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	<title>Musica Archivi - NonSolo.TV</title>
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	<description>TV, personaggi e storie tra nostalgia, curiosità e cultura pop</description>
	<lastBuildDate>Sat, 23 May 2026 07:15:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Musica Archivi - NonSolo.TV</title>
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		<title>Chi sono davvero gli Angine de Poitrine: la band mascherata che sta mandando in tilt internet</title>
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		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 07:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono i tempi in cui, se hai una maschera, hai maggiori possibilità di successo — o così parrebbe. Ma non parliamo di una maschera alla pirandelliana maniera, ché ne abbiamo tutti e a iosa, ma parliamo di una maschera vera e propria. Un po’ come quella di Elvis che ha portato TonyPitony ad avere i ... <a title="Chi sono davvero gli Angine de Poitrine: la band mascherata che sta mandando in tilt internet" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/chi-sono-davvero-gli-angine-de-poitrine-la-band-mascherata-che-sta-mandando-in-tilt-internet/" aria-label="Per saperne di più su Chi sono davvero gli Angine de Poitrine: la band mascherata che sta mandando in tilt internet">Leggi tutto</a></p>
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<p>Sono i tempi in cui, se hai una maschera, hai maggiori possibilità di successo — o così parrebbe.</p>



<p>Ma non parliamo di una maschera alla pirandelliana maniera, ché ne abbiamo tutti e a iosa, ma parliamo di una maschera vera e propria.</p>



<p>Un po’ come quella di Elvis che ha portato <a href="https://www.nonsolo.tv/di-dove-tonypitony-la-verita-svelata-da-fiorello-alla-prima-in-rai/">TonyPitony ad avere i suoi mesi di gloria a cavallo di Sanremo</a> (adesso se ne parla un po’ meno, nèvvero?).</p>



<p>In questo caso i mascherati sono due e dietro c’è tutto un concept pazzissimo e intellettuale, o così parrebbe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Angine de Poitrine e il fenomeno nato da KEXP</h2>



<p>Gli <strong>Angine de Poitrine</strong> (letteralmente Angina Pectoris) arrivano dal Québec e, nel giro di pochi mesi, sono passati dall’essere una curiosità della scena alternativa canadese a uno dei fenomeni musicali più discussi del 2026 (di questa prima parte di 2026 &#8211; in attesa che si passi ad altro: la bulimia da novità non si placa mai).</p>



<p>La scintilla è stata una session registrata da&nbsp;<strong>KEXP</strong>, storica radio di Seattle specializzata in musica indipendente. Ventisette minuti bastati a trasformare due musicisti mascherati in un caso virale globale: milioni di visualizzazioni su YouTube, thread su Reddit, reaction video, tour europei sold out e perfino Dave Grohl dei&nbsp;<strong>Foo Fighters</strong>&nbsp;che li ha definiti “completely bonkers”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Angine de Poitrine - Full Performance (Live on KEXP)" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/0Ssi-9wS1so?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>La prima cosa che colpisce, inevitabilmente, è l’estetica. Costumi a pois bianchi e neri, maschere di cartapesta dall’aria aliena, linguaggio inventato, movimenti teatrali e un immaginario a metà tra dadaismo, prog rock e performance art.</p>



<p>Il rischio, davanti a un progetto del genere, è pensare immediatamente all’ennesima operazione costruita per TikTok o per il meme di giornata.</p>



<p>Solo che poi parte la musica.</p>



<p>E lì il discorso cambia.</p>



<p>Dietro i nomi fittizi di&nbsp;<em>Khn</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Klek</em>&nbsp;ci sono due musicisti che suonano insieme da oltre vent’anni. La loro storia nasce da adolescenti nei seminterrati del Saguenay, tra jam session infinite, prog rock, punk, jazz storto e strumenti modificati a mano.</p>



<p>La celebre doppia chitarra microtonale usata da Khn non è un vezzo scenico: è stata costruita artigianalmente per poter inserire note “intermedie” rispetto alla scala occidentale tradizionale. Una soluzione che prende ispirazione da musiche arabe, turche, indiane e asiatiche ascoltate dai due fin da ragazzi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra math rock, dadaismo e rigetto dell’estetica perfetta</h2>



<p>Molti hanno definito gli Angine de Poitrine “math rock”, ma la definizione spiega solo una parte del fenomeno.</p>



<p>Certo, ci sono tempi dispari, loop complessi, cambi di ritmo improvvisi e una precisione tecnica impressionante. Alcuni musicisti online hanno persino analizzato le loro strutture ritmiche come fossero esercizi matematici, scomponendo i brani tra 12/8, 7/8 e combinazioni ritmiche quasi ossessive.</p>



<p>Ma se la band fosse solo tecnica, probabilmente non avrebbe avuto questo impatto.</p>



<p><strong>Quello che rende gli Angine de Poitrine interessanti è il contrasto continuo tra complessità e approccio ludico</strong>. Dietro tutto il loro universo c’è una componente quasi infantile: i costumi costruiti con farina e cartapesta, le maschere tenute volutamente rovinate, i riferimenti nonsense, il gusto per il caos creativo.</p>



<p>In diverse interviste hanno raccontato che il progetto nacque quasi per scherzo nel 2019. Dovevano esibirsi due volte nello stesso locale nel giro di pochi giorni e temevano che nessuno sarebbe tornato a vederli. Così decisero di inventarsi un’altra band, mascherandosi.</p>



<p>La cosa è semplicemente degenerata nel modo più imprevedibile possibile.</p>



<p>Ed è curioso che il successo sia arrivato proprio in un momento storico in cui gran parte della musica online appare sempre più levigata, prevedibile e costruita per l’algoritmo.</p>



<p>Nei commenti sotto il video di KEXP c’è chi ha scritto:&nbsp;<em>“This is the only way we can win the battle against AI. Live music forever.”</em></p>



<p>Può sembrare una frase esagerata, ma fotografa bene il motivo per cui tanta gente si è affezionata a loro.</p>



<p>Gli Angine de Poitrine trasmettono l’idea di qualcosa di profondamente umano: imperfetto, artigianale, faticoso, persino scomodo. Suonano nascosti dentro maschere soffocanti, utilizzano loop rigidissimi che richiedono precisione assoluta e costruiscono pezzi che potrebbero crollare da un momento all’altro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un successo virale che potrebbe durare più del previsto</h2>



<p>Come abbiamo anche accennato qualche riga or sono, molti fenomeni virali spariscono nel giro di qualche settimana. È successo infinite volte e gli Angine de Poitrine potrebbero anche fare la stessa fine, naturalmente. Però ci sono alcuni dettagli che fanno pensare che il progetto abbia basi più solide rispetto a tanti altri casi esplosi online.</p>



<p>Intanto la componente live. I loro concerti stanno funzionando ovunque, e non solo su internet. Poi c’è una scena musicale reale alle spalle: festival, tour, anni di gavetta, una rete underground costruita lentamente in Québec.</p>



<p>E soprattutto c’è la musica.</p>



<p>Non rivoluzionaria, forse, ma sufficientemente personale da evitare l’effetto copia-incolla che ormai domina buona parte della musica virale contemporanea.</p>



<p>Paradossalmente, la loro forza sembra essere proprio il fatto di non inseguire troppo il successo. In diverse interviste i due musicisti sono apparsi quasi infastiditi dall’eccessiva mitizzazione attorno al progetto.</p>



<p>Uno di loro ha raccontato di aver letto un commento su YouTube in cui qualcuno scriveva: “Adesso ho di nuovo una ragione per vivere”. La sua risposta è stata più o meno:&nbsp;<em>“Calmati e vai ad abbracciare tua madre.”</em></p>



<p>Forse è anche questo a renderli credibili.</p>



<p>Nel frattempo, tra maschere rovinate dal sudore, strumenti assurdi infilati dentro sacchi a pelo negli aeroporti e fan che cercano di ricostruire la loro identità online, gli Angine de Poitrine continuano semplicemente a fare quello che facevano nei seminterrati da adolescenti: suonare musica strana divertendosi parecchio.</p>



