<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>NonSolo.TV</title>
	<atom:link href="https://www.nonsolo.tv/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nonsolo.tv/</link>
	<description>TV, personaggi e storie tra nostalgia, curiosità e cultura pop</description>
	<lastBuildDate>Wed, 27 May 2026 15:41:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9</generator>

<image>
	<url>https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2026/05/cropped-logo-nonsolo.tv_-32x32.png</url>
	<title>NonSolo.TV</title>
	<link>https://www.nonsolo.tv/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Lupita Nyong’o non conosceva l’Odissea: il dettaglio che ha sorpreso molti più del casting di Nolan</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/lupita-nyongo-non-conosceva-lodissea-il-dettaglio-che-ha-sorpreso-molti-piu-del-casting-di-nolan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 15:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nonsolo.tv/?p=59307</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lupita Nyong&#8217;o, già Oscar come miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione in 12 anni schiavo, già donna più bella del mondo secondo People, già studentessa a Yale — presso la School of Drama della prestigiosa università americana — prossima Elena nella Odissea di Christopher Nolan, scivola su una nozione che per tanti di ... <a title="Lupita Nyong’o non conosceva l’Odissea: il dettaglio che ha sorpreso molti più del casting di Nolan" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/lupita-nyongo-non-conosceva-lodissea-il-dettaglio-che-ha-sorpreso-molti-piu-del-casting-di-nolan/" aria-label="Per saperne di più su Lupita Nyong’o non conosceva l’Odissea: il dettaglio che ha sorpreso molti più del casting di Nolan">Leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/lupita-nyongo-non-conosceva-lodissea-il-dettaglio-che-ha-sorpreso-molti-piu-del-casting-di-nolan/">Lupita Nyong’o non conosceva l’Odissea: il dettaglio che ha sorpreso molti più del casting di Nolan</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lupita Nyong&#8217;o, già Oscar come miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione in <em>12 anni schiavo</em>, già donna più bella del mondo secondo <em>People</em>, già studentessa a Yale — presso la School of Drama della prestigiosa università americana — prossima Elena nella <em>Odissea</em> di Christopher Nolan, scivola su una nozione che per tanti di noi sembra quasi banale ma che evidentemente per una parte del mondo non lo è. Nonostante la parte nel film basato sul poema omerico e nonostante gli studi di un certo livello, non ne aveva sentito parlare prima.</p>



<p>La rivelazione arriva in una lunga intervista concessa a <em>Elle</em>, nella quale l’attrice racconta il suo ingresso nel cast di <em>The Odyssey</em>, il nuovo colossal diretto da Christopher Nolan. Un progetto enorme, con un cast che comprende tra gli altri Matt Damon, Anne Hathaway, Zendaya, Robert Pattinson e Charlize Theron. Ma il passaggio che ha attirato l’attenzione più di tutti non riguarda Hollywood, i budget o la lavorazione del film.</p>



<p>Riguarda invece il momento in cui Nyong’o ammette candidamente: <em>“Non avevo idea di cosa fosse The Odyssey”</em>. Una frase pronunciata senza provocazione e senza imbarazzo, quasi con naturalezza. Nell’intervista racconta di essere andata “completamente alla cieca” all’incontro con Nolan e di essersi resa conto soltanto dopo di quanto poco conoscesse quel mondo narrativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un classico universale? Dipende da dove si guarda il mondo</strong></h2>



<p>Per chi è cresciuto in Italia, il fatto che una persona colta, premiata e formata in una delle università più prestigiose degli Stati Uniti non conoscesse l’<em>Odissea</em> può sembrare strano. Il poema attribuito a Omero attraversa programmi scolastici, adattamenti televisivi, citazioni continue, perfino modi di dire quotidiani. Ulisse è quasi una figura familiare.</p>



<p>Ma il punto interessante sta proprio qui: <strong>quello che consideriamo “universale” spesso è soltanto occidentale</strong>, o addirittura europeo. Nyong’o è nata in Messico da famiglia kenyota, è cresciuta tra Kenya e Stati Uniti e ha avuto un percorso culturale diverso da quello mediterraneo o classico che in Italia viene dato quasi per scontato.</p>



<p>Nell’intervista spiega di aver studiato alcuni monologhi legati alla mitologia greca durante gli anni a Yale, ma senza una conoscenza reale delle opere omeriche. Quando Nolan le ha consegnato la sceneggiatura, racconta di aver recuperato immediatamente il materiale: <em>“È stato un corso accelerato. Ho preso i libri e li ho letti subito”</em>. Poi aggiunge anche di aver ascoltato l’<em>Iliade</em> in audiolibro, definendolo <em>“il miglior audiolibro”</em> mai sentito.</p>



<p>Colpisce anche la semplicità con cui ne parla. Nessun tentativo di mascherare la cosa, nessuna costruzione artificiale. Solo una constatazione: non conosceva quell’opera e ha iniziato a studiarla quando il film è entrato concretamente nella sua vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il casting di Nolan e il dibattito che puntualmente ritorna</strong></h2>



<p>Nel film Nyong’o interpreterà Elena di Troia. Una scelta che, inevitabilmente, ha già acceso discussioni online (con accuse assortite di blackwashing). Nell’intervista l&#8217;attrice affronta anche questo tema, ricordando come si tratti di una storia mitologica e sottolineando che il cast del film <em>“rappresenta il mondo”</em>.</p>



<p>In realtà il dibattito attorno ai grandi adattamenti moderni dei classici è diventato quasi automatico. Succede con Shakespeare, con i remake Disney, con le produzioni fantasy e ora anche con Omero. Nolan, da questo punto di vista, sembra interessato più alla forza simbolica dei personaggi che a una ricostruzione filologica in senso stretto.</p>



