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	<title>Personaggi Archivi - NonSolo.TV</title>
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	<description>TV, personaggi e storie tra nostalgia, curiosità e cultura pop</description>
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	<title>Personaggi Archivi - NonSolo.TV</title>
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		<title>Quanto guadagna Mauro Corona? Il cachet in TV e i numeri dei suoi libri</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/quanto-guadagna-mauro-corona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 08:08:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mauro Corona è uno scrittore, scultore e alpinista che il pubblico televisivo ha imparato a conoscere anche attraverso i suoi interventi nei programmi di Bianca Berlinguer. Un personaggio dal passato particolare, con una carriera che precede di parecchio i battibecchi davanti alle telecamere. Ma quanto guadagna per le sue partecipazioni televisive? E quanto hanno venduto ... <a title="Quanto guadagna Mauro Corona? Il cachet in TV e i numeri dei suoi libri" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/quanto-guadagna-mauro-corona/" aria-label="Per saperne di più su Quanto guadagna Mauro Corona? Il cachet in TV e i numeri dei suoi libri">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mauro Corona</strong> è uno scrittore, scultore e alpinista che il pubblico televisivo ha imparato a conoscere anche attraverso i suoi interventi nei programmi di <strong>Bianca Berlinguer</strong>. Un personaggio dal passato particolare, con una carriera che precede di parecchio i battibecchi davanti alle telecamere.</p>
<p>Ma quanto guadagna per le sue partecipazioni televisive? E quanto hanno venduto i suoi libri?</p>
<h2>Mauro Corona, dalla scultura alla montagna</h2>
<p>Nato a <strong>Baselga di Piné, in provincia di Trento, il 9 agosto 1950</strong>, Corona cresce a Erto e sin da ragazzo si appassiona alla natura, complice anche il tempo trascorso nei boschi con il padre.</p>
<p>Si iscrive all’Istituto per Geometri Marinoni di Udine, ma interrompe gli studi. Nel frattempo apprende <strong>l’arte della scultura lignea</strong> dal nonno paterno, una passione che porterà avanti accanto ai lavori da boscaiolo e cavatore.</p>
<p>Nel 1975 organizza la sua prima mostra a Longarone. Di quegli anni è anche una commissione che ricorderà molto tempo dopo: una Via Crucis realizzata per l’imprenditore Renato Gaiotto, destinata a Sacile. In un’intervista a <em>Oggi</em> del dicembre 2023, Corona ha raccontato di aver ricevuto per quel lavoro <strong>due milioni di lire</strong>. Una somma importante per lui, che all’epoca aveva bisogno di soldi.</p>
<p>Ma Mauro Corona è anche un <strong>celebre scalatore</strong>: nel corso della sua attività ha aperto oltre 300 vie di arrampicata, principalmente nelle Dolomiti Friulane. Montagna, legno e scrittura diventeranno così le tre componenti di una carriera decisamente poco convenzionale.</p>
<h2>I libri di Mauro Corona e i premi letterari</h2>
<p>La carriera letteraria prende forma attraverso i racconti pubblicati sul quotidiano <em>Il Gazzettino</em>. Nel <strong>1997</strong> esce <em>Il volo della martora</em>, il libro che contribuisce a farlo conoscere a un pubblico più ampio e che sarà seguito da numerosi romanzi e raccolte.</p>
<p>Nei suoi libri tornano la vita di montagna, gli animali, i mestieri e le persone di un mondo che ha conosciuto direttamente. Ma anche la violenza, la povertà e le vicende familiari: materiale che negli anni ha alimentato una produzione diventata un successo editoriale.</p>
<p>Tra i riconoscimenti ottenuti ci sono il <strong>Premio Bancarella 2011</strong> per <em>La fine del mondo storto</em> e il <strong>Premio Mario Rigoni Stern 2014</strong> per <em>La voce degli uomini freddi</em>.</p>
<h2>Quante copie hanno venduto i suoi libri?</h2>
<p>Nella presentazione del festival <em>L’Impresa della Bellezza</em>, organizzato a Vigonza nell’ottobre 2026, Mauro Corona viene accreditato di <strong>oltre cinque milioni di copie vendute complessivamente</strong>. Già nel novembre 2024, parlando con <em>Repubblica</em>, lo scrittore aveva dichiarato di essere arrivato a quasi cinque milioni.</p>
<p>Per alcuni titoli sono disponibili anche cifre specifiche. <strong><em>Il volo della martora</em> avrebbe raggiunto un milione di copie</strong>, secondo quanto raccontato dallo stesso Corona nell’intervista a <em>Oggi</em> del dicembre 2023. Un risultato costruito nel corso degli anni, fra diverse edizioni e ristampe.</p>
<p>Per <strong><em>Storia di Neve</em></strong>, uscito nel 2008, il dato arriva invece direttamente dall’editore: nella comunicazione sui risultati di quell’esercizio, <strong>Mondadori indicava 100.000 copie</strong>. Si tratta quindi delle vendite riportate per quel periodo, non del totale raggiunto successivamente dal romanzo.</p>
<p>Quanto a <strong><em>La fine del mondo storto</em></strong>, un resoconto pubblicato da <em>Bellunopress</em> nel febbraio 2011 parlava già di <strong>160.000 copie vendute</strong>. Anche in questo caso è un dato dell’epoca, precedente alle ulteriori vendite e ristampe.</p>
<p>La produzione è proseguita fino ai libri più recenti: nel settembre 2026 è uscito per Bompiani <strong><em>Felice</em></strong>, nel quale Corona torna sulla morte del fratello, emigrato giovanissimo in Germania. Per questo titolo non sono disponibili, nelle fonti consultate, cifre verificabili sulle vendite.</p>
<h2>Mauro Corona e Bianca Berlinguer, da Rai 3 a Rete 4</h2>
<p>Per il grande pubblico televisivo, Mauro Corona è soprattutto una presenza legata a <strong>Bianca Berlinguer</strong>: prima a <em>Cartabianca</em> su Rai 3, poi a <em>È sempre Cartabianca</em> su Rete 4, dove la conduttrice è approdata il <strong>5 settembre 2023</strong>.</p>
<p>Tra i due non sono mancati i battibecchi. Il più noto è quello del settembre 2020, quando Corona diede della “gallina” alla Berlinguer. L’episodio non piacque ai vertici Rai e lo scrittore venne allontanato dal programma, per poi tornare nel 2021.</p>
<p>Un rapporto televisivo proseguito anche dopo il cambio di emittente, fra discussioni, confidenze e interventi sull’attualità.</p>
<h2>Quanto guadagna Mauro Corona per ogni puntata?</h2>
<p>A rivelare il proprio compenso era stato lo stesso Corona durante un’intervista a <strong><em>La Zanzara</em> su Radio 24</strong>, ripresa dalla stampa nel gennaio 2021. Lo scrittore aveva dichiarato di percepire <strong>500 euro per ogni puntata di <em>Cartabianca</em></strong>, spiegando che dopo le tasse gli rimanevano circa 250 euro.</p>
<p>Un dettaglio va però precisato: <strong>la cifra si riferiva alle partecipazioni su Rai 3</strong>. Non è quindi corretto presentarla automaticamente come il compenso previsto per le sue presenze a Rete 4, per le quali non abbiamo trovato un importo pubblico verificabile.</p>
<p>Nell’aprile 2024, durante un’intervista al <em>Corriere della Sera</em>, gli era stata sottoposta anche l’indiscrezione di un cachet compreso fra 500 e 1.500 euro a puntata. Corona aveva reagito alla cifra più alta con il suo consueto garbo: <em>«Seee, 1.500 se li attaccano in quel posto!»</em>.</p>
<p>Una risposta che respingeva quell’importo, senza però chiarire quanto percepisse effettivamente.</p>
<h2>Quanto guadagna con i libri e qual è il suo patrimonio?</h2>
<p>Accanto alla televisione ci sono i proventi dell’attività editoriale e della scultura. Le copie vendute permettono di capire le dimensioni del successo di Corona, ma <strong>non consentono di calcolare quanto abbia incassato personalmente</strong>.</p>
<p>Il prezzo di copertina, infatti, non finisce interamente all’autore. Per ricostruire i suoi guadagni servirebbe conoscere anticipi, percentuali sui diritti e condizioni previste per ristampe, edizioni economiche e traduzioni. Dettagli contrattuali che non risultano pubblicamente documentati nelle fonti consultate.</p>
<p>Lo stesso vale per il <strong>patrimonio complessivo</strong>: non ci sono elementi sufficienti per attribuirgli una cifra attendibile. Restano i numeri della sua carriera, quelli sì: un compenso televisivo dichiarato ai tempi della Rai e milioni di libri venduti nel corso di quasi trent’anni.</p>
<p><em>Scritto da Mario Barba il 6 settembre 2023, aggiornato dalla redazione il 17 ottobre 2026</em></p>