<p>In un panorama musicale sempre più standardizzato, potrebbe essere già abbastanza.</p>
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		<title>Glasond contro i boomer: analisi di Lettera ai boomer tra ironia, rabbia e postmodernità</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/glasond-contro-i-boomer-analisi-di-lettera-ai-boomer-tra-ironia-rabbia-e-postmodernita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[R.D.V.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 09:11:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Antonio D’Alessandro, cosentino classe 2000 (così ho scoperto su rapteratura.it), è meglio noto come Glasond, nel magico mondo del rap italiano. Ho scoperto sempre grazie a rapteratura che il ragazzo, assieme alla sua crew, ha portato la Calabria sulla mappa del rap italiano. Personalmente, l’ho scoperto ormai qualche tempo fa grazie ad un amico ... <a title="Glasond contro i boomer: analisi di Lettera ai boomer tra ironia, rabbia e postmodernità" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/glasond-contro-i-boomer-analisi-di-lettera-ai-boomer-tra-ironia-rabbia-e-postmodernita/" aria-label="Per saperne di più su Glasond contro i boomer: analisi di Lettera ai boomer tra ironia, rabbia e postmodernità">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Francesco Antonio D’Alessandro, cosentino classe 2000 (così ho scoperto su rapteratura.it), è meglio noto come <strong>Glasond</strong>, nel magico mondo del rap italiano.</p>



<p>Ho scoperto sempre grazie a rapteratura che il ragazzo, assieme alla sua crew, ha portato la Calabria sulla mappa del rap italiano.</p>



<p>Personalmente, l’ho scoperto ormai qualche tempo fa grazie ad un amico calabrese, che credo l’abbia scoperto a sua volta tramite <a href="https://www.ilblast.it/">ilblast</a> &#8211; o forse ho scoperto io il ragazzo tramite ilblast e l’ho passato all’amico calabrese &#8211; non ricordo la dinamica di preciso; per certo l’amico calabrese mi fece a suo tempo scoprire ilblast.</p>



<p>Ilblast è una realtà che tenderebbe a destra, esistessero ancora queste categorie; immagino loro si definirebbero accelereazionari.</p>



<p>Li ho letti e li leggo spesso con interesse, pur tendendo io eventualmente a sinistra &#8211; sebbene in questi tempi postmoderni sia abbastanza confuso, per di più da maschio bianco eterosessuale non più giovanissimo.</p>



<p><strong>Con interesse ho ascoltato nel tempo diverse canzoni di Glasond,</strong> e ancora di più del suo sodale Hammon. Alcune, a tratti, mi sono piaciute proprio &#8211; seppur con quel senso di colpa atavico da maschio bianco eterosessuale di sinistra in questi tempi postmoderni (un senso di colpa di diverso segno ma simile a quello che ho provato e provo ascoltando Niko Pandetta).</p>



<p>Alcune mi hanno divertito, alcune mi hanno fatto riflettere; e spesso mi sono chiesto dove iniziasse (o finisse) l’ironia, se ironia nei loro testi ci fosse.</p>



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<p>Ma in questi tempi postmoderni siamo tutti un po’ postironici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lettera ai boomer, un’esegesi</h2>



<p>Ma andiamo a vedere il testo di Lettera ai boomer, perché immagino qualcuno si chieda il significato della stessa, ed eccomi qui a provare a capire &#8211; rubando il testo da Genius e applicandomici in prima persona, sebbene mi fosse passato per la testa di far fare l’analisi a ChatGPT, ma <a href="https://www.nonsolo.tv/chi-siamo/">come scritto nell’about del sito noi l’IA la usiamo solo per correggerci le bozze</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Glasond - LETTERA AI BOOMER (Video Ufficiale)" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/6fu7vhOnpIY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p><em>Caro boomer, oggi ti scrivo<br>Per dirti quanto cazzo mi fate schifo<br>Mettete bocca sul mondo lavorativo<br>Avete messo voi lì ogni politico<br>Inseguo i numeri su schermo fin dal mattino<br>Ogni mio coetaneo che si sbatte per l&#8217;affitto<br>Mentre aspetta che un boomer gli faccia il bonifico<br>Spesso la somma è il minimo prestabilito</em></p>



<p><strong>L’attacco è un chiaro attacco alla società attuale</strong>. Al capitalismo? Ma diciamo pure al capitalismo.</p>



<p>Non so se Glasond lavori nella finanza &#8211; questo fa immaginare con sul suo inseguire i numeri su schermo &#8211; o se si riferisca al fatto che senza numeri non si esiste, in questi tempi di bulimia di like, share e subscribe; ciò che è certo è che i boomer sono all’apice della catena alimentare e sono loro a mantenere in vita tutti coloro che boomer non sono, con un misero bonifico che gli consente a malapena di sopravvivere.</p>



<p><strong>Da notare come nel Paese che amiamo non esista un minimo prestabilito, in assenza di un salario minimo.</strong></p>



<p><em>Ci voglion gli uni contro gli altri e ci siete cascati<br>Vogliono scatenare la guerra tra neri e bianchi<br>Tu scrivi dal divano dal tuo telefonino<br>Perché c&#8217;hai avuto culo con il posto da postino<br>Sei come un cane a cui danno il contentino<br>Ti basta che vinca il tuo club preferito<br>Non bastano i soldi se sei povero di spirito</em></p>



<p>Ieratico come non mai, <strong>Glasond scrive un giambo più che una lettera</strong>. E nel suo giambo accusa i boomer (da intendersi in qualche forma come le classi dominanti) di volere una guerra tra poveri &#8211; tra neri contro bianchi (in tal senso le letture delle folli corse a 100 all’ora in terra emiliana sono perfette per questo tipo di guerra).</p>



<p>Chi dovremmo odiare, tendenzialmente, sta più in alto di noi.</p>



<p><em>Spendi duemila per un cane e poi non vuoi fare un figlio<br>Ci stanno i quarantenni a molestare in discoteca<br>Mentre a casa c&#8217;hanno una famiglia che li aspetta (Sei una merda)</em></p>



<p>Sembra di sentire Papa Francesco, ma qui è Francesco senza il Papa &#8211; quando nel 2024, nell&#8217;udienza alla delegazione The Economy of Francesco, diceva: “Vedo che ci sono alcuni bambini lì: è bello questo, i<strong>n una cultura dove si privilegia avere cagnolini o gatti e non bambini</strong>”.</p>



<p>Da quasi quarantenne (sono boomer o millennial?) che continua, quando può, ad andare al club pur con moglie e prole a casa, sento un discreto senso di colpa nel leggere le parole di Glasond &#8211; ma questo è il problema di essere maschio bianco eterosessuale nel 2026 &#8211; e poi non molestavo negli anni ’10 quando ero bello sguinzagliato, ancor meno penserei a farlo oggi. E non è una <em>excusatio non petita</em>, giuro.</p>



<p><em>Vi vedo, vi piangete addosso per una bolletta<br>Procedono a votare per chi li ha portati in guerra<br>Chiedete a noi miracoli, di fare sacrifici<br>In Costituzione aumentare lavoratrici<br>Un pezzo di carta è più importante dell&#8217;Italia</em></p>



<p>Qui entra in gioco il Glasond più politico.</p>



<p>Attacchi a chi piange povertà e vota chi li ha impoveriti con politiche suicide (non facciamo nomi &#8211; anche perché pressoché tutto l’arco parlamentare ha deciso che siamo un Paese a cui piace la guerra, anche laddove non ci porta alcun beneficio. E in assoluto <strong>la guerra è bella anche se fa male può essere solo uno splendido verso di un altro Francesco, non la realtà dei fatti</strong>) e un attacco, immagino, alla Costituzione, divenuta in alcuni casi più un feticcio che altro.</p>