<p>Nyong’o, però, evita accuratamente di trasformare la questione in uno scontro ideologico. Anzi, uno degli aspetti più interessanti dell’intervista è proprio la sua prudenza. Non anticipa dettagli sul film, non cerca polemiche e non forza discorsi teorici. Racconta soprattutto il lavoro sull’interpretazione di Elena, figura che definisce <em>“iconica”</em>, spiegando di essersi concentrata più sull’identità del personaggio che sulla semplice idea di bellezza.</p>



<p>Quando le viene chiesto cosa significhi interpretare <em>“il volto che ha lanciato mille navi”</em>, risponde quasi smontando il concetto stesso: <em>“Non puoi interpretare la bellezza”</em>. E subito dopo aggiunge che il vero lavoro sta nel capire <em>“chi è il personaggio”</em> e cosa ci sia <em>“oltre l’aspetto esteriore”</em>.</p>



<p>E forse è proprio questo il dettaglio più curioso dell’intera storia: una delle attrici più celebri del cinema contemporaneo entra nell’universo di Omero quasi da esterna, senza il peso scolastico o culturale che molti europei si portano dietro fin dall’adolescenza, e non è detto che &#8211; al netto del nostro shock (particolarmente accentuato in noi che abbiamo studiato al Classico, che riteniamo già scioccante una trasposizione filmica holliwoodiana in sé) &#8211; questo sia un male.</p>



<p>(Nota finale: l&#8217;immagine in evidenza vede in contrasto l&#8217;attrice kenyana e la statua di Elena di Troia realizzata da Antonio Canova nel 1800. Da segnalare come quest&#8217;ultima sia stata realizzata con una persona realmente esistente &#8211; Isabella Teotochi Albrizzi &#8211; a ispirare il personaggio; non ci trovate in questo nulla di scandaloso?)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/lupita-nyongo-non-conosceva-lodissea-il-dettaglio-che-ha-sorpreso-molti-piu-del-casting-di-nolan/">Lupita Nyong’o non conosceva l’Odissea: il dettaglio che ha sorpreso molti più del casting di Nolan</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Antonella Clerici e il legame con Sant’Antonio: perché la conduttrice si chiama così</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/antonella-clerici-e-il-legame-con-santantonio-perche-la-conduttrice-si-chiama-cosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 18:56:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nonsolo.tv/?p=59304</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci sono dettagli biografici che restano ai margini per anni, quasi nascosti dentro interviste dimenticate o confessioni fatte senza particolare enfasi. Nel caso di&#160;Antonella Clerici, uno di questi riguarda proprio il suo nome. Un aspetto curioso, semplice, ma che racconta anche qualcosa del mondo da cui proviene la conduttrice che da oltre vent’anni accompagna il ... <a title="Antonella Clerici e il legame con Sant’Antonio: perché la conduttrice si chiama così" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/antonella-clerici-e-il-legame-con-santantonio-perche-la-conduttrice-si-chiama-cosi/" aria-label="Per saperne di più su Antonella Clerici e il legame con Sant’Antonio: perché la conduttrice si chiama così">Leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/antonella-clerici-e-il-legame-con-santantonio-perche-la-conduttrice-si-chiama-cosi/">Antonella Clerici e il legame con Sant’Antonio: perché la conduttrice si chiama così</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono dettagli biografici che restano ai margini per anni, quasi nascosti dentro interviste dimenticate o confessioni fatte senza particolare enfasi. Nel caso di&nbsp;<strong>Antonella Clerici</strong>, uno di questi riguarda proprio il suo nome. Un aspetto curioso, semplice, ma che racconta anche qualcosa del mondo da cui proviene la conduttrice che da oltre vent’anni accompagna il pubblico italiano tra cucina, intrattenimento e prime serate.</p>



<p>Negli ultimi anni il tema era tornato a circolare soprattutto sui social, spesso in modo confuso o trasformato in titoli sensazionalistici. In realtà la spiegazione è molto più lineare, ed è stata la stessa Clerici a raccontarla in più occasioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La confessione di Antonella Clerici sul suo nome</h2>



<p>Una delle dichiarazioni più chiare risale a un’intervista pubblicata nel 2014 sul settimanale&nbsp;<em>A Sua Immagine</em>. Parlando del suo rapporto con la fede e delle sue origini familiari, Antonella Clerici spiegò:</p>



<p><em>“Mi chiamo Antonella perché mia madre fece un voto a Sant’Antonio da Padova. Mi è rimasto questo particolare attaccamento alla sua figura”.</em></p>



<p>Non una frase costruita per fare notizia, ma un passaggio inserito dentro una riflessione più ampia sulla sua educazione cattolica. Clerici raccontava infatti di essere cresciuta a Legnano, in un contesto dove parrocchia e oratorio rappresentavano una parte importante della vita quotidiana.</p>



<p>Negli anni successivi la conduttrice è tornata sull’argomento anche in televisione. Durante una puntata di&nbsp;<em>È sempre mezzogiorno</em>, parlando con il pizzaiolo Vincenzo Capuano, chiarì persino un dettaglio legato all’onomastico. Alla domanda se festeggiasse Sant’Antonio Abate il 17 gennaio, Clerici rispose di celebrare invece Sant’Antonio da Padova, proprio per il legame familiare che aveva portato alla scelta del suo nome.</p>



<p>È uno di quei racconti che spiegano anche il rapporto molto particolare che parte del pubblico ha sempre avuto con lei. Antonella Clerici non ha mai costruito la propria immagine sulla distanza o sull’eccesso. Al contrario, la sua televisione è sempre passata attraverso elementi familiari, quotidiani, riconoscibili &#8211; ed è per questo che è così amata (sebbene poi sia stata vittima di qualche battutina acida, vero Ligabue?)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla “Prova del cuoco” a “È sempre mezzogiorno”</h2>



<p>Quando la Rai le affidò&nbsp;<em>La prova del cuoco</em>&nbsp;nel 2000, in pochi immaginavano che quel format sarebbe diventato uno dei programmi simbolo della fascia di mezzogiorno. La stessa Clerici, anni dopo, raccontò che inizialmente molti erano scettici sul progetto.</p>



