contatto veloce e ci si parla con formule che nel 2016 avrebbero richiesto almeno una spiegazione. Pure la sessualità ha cambiato vetrina. Le pose ammiccanti da webstar e le fotografie con il gelato lasciano spazio a OnlyFans, mentre nella nuova strofa l’eventuale blocco dei siti porno diventa persino una misura politica d’emergenza. Non sottilissima, ma efficace.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ferragni e Salvini c’erano già. Ed è forse la parte più inquietante</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni strumenti sono cambiati. I personaggi, molto meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel testo originale Chiara Ferragni rappresentava il lusso esibito: accessori firmati, glitter e una vita costruita per essere guardata. Pochi mesi dopo l’uscita del brano avrebbe ufficializzato la relazione con Fedez. Poi il matrimonio a Noto, i figli, la serie televisiva, la separazione e il divorzio. Nel mezzo è arrivato il Pandorogate, concluso sul piano penale con <a href="https://www.reuters.com/world/italian-judge-acquits-influencer-chiara-ferragni-over-charity-fraud-claims-2026-01-14/?utm_source=chatgpt.com">l’assoluzione del gennaio 2026</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova canzone comprime tutto questo in un riferimento di poche parole. Nel 2016 Ferragni era un simbolo da inserire in una battuta; dieci anni dopo porta addosso un pezzo consistente della cronaca italiana, compresa la storia personale dell’autore dell’originale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Matteo Salvini è ancora lì. Nel 2016 veniva citato insieme a una battuta sui rom, una delle parti che probabilmente oggi scatenerebbe più polemiche del famoso esame universitario. Nel 2026 &#8211; con il leader della Lega che è Ministro dei trasporti &#8211; il riferimento si sposta sul Ponte sullo Stretto, promesso per un futuro che il testo allontana fino a inventarsi un anno impossibile. (Il duemilaventino- che potrebbe essere il duemilaecredici dei tempi attuali).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vorrei ma non posto, il ritornello nuovo è meno allegro di quanto sembri</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La versione del 2016 collegava l’arrivo puntuale di una nuova estate alle vecchie abitudini italiane: corruzione, mare, canzoni e quella capacità tutta nazionale di trasformare qualsiasi problema in un tormentone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Orfeo elimina l’esame comprato e lo sostituisce con una constatazione più rassegnata. Il tempo passa e le cose rimangono sostanzialmente ferme (cambia tutto per non cambiare niente, Tomasi di Lampedusa docet). Anche il bagno in mare perde qualcosa: non è più un tuffo collettivo e nazionalpopolare, ma il gesto di qualcuno che non sa neppure nuotare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse è questo il cambiamento più evidente tra le due canzoni. Quella di J-Ax e Fedez guardava i social con ironia, ma conservava l’allegria un po’ scema di un’estate nella quale tutto, alla fine, sembrava ancora gestibile. Quella di Orfeo e Vagasbronzo utilizza la stessa melodia per raccontare algoritmi, traumi familiari, intelligenza artificiale e vite private trasformate in materiale da pubblicare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2016 pensavamo di essere troppo dipendenti dall’iPhone. Che tenerezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E fra 10 anni?</p>
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		<title>Casini, eh sì: Marracash e Guè hanno combinato un bel casino</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/casini-eh-si-marracash-e-gue-hanno-combinato-un-bel-casino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 21:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Rap]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo di due leggende del rap italiano. Autori di alcune delle tracce più memorabili del genere (in solitaria e in coppia), Marracash e Guè sono usciti nella notte tra l’8 e il 9 settembre con una traccia che avrebbe dovuto celebrare – leggevo da qualche parte – i 30 anni di amicizia, i 20 di ... <a title="Casini, eh sì: Marracash e Guè hanno combinato un bel casino" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/casini-eh-si-marracash-e-gue-hanno-combinato-un-bel-casino/" aria-label="Per saperne di più su Casini, eh sì: Marracash e Guè hanno combinato un bel casino">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Parliamo di due leggende del rap italiano. Autori di alcune delle tracce più memorabili del genere (in solitaria e in coppia), <strong>Marracash e Guè</strong> sono usciti nella notte tra l’8 e il 9 settembre con una traccia che avrebbe dovuto celebrare – leggevo da qualche parte – i 30 anni di amicizia, i 20 di collaborazioni e i 10 del joint album <em>Santeria</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Album definito a suo tempo da Guè «culturalmente alto e di livello, non una cosa fatta per inseguire il mainstream italiano o le mode del momento». Insomma, nulla a che vedere con <em>Casini</em>, la traccia in questione.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Ebbene, non tutte le celebrazioni escono con il buco. E in questo caso persino parte della fanbase si è ribellata – cosa piuttosto rara quando parliamo dei suddetti artisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo certi che dinanzi a commenti del genere risponderebbero per le rime, magari tirando in ballo qualche mamma (povere mamme), ma l’idem sentire è che la traccia non sia riuscita. Ancor più considerando il beat utilizzato, costruito su un riconoscibilissimo campionamento di <em>Gangsta’s Paradise</em> di Coolio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un ritornello difficile da difendere</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che convince meno di tutto è il ritornello, costruito intorno alla ripetizione di «Casini da star, casini da bar» e successive variazioni sul tema: al club, su WhatsApp, dopo una partita, al Sud e più o meno ovunque possa manifestarsi un casino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Liriche di un certo livello, non c’è che dire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema non è certo la semplicità in sé. Marracash e Guè hanno scritto ritornelli immediati e volutamente tamarri trasformandoli in pezzi memorabili. Qui, però, la ripetizione non sembra né irresistibile né particolarmente ironica: arriva, si piazza al centro della canzone e finisce per impoverire tutto ciò che ha intorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le strofe offrono qualche passaggio più ispirato e la consueta intesa tra i due, ma non abbastanza da compensare un hook ben poco convincente. Soprattutto perché sotto c’è una base che chiunque riconosce dopo pochi secondi. Quando si mette mano a un brano come <em>Gangsta’s Paradise</em>, bisogna avere un’idea capace di reggere il confronto o, almeno, di portarlo da qualche altra parte. In <em>Casini</em> il campionamento sembra promettere una canzone migliore di quella che poi arriva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">“Pezzo pigro”, “rivoglio quattro minuti della mia vita”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma veniamo ai commenti, per lo più tesi a sottolineare la svogliatezza dei due. «Pezzo pigro ma grattata di livello medio alto», scrive qualcuno su YouTube, riuscendo probabilmente a condensare l’intera recensione in otto parole. Un altro utente va ancora più dritto: «Non avevano voglia a sto giro».</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è chi implora: «Non fate mai <em>Santeria 2</em>, vi prego», mentre un commentatore lamenta lo spreco di una «strumentale leggendaria». Il giudizio più brutale è anche quello che ha raccolto più approvazione tra quelli visibili: «Rivoglio quattro minuti della mia vita indietro».