<p><em>Raccomandati fan convegni sulla mafia<br>Vi strapperanno dalle mani i vostri figli e voi muti<br>Generazioni senza palle, la metà sono cornuti<br>Il giorno che soffri la fame vediamo se poi giudichi<br>Stai con la lingua sul culo delle banche e dei giudici<br>Siete quattro boomerazzi che se la spassano a trans<br>Si mangiano l&#8217;Italia in vacanza a Lloret de Mar<br>Non accetto i consigli di chi al polso ha un Audemars<br>E manco da un boomer fallito che si ubriaca nel bar</em></p>



<p>Qui le accuse si fanno più generiche ma frattanto  personali. E non si salva tendenzialmente nessun boomer, né quello che va a trans, né quello che va in vacanza in Costa Brava, né chi si compra orologi dal costo spropositato, né quelli che si dedicano al bere (che, ricordiamo, vincerà sul male).</p>



<p><em>In strada, se ti difendi, brutta notte in galera<br>Ogni scusa è buona per farti mangiare la merda<br>Difendete i valori, ma avete svuotato la chiesa<br>Perché una slot machine è più importante di una messa<br>Tu sei andato in pensione a cinquant&#8217;anni<br>Tu hai eletto solamente criminali<br>Tu hai svenduto i tuoi valori culturali<br>Non mi rompere i coglioni, c&#8217;ho vent&#8217;anni</em></p>



<p>Tra un attacco ai ludopatici e uno all’impossibilità di difendersi legittimamente (laddove dovrebbe essere, ahinoi, lo Stato stesso a farlo) arrivano le accuse più dirette &#8211; in seconda persona:</p>



<p>Il boomer maledetto è quello che è andato in pensione giovane (<strong>abbiamo fatto nostra l’idea che a 50 anni si sia ancora giovani</strong>) quando noialtri la pensione non la vedremo mai; è quello che ha votato esponenti politici quantomeno rivedibili (uso io un eufemismo); è quello che ha svenduto i valori culturali del Bel Paese (sebbene io sia convinto che quella sia colpa del berlusconismo culturale &#8211; quello che ci ha sminchiato il cervello dagli anni ’80).</p>



<p>E quando sembra tutto finito, con una chiusura che sembra un grido liberatorio &#8211; un po’ come la fine di <em>7 miliardi</em> di Massimo Pericolo &#8211; con un colpo di genio</p>



<p>“Ah, anzi, devo aggiungere una cosa”</p>



<p>prosegue con altre dodici barre.</p>



<p><em>Non me ne frega un cazzo di come era ai tuoi tempi<br>Facciamo meno figli perché cancelliamo i generi<br>Vogliamo uomini truccati e donne nei cantieri<br>E figli sistemati facendo i carabinieri<br>E bambini educati solo ad essere degeneri<br>Danno colpe alle donne ma sono i primi a essere indegni<br>Divorziano, fanno le corna dopo due mesi<br>Chissà perché i figli poi sono depressi</em></p>



<p>Glasond prosegue quindi con un attacco (che per qualcuno sarà un po’ <em>boomerish</em> &#8211; c’è sempre qualcuno che è meno boomer di te) ai tempi attuali &#8211; un <em>topos</em> classico nella poetica del cosentino, da cui abbiamo appreso anche una possibile soluzione rieducativa (un Erasmus pluriennale in Dagestan).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="DAGESTAN" width="1333" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/6RvReWOyeoo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Viviamo in assoluto in tempi promiscui, ma accusare il singolo &#8211; mi permetto &#8211; è vedere il dito e non la luna: quanta colpa può avere il singolo che fa le corna dopo due mesi (che non si fa, nonnò, non si fa) quando<strong> la società è così sessualizzata e basta aprire un fottuto social</strong> &#8211; un fottuitissimo social &#8211; <strong>per avere due minnazze sparate in faccia?</strong></p>



<p><em>I boomer sono i tre quarti del popolo se ci pensi<br>Mi hanno rotto tre quarti di minchia con gli interessi<br>Magari iniziano a puntare il dito contro sé stessi</em></p>



<p>Ed eccoci qui, ad un passo dalla chiusura vera di questa lettera aperta. Un passo in cui il Nostro chiarisce una volta per tutti chi sono questi fantomatici boomer. Siamo tutti. Sono anche io, porca la troia. Cosa dobbiamo fare? La prossima volta voglio una <em>pars costruens</em> (che altrove s’era vista &#8211; vorrei solo che maschi e femmine si volessero di nuovo bene).</p>



<p><em>Distinti saluti, Francesco, arrivederci.</em></p>



<p>Ciao Francesco, alla prossima.</p>



<p>(Rimango solo con un quesito: <strong>non si fanno figli per colpa dei cani o per colpa della fluidità?</strong>)</p>
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		<title>Tutti Fenomeni tra Kid Yugi e Fulminacci: prossima fermata Sanremo (per vendicare il Maestro)</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/tutti-fenomeni-tra-kid-yugi-e-fulminacci-prossima-fermata-sanremo-per-vendicare-il-maestro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[R.D.V.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 09:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi tempi di reaction e di personaggi che basta che hanno la bocca devono opinare, più volte avrei voluto sedermi e mettermi a scrivere qualche recensione (un tempo le si chiamava così, le reaction) sui molteplici prodotti culturali più o meno interessanti usciti nelle scorse settimane. Poi ho evitato, pensando che magari lo farò ... <a title="Tutti Fenomeni tra Kid Yugi e Fulminacci: prossima fermata Sanremo (per vendicare il Maestro)" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/tutti-fenomeni-tra-kid-yugi-e-fulminacci-prossima-fermata-sanremo-per-vendicare-il-maestro/" aria-label="Per saperne di più su Tutti Fenomeni tra Kid Yugi e Fulminacci: prossima fermata Sanremo (per vendicare il Maestro)">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questi tempi di reaction e di personaggi che basta che hanno la bocca devono opinare, più volte avrei voluto sedermi e mettermi a scrivere qualche recensione (un tempo le si chiamava così, le reaction) sui molteplici prodotti culturali più o meno interessanti usciti nelle scorse settimane.</p>



<p>Poi ho evitato, pensando che magari lo farò in futuro, o magari non lo farò mai; magari mi metterò anche io a fare le reaction, sebbene non abbia i capelli da deficiente ad un&#8217;età non opportuna (l&#8217;età non opportuna in compenso c&#8217;è tutta) né tatuaggi in vista &#8211; nemmeno uno con su scritto &#8220;osservazione&#8221;.</p>



<p><strong>Avrei voluto scrivere dell&#8217;EP di Tutti Fenomeni</strong>, il cui unico difetto è che giunge in questi tempi grami di longevità zero e per questo non verrà ricordato come non viene ricordato niente (o quantomeno non ricordo io, che dimentico tutto dimentico tutti).</p>



<p>Forse in realtà ci vorrebbe solo una pandemia, ché durante la pandemia ho ascoltato Merce Funebre (il sorprendente disco d&#8217;esordio di TF) e m&#8217;è rimasto impresso &#8211; e anche la mia non italica metà né ricorda suoni e in parte versi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutti Fenomeni piace a tutti come Bob Marley</h2>



<p>Ma al di là dell&#8217;album che non recensirò mai (e rientrerà nell&#8217;infinita lista di cose che non farò mai), una cosa che m&#8217;ha colpito di Tutti Fenomeni recentemente è la sua presenza come featuring in due album quasi antitetici &#8211; <strong>da un lato Kid Yugi, dall&#8217;altro lato Fulminacci</strong>. </p>



<p>Da un lato rap hardcore, dall&#8217;altro indie capitolina (se non doveste essere d&#8217;accordo con le categorie, ricordo che nel postmoderno le categorie sono roba sorpassata).</p>



<p>E in altri gli album (entrambi meritevoli di recensione a loro volta) c&#8217;è Giorgio Quarzo Guarascio aka Tutti Fenomeni.</p>