<p>Il programma cambiò progressivamente pelle: da semplice spazio culinario a contenitore più ampio, dove ricette, chiacchiere, ospiti e momenti leggeri finirono per convivere in modo piuttosto naturale. Una formula che avrebbe poi influenzato molti altri cooking show italiani.</p>



<p>Nel corso del tempo la conduttrice è diventata uno dei volti più riconoscibili della Rai, alternando intrattenimento, musica e programmi familiari. Da&nbsp;<em>Ti lascio una canzone</em>&nbsp;fino ai più recenti&nbsp;<em>The Voice Senior</em>,&nbsp;<em>The Voice Kids</em>&nbsp;ed&nbsp;<em>È sempre mezzogiorno</em>, Clerici ha mantenuto uno stile molto preciso: diretto, popolare, raramente impostato.</p>



<p>Anche dopo la stagione 2019-2020, in cui apparve meno nei palinsesti televisivi, il ritorno quotidiano a mezzogiorno con&nbsp;<em>È sempre mezzogiorno</em>&nbsp;ha riportato la conduttrice al centro della programmazione Rai. Negli ultimi anni ha inoltre partecipato a eventi importanti come il Festival di Sanremo, tornando sul palco dell’Ariston nel 2025 accanto a Carlo Conti e Gerry Scotti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una curiosità semplice che racconta qualcosa di più</h2>



<p>In fondo il motivo per cui Antonella Clerici si chiama così non nasconde misteri clamorosi. Non ci sono segreti di famiglia, retroscena sorprendenti o vicende scandalistiche. Ed è probabilmente anche questo il motivo per cui la storia continua a incuriosire.</p>



<p>Dentro quella spiegazione c’è un pezzo di Italia che oggi appare quasi lontano: i voti ai santi, il peso della religione popolare nelle famiglie, la scelta dei nomi legata alla devozione o alle tradizioni domestiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/antonella-clerici-e-il-legame-con-santantonio-perche-la-conduttrice-si-chiama-cosi/">Antonella Clerici e il legame con Sant’Antonio: perché la conduttrice si chiama così</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi sono davvero gli Angine de Poitrine: la band mascherata che sta mandando in tilt internet</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/chi-sono-davvero-gli-angine-de-poitrine-la-band-mascherata-che-sta-mandando-in-tilt-internet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 07:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nonsolo.tv/?p=59300</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono i tempi in cui, se hai una maschera, hai maggiori possibilità di successo — o così parrebbe. Ma non parliamo di una maschera alla pirandelliana maniera, ché ne abbiamo tutti e a iosa, ma parliamo di una maschera vera e propria. Un po’ come quella di Elvis che ha portato TonyPitony ad avere i ... <a title="Chi sono davvero gli Angine de Poitrine: la band mascherata che sta mandando in tilt internet" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/chi-sono-davvero-gli-angine-de-poitrine-la-band-mascherata-che-sta-mandando-in-tilt-internet/" aria-label="Per saperne di più su Chi sono davvero gli Angine de Poitrine: la band mascherata che sta mandando in tilt internet">Leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/chi-sono-davvero-gli-angine-de-poitrine-la-band-mascherata-che-sta-mandando-in-tilt-internet/">Chi sono davvero gli Angine de Poitrine: la band mascherata che sta mandando in tilt internet</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono i tempi in cui, se hai una maschera, hai maggiori possibilità di successo — o così parrebbe.</p>



<p>Ma non parliamo di una maschera alla pirandelliana maniera, ché ne abbiamo tutti e a iosa, ma parliamo di una maschera vera e propria.</p>



<p>Un po’ come quella di Elvis che ha portato <a href="https://www.nonsolo.tv/di-dove-tonypitony-la-verita-svelata-da-fiorello-alla-prima-in-rai/">TonyPitony ad avere i suoi mesi di gloria a cavallo di Sanremo</a> (adesso se ne parla un po’ meno, nèvvero?).</p>



<p>In questo caso i mascherati sono due e dietro c’è tutto un concept pazzissimo e intellettuale, o così parrebbe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Angine de Poitrine e il fenomeno nato da KEXP</h2>



<p>Gli <strong>Angine de Poitrine</strong> (letteralmente Angina Pectoris) arrivano dal Québec e, nel giro di pochi mesi, sono passati dall’essere una curiosità della scena alternativa canadese a uno dei fenomeni musicali più discussi del 2026 (di questa prima parte di 2026 &#8211; in attesa che si passi ad altro: la bulimia da novità non si placa mai).</p>



<p>La scintilla è stata una session registrata da&nbsp;<strong>KEXP</strong>, storica radio di Seattle specializzata in musica indipendente. Ventisette minuti bastati a trasformare due musicisti mascherati in un caso virale globale: milioni di visualizzazioni su YouTube, thread su Reddit, reaction video, tour europei sold out e perfino Dave Grohl dei&nbsp;<strong>Foo Fighters</strong>&nbsp;che li ha definiti “completely bonkers”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Angine de Poitrine - Full Performance (Live on KEXP)" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/0Ssi-9wS1so?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>La prima cosa che colpisce, inevitabilmente, è l’estetica. Costumi a pois bianchi e neri, maschere di cartapesta dall’aria aliena, linguaggio inventato, movimenti teatrali e un immaginario a metà tra dadaismo, prog rock e performance art.</p>



<p>Il rischio, davanti a un progetto del genere, è pensare immediatamente all’ennesima operazione costruita per TikTok o per il meme di giornata.</p>



<p>Solo che poi parte la musica.</p>



<p>E lì il discorso cambia.</p>



<p>Dietro i nomi fittizi di&nbsp;<em>Khn</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Klek</em>&nbsp;ci sono due musicisti che suonano insieme da oltre vent’anni. La loro storia nasce da adolescenti nei seminterrati del Saguenay, tra jam session infinite, prog rock, punk, jazz storto e strumenti modificati a mano.</p>