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		<title>Com’è morto RJ Mitte, il Walter White Jr. di Breaking Bad: aveva 34 anni</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/come-morto-rj-mitte-il-walter-white-jr-di-breaking-bad-aveva-34-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 07:17:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Per gli appassionati di <em>Breaking Bad</em> era Walter White Jr., il figlio adolescente del professore di chimica interpretato da Bryan Cranston nell&#8217;iconica serie tv andata in onda fino al 2013. L&#8217;attore che interpretava il ragazzo, al secolo RJ Mitte,<strong> è morto lunedì 12 ottobre 2026, a 34 anni</strong>, in Texas. La notizia è stata diffusa da TMZ e confermata dai rappresentanti dell’attore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla morte &#8211; che ha scoinvolto i tanti fan della serie &#8211; sono ancora in corso accertamenti: il sito americano esperto di show business riferisce di un suicidio, mentre il comunicato dei suoi rappresentanti annuncia la scomparsa senza specificarne la causa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Com’è morto RJ Mitte: le informazioni disponibili</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto riportato da TMZ, un funzionario locale ha confermato che Mitte è morto lunedì in Texas. La testata scrive di aver appreso che si sarebbe trattato di suicidio e precisa che le forze dell’ordine stanno ancora indagando sul decesso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I rappresentanti dell’attore hanno confermato la morte attraverso una dichiarazione nella quale lo ricordano per il lavoro sullo schermo e per l’attività a favore delle persone con disabilità. Hanno inoltre chiesto di rispettare la privacy della famiglia e delle persone a lui vicine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Walter White Jr. e la paralisi cerebrale condivisa con il personaggio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nato il 21 agosto 1992 a Jackson, nel Mississippi, Roy Frank Mitte III aveva raggiunto la notorietà con <em>Breaking Bad</em>, serie tv trasmessa dal 2008 al 2013. Nella serie interpretava il figlio di Walter e Skyler White, quest’ultima interpretata da Anna Gunn: soprannominato Flynn, nella serie aveva la parte di un ragazzo che viveva le tensioni familiari senza conoscere, inizialmente, la doppia vita del padre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo personaggio aveva una paralisi cerebrale, condizione con la quale conviveva anche Mitte<strong> Quella dell’attore, però, era una forma più lieve</strong> a quella del personaggio, come specifica la biografia pubblicata da AMC. Le difficoltà motorie e del linguaggio mostrate sullo schermo non coincidevano dunque interamente con quelle della sua vita quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per interpretare Walt Jr. aveva dovuto lavorare anche su questa sostanziale differenza. Nella vita reale Mitte camminava senza l’aiuto delle stampelle utilizzate dal personaggio e aveva una dizione più chiara rispetto alla voce adottata nella serie. Se la familiarità con la disabilità gli offriva un’esperienza dalla quale partire, la recitazione richiedeva comunque una preparazione specifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo <em>Breaking Bad</em>, Mitte aveva continuato a recitare. Tra i suoi lavori figurano <em>The Oak Room</em>, <em>The Recall</em> e <em>The Guardians of Justice</em>, oltre alla partecipazione a <em>Switched at Birth</em>. Nell’ottobre 2025 aveva annunciato il fidanzamento con Kennedy Suarez.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’impegno contro il bullismo e per gli attori con disabilità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La notorietà televisiva gli aveva permesso di portare avanti un’attività pubblica legata alla rappresentazione delle persone con disabilità. AMC ricorda il suo coinvolgimento nella campagna <strong>I AM PWD</strong>, promossa dai sindacati degli interpreti per sostenere gli attori con disabilità, e nelle iniziative del National Disability Institute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto con Shriners Hospitals for Children aveva invece radici nell’infanzia: Mitte era stato un paziente della rete ospedaliera, dove aveva ricevuto cure e fisioterapia. Nel 2014 era stato nominato ambasciatore della campagna <em>Love to the rescue</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Successivamente aveva partecipato alle iniziative contro il bullismo, anche attraverso la campagna <em>Cut the Bull</em>, invitando a riconoscere le capacità delle persone anziché fermarsi alla loro condizione fisica. Era inoltre ambasciatore di United Cerebral Palsy &#8211; attività proseguita negli anni, parallelamente ai ruoli al cinema e in televisione &#8211; e presidente della Mitte Foundation, impegnata in attività filantropiche e iniziative per la comunità.</p>
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		<title>Chi è Federico Casoni, il fidanzato di Ofelia Passaponti: carriera, basket e quanto guadagna</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/chi-e-federico-casoni-il-fidanzato-di-ofelia-passaponti-carriera-basket-e-quanto-guadagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 15:36:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due metri di altezza, il numero 23 sulla schiena e una carriera costruita nei palazzetti italiani. Federico Casoni è il fidanzato di Ofelia Passaponti, Miss Italia 2024 e nuova professoressa de L’Eredità, ma chi segue il basket delle serie nazionali aveva già avuto modo di incontrarne il nome. Magari dentro un tabellino, accanto a una ... <a title="Chi è Federico Casoni, il fidanzato di Ofelia Passaponti: carriera, basket e quanto guadagna" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/chi-e-federico-casoni-il-fidanzato-di-ofelia-passaponti-carriera-basket-e-quanto-guadagna/" aria-label="Per saperne di più su Chi è Federico Casoni, il fidanzato di Ofelia Passaponti: carriera, basket e quanto guadagna">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Due metri di altezza, il numero 23 sulla schiena e una carriera costruita nei palazzetti italiani. <strong>Federico Casoni è il fidanzato di Ofelia Passaponti</strong>, Miss Italia 2024 e nuova professoressa de <em>L’Eredità</em>, ma chi segue il basket delle serie nazionali aveva già avuto modo di incontrarne il nome. Magari dentro un tabellino, accanto a una discreta quantità di rimbalzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’occasione per tornare a parlare di lui arriva dalla televisione: Ofelia è stata annunciata nel cast del quiz di Marco Liorni, che tornerà su <strong>Rai 1 il 19 ottobre 2026 alle 18.40</strong>. Affiancherà il conduttore insieme a Marta Antonucci, raccogliendo il testimone delle precedenti professoresse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la senese si tratta di una nuova tappa dopo <em>La Corrida</em> con Amadeus, dove aveva esordito nel 2024, tornando poi nell’edizione successiva. Il debutto, quindi, sarà all’Eredità: davanti alle telecamere c’è già stata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Casoni, nel frattempo, ha iniziato un’altra stagione di basket. E per raccontarlo conviene partire proprio da lì.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Federico Casoni: età, altezza e ruolo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Romano, nato il <strong>18 giugno 1997</strong>, Federico Casoni ha 29 anni. La scheda della Lega Nazionale Pallacanestro lo indica come un’ala di <strong>201 centimetri per 90 chilogrammi</strong>; gli Herons Montecatini, annunciandone il ritorno, lo presentano invece come un’ala-centro di 202 centimetri. Un centimetro di differenza tra le schede, insomma: siamo comunque abbondantemente sopra i due metri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo territorio è quello dei lunghi, i giocatori che lavorano vicino al canestro, contendono i rimbalzi e devono reggere il contatto fisico. Casoni sa però allargarsi e tirare anche da tre punti. Nel linguaggio del basket è un “4”, un’ala grande capace di dare una mano anche da centro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando arrivò a Teramo, si descrisse con una formula abbastanza precisa: <strong>«un lungo atipico e moderno»</strong>. Spiegò di poter giocare fronte e spalle a canestro, sottolineando anche il contributo a rimbalzo. Una presentazione che aiuta a capire il suo mestiere: segnare, certamente, ma anche recuperare possessi e mettere energia nelle azioni meno appariscenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché una partita si può vincere pure prendendo un pallone che sembrava destinato agli avversari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Roma a Siena, fino alla promozione con Montecatini</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La sua formazione cestistica passa dalla <strong>Vis Nova Roma</strong>. Il percorso pubblicato dalla LNP colloca le giovanili tra il 2010 e il 2016, seguite dalla stagione 2016/17 in Serie B con la stessa società. Poi arrivano il Basket Scauri e la Virtus Siena, dove si trasferisce durante il 2018/19.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seguono il campionato 2019/20 a Siena in C Gold e il 2020/21 con lo Spezia Basket Club. È una carriera fatta di cambi di città e categorie, dentro quel basket italiano che vive lontano dai grandi contratti e che, per continuare a giocare, ti chiede spesso di rifare le valigie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>2021/22 Casoni approda agli Herons Montecatini</strong> e partecipa alla vittoria del campionato di C Gold, con la conseguente promozione in Serie B. Il comunicato del suo ritorno ricorda oltre <strong>15 punti e 8 rimbalzi di media</strong>: numeri da protagonista nell’anno di nascita del club.