<p>Ma se nel caso della traccia con Kid Yugi non m&#8217;ha entusiasmato probabilmente anche per le alte aspettative suscitate da entrambi gl aritisti (sebbene il risultato finale sia meglio di quello della traccia con Anna) m&#8217;è piaciuto ben più nella traccia con Fulminacci</p>



<p><em>Un no ascetico è meglio di un sì mondano<br>Resto a casa a guardare Montalbano.</em></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Mitomani (con Tutti Fenomeni)" width="1333" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/imJZ6WVWt2c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p><em>Un no ascetico è meglio di un sì mondano</em></p>



<p>Dovrebbe essere il mio mantra, dovrebbe essere il mantra di una intera generazione (laddove una parte ha già optato per rimanere a casa &#8211; non necessariamente a vedere Montalbano).</p>



<p>E mentre ascoltavo questa frase ad effetto, quell&#8217;effetto che è un po&#8217; la cifra stilistica del Quarzo Guarascio e che ricorda fortemente il Maestro mio conterraneo a volte citato dal Quarzo Guarascio, <strong>mi chiedevo se non sia il tempo di portarlo a Sanremo</strong> &#8211; questo Sanremo anni &#8217;20 che pesca dappertutto, sebbene pare ci voglia la spinta delle mayor o dei grossi numeri sul web.</p>



<p>Per farlo diventare un po&#8217; più mainstream. Per elevare il Bel Paese.</p>



<p>Per fargli raggiungere la gloria nazionalpop. Per fargli vincere anche a lui il Premio della Critica &#8220;Mia Martini&#8221;.</p>



<p>E per vendicare proprio il Maestro che il Festival lo vinse ma solo come autore.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Alice - Per Elisa" width="1333" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/Yv3wl1uadXI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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		<title>“Pedigree”: il debutto dei BLUEYE! nasce come una scena cinematografica</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/pedigree-il-debutto-dei-blueye-nasce-come-una-scena-cinematografica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 09:41:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Pedigree”, singolo d’esordio dei BLUEYE!, racconta un incontro inatteso in un contesto mondano, tra R&#38;B elegante e narrazione visiva. Pedigree si apre su un’immagine precisa: un evento mondano, luci controllate, volti che si incrociano senza davvero fermarsi. È in questo contesto che prende forma il singolo d’esordio dei BLUEYE!, uscito il 16 gennaio 2025 per ... <a title="“Pedigree”: il debutto dei BLUEYE! nasce come una scena cinematografica" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/pedigree-il-debutto-dei-blueye-nasce-come-una-scena-cinematografica/" aria-label="Per saperne di più su “Pedigree”: il debutto dei BLUEYE! nasce come una scena cinematografica">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>“Pedigree”, singolo d’esordio dei BLUEYE!, racconta un incontro inatteso in un contesto mondano, tra R&amp;B elegante e narrazione visiva.</strong></p>



<p><em>Pedigree</em> si apre su un’immagine precisa: un evento mondano, luci controllate, volti che si incrociano senza davvero fermarsi. È in questo contesto che prende forma il singolo d’esordio dei <strong>BLUEYE!</strong>, uscito il 16 gennaio 2025 per Lost Music. Un brano R&amp;B dall’impianto elegante, attraversato da leggere influenze trap, che lavora più sull’atmosfera che sull’urgenza.</p>



<p>Il racconto è lineare, quasi trattenuto. Un fotografo e un’attrice famosa si ritrovano nello stesso luogo dopo dieci anni, durante una serata che dovrebbe essere solo di rappresentanza. Uno sguardo, breve ma sufficiente a riattivare un passato condiviso. <em>Pedigree</em> costruisce questa dinamica come una scena isolata, senza spiegazioni aggiuntive, lasciando che il peso emotivo emerga dal contesto più che dalle parole.</p>



<p>L’idea dichiarata dal collettivo è quella di “mettere in musica una scena cinematografica”, e il brano segue coerentemente questa impostazione. Anche il trattamento sonoro è funzionale alla narrazione: il contesto musicale resta volutamente patinato e ovattato, lo stesso che circonda i protagonisti della storia. Non c’è ricerca di contrasto, ma coerenza tra ambiente, suono e racconto.</p>



<p>Questa scelta si riflette anche nella dimensione visiva del progetto. Il lancio del singolo è stato accompagnato da una serie di clip social che non promuovono la canzone in senso tradizionale, ma ne ampliano l’universo narrativo. Brevi frammenti visivi che mostrano scorci della serata, come se <em>Pedigree</em> fosse solo una parte di un racconto più ampio, costruito per immagini successive.</p>



<p>I BLUEYE! spiegano apertamente questa esigenza: la canzone, da sola, non era sufficiente. Da qui la decisione di affiancarle immagini capaci di dare un volto alle emozioni, agli errori e alle fragilità dei personaggi. Non un videoclip unico e risolutivo, ma una sequenza di momenti che restano volutamente parziali.</p>



<p>In questo senso, <em>Pedigree</em> non è pensato come un episodio isolato. È il primo capitolo di una storia destinata a proseguire con un secondo brano, già annunciato, che completerà il percorso narrativo. Una struttura a due atti che chiarisce fin da subito l’impostazione del progetto: canzoni concepite come parti di un racconto, non come singoli autosufficienti.</p>



<p>Anche l’identità visiva segue questa linea. Il grande occhio azzurro che rappresenta il collettivo diventa il simbolo di uno sguardo che osserva e registra, mentre la definizione “schifosamente pop” funziona come dichiarazione ironica e diretta, più che come etichetta di genere.</p>



<p><em>Pedigree</em> resta quindi fedele alla sua natura: una scena, un incontro, un frammento narrativo. Il resto — la chiusura della storia (o forse solamente il sequel) — è rimandato al capitolo successivo.</p>
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		<title>Bruno Mars torna in Europa dopo quasi dieci anni (e c’è anche Milano): tutte le date</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/bruno-mars-torna-in-europa-dopo-quasi-dieci-anni-e-ce-anche-milano-tutte-le-date/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 15:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo una lunga assenza dai grandi tour internazionali, Bruno Mars è pronto a tornare davvero. Non con qualche apparizione mirata, non con un mini-tour selettivo, ma con una tournée globale che rimette l’Europa al centro del suo percorso artistico. The Romantic Tour segna il primo vero ritorno continentale dell’artista dopo quasi dieci anni, e lo ... <a title="Bruno Mars torna in Europa dopo quasi dieci anni (e c’è anche Milano): tutte le date" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/bruno-mars-torna-in-europa-dopo-quasi-dieci-anni-e-ce-anche-milano-tutte-le-date/" aria-label="Per saperne di più su Bruno Mars torna in Europa dopo quasi dieci anni (e c’è anche Milano): tutte le date">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo una lunga assenza dai grandi tour internazionali, <strong>Bruno Mars</strong> è pronto a tornare davvero. Non con qualche apparizione mirata, non con un mini-tour selettivo, ma con una tournée globale che rimette l’Europa al centro del suo percorso artistico. <em>The Romantic Tour</em> segna il primo vero ritorno continentale dell’artista dopo quasi dieci anni, e lo fa con una mappa chiara: grandi stadi, poche città chiave, zero tappe superflue.</p>



<p>Il tour accompagna l’uscita di <em>The Romantic</em>, nuovo album atteso il 27 febbraio e anticipato da un singolo in arrivo il 9 gennaio. Un disco che arriva dopo anni di silenzio discografico “tradizionale”, interrotti solo dalle residency di Las Vegas e dal progetto Silk Sonic con <strong>Anderson .Paak</strong>, che sarà presente anche in questa tournée come DJ Pee .Wee. Un dettaglio che dice molto dell’impronta sonora e dell’atmosfera che Mars vuole portare sul palco.</p>