<p>La celebre doppia chitarra microtonale usata da Khn non è un vezzo scenico: è stata costruita artigianalmente per poter inserire note “intermedie” rispetto alla scala occidentale tradizionale. Una soluzione che prende ispirazione da musiche arabe, turche, indiane e asiatiche ascoltate dai due fin da ragazzi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra math rock, dadaismo e rigetto dell’estetica perfetta</h2>



<p>Molti hanno definito gli Angine de Poitrine “math rock”, ma la definizione spiega solo una parte del fenomeno.</p>



<p>Certo, ci sono tempi dispari, loop complessi, cambi di ritmo improvvisi e una precisione tecnica impressionante. Alcuni musicisti online hanno persino analizzato le loro strutture ritmiche come fossero esercizi matematici, scomponendo i brani tra 12/8, 7/8 e combinazioni ritmiche quasi ossessive.</p>



<p>Ma se la band fosse solo tecnica, probabilmente non avrebbe avuto questo impatto.</p>



<p><strong>Quello che rende gli Angine de Poitrine interessanti è il contrasto continuo tra complessità e approccio ludico</strong>. Dietro tutto il loro universo c’è una componente quasi infantile: i costumi costruiti con farina e cartapesta, le maschere tenute volutamente rovinate, i riferimenti nonsense, il gusto per il caos creativo.</p>



<p>In diverse interviste hanno raccontato che il progetto nacque quasi per scherzo nel 2019. Dovevano esibirsi due volte nello stesso locale nel giro di pochi giorni e temevano che nessuno sarebbe tornato a vederli. Così decisero di inventarsi un’altra band, mascherandosi.</p>



<p>La cosa è semplicemente degenerata nel modo più imprevedibile possibile.</p>



<p>Ed è curioso che il successo sia arrivato proprio in un momento storico in cui gran parte della musica online appare sempre più levigata, prevedibile e costruita per l’algoritmo.</p>



<p>Nei commenti sotto il video di KEXP c’è chi ha scritto:&nbsp;<em>“This is the only way we can win the battle against AI. Live music forever.”</em></p>



<p>Può sembrare una frase esagerata, ma fotografa bene il motivo per cui tanta gente si è affezionata a loro.</p>



<p>Gli Angine de Poitrine trasmettono l’idea di qualcosa di profondamente umano: imperfetto, artigianale, faticoso, persino scomodo. Suonano nascosti dentro maschere soffocanti, utilizzano loop rigidissimi che richiedono precisione assoluta e costruiscono pezzi che potrebbero crollare da un momento all’altro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un successo virale che potrebbe durare più del previsto</h2>



<p>Come abbiamo anche accennato qualche riga or sono, molti fenomeni virali spariscono nel giro di qualche settimana. È successo infinite volte e gli Angine de Poitrine potrebbero anche fare la stessa fine, naturalmente. Però ci sono alcuni dettagli che fanno pensare che il progetto abbia basi più solide rispetto a tanti altri casi esplosi online.</p>



<p>Intanto la componente live. I loro concerti stanno funzionando ovunque, e non solo su internet. Poi c’è una scena musicale reale alle spalle: festival, tour, anni di gavetta, una rete underground costruita lentamente in Québec.</p>



<p>E soprattutto c’è la musica.</p>



<p>Non rivoluzionaria, forse, ma sufficientemente personale da evitare l’effetto copia-incolla che ormai domina buona parte della musica virale contemporanea.</p>



<p>Paradossalmente, la loro forza sembra essere proprio il fatto di non inseguire troppo il successo. In diverse interviste i due musicisti sono apparsi quasi infastiditi dall’eccessiva mitizzazione attorno al progetto.</p>



<p>Uno di loro ha raccontato di aver letto un commento su YouTube in cui qualcuno scriveva: “Adesso ho di nuovo una ragione per vivere”. La sua risposta è stata più o meno:&nbsp;<em>“Calmati e vai ad abbracciare tua madre.”</em></p>



<p>Forse è anche questo a renderli credibili.</p>



<p>Nel frattempo, tra maschere rovinate dal sudore, strumenti assurdi infilati dentro sacchi a pelo negli aeroporti e fan che cercano di ricostruire la loro identità online, gli Angine de Poitrine continuano semplicemente a fare quello che facevano nei seminterrati da adolescenti: suonare musica strana divertendosi parecchio.</p>



<p>In un panorama musicale sempre più standardizzato, potrebbe essere già abbastanza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/chi-sono-davvero-gli-angine-de-poitrine-la-band-mascherata-che-sta-mandando-in-tilt-internet/">Chi sono davvero gli Angine de Poitrine: la band mascherata che sta mandando in tilt internet</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Glasond contro i boomer: analisi di Lettera ai boomer tra ironia, rabbia e postmodernità</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/glasond-contro-i-boomer-analisi-di-lettera-ai-boomer-tra-ironia-rabbia-e-postmodernita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[R.D.V.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 09:11:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nonsolo.tv/?p=59296</guid>

					<description><![CDATA[<p>Francesco Antonio D’Alessandro, cosentino classe 2000 (così ho scoperto su rapteratura.it), è meglio noto come Glasond, nel magico mondo del rap italiano. Ho scoperto sempre grazie a rapteratura che il ragazzo, assieme alla sua crew, ha portato la Calabria sulla mappa del rap italiano. Personalmente, l’ho scoperto ormai qualche tempo fa grazie ad un amico ... <a title="Glasond contro i boomer: analisi di Lettera ai boomer tra ironia, rabbia e postmodernità" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/glasond-contro-i-boomer-analisi-di-lettera-ai-boomer-tra-ironia-rabbia-e-postmodernita/" aria-label="Per saperne di più su Glasond contro i boomer: analisi di Lettera ai boomer tra ironia, rabbia e postmodernità">Leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/glasond-contro-i-boomer-analisi-di-lettera-ai-boomer-tra-ironia-rabbia-e-postmodernita/">Glasond contro i boomer: analisi di Lettera ai boomer tra ironia, rabbia e postmodernità</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Francesco Antonio D’Alessandro, cosentino classe 2000 (così ho scoperto su rapteratura.it), è meglio noto come <strong>Glasond</strong>, nel magico mondo del rap italiano.</p>