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non manca chi difende il pezzo, naturalmente. Qualcuno parla di «ritornello hit totale» e invita gli altri a ripassare in futuro; altri celebrano semplicemente il ritorno del duo migliore d’Italia. I fan boy, d’altra parte, non si estinguono certo per un ritornello svogliato. E magari avranno pure ragione loro: dopo tre ascolti ci ritroveremo tutti a ripetere <em>Casini</em> contro la nostra volontà (d&#8217;altra parte, negli anni, abbiamo canticchiato di ben peggio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sensazione più diffusa nella sezione commenti, però, è quella riassunta da un’altra osservazione: quando Marracash e Guè pubblicano insieme, ci si aspetta automaticamente una hit. Non per benevolenza nei loro confronti, ma perché la loro storia comune ha alzato parecchio l’asticella.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il confronto inevitabile con Santeria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il 24 giugno 2016 usciva <em>Santeria</em>, un album nato dopo anni di collaborazioni e diventato uno dei riferimenti del rap italiano di quel periodo. Dentro c’erano <em>Nulla accade</em>, <em>Salvador Dalí</em>, <em>Scooteroni</em>, <em>Insta Lova</em>, <em>Film senza volume</em>. Non tutti i pezzi erano allo stesso livello, naturalmente, ma il progetto possedeva un’identità precisa e mostrava due rapper che avevano ancora qualcosa da dimostrare (pur avendo già dimostrato parecchio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dieci anni dopo, <em>Casini</em> arriva anche come accompagnamento alle due date milanesi del 12 e 13 settembre dedicate proprio al decennale di <em>Santeria</em>. Il paragone, quindi, non è un’invenzione nostalgica degli ascoltatori: lo suggerisce direttamente il contesto nel quale il singolo è stato pubblicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E da quel confronto il nuovo pezzo esce maluccio. Sembra più una traccia preparata per riaccendere i motori prima dei concerti che il capitolo capace di aggiornare l’alchimia di <em>Santeria</em>. Uno dei commenti più ragionati la descrive come una bonus track scartata dall’album e recuperata in seguito, una sorta di <em>cut content</em>. Non sappiamo naturalmente se sia andata così, ma all’ascolto Casini potrebbe dare questa sensazione (e in questo modo i due rapper ne uscirebbero assolti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marracash e Guè rimangono Marracash e Guè e una canzone poco riuscita non ridimensiona vent’anni di carriera, né cancella quello che hanno rappresentato per il rap italiano. Ma proprio perché Marra e Guè sono Marra e Guè da loro è lecito aspettarsi sempre qualcosa in più.</p>
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		<title>Ira Green senza filtri: &#8220;A Sanremo? Gli sfonderei il c**o coi soldi&#8221;</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/ira-green-sanremo-the-voice-nuovo-album/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 10:35:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se Ira Green dovesse salire sul palco del Festival di Sanremo, non sarebbe per partecipare alla gara. Almeno non più. La cantante rock, che in passato ha tentato la strada dell’Ariston, oggi accetterebbe soltanto un invito da ospite. E alle sue condizioni. &#8220;Mi dovrebbero chiamare come ospite e gli sfonderei il c**o coi soldi&#8221;, ha ... <a title="Ira Green senza filtri: &#8220;A Sanremo? Gli sfonderei il c**o coi soldi&#8221;" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/ira-green-sanremo-the-voice-nuovo-album/" aria-label="Per saperne di più su Ira Green senza filtri: &#8220;A Sanremo? Gli sfonderei il c**o coi soldi&#8221;">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Se Ira Green dovesse salire sul palco del Festival di Sanremo, non sarebbe per partecipare alla gara. Almeno non più. La cantante rock, che in passato ha tentato la strada dell’Ariston, oggi accetterebbe soltanto un invito da ospite. E alle sue condizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Mi dovrebbero chiamare come ospite e gli sfonderei il c**o coi soldi&#8221;, ha raccontato nel corso della nuova puntata di NEPD – Non è più Domenica. Possibilmente senza firmare neppure il contratto, ha aggiunto, per sentirsi libera di combinare &#8220;qualche cazzata sul palco&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una risposta perfettamente in linea con una chiacchierata durante la quale Ira Green non si è risparmiata praticamente su nulla: Sanremo, The Voice, industria musicale, OnlyFans, bullismo, FOMO e un quarto album ancora avvolto da un certo mistero.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Ira Green senza filtri: Sanremo, The Voice e le ipocrisie della musica" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/yrcV3ya-_48?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<h2 class="wp-block-heading">Ira Green, The Voice e i concorrenti più giovani</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il grande pubblico ha conosciuto Ira Green nel 2015, quando raggiunse la semifinale della terza edizione di The Voice of Italy all’interno della squadra guidata da Piero Pelù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A più di undici anni da quell’esperienza, l’artista conserva ricordi contrastanti. Quando partecipò al programma aveva 25 anni e, racconta, un carattere già sufficientemente formato per capire cosa volesse e soprattutto cosa non volesse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversa era la situazione dei concorrenti più giovani, descritti come &#8220;palline morbide nelle mani di autori e produttori&#8221;. Non necessariamente per quanto scritto nei contratti, precisa Ira, ma per la capacità di alcune persone di condizionare e manipolare chi non possedeva ancora gli strumenti per difendersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Mi dispiacque tanto vederlo, perché la ritengo una cosa disonesta e pure un poco schifosa. Stai parlando di ragazzini&#8221;, ha spiegato. Una posizione netta, accompagnata dalla convinzione che un minorenne dovrebbe essere sempre affiancato da un genitore o da una persona realmente interessata a tutelarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo, d’altra parte, non coincide necessariamente con la popolarità televisiva: &#8220;Successo è quando rimani nelle persone per ben altro motivo che diventare il pagliaccio di qualcun altro&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un quarto album “sempre più scorretto”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il futuro immediato di Ira Green passa da un nuovo progetto discografico. La cantante ha confermato di avere iniziato a mettere sul tavolo le idee per quello che sarà il suo quarto album, senza però indicare tempistiche precise.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo “RE(be)LIGION”, pubblicato nel 2016, “7” del 2019 e “Tutti i colori dell’Ira”, il prossimo lavoro unirà nuovamente italiano e inglese. Una scelta che in passato qualcuno aveva provato a sconsigliarle, chiedendole di optare interamente per una lingua o per l’altra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Richiesta gentilmente rispedita al mittente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Penso che sarà, come al solito, un album un po’ scorretto. Forse ogni anno lo faccio diventare sempre più scorretto&#8221;, ha anticipato. Nei nuovi brani potrebbero trovare spazio anche argomenti considerati ancora tabù, ma su questo Ira non può dire altro: &#8220;Mi ammazza il manager&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto nascerà inoltre dal confronto con una formazione rinnovata, composta da quattro personalità e influenze differenti. La direzione, però, sembra già piuttosto chiara: nessuna versione edulcorata, nessun obbligo di separare le lingue e nessuna particolare intenzione di evitare le parolacce.</p>