<p>L’Europa entra in scena a giugno, con due date consecutive a Parigi, allo Stade de France. Da lì il tour attraversa alcune delle capitali musicali più simboliche del continente: Berlino, Amsterdam (con doppio appuntamento), Madrid e Londra, dove Bruno Mars riempirà Wembley per due sere di fila. </p>



<p>E poi c’è l’Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La data italiana: Milano, San Siro, 14 luglio</strong></h2>



<p>L’unica data italiana di <em>The Romantic Tour</em> è fissata per il 14 luglio 2026 allo Stadio San Siro di Milano. Una scelta netta, senza repliche né alternative. San Siro non è soltanto uno stadio: è un filtro. Chi lo sceglie sa di poter sostenere uno show pensato per decine di migliaia di persone, sa di avere un pubblico trasversale e fedele, e soprattutto sa di non dover spiegare nulla.</p>



<p>Il ritorno di Bruno Mars in Italia arriva in un momento in cui il pubblico è più abituato ai grandi eventi internazionali, ma resta significativo. Non è un’operazione nostalgica, né un omaggio ai fan della prima ora. È una tappa strategica dentro un’estate europea che non lascia spazio all’improvvisazione. Milano è lì perché deve esserci.</p>



<p>Dal punto di vista artistico, questa tournée sembra voler chiudere una fase. Dopo anni di controllo assoluto, di apparizioni calibrate e di lavoro quasi artigianale sul suono, Mars torna a esporsi nella forma più classica e rischiosa: il tour negli stadi. Con una band completa, una produzione importante e una scaletta che, inevitabilmente, metterà insieme il nuovo corso romantico e i brani che lo hanno reso uno degli entertainer più riconoscibili al mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bruno Mars – The Romantic Tour: tutte le date</strong></h2>



<p><strong>Nord America</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>10 aprile – Las Vegas, NV – Allegiant Stadium</li>



<li>14 aprile – Glendale, AZ – State Farm Stadium</li>



<li>18 aprile – Arlington, TX – Globe Life Field</li>



<li>22 aprile – Houston, TX – NRG Stadium</li>



<li>25 aprile – Atlanta, GA – Bobby Dodd Stadium at Hyundai Field</li>



<li>29 aprile – Charlotte, NC – Bank of America Stadium</li>



<li>2 maggio – Landover, MD – Northwest Stadium</li>



<li>6 maggio – Nashville, TN – Nissan Stadium</li>



<li>9 maggio – Detroit, MI – Ford Field</li>



<li>13 maggio – Minneapolis, MN – U.S. Bank Stadium</li>



<li>16 maggio – Chicago, IL – Soldier Field</li>



<li>20 maggio – Columbus, OH – Ohio Stadium</li>



<li>23 maggio – Toronto, ON – Rogers Stadium</li>



<li>24 maggio – Toronto, ON – Rogers Stadium</li>
</ul>



<p><strong>Europa</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>20 giugno – Parigi, Francia – Stade de France</li>



<li>21 giugno – Parigi, Francia – Stade de France</li>



<li>26 giugno – Berlino, Germania – Olympiastadion</li>



<li>4 luglio – Amsterdam, Paesi Bassi – Johan Cruijff ArenA</li>



<li>5 luglio – Amsterdam, Paesi Bassi – Johan Cruijff ArenA</li>



<li>10 luglio – Madrid, Spagna – Riyadh Air Metropolitano</li>



<li><strong>14 luglio – Milano, Italia – Stadio San Siro</strong></li>



<li>18 luglio – Londra, Regno Unito – Wembley Stadium</li>



<li>19 luglio – Londra, Regno Unito – Wembley Stadium</li>
</ul>



<p><strong>Nord America (seconda parte)</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>21 agosto – East Rutherford, NJ – MetLife Stadium</li>



<li>22 agosto – East Rutherford, NJ – MetLife Stadium</li>



<li>29 agosto – Pittsburgh, PA – Acrisure Stadium</li>



<li>1 settembre – Philadelphia, PA – Lincoln Financial Field</li>



<li>5 settembre – Foxborough, MA – Gillette Stadium</li>



<li>9 settembre – Indianapolis, IN – Lucas Oil Stadium</li>



<li>12 settembre – Tampa, FL – Raymond James Stadium</li>



<li>16 settembre – New Orleans, LA – Caesars Superdome</li>



<li>19 settembre – Miami, FL – Hard Rock Stadium</li>



<li>23 settembre – San Antonio, TX – Alamodome</li>



<li>26 settembre – Colorado Springs, CO – Falcon Stadium</li>



<li>2 ottobre – Inglewood, CA – SoFi Stadium</li>



<li>3 ottobre – Inglewood, CA – SoFi Stadium</li>



<li>10 ottobre – Santa Clara, CA – Levi’s Stadium</li>



<li>14 ottobre – Vancouver, BC – BC Place</li>
</ul>



<p></p>
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		<title>Se credi di stare invecchiando, non hai ancora visto il remake del video di I Want It That Way</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/se-credi-di-stare-invecchiando-non-hai-ancora-visto-il-remake-del-video-di-i-want-it-that-way/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[R.D.V.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 11:43:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>You are my fire / The one desire / Believe when I say / I want it that C&#8217;è bisogno di aggiungere altro? Non scriveremo, non adesso, non ancora una volta, di quanto quella estate del 1999 segnò le nostre vite &#8211; forse perché era l&#8217;ultima estate del millennio e più che moti millenaristici all&#8217;epoca ... <a title="Se credi di stare invecchiando, non hai ancora visto il remake del video di I Want It That Way" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/se-credi-di-stare-invecchiando-non-hai-ancora-visto-il-remake-del-video-di-i-want-it-that-way/" aria-label="Per saperne di più su Se credi di stare invecchiando, non hai ancora visto il remake del video di I Want It That Way">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>You are my fire / The one desire / Believe when I say / I want it that</p>
</blockquote>



<p>C&#8217;è bisogno di aggiungere altro?</p>



<p>Non scriveremo, non adesso, non ancora una volta, di quanto quella estate del 1999 segnò le nostre vite &#8211; forse perché era l&#8217;ultima estate del millennio e più che moti millenaristici all&#8217;epoca avevamo una discreta fiducia per il futuro (noi teen o giù di lì, quantomeno).</p>



<p>Faremo un breve recap di come <strong>i Backstreet Boys &#8211; con I Want That Way &#8211; travolsero l&#8217;industria musicale</strong>.</p>



<p>Scelto come primo singolo dell&#8217;album Millennium (al posto di Larger Than Life che fu lanciato solo in seguito) fu capace di paizzarsi al primo posto in oltre 25 Paesi (ivi compreso il nostro Bel Paese) &#8211; divenendo di fatto l&#8217;anthem del gruppo e in assoluto dell&#8217;universo boybandistico mondiale. </p>



<p>Nessuna canzone di una boy band (fenomeno di fine anni &#8217;90 come poc&#8217;altri) riuscirà a bissare il successo (tutti la sanno a memoria, tutti tranne chi mente). Segnò un&#8217;epoca, con tanto di parodie (indimenticabile quella dei Blink 182) e di piazzamento nella classifica delle 500 canzoni più importanti della storia di Rolling Stone (mica cazzi).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Backstreet Boys e il video di I Want It That Way (nel 1999 e 26 anni dopo)</h2>



<p>A fare epoca fu il video, dicevamo, ampiamente pariodiato e in heavy rotation in tutte le TV musicali dell&#8217;epoca (in Italia ai tempi MTV ospitata da ReteA, TMC2 e The Box &#8211; Music Television you control). Il video originale ha superato il miliardo di visualizzazioni su YouTube nel 2021, attestandosi al momento della scrittura del post oltre il miliardo e 600 milioni. (Bazzecole, eh)</p>



<p>Ebbene, 26 anni dopo i BSB hanno deciso di riproporre il remake del video. Nella stesa location, l&#8217;aeroporto di Los Angeles (sull&#8217;altra costa rispetto al luogo &#8211; Orlando, Florida &#8211; in cui nel 1993 iniziò tutto).</p>