<p>Ho scoperto sempre grazie a rapteratura che il ragazzo, assieme alla sua crew, ha portato la Calabria sulla mappa del rap italiano.</p>



<p>Personalmente, l’ho scoperto ormai qualche tempo fa grazie ad un amico calabrese, che credo l’abbia scoperto a sua volta tramite <a href="https://www.ilblast.it/">ilblast</a> &#8211; o forse ho scoperto io il ragazzo tramite ilblast e l’ho passato all’amico calabrese &#8211; non ricordo la dinamica di preciso; per certo l’amico calabrese mi fece a suo tempo scoprire ilblast.</p>



<p>Ilblast è una realtà che tenderebbe a destra, esistessero ancora queste categorie; immagino loro si definirebbero accelereazionari.</p>



<p>Li ho letti e li leggo spesso con interesse, pur tendendo io eventualmente a sinistra &#8211; sebbene in questi tempi postmoderni sia abbastanza confuso, per di più da maschio bianco eterosessuale non più giovanissimo.</p>



<p><strong>Con interesse ho ascoltato nel tempo diverse canzoni di Glasond,</strong> e ancora di più del suo sodale Hammon. Alcune, a tratti, mi sono piaciute proprio &#8211; seppur con quel senso di colpa atavico da maschio bianco eterosessuale di sinistra in questi tempi postmoderni (un senso di colpa di diverso segno ma simile a quello che ho provato e provo ascoltando Niko Pandetta).</p>



<p>Alcune mi hanno divertito, alcune mi hanno fatto riflettere; e spesso mi sono chiesto dove iniziasse (o finisse) l’ironia, se ironia nei loro testi ci fosse.</p>



<div class="tenor-gif-embed" data-postid="15730435" data-share-method="host" data-aspect-ratio="1.72043" data-width="100%"><a href="https://tenor.com/view/walterosuji-fa-ridere-ma-anche-riflettere-kanye-west-amici-amici-e-poi-ti-rubano-la-bici-gif-15730435">Walterosuji Fa Ridere Ma Anche Riflettere GIF</a>from <a href="https://tenor.com/search/walterosuji-gifs">Walterosuji GIFs</a></div> <script type="text/javascript" async src="https://tenor.com/embed.js"></script>



<p>Ma in questi tempi postmoderni siamo tutti un po’ postironici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lettera ai boomer, un’esegesi</h2>



<p>Ma andiamo a vedere il testo di Lettera ai boomer, perché immagino qualcuno si chieda il significato della stessa, ed eccomi qui a provare a capire &#8211; rubando il testo da Genius e applicandomici in prima persona, sebbene mi fosse passato per la testa di far fare l’analisi a ChatGPT, ma <a href="https://www.nonsolo.tv/chi-siamo/">come scritto nell’about del sito noi l’IA la usiamo solo per correggerci le bozze</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Glasond - LETTERA AI BOOMER (Video Ufficiale)" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/6fu7vhOnpIY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p><em>Caro boomer, oggi ti scrivo<br>Per dirti quanto cazzo mi fate schifo<br>Mettete bocca sul mondo lavorativo<br>Avete messo voi lì ogni politico<br>Inseguo i numeri su schermo fin dal mattino<br>Ogni mio coetaneo che si sbatte per l&#8217;affitto<br>Mentre aspetta che un boomer gli faccia il bonifico<br>Spesso la somma è il minimo prestabilito</em></p>



<p><strong>L’attacco è un chiaro attacco alla società attuale</strong>. Al capitalismo? Ma diciamo pure al capitalismo.</p>



<p>Non so se Glasond lavori nella finanza &#8211; questo fa immaginare con sul suo inseguire i numeri su schermo &#8211; o se si riferisca al fatto che senza numeri non si esiste, in questi tempi di bulimia di like, share e subscribe; ciò che è certo è che i boomer sono all’apice della catena alimentare e sono loro a mantenere in vita tutti coloro che boomer non sono, con un misero bonifico che gli consente a malapena di sopravvivere.</p>



<p><strong>Da notare come nel Paese che amiamo non esista un minimo prestabilito, in assenza di un salario minimo.</strong></p>



<p><em>Ci voglion gli uni contro gli altri e ci siete cascati<br>Vogliono scatenare la guerra tra neri e bianchi<br>Tu scrivi dal divano dal tuo telefonino<br>Perché c&#8217;hai avuto culo con il posto da postino<br>Sei come un cane a cui danno il contentino<br>Ti basta che vinca il tuo club preferito<br>Non bastano i soldi se sei povero di spirito</em></p>



<p>Ieratico come non mai, <strong>Glasond scrive un giambo più che una lettera</strong>. E nel suo giambo accusa i boomer (da intendersi in qualche forma come le classi dominanti) di volere una guerra tra poveri &#8211; tra neri contro bianchi (in tal senso le letture delle folli corse a 100 all’ora in terra emiliana sono perfette per questo tipo di guerra).</p>



<p>Chi dovremmo odiare, tendenzialmente, sta più in alto di noi.</p>



<p><em>Spendi duemila per un cane e poi non vuoi fare un figlio<br>Ci stanno i quarantenni a molestare in discoteca<br>Mentre a casa c&#8217;hanno una famiglia che li aspetta (Sei una merda)</em></p>



<p>Sembra di sentire Papa Francesco, ma qui è Francesco senza il Papa &#8211; quando nel 2024, nell&#8217;udienza alla delegazione The Economy of Francesco, diceva: “Vedo che ci sono alcuni bambini lì: è bello questo, i<strong>n una cultura dove si privilegia avere cagnolini o gatti e non bambini</strong>”.</p>