<h2 class="wp-block-heading">OnlyFans è davvero mercificazione?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la conversazione si è parlato anche di OnlyFans, utilizzato dalla stessa Ira Green per pubblicare fotografie sensuali. Il tema è quello ormai ricorrente della mercificazione del corpo, ma la cantante ribalta la domanda: perché una fotografia dovrebbe diventare mercificazione soltanto quando viene realizzata e venduta autonomamente?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione, secondo Ira, non è la piattaforma in sé. C’è chi la considera – Rocco Siffredi compreso – una rovina per il mondo del porno, ma la discriminante dovrebbe essere la consapevolezza di chi la utilizza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Le scelte sono personali. L’importante è che una persona sia contenta della scelta che fa e abbia compreso totalmente quello che sta facendo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una posizione che non elimina i rischi né le tante sfumature dell’argomento, ma rifiuta di trasformare OnlyFans nel male assoluto del nostro tempo. Qualche anno fa, osserva Ira, lo stesso trattamento era riservato a YouTube, accusato di permettere a troppe persone di fare musica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal bullismo alla musica come necessità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’intervista c’è spazio anche per un’Ira Green meno provocatoria. La musica, prima ancora di diventare un mestiere, è stata una necessità fisica e un canale attraverso cui esprimere emozioni difficili da mettere in parole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’adolescenza, una situazione familiare complessa e il bullismo subito hanno contribuito alla costruzione di una scorza. Ira racconta anche di essere diventata, a propria volta, una bulla: un passaggio del quale non va fiera, ma che non tenta di rimuovere dal proprio percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornerebbe indietro per cambiare qualcosa? Probabilmente no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;È giusto che ti fai male, altrimenti non impari niente&#8221;, spiega. Non perché ogni esperienza dolorosa debba essere romanticizzata, ma perché oggi si sente finalmente in pace con la persona che è diventata: risultato di un lavoro lungo, non di una riconciliazione improvvisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervista completa a Ira Green inaugura il nuovo corso di NEPD: Nostalgia, Episodi, Persone, Destini. Un viaggio tra passato, presente e futuro per raccontare il personaggio, ma soprattutto la persona (possibilmente raccogliendo nel tragitto qualche aneddoto che valga la pena ricordare).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/ira-green-sanremo-the-voice-nuovo-album/">Ira Green senza filtri: &#8220;A Sanremo? Gli sfonderei il c**o coi soldi&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
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		<title>Chi sono davvero gli Angine de Poitrine: la band mascherata che sta mandando in tilt internet</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/chi-sono-davvero-gli-angine-de-poitrine-la-band-mascherata-che-sta-mandando-in-tilt-internet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 07:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono i tempi in cui, se hai una maschera, hai maggiori possibilità di successo — o così parrebbe. Ma non parliamo di una maschera alla pirandelliana maniera, ché ne abbiamo tutti e a iosa, ma parliamo di una maschera vera e propria. Un po’ come quella di Elvis che ha portato TonyPitony ad avere i ... <a title="Chi sono davvero gli Angine de Poitrine: la band mascherata che sta mandando in tilt internet" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/chi-sono-davvero-gli-angine-de-poitrine-la-band-mascherata-che-sta-mandando-in-tilt-internet/" aria-label="Per saperne di più su Chi sono davvero gli Angine de Poitrine: la band mascherata che sta mandando in tilt internet">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sono i tempi in cui, se hai una maschera, hai maggiori possibilità di successo — o così parrebbe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non parliamo di una maschera alla pirandelliana maniera, ché ne abbiamo tutti e a iosa, ma parliamo di una maschera vera e propria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un po’ come quella di Elvis che ha portato <a href="https://www.nonsolo.tv/di-dove-tonypitony-la-verita-svelata-da-fiorello-alla-prima-in-rai/">TonyPitony ad avere i suoi mesi di gloria a cavallo di Sanremo</a> (adesso se ne parla un po’ meno, nèvvero?).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso i mascherati sono due e dietro c’è tutto un concept pazzissimo e intellettuale, o così parrebbe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Angine de Poitrine e il fenomeno nato da KEXP</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli <strong>Angine de Poitrine</strong> (letteralmente Angina Pectoris) arrivano dal Québec e, nel giro di pochi mesi, sono passati dall’essere una curiosità della scena alternativa canadese a uno dei fenomeni musicali più discussi del 2026 (di questa prima parte di 2026 &#8211; in attesa che si passi ad altro: la bulimia da novità non si placa mai).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scintilla è stata una session registrata da&nbsp;<strong>KEXP</strong>, storica radio di Seattle specializzata in musica indipendente. Ventisette minuti bastati a trasformare due musicisti mascherati in un caso virale globale: milioni di visualizzazioni su YouTube, thread su Reddit, reaction video, tour europei sold out e perfino Dave Grohl dei&nbsp;<strong>Foo Fighters</strong>&nbsp;che li ha definiti “completely bonkers”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Angine de Poitrine - Full Performance (Live on KEXP)" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/0Ssi-9wS1so?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La prima cosa che colpisce, inevitabilmente, è l’estetica. Costumi a pois bianchi e neri, maschere di cartapesta dall’aria aliena, linguaggio inventato, movimenti teatrali e un immaginario a metà tra dadaismo, prog rock e performance art.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rischio, davanti a un progetto del genere, è pensare immediatamente all’ennesima operazione costruita per TikTok o per il meme di giornata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo che poi parte la musica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E lì il discorso cambia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro i nomi fittizi di&nbsp;<em>Khn</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Klek</em>&nbsp;ci sono due musicisti che suonano insieme da oltre vent’anni. La loro storia nasce da adolescenti nei seminterrati del Saguenay, tra jam session infinite, prog rock, punk, jazz storto e strumenti modificati a mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La celebre doppia chitarra microtonale usata da Khn non è un vezzo scenico: è stata costruita artigianalmente per poter inserire note “intermedie” rispetto alla scala occidentale tradizionale. Una soluzione che prende ispirazione da musiche arabe, turche, indiane e asiatiche ascoltate dai due fin da ragazzi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra math rock, dadaismo e rigetto dell’estetica perfetta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Molti hanno definito gli Angine de Poitrine “math rock”, ma la definizione spiega solo una parte del fenomeno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo, ci sono tempi dispari, loop complessi, cambi di ritmo improvvisi e una precisione tecnica impressionante. Alcuni musicisti online hanno persino analizzato le loro strutture ritmiche come fossero esercizi matematici, scomponendo i brani tra 12/8, 7/8 e combinazioni ritmiche quasi ossessive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma se la band fosse solo tecnica, probabilmente non avrebbe avuto questo impatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quello che rende gli Angine de Poitrine interessanti è il contrasto continuo tra complessità e approccio ludico</strong>. Dietro tutto il loro universo c’è una componente quasi infantile: i costumi costruiti con farina e cartapesta, le maschere tenute volutamente rovinate, i riferimenti nonsense, il gusto per il caos creativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In diverse interviste hanno raccontato che il progetto nacque quasi per scherzo nel 2019. Dovevano esibirsi due volte nello stesso locale nel giro di pochi giorni e temevano che nessuno sarebbe tornato a vederli. Così decisero di inventarsi un’altra band, mascherandosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa è semplicemente degenerata nel modo più imprevedibile possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è curioso che il successo sia arrivato proprio in un momento storico in cui gran parte della musica online appare sempre più levigata, prevedibile e costruita per l’algoritmo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei commenti sotto il video di KEXP c’è chi ha scritto:&nbsp;<em>“This is the only way we can win the battle against AI. Live music forever.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Può sembrare una frase esagerata, ma fotografa bene il motivo per cui tanta gente si è affezionata a loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli Angine de Poitrine trasmettono l’idea di qualcosa di profondamente umano: imperfetto, artigianale, faticoso, persino scomodo. Suonano nascosti dentro maschere soffocanti, utilizzano loop rigidissimi che richiedono precisione assoluta e costruiscono pezzi che potrebbero crollare da un momento all’altro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un successo virale che potrebbe durare più del previsto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come abbiamo anche accennato qualche riga or sono, molti fenomeni virali spariscono nel giro di qualche settimana. È successo infinite volte e gli Angine de Poitrine potrebbero anche fare la stessa fine, naturalmente. Però ci sono alcuni dettagli che fanno pensare che il progetto abbia basi più solide rispetto a tanti altri casi esplosi online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto la componente live. I loro concerti stanno funzionando ovunque, e non solo su internet. Poi c’è una scena musicale reale alle spalle: festival, tour, anni di gavetta, una rete underground costruita lentamente in Québec.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E soprattutto c’è la musica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non rivoluzionaria, forse, ma sufficientemente personale da evitare l’effetto copia-incolla che ormai domina buona parte della musica virale contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Paradossalmente, la loro forza sembra essere proprio il fatto di non inseguire troppo il successo. In diverse interviste i due musicisti sono apparsi quasi infastiditi dall’eccessiva mitizzazione attorno al progetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno di loro ha raccontato di aver letto un commento su YouTube in cui qualcuno scriveva: “Adesso ho di nuovo una ragione per vivere”. La sua risposta è stata più o meno:&nbsp;<em>“Calmati e vai ad abbracciare tua madre.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse è anche questo a renderli credibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, tra maschere rovinate dal sudore, strumenti assurdi infilati dentro sacchi a pelo negli aeroporti e fan che cercano di ricostruire la loro identità online, gli Angine de Poitrine continuano semplicemente a fare quello che facevano nei seminterrati da adolescenti: suonare musica strana divertendosi parecchio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un panorama musicale sempre più standardizzato, potrebbe essere già abbastanza.</p>
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		<title>Glasond contro i boomer: analisi di Lettera ai boomer tra ironia, rabbia e postmodernità</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/glasond-contro-i-boomer-analisi-di-lettera-ai-boomer-tra-ironia-rabbia-e-postmodernita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[R.D.V.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 09:11:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Antonio D’Alessandro, cosentino classe 2000 (così ho scoperto su rapteratura.it), è meglio noto come Glasond, nel magico mondo del rap italiano. Ho scoperto sempre grazie a rapteratura che il ragazzo, assieme alla sua crew, ha portato la Calabria sulla mappa del rap italiano. Personalmente, l’ho scoperto ormai qualche tempo fa grazie ad un amico ... <a title="Glasond contro i boomer: analisi di Lettera ai boomer tra ironia, rabbia e postmodernità" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/glasond-contro-i-boomer-analisi-di-lettera-ai-boomer-tra-ironia-rabbia-e-postmodernita/" aria-label="Per saperne di più su Glasond contro i boomer: analisi di Lettera ai boomer tra ironia, rabbia e postmodernità">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Francesco Antonio D’Alessandro, cosentino classe 2000 (così ho scoperto su rapteratura.it), è meglio noto come <strong>Glasond</strong>, nel magico mondo del rap italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho scoperto sempre grazie a rapteratura che il ragazzo, assieme alla sua crew, ha portato la Calabria sulla mappa del rap italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalmente, l’ho scoperto ormai qualche tempo fa grazie ad un amico calabrese, che credo l’abbia scoperto a sua volta tramite <a href="https://www.ilblast.it/">ilblast</a> &#8211; o forse ho scoperto io il ragazzo tramite ilblast e l’ho passato all’amico calabrese &#8211; non ricordo la dinamica di preciso; per certo l’amico calabrese mi fece a suo tempo scoprire ilblast.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ilblast è una realtà che tenderebbe a destra, esistessero ancora queste categorie; immagino loro si definirebbero accelereazionari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Li ho letti e li leggo spesso con interesse, pur tendendo io eventualmente a sinistra &#8211; sebbene in questi tempi postmoderni sia abbastanza confuso, per di più da maschio bianco eterosessuale non più giovanissimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Con interesse ho ascoltato nel tempo diverse canzoni di Glasond,</strong> e ancora di più del suo sodale Hammon. Alcune, a tratti, mi sono piaciute proprio &#8211; seppur con quel senso di colpa atavico da maschio bianco eterosessuale di sinistra in questi tempi postmoderni (un senso di colpa di diverso segno ma simile a quello che ho provato e provo ascoltando Niko Pandetta).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune mi hanno divertito, alcune mi hanno fatto riflettere; e spesso mi sono chiesto dove iniziasse (o finisse) l’ironia, se ironia nei loro testi ci fosse.</p>