<div style="border-left:4px solid #111; padding:14px 18px; margin:24px 0; background:#fafafa;">
  <h3 style="margin:0 0 10px 0;">
    Quanti anni hanno oggi i Backstreet Boys
  </h3>

  <p style="margin:0 0 6px 0;">
    <strong>AJ McLean</strong>, nato il 9 gennaio 1978, ha oggi <strong>47 anni</strong>.
  </p>

  <p style="margin:0 0 6px 0;">
    <strong>Howie Dorough</strong>, nato il 22 agosto 1973, ha oggi <strong>52 anni</strong>.
  </p>

  <p style="margin:0 0 6px 0;">
    <strong>Nick Carter</strong>, nato il 28 gennaio 1980, ha oggi <strong>45 anni</strong>.
  </p>

  <p style="margin:0 0 6px 0;">
    <strong>Kevin Richardson</strong>, nato il 3 ottobre 1971, ha oggi <strong>54 anni</strong>.
  </p>

  <p style="margin:0;">
    <strong>Brian Littrell</strong>, nato il 20 febbraio 1975, ha oggi <strong>50 anni</strong>.
  </p>
</div>



<p>Il bellissimo (con quel ciuffo <em>mamma mia</em>) e probabilmente più famoso Nick Carter, Howie Dorough, AJ McLean, Brian Littrell (che oggi fa musica cristiana e che ha una faccia da simpaticone con cui faremmo serata adesso) e Kevin Richardson tornano sul luogo del delitto (della strage di cuori fatta a suo tempo).</p>