<p>Da quasi quarantenne (sono boomer o millennial?) che continua, quando può, ad andare al club pur con moglie e prole a casa, sento un discreto senso di colpa nel leggere le parole di Glasond &#8211; ma questo è il problema di essere maschio bianco eterosessuale nel 2026 &#8211; e poi non molestavo negli anni ’10 quando ero bello sguinzagliato, ancor meno penserei a farlo oggi. E non è una <em>excusatio non petita</em>, giuro.</p>



<p><em>Vi vedo, vi piangete addosso per una bolletta<br>Procedono a votare per chi li ha portati in guerra<br>Chiedete a noi miracoli, di fare sacrifici<br>In Costituzione aumentare lavoratrici<br>Un pezzo di carta è più importante dell&#8217;Italia</em></p>



<p>Qui entra in gioco il Glasond più politico.</p>



<p>Attacchi a chi piange povertà e vota chi li ha impoveriti con politiche suicide (non facciamo nomi &#8211; anche perché pressoché tutto l’arco parlamentare ha deciso che siamo un Paese a cui piace la guerra, anche laddove non ci porta alcun beneficio. E in assoluto <strong>la guerra è bella anche se fa male può essere solo uno splendido verso di un altro Francesco, non la realtà dei fatti</strong>) e un attacco, immagino, alla Costituzione, divenuta in alcuni casi più un feticcio che altro.</p>



<p><em>Raccomandati fan convegni sulla mafia<br>Vi strapperanno dalle mani i vostri figli e voi muti<br>Generazioni senza palle, la metà sono cornuti<br>Il giorno che soffri la fame vediamo se poi giudichi<br>Stai con la lingua sul culo delle banche e dei giudici<br>Siete quattro boomerazzi che se la spassano a trans<br>Si mangiano l&#8217;Italia in vacanza a Lloret de Mar<br>Non accetto i consigli di chi al polso ha un Audemars<br>E manco da un boomer fallito che si ubriaca nel bar</em></p>



<p>Qui le accuse si fanno più generiche ma frattanto  personali. E non si salva tendenzialmente nessun boomer, né quello che va a trans, né quello che va in vacanza in Costa Brava, né chi si compra orologi dal costo spropositato, né quelli che si dedicano al bere (che, ricordiamo, vincerà sul male).</p>



<p><em>In strada, se ti difendi, brutta notte in galera<br>Ogni scusa è buona per farti mangiare la merda<br>Difendete i valori, ma avete svuotato la chiesa<br>Perché una slot machine è più importante di una messa<br>Tu sei andato in pensione a cinquant&#8217;anni<br>Tu hai eletto solamente criminali<br>Tu hai svenduto i tuoi valori culturali<br>Non mi rompere i coglioni, c&#8217;ho vent&#8217;anni</em></p>



<p>Tra un attacco ai ludopatici e uno all’impossibilità di difendersi legittimamente (laddove dovrebbe essere, ahinoi, lo Stato stesso a farlo) arrivano le accuse più dirette &#8211; in seconda persona:</p>



<p>Il boomer maledetto è quello che è andato in pensione giovane (<strong>abbiamo fatto nostra l’idea che a 50 anni si sia ancora giovani</strong>) quando noialtri la pensione non la vedremo mai; è quello che ha votato esponenti politici quantomeno rivedibili (uso io un eufemismo); è quello che ha svenduto i valori culturali del Bel Paese (sebbene io sia convinto che quella sia colpa del berlusconismo culturale &#8211; quello che ci ha sminchiato il cervello dagli anni ’80).</p>



<p>E quando sembra tutto finito, con una chiusura che sembra un grido liberatorio &#8211; un po’ come la fine di <em>7 miliardi</em> di Massimo Pericolo &#8211; con un colpo di genio</p>



<p>“Ah, anzi, devo aggiungere una cosa”</p>



<p>prosegue con altre dodici barre.</p>



<p><em>Non me ne frega un cazzo di come era ai tuoi tempi<br>Facciamo meno figli perché cancelliamo i generi<br>Vogliamo uomini truccati e donne nei cantieri<br>E figli sistemati facendo i carabinieri<br>E bambini educati solo ad essere degeneri<br>Danno colpe alle donne ma sono i primi a essere indegni<br>Divorziano, fanno le corna dopo due mesi<br>Chissà perché i figli poi sono depressi</em></p>



<p>Glasond prosegue quindi con un attacco (che per qualcuno sarà un po’ <em>boomerish</em> &#8211; c’è sempre qualcuno che è meno boomer di te) ai tempi attuali &#8211; un <em>topos</em> classico nella poetica del cosentino, da cui abbiamo appreso anche una possibile soluzione rieducativa (un Erasmus pluriennale in Dagestan).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="DAGESTAN" width="1333" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/6RvReWOyeoo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Viviamo in assoluto in tempi promiscui, ma accusare il singolo &#8211; mi permetto &#8211; è vedere il dito e non la luna: quanta colpa può avere il singolo che fa le corna dopo due mesi (che non si fa, nonnò, non si fa) quando<strong> la società è così sessualizzata e basta aprire un fottuto social</strong> &#8211; un fottuitissimo social &#8211; <strong>per avere due minnazze sparate in faccia?</strong></p>



<p><em>I boomer sono i tre quarti del popolo se ci pensi<br>Mi hanno rotto tre quarti di minchia con gli interessi<br>Magari iniziano a puntare il dito contro sé stessi</em></p>



<p>Ed eccoci qui, ad un passo dalla chiusura vera di questa lettera aperta. Un passo in cui il Nostro chiarisce una volta per tutti chi sono questi fantomatici boomer. Siamo tutti. Sono anche io, porca la troia. Cosa dobbiamo fare? La prossima volta voglio una <em>pars costruens</em> (che altrove s’era vista &#8211; vorrei solo che maschi e femmine si volessero di nuovo bene).</p>