<div class="tenor-gif-embed" data-postid="15730435" data-share-method="host" data-aspect-ratio="1.72043" data-width="100%"><a href="https://tenor.com/view/walterosuji-fa-ridere-ma-anche-riflettere-kanye-west-amici-amici-e-poi-ti-rubano-la-bici-gif-15730435">Walterosuji Fa Ridere Ma Anche Riflettere GIF</a>from <a href="https://tenor.com/search/walterosuji-gifs">Walterosuji GIFs</a></div> <script type="text/javascript" async src="https://tenor.com/embed.js"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Ma in questi tempi postmoderni siamo tutti un po’ postironici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lettera ai boomer, un’esegesi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma andiamo a vedere il testo di Lettera ai boomer, perché immagino qualcuno si chieda il significato della stessa, ed eccomi qui a provare a capire &#8211; rubando il testo da Genius e applicandomici in prima persona, sebbene mi fosse passato per la testa di far fare l’analisi a ChatGPT, ma <a href="https://www.nonsolo.tv/chi-siamo/">come scritto nell’about del sito noi l’IA la usiamo solo per correggerci le bozze</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Glasond - LETTERA AI BOOMER (Video Ufficiale)" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/6fu7vhOnpIY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Caro boomer, oggi ti scrivo<br>Per dirti quanto cazzo mi fate schifo<br>Mettete bocca sul mondo lavorativo<br>Avete messo voi lì ogni politico<br>Inseguo i numeri su schermo fin dal mattino<br>Ogni mio coetaneo che si sbatte per l&#8217;affitto<br>Mentre aspetta che un boomer gli faccia il bonifico<br>Spesso la somma è il minimo prestabilito</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’attacco è un chiaro attacco alla società attuale</strong>. Al capitalismo? Ma diciamo pure al capitalismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non so se Glasond lavori nella finanza &#8211; questo fa immaginare con sul suo inseguire i numeri su schermo &#8211; o se si riferisca al fatto che senza numeri non si esiste, in questi tempi di bulimia di like, share e subscribe; ciò che è certo è che i boomer sono all’apice della catena alimentare e sono loro a mantenere in vita tutti coloro che boomer non sono, con un misero bonifico che gli consente a malapena di sopravvivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da notare come nel Paese che amiamo non esista un minimo prestabilito, in assenza di un salario minimo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ci voglion gli uni contro gli altri e ci siete cascati<br>Vogliono scatenare la guerra tra neri e bianchi<br>Tu scrivi dal divano dal tuo telefonino<br>Perché c&#8217;hai avuto culo con il posto da postino<br>Sei come un cane a cui danno il contentino<br>Ti basta che vinca il tuo club preferito<br>Non bastano i soldi se sei povero di spirito</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ieratico come non mai, <strong>Glasond scrive un giambo più che una lettera</strong>. E nel suo giambo accusa i boomer (da intendersi in qualche forma come le classi dominanti) di volere una guerra tra poveri &#8211; tra neri contro bianchi (in tal senso le letture delle folli corse a 100 all’ora in terra emiliana sono perfette per questo tipo di guerra).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi dovremmo odiare, tendenzialmente, sta più in alto di noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Spendi duemila per un cane e poi non vuoi fare un figlio<br>Ci stanno i quarantenni a molestare in discoteca<br>Mentre a casa c&#8217;hanno una famiglia che li aspetta (Sei una merda)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra di sentire Papa Francesco, ma qui è Francesco senza il Papa &#8211; quando nel 2024, nell&#8217;udienza alla delegazione The Economy of Francesco, diceva: “Vedo che ci sono alcuni bambini lì: è bello questo, i<strong>n una cultura dove si privilegia avere cagnolini o gatti e non bambini</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da quasi quarantenne (sono boomer o millennial?) che continua, quando può, ad andare al club pur con moglie e prole a casa, sento un discreto senso di colpa nel leggere le parole di Glasond &#8211; ma questo è il problema di essere maschio bianco eterosessuale nel 2026 &#8211; e poi non molestavo negli anni ’10 quando ero bello sguinzagliato, ancor meno penserei a farlo oggi. E non è una <em>excusatio non petita</em>, giuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Vi vedo, vi piangete addosso per una bolletta<br>Procedono a votare per chi li ha portati in guerra<br>Chiedete a noi miracoli, di fare sacrifici<br>In Costituzione aumentare lavoratrici<br>Un pezzo di carta è più importante dell&#8217;Italia</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui entra in gioco il Glasond più politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attacchi a chi piange povertà e vota chi li ha impoveriti con politiche suicide (non facciamo nomi &#8211; anche perché pressoché tutto l’arco parlamentare ha deciso che siamo un Paese a cui piace la guerra, anche laddove non ci porta alcun beneficio. E in assoluto <strong>la guerra è bella anche se fa male può essere solo uno splendido verso di un altro Francesco, non la realtà dei fatti</strong>) e un attacco, immagino, alla Costituzione, divenuta in alcuni casi più un feticcio che altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Raccomandati fan convegni sulla mafia<br>Vi strapperanno dalle mani i vostri figli e voi muti<br>Generazioni senza palle, la metà sono cornuti<br>Il giorno che soffri la fame vediamo se poi giudichi<br>Stai con la lingua sul culo delle banche e dei giudici<br>Siete quattro boomerazzi che se la spassano a trans<br>Si mangiano l&#8217;Italia in vacanza a Lloret de Mar<br>Non accetto i consigli di chi al polso ha un Audemars<br>E manco da un boomer fallito che si ubriaca nel bar</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui le accuse si fanno più generiche ma frattanto  personali. E non si salva tendenzialmente nessun boomer, né quello che va a trans, né quello che va in vacanza in Costa Brava, né chi si compra orologi dal costo spropositato, né quelli che si dedicano al bere (che, ricordiamo, vincerà sul male).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In strada, se ti difendi, brutta notte in galera<br>Ogni scusa è buona per farti mangiare la merda<br>Difendete i valori, ma avete svuotato la chiesa<br>Perché una slot machine è più importante di una messa<br>Tu sei andato in pensione a cinquant&#8217;anni<br>Tu hai eletto solamente criminali<br>Tu hai svenduto i tuoi valori culturali<br>Non mi rompere i coglioni, c&#8217;ho vent&#8217;anni</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra un attacco ai ludopatici e uno all’impossibilità di difendersi legittimamente (laddove dovrebbe essere, ahinoi, lo Stato stesso a farlo) arrivano le accuse più dirette &#8211; in seconda persona:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il boomer maledetto è quello che è andato in pensione giovane (<strong>abbiamo fatto nostra l’idea che a 50 anni si sia ancora giovani</strong>) quando noialtri la pensione non la vedremo mai; è quello che ha votato esponenti politici quantomeno rivedibili (uso io un eufemismo); è quello che ha svenduto i valori culturali del Bel Paese (sebbene io sia convinto che quella sia colpa del berlusconismo culturale &#8211; quello che ci ha sminchiato il cervello dagli anni ’80).</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando sembra tutto finito, con una chiusura che sembra un grido liberatorio &#8211; un po’ come la fine di <em>7 miliardi</em> di Massimo Pericolo &#8211; con un colpo di genio</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ah, anzi, devo aggiungere una cosa”</p>