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’avvio della stagione successiva è ancora a Montecatini, ma nel dicembre 2022 arriva il passaggio a Teramo. La spiegazione del giocatore è concreta: l’inserimento di un altro senior nelle rotazioni aveva ridotto lo spazio disponibile, così aveva preferito cercare una squadra nella quale giocare di più. A convincerlo fu anche il confronto con Andrea Gabrielli, l’allenatore che avrebbe ritrovato successivamente a Ravenna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una scelta di campo, letteralmente: meglio cambiare città che restare a guardare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pesaro, Ravenna e Omegna: cosa dicono i numeri</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>2023/24 veste la maglia del Loreto Pesaro</strong> in Serie B Interregionale, chiudendo con <strong>12,3 punti di media</strong>. L’anno dopo passa all’OraSì Ravenna, in Serie B Nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui, nella <strong>regular season 2024/25</strong>, mette insieme circa <strong>7,3 punti, 6,8 rimbalzi e 0,8 assist di media</strong>. Sono le cifre riportate nel comunicato dell’ingaggio successivo, quello della Paffoni Fulgor Omegna. A queste si aggiungono due presenze nei play-in, registrate separatamente nelle statistiche della Lega.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’annunciarne l’arrivo a Omegna, coach Riccardo Eliantonio sottolineava soprattutto l’impatto fisico e il tiro da tre: due caratteristiche che permettono a un lungo di rendersi utile anche lontano dal canestro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la squadra piemontese, nel <strong>2025/26</strong>, Casoni disputa <strong>36 partite di regular season, una nei play-in e tre nei playoff</strong>. Considerando tutte e tre le fasi, gli Herons riportano un bilancio di <strong>40 presenze, 6,6 punti e 7,8 rimbalzi di media</strong>, con il 58% da due e il 34,5% da tre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I rimbalzi superano dunque i punti. È un dettaglio utile per leggere il suo contributo: guardare soltanto la colonna dei canestri segnati lascerebbe fuori una parte consistente del lavoro. Un rimbalzo difensivo chiude l’attacco avversario; uno offensivo offre alla propria squadra un’altra occasione per segnare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il <strong>2026/27 è tornato alla Fabo Herons Montecatini</strong>, dove indossa nuovamente il numero 23. Chi lo cerca ancora tra i giocatori di Ravenna sta quindi leggendo informazioni risalenti a due stagioni fa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia con Ofelia Passaponti, cominciata prima di Miss Italia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La relazione con Ofelia precede la vittoria a Miss Italia. L’albo ufficiale del concorso, nel profilo dedicato alla vincitrice del 2024, racconta che i due si erano conosciuti quattro anni prima, quando Federico giocava nella Virtus Siena. <strong>La storia risale quindi intorno al 2020</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel settembre 2024 anche il <em>Corriere di Bologna</em> parlava di una coppia insieme da quattro anni, con fotografie e messaggi pubblicati sui rispettivi social. Un rapporto cresciuto mentre Casoni cambiava squadre e Ofelia proseguiva gli studi e il proprio percorso nei concorsi di bellezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi una conferma più recente, arrivata da una fonte piuttosto insolita per il gossip: <strong>il comunicato degli Herons del 27 giugno 2026</strong>. Annunciando il ritorno del cestista, il club spiegava che avrebbe abitato a Montecatini con la compagna Ofelia, che lo aveva già seguito durante la precedente esperienza in città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche lei ha praticato pallavolo. Il legame con lo sport, dunque, attraversa entrambi i percorsi, mentre quello universitario l’ha portata a conseguire prima la laurea triennale in Scienze della comunicazione e poi, il <strong>15 aprile 2025, la laurea magistrale in Strategie e Tecniche della Comunicazione all’Università di Siena</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fascia di Miss Italia, gli studi, la prima esperienza con Amadeus e adesso il preserale di Rai 1: nel frattempo il percorso di Ofelia si è allargato parecchio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto guadagna Federico Casoni?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo stipendio di Federico Casoni non risulta pubblicamente documentato nelle fonti consultate.</strong> Si può però dare un ordine di grandezza dei compensi della categoria, facendo attenzione a non trasformarlo nel valore del suo contratto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una ricognizione di <em>Money.it</em> colloca gli stipendi dei giocatori di Serie B tra <strong>1.000 e 2.500 euro al mese</strong>. Una rilevazione di Jose Colorado basata su dati del 2022 indicava invece, per la Serie B italiana, una fascia più frequentemente riportata tra 1.300 e 2.200 dollari mensili, con valori superiori per i giocatori meglio pagati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono riferimenti generali, provenienti da ricognizioni differenti e, nel secondo caso, precedenti ai successivi cambiamenti del campionato. Non permettono di calcolare uno stipendio medio aggiornato e certificato della Serie B Nazionale, né di stabilire quanto guadagni un singolo atleta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durata dell’accordo, mensilità pagate, premi ed eventuali benefit possono cambiare il valore complessivo di un ingaggio. Le fonti citate non permettono neppure di attribuire al caso di Casoni una cifra netta o lorda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta più corretta è quindi questa: <strong>Casoni gioca in una categoria per la quale le ricognizioni disponibili indicano compensi mensili nell’ordine delle migliaia di euro</strong>; quanto percepisca personalmente resta un dato non pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo curriculum, per adesso, si possono contare con maggiore precisione le squadre, i punti e i rimbalzi. E una promozione a Montecatini, la città in cui è tornato a giocare mentre Ofelia si prepara al nuovo appuntamento su Rai 1.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/chi-e-federico-casoni-il-fidanzato-di-ofelia-passaponti-carriera-basket-e-quanto-guadagna/">Chi è Federico Casoni, il fidanzato di Ofelia Passaponti: carriera, basket e quanto guadagna</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
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		<title>Chi è Suor Noemi de La cucina delle monache: prima dei voti il suo ruolo era sul parquet</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 08:16:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A La cucina delle monache le ricette hanno talvolta tempi di preparazione piuttosto particolari: il tempo di recitare un Credo, ad esempio, oppure un Gloria al Padre. Del resto, i piatti preparati da Madre Noemi, Suor Debora, Suor Myriam e Suor Eleonora arrivano anche dai fogli manoscritti custoditi nell’archivio del monastero, alcuni risalenti ai primi ... <a title="Chi è Suor Noemi de La cucina delle monache: prima dei voti il suo ruolo era sul parquet" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/chi-e-suor-noemi-de-la-cucina-delle-monache-prima-dei-voti-il-suo-ruolo-era-sul-parquet/" aria-label="Per saperne di più su Chi è Suor Noemi de La cucina delle monache: prima dei voti il suo ruolo era sul parquet">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">A <em>La cucina delle monache</em> le ricette hanno talvolta tempi di preparazione piuttosto particolari: il tempo di recitare un Credo, ad esempio, oppure un Gloria al Padre. Del resto, i piatti preparati da <strong>Madre Noemi, Suor Debora, Suor Myriam e Suor Eleonora</strong> arrivano anche dai fogli manoscritti custoditi nell’archivio del monastero, alcuni risalenti ai primi anni del Settecento. Altro che timer dello smartphone e dubbie ricette ispirate da disattente scrollate di timeline.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma, ambientato nel Monastero delle Benedettine di Sant’Anna a Bastia Umbra, viene trasmesso su Food Network, canale 33 del digitale terrestre. La sesta stagione ha debuttato il 1° marzo 2026, con una nuova puntata ogni domenica alle 17:45; gli episodi continuano a essere riproposti nella programmazione del canale, soprattutto la domenica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La formula è semplice: ricette conventuali, ingredienti accessibili e qualche passaggio della vita quotidiana delle religiose (anche prima di prendere i voti). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le protagoniste del programma (e della vita del monastero, ça va sans dire) c&#8217;è una donna con un passato che, almeno a prima vista, sembra avere ben poco a che fare con la clausura: <strong>Suor Noemi Scarpa, oggi madre badessa, prima dei voti aveva infatti un altro ruolo. Letteralmente: giocava a basket.