<p><em>Distinti saluti, Francesco, arrivederci.</em></p>



<p>Ciao Francesco, alla prossima.</p>



<p>(Rimango solo con un quesito: <strong>non si fanno figli per colpa dei cani o per colpa della fluidità?</strong>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/glasond-contro-i-boomer-analisi-di-lettera-ai-boomer-tra-ironia-rabbia-e-postmodernita/">Glasond contro i boomer: analisi di Lettera ai boomer tra ironia, rabbia e postmodernità</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Film accelerati al cinema: in Canada proiettano i lungometraggi a 1.5x per “adattarsi” ai giovani</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/film-accelerati-al-cinema-in-canada-proiettano-i-lungometraggi-a-1-5x-per-adattarsi-ai-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 07:53:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nonsolo.tv/?p=59289</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Live Fast Die Young” nel corso degli anni è diventato una sorta di motto. Nato dalla penna di Willard Motley, autore della novella&#160;Knock on Any Door&#160;— poi diventata un film con Humphrey Bogart — col tempo è stato assorbito dalla cultura pop, dal rap, dall’estetica della velocità a ogni costo. E forse stiamo iniziando a ... <a title="Film accelerati al cinema: in Canada proiettano i lungometraggi a 1.5x per “adattarsi” ai giovani" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/film-accelerati-al-cinema-in-canada-proiettano-i-lungometraggi-a-1-5x-per-adattarsi-ai-giovani/" aria-label="Per saperne di più su Film accelerati al cinema: in Canada proiettano i lungometraggi a 1.5x per “adattarsi” ai giovani">Leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/film-accelerati-al-cinema-in-canada-proiettano-i-lungometraggi-a-1-5x-per-adattarsi-ai-giovani/">Film accelerati al cinema: in Canada proiettano i lungometraggi a 1.5x per “adattarsi” ai giovani</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>“Live Fast Die Young” nel corso degli anni è diventato una sorta di motto. Nato dalla penna di Willard Motley, autore della novella&nbsp;<em>Knock on Any Door</em>&nbsp;— poi diventata un film con Humphrey Bogart — col tempo è stato assorbito dalla cultura pop, dal rap, dall’estetica della velocità a ogni costo. E forse stiamo iniziando a prendere quel motto un po’ troppo alla lettera, specie nella prima parte.</p>



<p>La sensazione è che qualsiasi esperienza debba ormai essere compressa, ottimizzata, accelerata. Video più brevi, riassunti automatici, podcast ascoltati a velocità aumentata, serie TV guardate mentre si controlla il telefono (anche il multitasking in tal senso non ha fatto benissimo). </p>



<p>Adesso anche il cinema sembra iniziare a piegarsi a questa logica.</p>



<p>In Canada, durante il festival Rendez-vous Québec Cinéma (RVQC) di Montreal, è stata organizzata una proiezione particolare del film&nbsp;<em>Amour apocalypse</em>&nbsp;di Anne Émond, conosciuto in inglese come&nbsp;<em>Peak Everything</em>. La pellicola, che nella sua versione originale dura circa 100 minuti, è stata mostrata al pubblico in versione accelerata a 1.5x, riducendo così la durata complessiva a 66 minuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il festival di Montreal e i “lungometraggi meno lunghi”</h2>



<p>L’iniziativa è stata presentata con il nome di&nbsp;<em>Les Moins Longs Métrages</em>, traducibile più o meno come “I lungometraggi meno lunghi”. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori era semplice: provare ad avvicinare un pubblico giovane, considerato sempre più abituato ai ritmi veloci dello streaming e dei social network.</p>



<p>La proiezione si è svolta il 25 aprile scorso all’interno del festival RVQC, una manifestazione dedicata al cinema del Québec. La scelta ha inevitabilmente attirato attenzione e discussioni, anche perché il concetto stesso appare piuttosto insolito: modificare il ritmo di un film per renderlo più compatibile con le abitudini contemporanee di consumo.</p>



<p>Secondo quanto riportato da&nbsp;<em>La Presse</em>, l’idea nasce dalla convinzione che le nuove generazioni abbiano meno pazienza nei confronti delle opere cinematografiche tradizionali e che, per riportarle in sala, sia necessario “accorciare” l’esperienza.</p>



<p>Il paradosso, però, è evidente. Da una parte si cerca di promuovere il cinema locale e d’autore; dall’altra lo si altera nel suo elemento più basilare: il tempo. Un film non è soltanto una sequenza di immagini o una trama da assimilare nel minor tempo possibile. Il ritmo fa parte della regia, della scrittura, della tensione narrativa e perfino del silenzio.</p>



<p>Accelerare una scena significa inevitabilmente modificarne l’effetto. Una pausa diventa meno pausa, un dialogo perde respiro, un’inquadratura smette di sedimentarsi. Vale per una scena drammatica come per una comica o una contemplativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema non è la durata ma il rapporto con l’attenzione</h2>



<p>La questione, in realtà, va probabilmente oltre il cinema. Se la capacità di focus delle nuove generazioni — e non solo, anche quella dello scrivente — sembra diminuire sempre di più, devastata dall’utilizzo costante di quella sorta di slot machine neurale rappresentata dai social media e dai contenuti ultra-brevi, pensare di venire incontro a queste difficoltà cognitive accelerando ulteriormente tutto non sembra esattamente una soluzione brillante.</p>



<p>Anzi, il rischio è l’opposto: adattare qualsiasi forma culturale alla soglia d’attenzione più fragile disponibile, contribuendo così a renderla ancora più fragile.</p>



<p>La cosa curiosa è che il problema raramente sembra riguardare il tempo in sé. Milioni di persone trascorrono ore davanti a video verticali, live streaming, serie mediocri o scrolling infinito. Non è quindi automatico che un film da cento minuti sia “troppo lungo”.</p>