<p class="wp-block-paragraph">prosegue con altre dodici barre.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Non me ne frega un cazzo di come era ai tuoi tempi<br>Facciamo meno figli perché cancelliamo i generi<br>Vogliamo uomini truccati e donne nei cantieri<br>E figli sistemati facendo i carabinieri<br>E bambini educati solo ad essere degeneri<br>Danno colpe alle donne ma sono i primi a essere indegni<br>Divorziano, fanno le corna dopo due mesi<br>Chissà perché i figli poi sono depressi</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Glasond prosegue quindi con un attacco (che per qualcuno sarà un po’ <em>boomerish</em> &#8211; c’è sempre qualcuno che è meno boomer di te) ai tempi attuali &#8211; un <em>topos</em> classico nella poetica del cosentino, da cui abbiamo appreso anche una possibile soluzione rieducativa (un Erasmus pluriennale in Dagestan).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="DAGESTAN" width="1333" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/6RvReWOyeoo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Viviamo in assoluto in tempi promiscui, ma accusare il singolo &#8211; mi permetto &#8211; è vedere il dito e non la luna: quanta colpa può avere il singolo che fa le corna dopo due mesi (che non si fa, nonnò, non si fa) quando<strong> la società è così sessualizzata e basta aprire un fottuto social</strong> &#8211; un fottuitissimo social &#8211; <strong>per avere due minnazze sparate in faccia?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>I boomer sono i tre quarti del popolo se ci pensi<br>Mi hanno rotto tre quarti di minchia con gli interessi<br>Magari iniziano a puntare il dito contro sé stessi</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed eccoci qui, ad un passo dalla chiusura vera di questa lettera aperta. Un passo in cui il Nostro chiarisce una volta per tutti chi sono questi fantomatici boomer. Siamo tutti. Sono anche io, porca la troia. Cosa dobbiamo fare? La prossima volta voglio una <em>pars costruens</em> (che altrove s’era vista &#8211; vorrei solo che maschi e femmine si volessero di nuovo bene).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Distinti saluti, Francesco, arrivederci.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciao Francesco, alla prossima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Rimango solo con un quesito: <strong>non si fanno figli per colpa dei cani o per colpa della fluidità?</strong>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/glasond-contro-i-boomer-analisi-di-lettera-ai-boomer-tra-ironia-rabbia-e-postmodernita/">Glasond contro i boomer: analisi di Lettera ai boomer tra ironia, rabbia e postmodernità</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
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		<title>Tutti Fenomeni tra Kid Yugi e Fulminacci: prossima fermata Sanremo (per vendicare il Maestro)</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/tutti-fenomeni-tra-kid-yugi-e-fulminacci-prossima-fermata-sanremo-per-vendicare-il-maestro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[R.D.V.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 09:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi tempi di reaction e di personaggi che basta che hanno la bocca devono opinare, più volte avrei voluto sedermi e mettermi a scrivere qualche recensione (un tempo le si chiamava così, le reaction) sui molteplici prodotti culturali più o meno interessanti usciti nelle scorse settimane. Poi ho evitato, pensando che magari lo farò ... <a title="Tutti Fenomeni tra Kid Yugi e Fulminacci: prossima fermata Sanremo (per vendicare il Maestro)" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/tutti-fenomeni-tra-kid-yugi-e-fulminacci-prossima-fermata-sanremo-per-vendicare-il-maestro/" aria-label="Per saperne di più su Tutti Fenomeni tra Kid Yugi e Fulminacci: prossima fermata Sanremo (per vendicare il Maestro)">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">In questi tempi di reaction e di personaggi che basta che hanno la bocca devono opinare, più volte avrei voluto sedermi e mettermi a scrivere qualche recensione (un tempo le si chiamava così, le reaction) sui molteplici prodotti culturali più o meno interessanti usciti nelle scorse settimane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi ho evitato, pensando che magari lo farò in futuro, o magari non lo farò mai; magari mi metterò anche io a fare le reaction, sebbene non abbia i capelli da deficiente ad un&#8217;età non opportuna (l&#8217;età non opportuna in compenso c&#8217;è tutta) né tatuaggi in vista &#8211; nemmeno uno con su scritto &#8220;osservazione&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Avrei voluto scrivere dell&#8217;EP di Tutti Fenomeni</strong>, il cui unico difetto è che giunge in questi tempi grami di longevità zero e per questo non verrà ricordato come non viene ricordato niente (o quantomeno non ricordo io, che dimentico tutto dimentico tutti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse in realtà ci vorrebbe solo una pandemia, ché durante la pandemia ho ascoltato Merce Funebre (il sorprendente disco d&#8217;esordio di TF) e m&#8217;è rimasto impresso &#8211; e anche la mia non italica metà né ricorda suoni e in parte versi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutti Fenomeni piace a tutti come Bob Marley</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma al di là dell&#8217;album che non recensirò mai (e rientrerà nell&#8217;infinita lista di cose che non farò mai), una cosa che m&#8217;ha colpito di Tutti Fenomeni recentemente è la sua presenza come featuring in due album quasi antitetici &#8211; <strong>da un lato Kid Yugi, dall&#8217;altro lato Fulminacci</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Da un lato rap hardcore, dall&#8217;altro indie capitolina (se non doveste essere d&#8217;accordo con le categorie, ricordo che nel postmoderno le categorie sono roba sorpassata).</p>