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Erika Scarpa a Suor Noemi, passando per la Serie B</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di diventare Suor Noemi si chiamava <strong>Erika Scarpa</strong>, era nata a Murano e trascorreva buona parte delle sue giornate in palestra. Aveva cominciato a giocare a pallacanestro da bambina, poi era entrata nella prima squadra del Murano Basket: dalla Promozione era arrivata prima in Serie C e quindi in Serie B, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere la A2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si trattava, insomma, di una partitella ogni tanto. A 19 anni era alta un metro e 75, giocava già in una categoria nazionale e considerava il basket la propria strada. Indossava la maglia numero 9 e, quando decise di lasciare la squadra, fu proprio la restituzione di quella divisa uno dei passaggi più &#8220;dolorosi&#8221; &#8211; come raccontato da lei stessa in qualche intervista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sport, peraltro, era entrato presto in conflitto con la fede. Suo padre avrebbe preferito vederla partecipare ai ritiri parrocchiali; lei voleva andare alle partite. In un’occasione scappò da un ritiro per raggiungere di nascosto il campo, salvo poi essere riportata via dal padre. La reazione fu piuttosto netta: promise a se stessa che, una volta compiuti diciotto anni, non sarebbe più entrata in chiesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andò in maniera leggermente diversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante un viaggio in Europa con una cugina, mentre si trovava a Londra, apprese della morte di <strong>Madre Teresa di Calcutta</strong>, avvenuta il 5 settembre 1997. Quella notizia riportò a galla un desiderio che aveva già avuto da bambina: dedicare la propria vita agli altri. Tornata a casa, trascorse quindici giorni in un monastero e per circa un anno continuò a dividersi tra due esistenze. Da una parte il fidanzato, il basket e il lavoro in una vetreria di Murano; dall’altra le giornate di preghiera e lavoro delle benedettine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A vent’anni scelse la seconda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fidanzato, la vetreria e l’ingresso in monastero</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione non fu comunicata senza qualche comprensibile timore. La madre, claustrofobica, non era esattamente entusiasta all’idea che la figlia scegliesse la clausura; il fidanzato accolse invece la notizia con rispetto, mentre il datore di lavoro (Erika lavorava in una vetreria, eccellenza della sua area di provenienza) pensò inizialmente che si trattasse di una questione economica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Provò quindi a convincerla a restare proponendole più soldi e persino un’automobile. Non funzionò:  Erika decise quindi di lasciare Murano e trascorse i primi sei anni della propria vita monastica a Offida, nelle Marche, prima di trasferirsi nella comunità di Sant’Anna a Bastia Umbra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Fu allora che cambiò anche nome. Scelse <strong>Noemi</strong>, termine associato alla dolcezza, perché voleva smussare il carattere forte e a tratti scontroso che si riconosceva. Dopo aver svolto per circa dieci anni il compito di formatrice, nel 2015 venne eletta badessa del monastero e il 17 gennaio 2022 la comunità l’ha confermata alla propria guida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Madre superiora” è la definizione più immediata, ma il titolo corretto è dunque <strong>madre badessa</strong>. Il suo compito comprende la guida spirituale delle consorelle e la gestione concreta della comunità: deve organizzare le attività, prendersi cura delle religiose più anziane e interpretare la Regola benedettina nella vita di oggi. Un ruolo da capitano, per tornare per un attimo al linguaggio sportivo (e perdonando il cambio di disciplina).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come è nata <em>La cucina delle monache</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La televisione è arrivata molto più tardi e quasi per conseguenza. Nell’archivio del monastero erano conservati fogli e taccuini con ricette scritte a mano in un italiano antico. Madre Noemi le ha decifrate e trascritte con l’aiuto di un archivista, raccogliendole successivamente in una pubblicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro attirò prima l’attenzione dell’ANSA e del Tg1, quindi quella di Food Network. Da lì nacque <em>La cucina delle monache</em>, girato negli spazi del monastero: nessuno studio ricostruito e, a quanto raccontato dalla stessa badessa, nessun grande cambiamento nella loro giornata, fatta eccezione per una telecamera piazzata sul luogo di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Madre Noemi si alterna ai fornelli con Suor Debora, architetto prima di entrare in monastero, Suor Myriam, che ha conseguito quattro lauree, e Suor Eleonora, psicoterapeuta. Il programma mostra le preparazioni, ma anche l’orto, l’accoglienza degli ospiti e l’applicazione quotidiana e in salsa moderna dell’<em>ora et labora</em>.</p>
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		<title>Andrea Giuliacci è sposato? Il figlio Carlo e cosa sappiamo della vita privata del meteorologo</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/andrea-giuliacci-e-sposato-il-figlio-carlo-e-cosa-sappiamo-della-vita-privata-del-meteorologo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 14:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Andrea Giuliacci è uno dei meteorologi più conosciuti della televisione italiana. Figlio del celebre colonnello Mario Giuliacci, da oltre vent’anni accompagna il pubblico attraverso previsioni del tempo, approfondimenti scientifici e interventi dedicati al clima. Della sua attività professionale sappiamo praticamente tutto. Molto più difficile, invece, è trovare informazioni attendibili sulla sua vita sentimentale: Andrea Giuliacci ... <a title="Andrea Giuliacci è sposato? Il figlio Carlo e cosa sappiamo della vita privata del meteorologo" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/andrea-giuliacci-e-sposato-il-figlio-carlo-e-cosa-sappiamo-della-vita-privata-del-meteorologo/" aria-label="Per saperne di più su Andrea Giuliacci è sposato? Il figlio Carlo e cosa sappiamo della vita privata del meteorologo">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Andrea Giuliacci è uno dei meteorologi più conosciuti della televisione italiana. Figlio del celebre colonnello Mario Giuliacci, da oltre vent’anni accompagna il pubblico attraverso previsioni del tempo, approfondimenti scientifici e interventi dedicati al clima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Della sua attività professionale sappiamo praticamente tutto. Molto più difficile, invece, è trovare informazioni attendibili sulla sua vita sentimentale: Andrea Giuliacci è sposato? Ha una moglie? E cosa sappiamo della sua famiglia?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Andrea Giuliacci è sposato? Cosa sappiamo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non risultano dichiarazioni pubbliche attendibili che permettano di confermare se Andrea Giuliacci sia attualmente sposato o chi sia la sua eventuale moglie o compagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il meteorologo ha sempre mantenuto una netta separazione tra la propria attività pubblica e la sfera sentimentale. Anche i suoi profili ufficiali si concentrano soprattutto sul lavoro di meteorologo e divulgatore, sull’insegnamento universitario e sui cambiamenti climatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questa ragione non sarebbe corretto attribuirgli una moglie sulla base delle informazioni riportate da alcuni siti privi di fonti. Andrea Giuliacci è certamente padre, ma questo non permette automaticamente di stabilire quale sia il suo attuale stato civile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il figlio Carlo e la terza generazione dei Giuliacci</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un’informazione certa riguarda invece suo figlio Carlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bambino è stato citato durante una puntata di qualche tempo fa del podcast <em>Non è più Domenica</em>, nella quale Andrea Giuliacci è stato intervistato insieme al padre Mario. Nel presentare i due ospiti, si è scherzato sulla possibile nascita di una vera dinastia della meteorologia italiana: dopo Mario e Andrea, Carlo potrebbe rappresentare addirittura la terza generazione della famiglia Giuliacci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il paragone venuto fuori durante la puntata è stato inevitabile: Mario e Andrea sono un po’ i Maldini della meteorologia italiana. Resta soltanto da capire se anche il piccolo Carlo deciderà un giorno di seguire le orme del padre e del nonno (come Daniel dopo Cesare e Paolo)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al momento è decisamente presto per dirlo. Durante l’intervista è stato infatti precisato che il figlio di Andrea è ancora piccolo e potrebbe naturalmente scegliere una strada completamente differente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In Casa Giuliacci la meteorologia era di casa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella <a href="https://www.youtube.com/watch?v=r7ZfmmIn5dc" target="_blank" rel="noopener">puntata di <em>Non è più Domenica</em> con Mario e Andrea Giuliacci</a> è emerso anche un divertente ritratto della famiglia (della famiglia d&#8217;origine d&#8217;Andrea).