<p>Che effetto fanno? Sospendiamo il giudizio &#8211; prima di chiudere con la cit. di un&#8217;altra gloriosa canzone.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Backstreet Boys - I Want It That Way (2025 Version)" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/VVB6FI8QTFg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Il tempo passa per tutti lo sai, nessuno indietro lo riporterà (neppure noi)</p>
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		<item>
		<title>Maria Maria degli Articolo 31 è una cover? La figuraccia di Casciari (che non azzecca nemmeno il nome)</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/maria-maria-degli-articolo-31-e-una-cover-la-figuraccia-di-casciari-che-non-azzecca-nemmeno-il-nome/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 16:43:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ohi Maria degli Articolo 31 rappresenta un esplicito tributo ad una canzone di Lara Saint Paul, artista italo-eritrea. Dopo 30 anni scoprire che &#8220;Maria Maria&#8221; degli Articolo 31 è una cover fa crollare tutte le certezze della vita &#8211; recita così la didascalia di un video postato Mauro Casciari (o da chi per lui) sul ... <a title="Maria Maria degli Articolo 31 è una cover? La figuraccia di Casciari (che non azzecca nemmeno il nome)" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/maria-maria-degli-articolo-31-e-una-cover-la-figuraccia-di-casciari-che-non-azzecca-nemmeno-il-nome/" aria-label="Per saperne di più su Maria Maria degli Articolo 31 è una cover? La figuraccia di Casciari (che non azzecca nemmeno il nome)">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ohi Maria degli Articolo 31 rappresenta un esplicito tributo ad una canzone di Lara Saint Paul, artista italo-eritrea.</strong></p>
<p><strong>Dopo 30 anni scoprire che &#8220;Maria Maria&#8221; degli Articolo 31 è una cover fa crollare tutte le certezze della vita</strong> &#8211; recita così la didascalia di un video postato Mauro Casciari (o da chi per lui) sul suo profilo Facebook.</p>
<p>La descrizione del video, ci va ancora più pesante: &#8220;Ci sono cose che non andrebbero scoperte, ma volte ci sbatti contro e ti chiedi come sia stato possibile. Perché ci hanno ingannato per trent’anni? Perché non c’è scritto da nessuna parte, perché non c’è scritto grosso sul disco, sul CD che custodisco gelosamente da sei lustri nella mia discoteca? Questo non dovevate farmelo Articolo 31, avete minato la mia adolescenza. Trovo scardinate oggi le basi sulla quale ho costruito la mia personalità, le mie tensioni, le mie convinzioni. È tutto finito&#8221;.</p>
<p>Ebbene, il video è diventato presto virale &#8211; ma i commenti che ha attirato non sono esattamente positivi (sebbene sul web basta far parlare per avere un risultato apprezzabile).</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1264272475466967%2F&amp;show_text=true&amp;width=267&amp;t=0" width="267" height="591" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h2>Maria Maria degli Articolo 31 è un cover? Un plagio? Cos&#8217;è?</h2>
<p>Prima di fare chiarezza, atteniamoci ai commenti</p>
<p>Non è una cover ma una citazione nel ritornello, come parecchie canzoni rap. Gli stessi Articolo hanno citato Disperato erotico stomp alla fine di L&#8217;Impresa eccezionale, Gianna in Così e cosà e altre. Tralasciando gli Articolo c&#8217;è I&#8217;ll be missing you che cita i Police parlando di quella più famosa. Nell&#8217;ultimo album Fibra apre il disco con L&#8217;avvelenata di Guccini, di cui ha preso l&#8217;inizio. La cover è prendere l&#8217;intera canzone.</p>
<p>Francamente la citazione mi è sempre arrivata chiara. Non so se fossero tenuti a specificarla in copertina o nei crediti. Gli Articolo 31 utilizzano questa tecnica da sempre. Il mio mondo è ancora solido. Le certezze non sono crollate</p>
<p>Per fortuna che lavori in radio. Ma studiare la storia degli articolo che campionavano tracce famose come la maggior parte di chi fa rap no? Quanta pochezza Casciari&#8230;</p>
<p>Ebbene, Casciari (o il suo SMM) può prendere appunti.</p>
<p>E sarebbe d&#8217;altra parte bastata una ricerca online per scoprire che anche sulla pagina Wikipedia della canzone (che per altro si chiama Ohi Maria e non Maria Maria) per scoprire che è scritto in maniera discretamente esplicita:</p>
<p><strong>Il ritornello è costruito su campionamenti del brano Ohi Maria di Lara Saint Paul.</strong></p>
<p>Insomma, se non una gaffe una svista abbastanza evidente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/maria-maria-degli-articolo-31-e-una-cover-la-figuraccia-di-casciari-che-non-azzecca-nemmeno-il-nome/">Maria Maria degli Articolo 31 è una cover? La figuraccia di Casciari (che non azzecca nemmeno il nome)</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
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		<title>Cosa ne è dei Coma Cose dopo la separazione? Tra progetti solisti e silenzio</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/cosa-ne-e-dei-coma-cose-dopo-la-separazione-tra-progetti-solisti-e-silenzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 14:06:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Coma Cose, che fine hanno fatto dopo la separazione? Da Fausto già in studio a California sparita dai social: il punto sulla nuova fase post-duo. Per chi li ha seguiti davvero – non soltanto nelle settimane sanremesi, ma nel loro modo di vivere la musica quasi come un’estensione del quotidiano – la rottura dei Coma ... <a title="Cosa ne è dei Coma Cose dopo la separazione? Tra progetti solisti e silenzio" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/cosa-ne-e-dei-coma-cose-dopo-la-separazione-tra-progetti-solisti-e-silenzio/" aria-label="Per saperne di più su Cosa ne è dei Coma Cose dopo la separazione? Tra progetti solisti e silenzio">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Coma Cose, che fine hanno fatto dopo la separazione? Da Fausto già in studio a California sparita dai social: il punto sulla nuova fase post-duo.</strong></p>
<p>Per chi li ha seguiti davvero – non soltanto nelle settimane sanremesi, ma nel loro modo di vivere la musica quasi come un’estensione del quotidiano – la rottura dei Coma Cose non è stata un fulmine a ciel sereno. È sembrata più un rallentamento fisiologico, un cambio di passo, quel momento in cui capisci che un equilibrio così particolare, così costruito a due voci, inizia a scricchiolare (per cedere definitivamente, dopo gli scricchiolii del passato poi rientrati). Eppure, la storia di Fausto Lama e California resta una delle più singolari degli ultimi anni: un incontro artistico nato quasi per caso, trasformato in un duo capace di unire pop, cantautorato, elettronica e storytelling sentimentale.</p>
<p>Il grande pubblico li scopre davvero a Sanremo. Nel 2021 portano <strong>“Fiamme negli occhi”</strong>: un brano che, al di là della gara, funziona come dichiarazione d’intenti. Un amore musicale e privato esposto senza filtri, con quell’equilibrio tra intimità e ironia che era già diventato la loro cifra. Tornano nel 2023 con <strong>“L’addio”</strong>, un ritorno inaspettato e in qualche modo profetico: un brano maturo, più consapevole, capace di portare a casa il premio &#8220;Sergio Bardotti&#8221; per il miglior testo. Durante quell’edizione, per molti, si intravede una tensione diversa, uno sguardo meno fuso rispetto al passato. Ma in realtà poi ci sarà anche la terza partecipazione, quest&#8217;anno, con <strong>&#8220;Cuoricini&#8221;</strong>, destinata a diventare una vera e propria hit quasi ricchepoveresca.</p>
<p>Poi, nemmeno troppo tempo fa, il concerto di piazza a Sortino, nel siracusano, il 10 settembre. L’ultimo vero momento condiviso sul palco, quello in cui – raccontano alcuni presenti che ne hanno scritto sui social – si percepiva che la sintonia non era più quella di un tempo. Non c’è stato un annuncio immediato, niente dichiarazioni post-live, solo la sensazione che quello sarebbe stato un punto e a capo. La conferma ufficiale, infatti, giunge solo il 6 ottobre: un post asciutto, elegante, con quella frase destinata a restare nella memoria dei fan. &#8220;L’amore si trasforma ed è stato così anche per il nostro, saremo sempre qualcosa di speciale e irripetibile&#8221;.</p>
<p>Tradotto:<strong> non cancelliamo quello che siamo stati, ma adesso abbiamo bisogno di spazio</strong>.</p>
<p>Da quel momento le strade iniziano già a separarsi in modo netto. Il profilo Instagram di California – Francesca Mesiano – resta immobile. Nessun aggiornamento, nessuna dichiarazione, nessuna traccia musicale che lasci immaginare un progetto solista imminente. Un silenzio che può voler dire molte cose: riflessione, pausa voluta, o semplicemente la necessità di restare fuori dal rumore per un po’. <strong>Non è un mistero che California, anche nei momenti di grande esposizione, sia sempre stata quella più riservata</strong>, quella che lascia parlare la musica e si sottrae volentieri agli aggiornamenti compulsivi.</p>
<p>Fausto Lama, invece, si muove diversamente. Pochi giorni dopo la comunicazione ufficiale, pubblica una storia che dice già tutto: &#8220;Faccio musica nuova&#8221;. E non un post qualunque, ma direttamente dallo studio. Segno che la sua fase solista, come confermato da diverse testate, non solo è iniziata, ma probabilmente era già in moto dietro le quinte (d&#8217;altra parte in passato aveva già scritto e cantato, <a href="https://www.nonsolo.tv/2021/01/19/chi-sono-i-coma_cose-biografia-e-curiosita-del-gruppo-rap-indie/" target="_blank" rel="noopener">con il nickname di Edipo</a>).</p>
<p><span style="font-size: inherit; font-family: -apple-system, system-ui, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Helvetica, Arial, sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol';">Ora la traiettoria sembra chiara: Fausto sta cercando (sta ripescando) una sua identità autonoma, senza per forza rinnegare la storia dei Coma Cose.</span></p>
<p>La domanda è: in che direzione andrà? Difficile dirlo. <strong>Potrebbe recuperare certe radici rap che negli anni aveva messo da parte; oppure rimanere su un pop più strutturato, quello che nei Coma Cose aveva funzionato così bene</strong>. Quel che è certo è che non avrà difficoltà a ritagliarsi uno spazio: la scrittura c’è, la visione anche, e la voglia di ripartire sembra più che evidente.</p>
<p><strong>Di California, per ora, niente. Silenzio totale</strong>. Ed è un silenzio che pesa, perché negli anni ha dimostrato di essere molto più di “l’altra metà del duo”: la sua estetica, la sua voce, il suo modo di stare sul palco hanno inciso eccome. Non resta che attendere. E, nel frattempo, accettare che i Coma Cose siano diventati quello che avevano promesso nel post: qualcosa di speciale, sì, ma anche qualcosa che appartiene al passato.</p>