<p class="wp-block-paragraph">E in altri gli album (entrambi meritevoli di recensione a loro volta) c&#8217;è Giorgio Quarzo Guarascio aka Tutti Fenomeni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma se nel caso della traccia con Kid Yugi non m&#8217;ha entusiasmato probabilmente anche per le alte aspettative suscitate da entrambi gl aritisti (sebbene il risultato finale sia meglio di quello della traccia con Anna) m&#8217;è piaciuto ben più nella traccia con Fulminacci</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Un no ascetico è meglio di un sì mondano<br>Resto a casa a guardare Montalbano.</em></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Mitomani (con Tutti Fenomeni)" width="1333" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/imJZ6WVWt2c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Un no ascetico è meglio di un sì mondano</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dovrebbe essere il mio mantra, dovrebbe essere il mantra di una intera generazione (laddove una parte ha già optato per rimanere a casa &#8211; non necessariamente a vedere Montalbano).</p>



<p class="wp-block-paragraph">E mentre ascoltavo questa frase ad effetto, quell&#8217;effetto che è un po&#8217; la cifra stilistica del Quarzo Guarascio e che ricorda fortemente il Maestro mio conterraneo a volte citato dal Quarzo Guarascio, <strong>mi chiedevo se non sia il tempo di portarlo a Sanremo</strong> &#8211; questo Sanremo anni &#8217;20 che pesca dappertutto, sebbene pare ci voglia la spinta delle mayor o dei grossi numeri sul web.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per farlo diventare un po&#8217; più mainstream. Per elevare il Bel Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per fargli raggiungere la gloria nazionalpop. Per fargli vincere anche a lui il Premio della Critica &#8220;Mia Martini&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E per vendicare proprio il Maestro che il Festival lo vinse ma solo come autore.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Alice - Per Elisa" width="1333" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/Yv3wl1uadXI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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		<title>“Pedigree”: il debutto dei BLUEYE! nasce come una scena cinematografica</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/pedigree-il-debutto-dei-blueye-nasce-come-una-scena-cinematografica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 09:41:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Pedigree”, singolo d’esordio dei BLUEYE!, racconta un incontro inatteso in un contesto mondano, tra R&#38;B elegante e narrazione visiva. Pedigree si apre su un’immagine precisa: un evento mondano, luci controllate, volti che si incrociano senza davvero fermarsi. È in questo contesto che prende forma il singolo d’esordio dei BLUEYE!, uscito il 16 gennaio 2025 per ... <a title="“Pedigree”: il debutto dei BLUEYE! nasce come una scena cinematografica" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/pedigree-il-debutto-dei-blueye-nasce-come-una-scena-cinematografica/" aria-label="Per saperne di più su “Pedigree”: il debutto dei BLUEYE! nasce come una scena cinematografica">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Pedigree”, singolo d’esordio dei BLUEYE!, racconta un incontro inatteso in un contesto mondano, tra R&amp;B elegante e narrazione visiva.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Pedigree</em> si apre su un’immagine precisa: un evento mondano, luci controllate, volti che si incrociano senza davvero fermarsi. È in questo contesto che prende forma il singolo d’esordio dei <strong>BLUEYE!</strong>, uscito il 16 gennaio 2025 per Lost Music. Un brano R&amp;B dall’impianto elegante, attraversato da leggere influenze trap, che lavora più sull’atmosfera che sull’urgenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il racconto è lineare, quasi trattenuto. Un fotografo e un’attrice famosa si ritrovano nello stesso luogo dopo dieci anni, durante una serata che dovrebbe essere solo di rappresentanza. Uno sguardo, breve ma sufficiente a riattivare un passato condiviso. <em>Pedigree</em> costruisce questa dinamica come una scena isolata, senza spiegazioni aggiuntive, lasciando che il peso emotivo emerga dal contesto più che dalle parole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’idea dichiarata dal collettivo è quella di “mettere in musica una scena cinematografica”, e il brano segue coerentemente questa impostazione. Anche il trattamento sonoro è funzionale alla narrazione: il contesto musicale resta volutamente patinato e ovattato, lo stesso che circonda i protagonisti della storia. Non c’è ricerca di contrasto, ma coerenza tra ambiente, suono e racconto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa scelta si riflette anche nella dimensione visiva del progetto. Il lancio del singolo è stato accompagnato da una serie di clip social che non promuovono la canzone in senso tradizionale, ma ne ampliano l’universo narrativo. Brevi frammenti visivi che mostrano scorci della serata, come se <em>Pedigree</em> fosse solo una parte di un racconto più ampio, costruito per immagini successive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I BLUEYE! spiegano apertamente questa esigenza: la canzone, da sola, non era sufficiente. Da qui la decisione di affiancarle immagini capaci di dare un volto alle emozioni, agli errori e alle fragilità dei personaggi. Non un videoclip unico e risolutivo, ma una sequenza di momenti che restano volutamente parziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso, <em>Pedigree</em> non è pensato come un episodio isolato. È il primo capitolo di una storia destinata a proseguire con un secondo brano, già annunciato, che completerà il percorso narrativo. Una struttura a due atti che chiarisce fin da subito l’impostazione del progetto: canzoni concepite come parti di un racconto, non come singoli autosufficienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l’identità visiva segue questa linea. Il grande occhio azzurro che rappresenta il collettivo diventa il simbolo di uno sguardo che osserva e registra, mentre la definizione “schifosamente pop” funziona come dichiarazione ironica e diretta, più che come etichetta di genere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Pedigree</em> resta quindi fedele alla sua natura: una scena, un incontro, un frammento narrativo. Il resto — la chiusura della storia (o forse solamente il sequel) — è rimandato al capitolo successivo.</p>
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		<title>Bruno Mars torna in Europa dopo quasi dieci anni (e c’è anche Milano): tutte le date</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/bruno-mars-torna-in-europa-dopo-quasi-dieci-anni-e-ce-anche-milano-tutte-le-date/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 15:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo una lunga assenza dai grandi tour internazionali, Bruno Mars è pronto a tornare davvero. Non con qualche apparizione mirata, non con un mini-tour selettivo, ma con una tournée globale che rimette l’Europa al centro del suo percorso artistico. The Romantic Tour segna il primo vero ritorno continentale dell’artista dopo quasi dieci anni, e lo ... <a title="Bruno Mars torna in Europa dopo quasi dieci anni (e c’è anche Milano): tutte le date" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/bruno-mars-torna-in-europa-dopo-quasi-dieci-anni-e-ce-anche-milano-tutte-le-date/" aria-label="Per saperne di più su Bruno Mars torna in Europa dopo quasi dieci anni (e c’è anche Milano): tutte le date">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo una lunga assenza dai grandi tour internazionali, <strong>Bruno Mars</strong> è pronto a tornare davvero. Non con qualche apparizione mirata, non con un mini-tour selettivo, ma con una tournée globale che rimette l’Europa al centro del suo percorso artistico. <em>The Romantic Tour</em> segna il primo vero ritorno continentale dell’artista dopo quasi dieci anni, e lo fa con una mappa chiara: grandi stadi, poche città chiave, zero tappe superflue.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tour accompagna l’uscita di <em>The Romantic</em>, nuovo album atteso il 27 febbraio e anticipato da un singolo in arrivo il 9 gennaio. Un disco che arriva dopo anni di silenzio discografico “tradizionale”, interrotti solo dalle residency di Las Vegas e dal progetto Silk Sonic con <strong>Anderson .Paak</strong>, che sarà presente anche in questa tournée come DJ Pee .Wee. Un dettaglio che dice molto dell’impronta sonora e dell’atmosfera che Mars vuole portare sul palco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Europa entra in scena a giugno, con due date consecutive a Parigi, allo Stade de France. Da lì il tour attraversa alcune delle capitali musicali più simboliche del continente: Berlino, Amsterdam (con doppio appuntamento), Madrid e Londra, dove Bruno Mars riempirà Wembley per due sere di fila. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi c’è l’Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La data italiana: Milano, San Siro, 14 luglio</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’unica data italiana di <em>The Romantic Tour</em> è fissata per il 14 luglio 2026 allo Stadio San Siro di Milano. Una scelta netta, senza repliche né alternative. San Siro non è soltanto uno stadio: è un filtro. Chi lo sceglie sa di poter sostenere uno show pensato per decine di migliaia di persone, sa di avere un pubblico trasversale e fedele, e soprattutto sa di non dover spiegare nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ritorno di Bruno Mars in Italia arriva in un momento in cui il pubblico è più abituato ai grandi eventi internazionali, ma resta significativo. Non è un’operazione nostalgica, né un omaggio ai fan della prima ora. È una tappa strategica dentro un’estate europea che non lascia spazio all’improvvisazione. Milano è lì perché deve esserci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista artistico, questa tournée sembra voler chiudere una fase. Dopo anni di controllo assoluto, di apparizioni calibrate e di lavoro quasi artigianale sul suono, Mars torna a esporsi nella forma più classica e rischiosa: il tour negli stadi. Con una band completa, una produzione importante e una scaletta che, inevitabilmente, metterà insieme il nuovo corso romantico e i brani che lo hanno reso uno degli entertainer più riconoscibili al mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bruno Mars – The Romantic Tour: tutte le date</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nord America</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>10 aprile – Las Vegas, NV – Allegiant Stadium</li>