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andrea ha raccontato di non avere programmato fin dall’inizio di diventare meteorologo. Aveva una naturale predisposizione per le materie scientifiche, ma a influenzarlo fu inevitabilmente l’ambiente nel quale era cresciuto: in casa erano sempre presenti mappe, carte meteorologiche e discussioni sul tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La meteorologia era talmente centrale nella loro quotidianità che padre e figlio finivano per parlarne persino a cena. Una circostanza non particolarmente apprezzata dalla madre di Andrea che, come ha ricordato ironicamente lo stesso meteorologo, a un certo punto non ne poteva davvero più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla stessa intervista sappiamo che la madre di Andrea lavorava come insegnante in una scuola elementare. Mario Giuliacci ha raccontato che, all’inizio degli anni Novanta, rifiutò la possibilità di trasferirsi da Milano a Roma anche per non sconvolgere gli equilibri della famiglia: la moglie insegnava, mentre Andrea e sua sorella avevano ormai costruito a Milano la propria vita, tra università e amicizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È bene però evitare un possibile equivoco: la moglie citata durante la conversazione è quella di Mario Giuliacci, dunque la madre di Andrea. Nella puntata non si parla invece di una moglie o di una compagna di quest’ultimo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Andrea Giuliacci: dagli studi alla televisione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Andrea Giuliacci è nato a Roma il 19 marzo 1971. Si è laureato in Fisica all’Università degli Studi di Milano, discutendo una tesi sull’influenza del fenomeno ENSO sul clima italiano, e ha successivamente conseguito un dottorato di ricerca in Scienze della Terra presso l’Università Federico II di Napoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2007 insegna Fisica dell’atmosfera all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Nel corso della sua carriera ha inoltre pubblicato numerosi libri dedicati alla meteorologia e alla climatologia, tra cui <em>Il clima. Come cambia e perché</em>, <em>Meteo curiosità</em> e <em>Il meteo dalla A alla Z</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2002 è diventato anche uno dei volti delle previsioni meteorologiche trasmesse dalle reti Mediaset. Il cognome gli ha certamente aperto qualche porta, ma la formazione accademica, le pubblicazioni e il lungo lavoro televisivo gli hanno consentito di costruire un’identità professionale autonoma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio durante l’intervista a NEPD, Andrea ha parlato apertamente della condizione di figlio d’arte: una situazione che può offrire alcune opportunità, ma che comporta anche il rischio di essere continuamente confrontati con il proprio genitore. (Ed è noto &#8211; sin dai tempi di Edipo &#8211; come possa essere complicato).</p>
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		<title>Paola Barale ha ridotto il seno? «Avevo la quinta, adesso ho una terza scarsa»</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/paola-barale-ha-ridotto-il-seno-avevo-la-quinta-adesso-ho-una-terza-scarsa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:42:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Avevo la quinta di reggiseno, mi sono ridotta 500 volte. Adesso ho una terza scarsa, continuo a togliere». Con l’iperbole delle «500 volte» – le operazioni, come vedremo, sarebbero state tre – Paola Barale ha raccontato ancora una volta di aver scelto di ridurre il seno. Lo ha fatto in una lunga intervista concessa a ... <a title="Paola Barale ha ridotto il seno? «Avevo la quinta, adesso ho una terza scarsa»" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/paola-barale-ha-ridotto-il-seno-avevo-la-quinta-adesso-ho-una-terza-scarsa/" aria-label="Per saperne di più su Paola Barale ha ridotto il seno? «Avevo la quinta, adesso ho una terza scarsa»">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">«Avevo la quinta di reggiseno, mi sono ridotta 500 volte. Adesso ho una terza scarsa, continuo a togliere».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’iperbole delle «500 volte» – le operazioni, come vedremo, sarebbero state tre – Paola Barale ha raccontato ancora una volta di aver scelto di ridurre il seno. Lo ha fatto in una lunga intervista concessa a <em>Vanity Fair</em>, nella quale ha parlato del tempo che passa, della bellezza e di un rapporto con il proprio corpo decisamente meno sereno di quanto si potrebbe immaginare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché sì, per milioni di italiani Paola Barale è stata una delle donne più belle della televisione, nonché una sorta di influencer quando le influencer ancora non esistevano. Bastava che cambiasse taglio o colore di capelli perché molte provassero a imitarla. Lei, però, non si è mai vista con gli stessi occhi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non mi sono mai piaciuta, sinceramente. Sono sempre stata abbastanza insicura», ha ammesso. Avrebbe voluto essere più alta di una decina di centimetri e avere un fisico maggiormente sportivo e androgino. Il suo, invece, era naturalmente più morbido. Da qui anche la decisione di ridurre il seno, del quale aveva già parlato pubblicamente in passato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Paola Barale ha ridotto il seno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ospite nel 2023 di <em>Generazione Z</em>, il programma di Rai 2 condotto da Monica Setta, Barale aveva spiegato di essersi sottoposta a tre interventi: «Non mi piace il seno grosso e poi fa sembrare anche più grasse. Non mi è mai piaciuto, da ragazza avevo una quinta».</p>



<div style="margin:30px 0; padding:0; overflow:hidden; background:#faf7f8; border:1px solid #eadde1; border-radius:10px; color:#272727; font-family:inherit; line-height:1.6;">

  <div style="padding:18px 24px; background:#9e2144; color:#ffffff;">
    <div style="margin-bottom:4px; font-size:12px; font-weight:700; letter-spacing:1.2px; text-transform:uppercase;">
      La guida
    </div>
    <div style="font-size:22px; font-weight:700; line-height:1.3;">
      Riduzione del seno: come funziona e quanto costa
    </div>
  </div>

  <div style="padding:22px 24px;">

    <p style="margin:0 0 18px;">
      L’intervento si chiama <strong>mastoplastica riduttiva</strong> e serve a diminuire il volume e il peso del seno, rimodellandone contemporaneamente la forma.
    </p>

    <div style="margin-bottom:18px;">
      <strong style="color:#9e2144;">A cosa serve?</strong><br>
      Può essere richiesta per ragioni estetiche, ma anche per alleviare problemi provocati da un seno molto voluminoso: dolori alla schiena e al collo, difficoltà posturali, irritazioni cutanee o limitazioni nello sport e nelle attività quotidiane.
    </div>

    <div style="margin-bottom:18px;">
      <strong style="color:#9e2144;">Come si svolge?</strong><br>
      Il chirurgo rimuove parte del tessuto ghiandolare, del grasso e della pelle in eccesso, quindi rimodella il seno e, quando necessario, riposiziona areola e capezzolo. L’operazione viene generalmente eseguita in anestesia generale e lascia cicatrici la cui estensione dipende dalla tecnica e dalla quantità di tessuto eliminato.
    </div>

    <div style="margin-bottom:18px;">
      <strong style="color:#9e2144;">Chi la effettua?</strong><br>
      La mastoplastica riduttiva deve essere eseguita da un <strong>medico specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica</strong>, affiancato dall’anestesista e da un’équipe sanitaria, all’interno di una struttura autorizzata.
    </div>

    <div style="margin-bottom:18px;">
      <strong style="color:#9e2144;">Quanto costa?</strong><br>
      In Italia, privatamente, il prezzo indicativo può andare da <strong>5.000 a 10.000 euro</strong>. La cifra cambia in base alla complessità dell’intervento, al chirurgo, alla struttura e alla presenza nel preventivo di anestesia, ricovero, medicazioni e controlli successivi.
    </div>

    <div style="padding:14px 16px; background:#ffffff; border-left:3px solid #9e2144; border-radius:4px;">
      <strong>Si può fare con il Servizio Sanitario Nazionale?</strong><br>
      In alcuni casi sì, quando il seno eccessivamente voluminoso provoca problemi di salute documentati e l’operazione viene considerata terapeutica. I requisiti e l’accesso all’intervento possono cambiare in base alla regione e alla struttura ospedaliera.
    </div>

    <p style="margin:18px 0 0; color:#686868; font-size:13px; line-height:1.5;">
      Le indicazioni e i costi sono orientativi: tecnica, possibili rischi, cicatrici e tempi di recupero devono essere valutati durante una visita specialistica.