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		<title>X Factor 2025: gli inediti più ascoltati su Spotify e chi potrebbe vincere</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/x-factor-2025-gli-inediti-piu-ascoltati-su-spotify-e-chi-potrebbe-vincere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Katia Di Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 07:33:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La semifinale di X Factor 2025 ha confermato quanto questa edizione sia una delle più variegate e imprevedibili degli ultimi anni. La puntata del 27 novembre 2025 ha definito i nomi dei finalisti, ma soprattutto ha mostrato un dato ormai fondamentale: sono gli streaming su Spotify a guidare il vero termometro del successo. Mentre i ... <a title="X Factor 2025: gli inediti più ascoltati su Spotify e chi potrebbe vincere" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/x-factor-2025-gli-inediti-piu-ascoltati-su-spotify-e-chi-potrebbe-vincere/" aria-label="Per saperne di più su X Factor 2025: gli inediti più ascoltati su Spotify e chi potrebbe vincere">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>semifinale di X Factor 2025</strong> ha confermato quanto questa edizione sia una delle più variegate e imprevedibili degli ultimi anni. La puntata del 27 novembre 2025 ha definito i nomi dei finalisti, ma soprattutto ha mostrato un dato ormai fondamentale: <strong>sono gli streaming su Spotify a guidare il vero termometro del successo</strong>.</p>
<p>Mentre i giudici si sono divisi sulle scelte artistiche, tensioni da ballottaggio e performance, fuori dallo studio è il pubblico digitale a parlare con chiarezza. E i numeri premiano un nome su tutti: <strong>EroCaddeo</strong>, giovane artista di origini sarde ma nato a Modena.</p>
<h3>X Factor 2025: le canzoni più ascoltate su Spotify</h3>
<p>L’inedito più forte della semifinale — e dell’intera edizione — è senza dubbio <strong>“Punto” di EroCaddeo</strong>. Il brano, pubblicato subito dopo la puntata, ha conquistato rapidamente migliaia di ascolti, entrando nelle playlist editoriali e stabilizzandosi nelle classifiche italiane. È la canzone che sta performando meglio su Spotify, con un trend di crescita costante che lo posiziona come <strong>potenziale vincitore “commerciale” del programma</strong>.</p>
<p>Gli altri semifinalisti mantengono risultati solidi, anche se meno esplosivi:</p>
<ul>
<li><strong>“Sicilia Bedda” – Delia</strong>: brano nostalgico in lingua siciliana e sorprendentemente condiviso sui social, con un incremento stabile di ascolti giorno dopo giorno.</li>
<li><strong>“Barche di Carta” – tellynonpiangere</strong>: una delle sorprese dell’edizione, molto apprezzata dal pubblico più giovane.</li>
<li><strong>“Tatuaggi” – Tomasi</strong>: il più radiofonico del gruppo, continua a raccogliere stream grazie a un sound moderno.</li>
<li><strong>“Cento ragazze” – Rob</strong>: un brano pop punk che non esplode, ma convince.</li>
<li><strong>“Neve sporca” – PierC</strong>: cresce lentamente, sostenuto da una fanbase piccola ma molto fedele.</li>
</ul>
<p>Il punto chiave è chiaro: <strong>gli ascolti in streaming stanno diventando decisivi quanto le performance live</strong>.</p>
<h3>Live contro digitale: chi ha convinto davvero</h3>
<p>La semifinale ha messo in luce un aspetto ormai centrale per X Factor: <strong>la musica non vive solo sul palco</strong>, e un artista che funziona negli streaming dimostra di poter reggere il mercato reale.</p>
<p>EroCaddeo, forte del suo percorso e del successo di “Punto”, ha un vantaggio competitivo enorme. Tuttavia, Rob ha mostrato un&#8217;identità artistica solida che potrebbe sorprendere durante la finale, così come Delia, che si è esibita anche in italiano, uscendo fuori dalla sua comfort zone. A sorpresa, anche il giovane Tomasi potrebbe stupire e varcare la soglia del podio.</p>
<h3>Verso una finale più aperta che mai</h3>
<p>X Factor 2025 entra nella sua fase decisiva con numeri chiari: <strong>“Punto” è il brano più ascoltato, un su</strong>ccesso su Spotify potrebbe anticipare il verdetto della finalissima. Ma X Factor insegna che nulla è scontato: il voto live, l’emozione della diretta e l’ultima performance potrebbero ancora ribaltare tutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ornella Vanoni, le canzoni della Mala e il gangsta rap prima del gangsta rap</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/ornella-vanoni-le-canzoni-della-mala-e-il-gangsta-rap-prima-del-gangsta-rap/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 18:42:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli esordi di Ornella Vanoni tra Piccolo Teatro e canzoni della Mala: un falso storico diventato mito e sorprendente antenato del gangsta rap. Se n&#8217;è andata a 91 anni Ornella Vanoni, una delle più belle voci della musica italiana. Ne abbiamo parlato per le sue frasi iconiche, per quella lingua affilata che non ha mai ... <a title="Ornella Vanoni, le canzoni della Mala e il gangsta rap prima del gangsta rap" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/ornella-vanoni-le-canzoni-della-mala-e-il-gangsta-rap-prima-del-gangsta-rap/" aria-label="Per saperne di più su Ornella Vanoni, le canzoni della Mala e il gangsta rap prima del gangsta rap">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gli esordi di Ornella Vanoni tra Piccolo Teatro e canzoni della Mala: un falso storico diventato mito e sorprendente antenato del gangsta rap.</strong></p>
<p>Se n&#8217;è andata a 91 anni <strong>Ornella Vanoni</strong>, una delle più belle voci della musica italiana. <a href="https://www.nonsolo.tv/2025/11/22/ornella-vanoni-le-frasi-ironiche-alcune-diventate-meme-della-signora-della-musica-italiana/">Ne abbiamo parlato per le sue frasi iconiche</a>, per quella lingua affilata che non ha mai conosciuto pensionamento, ma qui voglio ricordarla per ciò che spesso resta sullo sfondo: i suoi esordi. Erano i primi anni ’50 quando si avvicinò al mondo dell’arte, al palco, attraverso la recitazione. Iniziò alla scuola del <strong>Piccolo Teatro di Milano</strong>, per poi diventare poco dopo compagna del direttore di quel teatro, l’iconico – e oggi sorprendentemente ignoto a certe nuove generazioni (<em>if you know who I am referring to</em>) – Giorgio Strehler.</p>
<p>Da lì partì un percorso che l’avrebbe portata non solo a diventare una delle interpreti più raffinate della canzone italiana, ma anche la voce simbolo di un repertorio destinato a restare nella storia: le canzoni della Mala.</p>
<h2>Le canzoni della Mala: un falso storico diventato leggenda</h2>
<p>Quelle che per anni abbiamo chiamato “canzoni della Mala” non erano, in realtà, autentici canti popolari di malavita. Erano piuttosto un repertorio costruito a tavolino, un’operazione teatrale e musicale ideata tra il 1957 e il 1959 da Giorgio Strehler insieme a Fiorenzo Carpi, Gino Negri e Dario Fo, tutti gravitanti attorno al Piccolo Teatro di Milano. Brani che raccontavano storie di furfanti, carcerati, sbirri, malfattori, balordi, minatori, con quell’estetica ruvida e notturna che suggeriva un’origine spontanea, quasi “di strada”.</p>
<p><strong>La giovane Vanoni, iscritta alla scuola del Piccolo, fu scelta per interpretarli durante gli intervalli di uno spettacolo teatrale</strong>. Fu un banco di prova e insieme un colpo di teatro: la sua voce, così intensa e scura, diede credibilità assoluta a quell’universo narrativo. Strehler arrivò persino a raccontare di aver trovato vecchi spartiti dimenticati in un cassetto, alimentando il mito di un repertorio popolare riscoperto per caso. La verità emerse presto: erano brani originali, scritti apposta, finti canti popolari spacciati per tradizione.</p>
<p>Eppure, proprio questo falso storico si trasformò in uno dei momenti più potenti della nostra canzone.</p>
<h2>Storytelling criminale: dalla mala al microfono</h2>
<p>Cosa vi ricorda tutta questa storia?</p>
<p>Come non pensare al gangsta rap italiano – che pure negli anni s’è avvicinato effettivamente ad ambienti di mala, pur essendo all’inizio puro storytelling o giù di lì?</p>
<p>Oggi è difficile dubitare della street credibility di molti che fanno questo genere, ma un tempo non era così: i primi “credibili” sono stati probabilmente i componenti dell’ODEI di Roma, sebbene i primi ad offrire contenuti gangsta siano stati verosimilmente i Club Dogo.</p>
<p><strong>I Club Dogo, guarda caso, di Milano</strong>. La stessa città che aveva visto nascere le canzoni della Mala di Ornella Vanoni. E con un componente della Dogo Gang, Marracash, quella connessione simbolica si è fatta perfino reale, intrecciando generazioni, linguaggi e malinconie.</p>
<p>Nel giorno della morte di Ornella Vanoni, la musica si è unita nel ricordare uno dei pilastri della canzone italiana. Tra gli artisti che hanno voluto omaggiarla anche Marracash, che ha scritto sui social un semplice ma eloquente: “Ciao amica mia”.</p>
<p>Era già diventato virale un video di una puntata del podcast 2046, con Fabio Fazio e Ornella Vanoni ospiti, in cui le veniva ricordato il suo “debole” per il rapper di origini siciliane. Lei, con la solita ironia che oscillava tra verità e teatro, rispondeva senza filtri: lo trovava un gran figo, e ammetteva che, con qualche anno in meno, non avrebbe disdegnato altro che una chiacchierata.</p>
<p>E non erano solo parole. <strong>Nel 2023 Vanoni era stata davvero invitata a cena da Marracash</strong>. Seduti uno di fronte all’altra, Ornella aveva confessato che se fosse stata più giovane ci avrebbe provato sul serio, salvo poi aggiungere, con lucidità quasi spietata: “Ma non saremmo andati d’accordo, perché vado in tristezza anche io. Triste tu, triste io, un disastro”.</p>
<p>Una frase che racconta più di mille aggettivi la profondità emotiva di questa donna e la sua capacità di riconoscere nell’altro una stessa fragilità, lo stesso buio poetico.</p>
<p>Marracash l’aveva inoltre anche citata nel suo 64 Bars &#8217;64 barre di vittoria&#8217;, inserendola nel suo immaginario come una figura familiare (“Quando si stacca dalle riunioni fumo una canna con la Vanoni” &#8211; era la rima con chiudeva le sue barre).</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/amSI4-YIuBE?si=jgxz67PdX6P_ZgXK" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h2></h2>
<p><strong>Con Ornella Vanoni, insomma, se ne va qualcosa che somiglia a una madre putativa del gangsta rap italiano.</strong> Non per intenzione, ma per eredità culturale. Perché quelle canzoni della Mala rappresentano, a tutti gli effetti, il gangsta storytelling prima che il gangsta storytelling diventasse un genere codificato.</p>
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