<li>14 aprile – Glendale, AZ – State Farm Stadium</li>



<li>18 aprile – Arlington, TX – Globe Life Field</li>



<li>22 aprile – Houston, TX – NRG Stadium</li>



<li>25 aprile – Atlanta, GA – Bobby Dodd Stadium at Hyundai Field</li>



<li>29 aprile – Charlotte, NC – Bank of America Stadium</li>



<li>2 maggio – Landover, MD – Northwest Stadium</li>



<li>6 maggio – Nashville, TN – Nissan Stadium</li>



<li>9 maggio – Detroit, MI – Ford Field</li>



<li>13 maggio – Minneapolis, MN – U.S. Bank Stadium</li>



<li>16 maggio – Chicago, IL – Soldier Field</li>



<li>20 maggio – Columbus, OH – Ohio Stadium</li>



<li>23 maggio – Toronto, ON – Rogers Stadium</li>



<li>24 maggio – Toronto, ON – Rogers Stadium</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Europa</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>20 giugno – Parigi, Francia – Stade de France</li>



<li>21 giugno – Parigi, Francia – Stade de France</li>



<li>26 giugno – Berlino, Germania – Olympiastadion</li>



<li>4 luglio – Amsterdam, Paesi Bassi – Johan Cruijff ArenA</li>



<li>5 luglio – Amsterdam, Paesi Bassi – Johan Cruijff ArenA</li>



<li>10 luglio – Madrid, Spagna – Riyadh Air Metropolitano</li>



<li><strong>14 luglio – Milano, Italia – Stadio San Siro</strong></li>



<li>18 luglio – Londra, Regno Unito – Wembley Stadium</li>



<li>19 luglio – Londra, Regno Unito – Wembley Stadium</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nord America (seconda parte)</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>21 agosto – East Rutherford, NJ – MetLife Stadium</li>



<li>22 agosto – East Rutherford, NJ – MetLife Stadium</li>



<li>29 agosto – Pittsburgh, PA – Acrisure Stadium</li>



<li>1 settembre – Philadelphia, PA – Lincoln Financial Field</li>



<li>5 settembre – Foxborough, MA – Gillette Stadium</li>



<li>9 settembre – Indianapolis, IN – Lucas Oil Stadium</li>



<li>12 settembre – Tampa, FL – Raymond James Stadium</li>



<li>16 settembre – New Orleans, LA – Caesars Superdome</li>



<li>19 settembre – Miami, FL – Hard Rock Stadium</li>



<li>23 settembre – San Antonio, TX – Alamodome</li>



<li>26 settembre – Colorado Springs, CO – Falcon Stadium</li>



<li>2 ottobre – Inglewood, CA – SoFi Stadium</li>



<li>3 ottobre – Inglewood, CA – SoFi Stadium</li>



<li>10 ottobre – Santa Clara, CA – Levi’s Stadium</li>



<li>14 ottobre – Vancouver, BC – BC Place</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Se credi di stare invecchiando, non hai ancora visto il remake del video di I Want It That Way</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/se-credi-di-stare-invecchiando-non-hai-ancora-visto-il-remake-del-video-di-i-want-it-that-way/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[R.D.V.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 11:43:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nonsolo.tv/?p=58905</guid>