    </p>

  </div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Un concetto ribadito successivamente in un’intervista al <em>Corriere della Sera</em>: «Avevo la quinta e mi sono operata per avere la terza». Una scelta personale che, secondo Barale, gli altri hanno talvolta interpretato attraverso i soliti stereotipi. Il suo modo di vestirsi, la scarsa passione per tacchi e gonne e perfino la volontà di non mettere in mostra seno e sedere hanno alimentato per anni domande e illazioni sulla sua vita privata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure la spiegazione è assai meno misteriosa: Paola Barale non si sentiva a proprio agio con un seno così abbondante e ha deciso di modificarlo. Oggi racconta di avere una terza scarsa e scherza sul fatto di voler «continuare a togliere».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’intervista a <em>Vanity Fair</em> ricorda anche una fotografia risalente ai tempi di <em>Casa Vianello</em>, mostratale recentemente da una fan. Rivedersi con quel fisico così morbido le ha fatto tenerezza. Forse perché oggi riesce a guardare quella versione di sé con una distanza diversa, pur senza raccontare una riconciliazione miracolosa con lo specchio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A 59 anni Barale è stata scelta come testimonial di una campagna di make-up e la notizia, racconta, ha fatto fare «la ola» alla sua autostima. La bellezza cambia inevitabilmente con l’età, ma per lei dovrebbe restare intatta la libertà di giocare con la propria immagine e decidere come presentarsi agli altri. Anche scegliendo una terza scarsa quando tutti sembravano apprezzare quella quinta.</p>
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		<title>Quando Dario Fo aspettò Battiato fuori dal concerto per criticarlo: la risposta fu memorabile</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/quando-dario-fo-aspetto-battiato-fuori-dal-concerto-per-criticarlo-la-risposta-fu-memorabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 11:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo di due grandi, grandissimi, della cultura italiana. Da un lato un premio Nobel per la Letteratura proveniente dalla Lombardia, dall’altro un artista noto da molti semplicemente come il Maestro, nato parecchio più a sud: a Jonia, l’attuale Riposto, in provincia di Catania. Da una parte abbiamo un’icona della sinistra capace di destreggiarsi praticamente in ... <a title="Quando Dario Fo aspettò Battiato fuori dal concerto per criticarlo: la risposta fu memorabile" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/quando-dario-fo-aspetto-battiato-fuori-dal-concerto-per-criticarlo-la-risposta-fu-memorabile/" aria-label="Per saperne di più su Quando Dario Fo aspettò Battiato fuori dal concerto per criticarlo: la risposta fu memorabile">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Parliamo di due grandi, grandissimi, della cultura italiana. Da un lato un premio Nobel per la Letteratura proveniente dalla Lombardia, dall’altro un artista noto da molti semplicemente come il Maestro, nato parecchio più a sud: a Jonia, l’attuale Riposto, in provincia di Catania.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da una parte abbiamo un’icona della sinistra capace di destreggiarsi praticamente in ogni campo artistico (Wikipedia parla di Dario Fo come drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, cantautore, paroliere, illustratore, pittore, scenografo, attivista e comico italiano); dall’altra un personaggio troppo eterodosso per l’ingessata sinistra italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Qualcuno si è inventato la storia per cui sarei di destra, non è vero», spiegò una volta Battiato, definendosi un <strong>«proletario dello spirito»</strong> vicino alla sinistra dei diritti e delle libertà, non certo a quella sovietica. Anche lui, peraltro, si è mosso fra diverse arti: cantautore, compositore, regista e pittore. Limitarsi a definirlo cantante sarebbe piuttosto riduttivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo ci hanno lasciati entrambi da anni: Dario Fo è morto nel 2016, a 90 anni; Franco Battiato nel 2021, a 76.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È però gustoso rileggere quello che accadde quando le strade di questi due personaggi, così diversi e allo stesso tempo difficili da inquadrare, finirono per incrociarsi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cinquemila persone e Dario Fo in attesa fuori dal concerto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo nel <strong>1980</strong>, un anno importante nella carriera di Franco Battiato. Il cantautore siciliano aveva pubblicato da poco <em>L’era del cinghiale bianco</em>, il disco con cui si era riavvicinato alla forma canzone dopo gli esperimenti elettronici e le composizioni più ostiche degli anni precedenti. Nel corso di quello stesso anno sarebbe arrivato <em>Patriots</em>, contenente brani come <em>Up Patriots to Arms</em>, <em>Prospettiva Nevski</em> e <em>Le aquile</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Battiato stava quindi entrando nella fase che lo avrebbe condotto, nel 1981, al successo clamoroso de <em>La voce del padrone</em>. Il pubblico aumentava, le sue canzoni cominciavano a uscire dai circuiti frequentati dagli ascoltatori più curiosi e i concerti assumevano dimensioni decisamente diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine di una di quelle esibizioni – definita dallo stesso Battiato «delirante», con circa <strong>cinquemila persone</strong> presenti – Dario Fo lo aspettò all’uscita. Non per complimentarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«I tuoi testi non mi piacciono», gli disse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sappiamo se Fo avesse preparato un’analisi più articolata e sia stato tradito dalla sintesi, o se volesse semplicemente comunicare il proprio giudizio nella maniera più diretta possibile. Di sicuro Battiato non si mise a chiedergli quali passaggi non lo avessero convinto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta fu: <strong>«E a me che cazzo me ne frega?»</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fine della discussione. O almeno del racconto che Battiato avrebbe fatto molti anni più tardi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">«Eravamo sullo stesso piano»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’episodio fu ricordato dal cantautore in un’intervista concessa al <em>Fatto Quotidiano</em> nel 2015 e successivamente ripreso, tra gli altri, da <a href="https://www.vanityfair.it/music/storie-music/2021/05/18/franco-battiato-musica-morte-matrimonio-maestro-musica-frasi?utm_source=chatgpt.com">Vanity Fair</a>. Battiato non lo presentò come una lite destinata a trascinarsi nel tempo, né come l’origine di un’inimicizia irrimediabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo inserì invece in un ragionamento sulla sincerità e sulle sue conseguenze. Se si sceglie di essere urticanti, spiegava in sostanza, bisogna mettere in conto che la persona davanti possa rispondere usando la stessa moneta. Fo aveva espresso il proprio giudizio senza troppi riguardi; Battiato aveva replicato eliminando direttamente i riguardi rimasti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Eravamo sullo stesso piano, a quel punto», fu il suo commento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una ricostruzione che restituisce bene il carattere di Battiato, generalmente associato alla spiritualità, alla meditazione, alla ricerca mistica e a quel tono apparentemente distante con cui parlava di quasi tutto. Apparentemente, appunto. Perché il musicista siciliano possedeva anche un’ironia secca e un’indole assai poco disposta alla riverenza, comprese quelle occasioni nelle quali si trovava davanti uno dei nomi più autorevoli della cultura italiana.</p>
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		<title>Chi sono Chiara e Allegra, moglie e figlia di Paolo Jannacci</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/chi-sono-chiara-e-allegra-moglie-e-figlia-di-paolo-jannacci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 12:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paolo Jannacci è il custode più naturale dell’eredità artistica di Enzo Jannacci, ma nel corso degli anni ha costruito una carriera che non si limita al cognome che porta. Pianista, compositore, arrangiatore e cantautore, ha lavorato a lungo al fianco del padre e continua a mantenerne vivo il repertorio, come avviene anche in Jannacciami!, lo ... <a title="Chi sono Chiara e Allegra, moglie e figlia di Paolo Jannacci" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/chi-sono-chiara-e-allegra-moglie-e-figlia-di-paolo-jannacci/" aria-label="Per saperne di più su Chi sono Chiara e Allegra, moglie e figlia di Paolo Jannacci">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Paolo Jannacci è il custode più naturale dell’eredità artistica di Enzo Jannacci, ma nel corso degli anni ha costruito una carriera che non si limita al cognome che porta. Pianista, compositore, arrangiatore e cantautore, ha lavorato a lungo al fianco del padre e continua a mantenerne vivo il repertorio, come avviene anche in <em>Jannacciami!</em>, lo spettacolo trasmesso da Rai 3 e dedicato all’indimenticato artista milanese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto più riservato quando si parla della sua vita privata, Paolo Jannacci è sposato con Chiara e ha una figlia, Allegra, nata nel 2008. Entrambe sono rimaste lontane dalla notorietà, ma il musicista ha raccontato in alcune occasioni quanto siano state importanti nella sua vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Chiara, la moglie di Paolo Jannacci</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chiara, moglie di Paolo Jannacci, non lavora nel mondo della musica o dello spettacolo. È un’avvocata e ha sempre mantenuto un profilo particolarmente riservato: non risultano sue apparizioni televisive abituali e sono poche anche le informazioni pubbliche sul suo conto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A raccontare qualcosa del loro rapporto è stato lo stesso Jannacci. In un’intervista concessa a <em>Repubblica</em>, il musicista ha spiegato che la moglie lo ha aiutato a crescere e a trovare un maggiore equilibrio personale. Per descrivere il suo ruolo ha utilizzato un’immagine piuttosto efficace: Chiara lo avrebbe «limato con la carta vetrata», smussando i suoi spigoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una presenza importante, dunque, ma vissuta lontano dai riflettori. Una scelta coerente con la riservatezza che Paolo Jannacci ha sempre cercato di conservare intorno alla propria famiglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Allegra, la figlia di Paolo Jannacci</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Allegra Jannacci è nata nel 2008 dal matrimonio tra Paolo e Chiara. Pur essendo cresciuta in una famiglia strettamente legata alla musica, non sembra intenzionata – almeno sulla base di quanto raccontato dal padre – a seguire esattamente il percorso di Enzo e Paolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un’intervista rilasciata nel 2020 a <em>Famiglia Cristiana</em>, Jannacci raccontò che alla figlia piaceva la musica, ma che appariva maggiormente interessata alla danza e alle arti visive. Una sensibilità artistica differente, accolta dal padre senza alcuna intenzione di imporle la tradizione familiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il legame tra Paolo e Allegra ha comunque lasciato tracce importanti nella sua produzione musicale. Nel 2013 il cantautore ha pubblicato un album intitolato proprio <em>Allegra</em>, dedicato alla figlia. Sulla copertina del disco compare un disegno realizzato da lei quando aveva appena due anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La canzone di Sanremo dedicata ad Allegra</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Allegra è anche la destinataria di <em>Voglio parlarti adesso</em>, la canzone con la quale Paolo Jannacci partecipò al Festival di Sanremo 2020. Il brano racconta l’amore di un genitore per una figlia, insieme al momento più difficile: quello in cui bisogna accettare di lasciarla crescere e andare per la propria strada.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Paolo Jannacci - Voglio parlarti adesso (Sanremo 2020)" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/909e18nIUqA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Intervistato durante il Festival, Jannacci confermò che la canzone era dedicata ad Allegra, presente anche nel video ufficiale. Il pezzo era stato scritto alcuni anni prima e inizialmente aveva commosso e persino un po’ spaventato la bambina, che non comprendeva perché nel testo si parlasse della necessità di allontanarsi dal padre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il passare del tempo Allegra ne comprese il significato, arrivando a essere orgogliosa della partecipazione di Paolo a Sanremo. <em>Voglio parlarti adesso</em> si classificò al sedicesimo posto, ma rimane uno dei brani più personali della carriera del musicista.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Enzo a Paolo, fino ad Allegra</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Paolo è l’unico figlio di Enzo Jannacci e di Giuliana “Pupa” Orefice, scomparsa nel 2024. Per molti anni lavorò insieme al padre, occupandosi anche degli arrangiamenti e della produzione di diversi suoi dischi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’eredità di Enzo è quindi passata inevitabilmente attraverso Paolo, ma non si è trasformata in un obbligo per la generazione successiva. Allegra è cresciuta circondata dalla musica dei Jannacci, conservando però interessi e inclinazioni personali. Un approccio riassunto bene da una frase attribuita alla ragazza e ricordata dal padre: «Papà, io e te siamo diversi». Paolo, semplicemente, le ha dato ragione.</p>
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		<title>Liam Payne, cosa accadde nelle ultime ore: le nuove immagini e i dubbi sulla caduta dal balcone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 10:47:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Volendo fermarsi allo stereotipo, potrebbe sembrare una classica&#160;serata da rockstar: sesso, droga e alcol, nella più prevedibile applicazione possibile del vecchio motto “sex, drugs and rock ’n’ roll”. Sarebbe stata una nottata semplicemente epica — che non suggeriremmo comunque di replicare a casa, sia chiaro — se non fosse finita in tragedia. Le ultime ore ... <a title="Liam Payne, cosa accadde nelle ultime ore: le nuove immagini e i dubbi sulla caduta dal balcone" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/liam-payne-cosa-accadde-nelle-ultime-ore-le-nuove-immagini-e-i-dubbi-sulla-caduta-dal-balcone/" aria-label="Per saperne di più su Liam Payne, cosa accadde nelle ultime ore: le nuove immagini e i dubbi sulla caduta dal balcone">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Volendo fermarsi allo stereotipo, potrebbe sembrare una classica&nbsp;<strong>serata da rockstar</strong>: sesso, droga e alcol, nella più prevedibile applicazione possibile del vecchio motto “sex, drugs and rock ’n’ roll”. Sarebbe stata una nottata semplicemente epica — che non suggeriremmo comunque di replicare a casa, sia chiaro — se non fosse finita in tragedia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ultime ore di <strong>Liam Payne</strong> furono invece una lunga e incontrollabile discesa, conclusa alle 17.07 del 16 ottobre 2024 (ormai quasi due anni fa) con la caduta dal balcone del terzo piano del CasaSur Palermo di Buenos Aires. L’ex componente dei One Direction aveva solo 31 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quasi due anni dalla sua morte, circa 3.000 tra documenti ufficiali, testimonianze, conversazioni e immagini delle telecamere di sicurezza permettono di ricostruire con maggiore precisione ciò che accadde all’interno dell’albergo. Il materiale, ottenuto dal&nbsp;<em>Daily Mail</em>, non scioglie ogni dubbio sulla dinamica della caduta, ma racconta le condizioni sempre più precarie del cantante durante le ore che la precedettero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ultime ore di Liam Payne al CasaSur di Buenos Aires</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo staff del CasaSur avrebbe compreso abbastanza presto che la situazione poteva diventare difficile da gestire. Payne ordinava alcolici, cercava sostanze stupefacenti e alternava momenti di apparente tranquillità ad altri nei quali appariva aggressivo, disorientato o completamente assente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una delle conversazioni interne acquisite durante l’indagine, la responsabile dell’hotel Gilda Martín invitava i colleghi a trattarlo con cautela: «Questa persona sarà molto complicata. È importante che gli diciamo di no, gentilmente e con delle scuse, per fare in modo che non continui a essere aggressivo, o almeno non così tanto».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Payne continuò intanto a ordinare whisky e a cercare droga. In una conversazione con una escort contattata online, la richiesta divenne esplicita: «Dovremmo procurarci della cocaina. Riesci a trovarla? Ci servono cinque grammi così posso fare del crack».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La donna gli propose di raggiungerlo insieme a un’amica. Payne avrebbe offerto alle due 5.000 dollari per trascorrere la giornata con lui, anche se nelle ore successive nacque una discussione sul pagamento. Le escort, ascoltate dagli investigatori, raccontarono di avere trovato la camera in condizioni caotiche e il cantante già pesantemente alterato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le due riferirono inoltre di avere avuto con lui un rapporto consensuale e di essere rimaste nell’albergo fino al pomeriggio. Prima di andarsene ci sarebbe stato un tentativo fallito di effettuare un bonifico internazionale, seguito da una nuova reazione rabbiosa di Payne. Lasciarono il CasaSur poco prima delle 16, circa un’ora prima della sua morte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le immagini nella hall e il ritorno in camera</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La parte più significativa della nuova ricostruzione arriva dalle telecamere di sicurezza. Payne compare nella hall insieme alle due donne, poi da solo nei corridoi e infine riverso su un divano della reception. In alcuni fotogrammi sembra ancora cosciente, per quanto disorientato; in altri non appare più in grado di camminare senza aiuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poco prima delle 17 alcuni dipendenti lo riportarono di peso nella sua stanza. Una decisione destinata a diventare uno degli elementi più discussi dell’intera vicenda, soprattutto per la presenza del balcone. Lo stesso personale dell’albergo aveva infatti chiamato i soccorsi spiegando che l’ospite aveva assunto alcol e droghe e che la sua vita poteva essere in pericolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle 17.07 venne avvertito il tonfo provocato dalla caduta. Payne precipitò da un’altezza di circa 13 metri e morì per i gravissimi traumi e le emorragie interne ed esterne riportate nell’impatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esami tossicologici confermarono la presenza nel suo organismo di&nbsp;<strong>alcol, cocaina e un antidepressivo prescritto</strong>. Gli accertamenti medico-legali rilevarono inoltre che il cantante non aveva assunto una posizione istintiva di difesa durante la caduta. Secondo la procura argentina, poteva trovarsi in uno stato di incoscienza parziale o totale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli elementi raccolti portarono quindi a escludere che si fosse lanciato volontariamente dal balcone. Il padre Geoff Payne ha sempre respinto l’ipotesi del suicidio: «Non mi passa nemmeno per la testa che volesse farsi del male», dichiarò agli investigatori. Sotto l’effetto delle sostanze, aggiunse, suo figlio sembrava un’altra persona: «Non era Liam».</p>