					<description><![CDATA[<p>You are my fire / The one desire / Believe when I say / I want it that C&#8217;è bisogno di aggiungere altro? Non scriveremo, non adesso, non ancora una volta, di quanto quella estate del 1999 segnò le nostre vite &#8211; forse perché era l&#8217;ultima estate del millennio e più che moti millenaristici all&#8217;epoca ... <a title="Se credi di stare invecchiando, non hai ancora visto il remake del video di I Want It That Way" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/se-credi-di-stare-invecchiando-non-hai-ancora-visto-il-remake-del-video-di-i-want-it-that-way/" aria-label="Per saperne di più su Se credi di stare invecchiando, non hai ancora visto il remake del video di I Want It That Way">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">You are my fire / The one desire / Believe when I say / I want it that</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è bisogno di aggiungere altro?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non scriveremo, non adesso, non ancora una volta, di quanto quella estate del 1999 segnò le nostre vite &#8211; forse perché era l&#8217;ultima estate del millennio e più che moti millenaristici all&#8217;epoca avevamo una discreta fiducia per il futuro (noi teen o giù di lì, quantomeno).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Faremo un breve recap di come <strong>i Backstreet Boys &#8211; con I Want That Way &#8211; travolsero l&#8217;industria musicale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scelto come primo singolo dell&#8217;album Millennium (al posto di Larger Than Life che fu lanciato solo in seguito) fu capace di paizzarsi al primo posto in oltre 25 Paesi (ivi compreso il nostro Bel Paese) &#8211; divenendo di fatto l&#8217;anthem del gruppo e in assoluto dell&#8217;universo boybandistico mondiale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuna canzone di una boy band (fenomeno di fine anni &#8217;90 come poc&#8217;altri) riuscirà a bissare il successo (tutti la sanno a memoria, tutti tranne chi mente). Segnò un&#8217;epoca, con tanto di parodie (indimenticabile quella dei Blink 182) e di piazzamento nella classifica delle 500 canzoni più importanti della storia di Rolling Stone (mica cazzi).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Backstreet Boys e il video di I Want It That Way (nel 1999 e 26 anni dopo)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A fare epoca fu il video, dicevamo, ampiamente pariodiato e in heavy rotation in tutte le TV musicali dell&#8217;epoca (in Italia ai tempi MTV ospitata da ReteA, TMC2 e The Box &#8211; Music Television you control). Il video originale ha superato il miliardo di visualizzazioni su YouTube nel 2021, attestandosi al momento della scrittura del post oltre il miliardo e 600 milioni. (Bazzecole, eh)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ebbene, 26 anni dopo i BSB hanno deciso di riproporre il remake del video. Nella stesa location, l&#8217;aeroporto di Los Angeles (sull&#8217;altra costa rispetto al luogo &#8211; Orlando, Florida &#8211; in cui nel 1993 iniziò tutto).</p>



<div style="border-left:4px solid #111; padding:14px 18px; margin:24px 0; background:#fafafa;">
  <h3 style="margin:0 0 10px 0;">
    Quanti anni hanno oggi i Backstreet Boys
  </h3>

  <p style="margin:0 0 6px 0;">
    <strong>AJ McLean</strong>, nato il 9 gennaio 1978, ha oggi <strong>47 anni</strong>.
  </p>

  <p style="margin:0 0 6px 0;">
    <strong>Howie Dorough</strong>, nato il 22 agosto 1973, ha oggi <strong>52 anni</strong>.
  </p>

  <p style="margin:0 0 6px 0;">
    <strong>Nick Carter</strong>, nato il 28 gennaio 1980, ha oggi <strong>45 anni</strong>.
  </p>

  <p style="margin:0 0 6px 0;">
    <strong>Kevin Richardson</strong>, nato il 3 ottobre 1971, ha oggi <strong>54 anni</strong>.
  </p>

  <p style="margin:0;">
    <strong>Brian Littrell</strong>, nato il 20 febbraio 1975, ha oggi <strong>50 anni</strong>.
  </p>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Il bellissimo (con quel ciuffo <em>mamma mia</em>) e probabilmente più famoso Nick Carter, Howie Dorough, AJ McLean, Brian Littrell (che oggi fa musica cristiana e che ha una faccia da simpaticone con cui faremmo serata adesso) e Kevin Richardson tornano sul luogo del delitto (della strage di cuori fatta a suo tempo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che effetto fanno? Sospendiamo il giudizio &#8211; prima di chiudere con la cit. di un&#8217;altra gloriosa canzone.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Backstreet Boys - I Want It That Way (2025 Version)" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/VVB6FI8QTFg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il tempo passa per tutti lo sai, nessuno indietro lo riporterà (neppure noi)</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maria Maria degli Articolo 31 è una cover? La figuraccia di Casciari (che non azzecca nemmeno il nome)</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/maria-maria-degli-articolo-31-e-una-cover-la-figuraccia-di-casciari-che-non-azzecca-nemmeno-il-nome/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 16:43:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ohi Maria degli Articolo 31 rappresenta un esplicito tributo ad una canzone di Lara Saint Paul, artista italo-eritrea. Dopo 30 anni scoprire che &#8220;Maria Maria&#8221; degli Articolo 31 è una cover fa crollare tutte le certezze della vita &#8211; recita così la didascalia di un video postato Mauro Casciari (o da chi per lui) sul ... <a title="Maria Maria degli Articolo 31 è una cover? La figuraccia di Casciari (che non azzecca nemmeno il nome)" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/maria-maria-degli-articolo-31-e-una-cover-la-figuraccia-di-casciari-che-non-azzecca-nemmeno-il-nome/" aria-label="Per saperne di più su Maria Maria degli Articolo 31 è una cover? La figuraccia di Casciari (che non azzecca nemmeno il nome)">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ohi Maria degli Articolo 31 rappresenta un esplicito tributo ad una canzone di Lara Saint Paul, artista italo-eritrea.</strong></p>
<p><strong>Dopo 30 anni scoprire che &#8220;Maria Maria&#8221; degli Articolo 31 è una cover fa crollare tutte le certezze della vita</strong> &#8211; recita così la didascalia di un video postato Mauro Casciari (o da chi per lui) sul suo profilo Facebook.</p>
<p>La descrizione del video, ci va ancora più pesante: &#8220;Ci sono cose che non andrebbero scoperte, ma volte ci sbatti contro e ti chiedi come sia stato possibile. Perché ci hanno ingannato per trent’anni? Perché non c’è scritto da nessuna parte, perché non c’è scritto grosso sul disco, sul CD che custodisco gelosamente da sei lustri nella mia discoteca? Questo non dovevate farmelo Articolo 31, avete minato la mia adolescenza. Trovo scardinate oggi le basi sulla quale ho costruito la mia personalità, le mie tensioni, le mie convinzioni. È tutto finito&#8221;.</p>
<p>Ebbene, il video è diventato presto virale &#8211; ma i commenti che ha attirato non sono esattamente positivi (sebbene sul web basta far parlare per avere un risultato apprezzabile).</p>
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<h2>Maria Maria degli Articolo 31 è un cover? Un plagio? Cos&#8217;è?</h2>
<p>Prima di fare chiarezza, atteniamoci ai commenti</p>
<p>Non è una cover ma una citazione nel ritornello, come parecchie canzoni rap. Gli stessi Articolo hanno citato Disperato erotico stomp alla fine di L&#8217;Impresa eccezionale, Gianna in Così e cosà e altre. Tralasciando gli Articolo c&#8217;è I&#8217;ll be missing you che cita i Police parlando di quella più famosa. Nell&#8217;ultimo album Fibra apre il disco con L&#8217;avvelenata di Guccini, di cui ha preso l&#8217;inizio. La cover è prendere l&#8217;intera canzone.</p>
<p>Francamente la citazione mi è sempre arrivata chiara. Non so se fossero tenuti a specificarla in copertina o nei crediti. Gli Articolo 31 utilizzano questa tecnica da sempre. Il mio mondo è ancora solido. Le certezze non sono crollate</p>
<p>Per fortuna che lavori in radio. Ma studiare la storia degli articolo che campionavano tracce famose come la maggior parte di chi fa rap no? Quanta pochezza Casciari&#8230;</p>
<p>Ebbene, Casciari (o il suo SMM) può prendere appunti.</p>
<p>E sarebbe d&#8217;altra parte bastata una ricerca online per scoprire che anche sulla pagina Wikipedia della canzone (che per altro si chiama Ohi Maria e non Maria Maria) per scoprire che è scritto in maniera discretamente esplicita:</p>
<p><strong>Il ritornello è costruito su campionamenti del brano Ohi Maria di Lara Saint Paul.</strong></p>
<p>Insomma, se non una gaffe una svista abbastanza evidente.</p>
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