<h2 class="wp-block-heading">La foto sul palo e l’ipotesi di un tentativo di fuga</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le immagini emerse adesso ce n’è una scattata alle 3.20 della mattina del 16 ottobre, molte ore prima della tragedia. Payne è ritratto all’esterno dell’albergo mentre si regge quasi orizzontalmente a un palo, sostenendo il peso del corpo con le braccia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fotografia mostra una notevole forza fisica e ha alimentato una possibile ricostruzione alternativa: Payne potrebbe avere tentato di lasciare la stanza calandosi dal balcone, forse convinto di riuscire a raggiungere quello sottostante o il cortile. La presenza di un cappello e di una borsa trovati vicino al corpo era già stata indicata come un elemento compatibile con un tentativo di uscire dalla camera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta però soltanto un’ipotesi. La foto del palo era stata scattata quasi quattordici ore prima e non dimostra che Payne fosse ancora capace di compiere un gesto simile nel tardo pomeriggio, dopo avere assunto alcol e stupefacenti. Non permette neppure di stabilire se sia scivolato mentre cercava una via d’uscita oppure se abbia perso conoscenza una volta raggiunto il balcone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le nuove immagini sembrano dunque rafforzare la ricostruzione di una morte accidentale, senza chiarire definitivamente cosa accadde negli ultimi secondi. Rimane invece evidente la rapidità con cui la situazione precipitò: quando Payne venne riportato nella sua stanza era già in condizioni tali da dover essere sorretto. Pochi minuti più tardi era morto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella che, osservata superficialmente, poteva sembrare una notte di eccessi da raccontare il giorno dopo si era ormai trasformata in qualcosa di molto diverso. Non più la caricatura della rockstar senza freni, ma un uomo completamente fuori controllo che avrebbe avuto bisogno di essere tenuto lontano da quella camera e, soprattutto, da quel balcone.</p>
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		<title>Chester Bennington e Chris Cornell, la storia dell&#8217;amicizia tra due artisti che ci hanno lasciato troppo presto</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/chester-bennington-e-chris-cornell-la-storia-dellamicizia-tra-due-artisti-che-ci-hanno-lasciato-troppo-presto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.TV]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 10:15:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 20 luglio è una data che i fan dei Linkin Park difficilmente riescono a vivere con leggerezza. È il giorno in cui, nel 2017, morì Chester Bennington, una delle voci più riconoscibili del rock degli ultimi decenni. Aveva 41 anni e la notizia arrivò appena due mesi dopo quella della scomparsa di Chris Cornell, ... <a title="Chester Bennington e Chris Cornell, la storia dell&#8217;amicizia tra due artisti che ci hanno lasciato troppo presto" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/chester-bennington-e-chris-cornell-la-storia-dellamicizia-tra-due-artisti-che-ci-hanno-lasciato-troppo-presto/" aria-label="Per saperne di più su Chester Bennington e Chris Cornell, la storia dell&#8217;amicizia tra due artisti che ci hanno lasciato troppo presto">Leggi tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 20 luglio è una data che i fan dei Linkin Park difficilmente riescono a vivere con leggerezza. È il giorno in cui, nel 2017, morì Chester Bennington, una delle voci più riconoscibili del rock degli ultimi decenni. Aveva 41 anni e la notizia arrivò appena due mesi dopo quella della scomparsa di Chris Cornell, cantante di Soundgarden e Audioslave.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il destino ha voluto che Bennington morisse proprio il giorno in cui Cornell avrebbe compiuto 53 anni. Una coincidenza che ha contribuito a rendere ancora più forte il legame tra i due agli occhi del pubblico, anche se la loro amicizia era già molto più profonda di quanto molti immaginassero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da fan a grande amico: come nacque il rapporto tra Bennington e Cornell</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima ancora di conoscerlo, Chester Bennington era un grande estimatore di Chris Cornell. Lo raccontò lui stesso in una delle sue ultime interviste, ricordando quanto la scena di Seattle avesse influenzato la sua crescita musicale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soundgarden, insieme ad Alice in Chains e Nirvana, rappresentava uno dei suoi principali punti di riferimento. Cornell era uno di quei musicisti che Bennington aveva sempre guardato con ammirazione, ben prima che i Linkin Park diventassero uno dei gruppi rock più popolari del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro avvenne durante il&nbsp;<em>Projekt Revolution Tour</em>&nbsp;del 2008, quando Chris Cornell entrò a far parte della tournée organizzata proprio dai Linkin Park. Tra i due scattò subito qualcosa. Bennington raccontò che esistono persone con cui sembra di conoscersi da sempre, e che quella sensazione aveva coinvolto non soltanto loro due, ma anche le rispettive famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante quel tour arrivarono anche alcuni dei momenti che i fan ricordano ancora oggi con maggiore affetto. Cornell salì sul palco insieme ai Linkin Park interpretando <em>Crawling</em>, mentre Bennington affiancò il suo amico in <em>Hunger Strike</em>, storico brano dei Temple of the Dog originariamente cantato da Cornell insieme a Eddie Vedder.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Linkin Park - Crawling (Live with Chris Cornell)" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/sAOLJVsk9mA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Honestly the person that recorded this did not know what a treasure it would be&#8221;: i commenti ai margini del video danno idea del valore che il documento rappresenta per i fan dei due compianti aristi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bennington &#8211; Cornell, un legame che andava oltre la musica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con il passare degli anni il loro rapporto uscì dai confini dei concerti. Chester Bennington divenne il padrino del figlio di Chris Cornell, Christopher, segno di un&#8217;amicizia che coinvolgeva ormai entrambe le famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante gli impegni e le lunghe tournée rendessero difficile vedersi con frequenza, i due continuarono a sentirsi e a mantenere un rapporto molto stretto. Bennington avrebbe poi ricordato il battesimo del figlio di Cornell come uno dei momenti più belli vissuti insieme all&#8217;amico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La morte di Chris Cornell, avvenuta nel maggio 2017, colpì profondamente il cantante dei Linkin Park. Lo stesso giorno in cui la notizia divenne pubblica, la band avrebbe dovuto esibirsi al&nbsp;<em>Jimmy Kimmel Live!</em>&nbsp;per promuovere il singolo&nbsp;<em>Heavy</em>. I musicisti decisero invece di cambiare programma e dedicare la serata a Cornell eseguendo&nbsp;<em>One More Light</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mike Shinoda raccontò in seguito quanto fosse stato difficile per Bennington affrontare quella performance</strong>. Durante le prove riusciva a malapena ad arrivare a metà del brano prima di fermarsi sopraffatto dall&#8217;emozione e anche nella registrazione televisiva &#8211; che vi proponiamo di seguito &#8211; traspare la forte emozione della voce dei Linkin Park.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Linkin Park - One More Light Live (Chris Cornell Tribute)" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/L-6PCSZij3I?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La lettera, il funerale e un ricordo che continua ancora oggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Subito dopo la scomparsa dell&#8217;amico, Bennington pubblicò una lunga lettera aperta che resta ancora oggi uno dei tributi più toccanti mai dedicati a Chris Cornell.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo ringraziava per averlo ispirato come artista e come persona, ricordando il tempo trascorso insieme e quello condiviso con le rispettive famiglie. Scriveva che la sua voce riusciva a racchiudere &#8220;gioia e dolore, rabbia e perdono, amore e sofferenza&#8221;, augurandogli infine di trovare pace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pochi giorni più tardi fu proprio Bennington a esibirsi durante il funerale di Cornell, interpretando&nbsp;<em>Hallelujah</em>. In diverse interviste spiegò di aver scelto quel brano pensando al legame che Chris aveva avuto con Jeff Buckley, autore di una delle versioni più celebri della canzone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due mesi dopo, il 20 luglio 2017, arrivò una notizia che nessuno avrebbe voluto leggere. Chester Bennington morì lasciando un vuoto enorme nel mondo della musica e nella vita di chi gli era stato vicino. Tra i primi messaggi pubblici ci fu quello di Vicky Cornell, moglie di Chris, che scrisse poche parole capaci di riassumere lo smarrimento di molti: &#8220;Proprio quando pensavo che il mio cuore non potesse spezzarsi ancora&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A distanza di nove anni dalla morte di Bennington, la loro amicizia continua a essere ricordata non soltanto per i duetti che hanno regalato ai fan, ma perché rappresentava qualcosa di autentico. Due artisti appartenenti a generazioni diverse, uniti da un profondo rispetto reciproco, dalla musica e da un rapporto che andava ben oltre il palco e la cui profondità era possibile percepire nei gesti e nelle parole dei due: qualcosa di unico, nel mondo dello show business.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/chester-bennington-e-chris-cornell-la-storia-dellamicizia-tra-due-artisti-che-ci-hanno-lasciato-troppo-presto/">Chester Bennington e Chris Cornell, la storia dell&#8217;amicizia tra due artisti che ci hanno lasciato troppo presto</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
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