<p>Il punto sembra piuttosto essere un altro: la difficoltà crescente nel mantenere un’attenzione profonda su qualcosa che richieda immersione e continuità. Il cinema, storicamente, è stato anche questo. Entrare in una sala significava accettare il tempo dell’opera.</p>



<p>Per questo l’esperimento canadese ha fatto discutere così tanto. Non tanto per i 34 minuti “risparmiati”, ma per il principio che rappresenta. L’idea che qualsiasi forma artistica debba ormai piegarsi alla logica dell’iperstimolazione permanente.</p>



<p>Ed è forse qui che nasce il vero interrogativo: stiamo cercando nuovi spettatori oppure stiamo semplicemente addestrando un pubblico che non riesce più a restare fermo davanti a nulla?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/film-accelerati-al-cinema-in-canada-proiettano-i-lungometraggi-a-1-5x-per-adattarsi-ai-giovani/">Film accelerati al cinema: in Canada proiettano i lungometraggi a 1.5x per “adattarsi” ai giovani</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>James Bond, spunta il primo attore che si è candidato per diventare il nuovo 007</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/james-bond-spunta-il-primo-attore-che-si-e-candidato-per-diventare-il-nuovo-007/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 18:43:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema e Serie Tv]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nonsolo.tv/?p=59286</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il futuro di James Bond continua a essere uno degli argomenti più discussi del cinema internazionale. Da quando&#160;Daniel Craig&#160;ha salutato definitivamente il personaggio con&#160;No Time To Die, la domanda è rimasta sempre la stessa: chi raccoglierà l’eredità dell’agente segreto più famoso della storia del cinema? Negli ultimi mesi sono circolati decine di nomi. Alcuni già ... <a title="James Bond, spunta il primo attore che si è candidato per diventare il nuovo 007" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/james-bond-spunta-il-primo-attore-che-si-e-candidato-per-diventare-il-nuovo-007/" aria-label="Per saperne di più su James Bond, spunta il primo attore che si è candidato per diventare il nuovo 007">Leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/james-bond-spunta-il-primo-attore-che-si-e-candidato-per-diventare-il-nuovo-007/">James Bond, spunta il primo attore che si è candidato per diventare il nuovo 007</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il futuro di James Bond continua a essere uno degli argomenti più discussi del cinema internazionale. Da quando&nbsp;<strong>Daniel Craig</strong>&nbsp;ha salutato definitivamente il personaggio con&nbsp;<em>No Time To Die</em>, la domanda è rimasta sempre la stessa: chi raccoglierà l’eredità dell’agente segreto più famoso della storia del cinema?</p>



<p>Negli ultimi mesi sono circolati decine di nomi. Alcuni già affermati, altri più sorprendenti. Da&nbsp;<strong>Henry Cavill</strong>&nbsp;a&nbsp;<strong>Callum Turner</strong>, passando per&nbsp;<strong>Jacob Elordi</strong>, ogni indiscrezione ha acceso discussioni tra fan e addetti ai lavori. Eppure, almeno per ora, c’è un solo attore di cui si sa con certezza che abbia sostenuto un provino per il ruolo di 007.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tom Francis è il primo nome confermato per il casting di James Bond</h2>



<p>Secondo quanto riportato da&nbsp;<em>Variety</em>, il primo attore noto ad aver preso parte concretamente al casting sarebbe&nbsp;<strong>Tom Francis</strong>, interprete britannico di 26 anni conosciuto soprattutto per il musical&nbsp;<em>Sunset Boulevard</em>&nbsp;e per una recente apparizione nella serie americana&nbsp;<em>You</em>.</p>



<p>La notizia è stata confermata da Alex Ritman, responsabile editoriale della testata a Londra. Al momento non sono emersi altri nomi ufficialmente collegati ai provini, anche se il lavoro dietro le quinte prosegue da settimane.</p>



<p>La possibile candidatura di Francis ha sorpreso molti osservatori. Non tanto per il profilo britannico — da sempre elemento centrale nell’identità cinematografica di Bond — quanto per la sua età e per un percorso ancora relativamente breve nel cinema mainstream.</p>



<p>Nel corso degli anni, però, il franchise ha spesso scelto interpreti non ancora completamente consacrati a Hollywood. Lo stesso Daniel Craig, prima di diventare 007 nel 2006 con&nbsp;<em>Casino Royale</em>, era un attore molto stimato ma non ancora una superstar globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Henry Cavill a Jacob Elordi: i nomi più discussi dai fan</h2>



<p>Intorno al nuovo James Bond si è creato un vero e proprio toto-nomi internazionale. Tra i candidati più citati dai fan continua a esserci&nbsp;<strong>Henry Cavill</strong>, spesso considerato perfetto per eleganza, fisicità e presenza scenica. Il suo nome circola ormai da anni, anche perché in passato era stato vicino al ruolo prima della scelta definitiva di Craig.</p>



<p>C’è però un dettaglio che potrebbe pesare. Cavill oggi ha 43 anni, mentre la produzione sembra orientata verso un interprete più giovane, capace di sostenere il personaggio per diversi film nel prossimo decennio.</p>



<div style="background:#f7f7f7; border-left:5px solid #111; padding:18px 20px; margin:28px 0; border-radius:10px; font-family:Arial, sans-serif;">
  <h2 style="margin-top:0; font-size:22px; color:#111;">Gli attori che hanno interpretato James Bond</h2>

  <p style="font-size:16px; line-height:1.6; color:#333;">
    Nei film ufficiali della saga, James Bond è stato interpretato da <strong>sei attori</strong>: 
    Sean Connery, George Lazenby, Roger Moore, Timothy Dalton, Pierce Brosnan e Daniel Craig.
  </p>

  <ul style="padding-left:20px; margin-bottom:0; font-size:16px; line-height:1.7; color:#333;">
    <li><strong>Sean Connery</strong>: 6 film ufficiali, più il non ufficiale <em>Mai dire mai</em>.</li>
    <li><strong>George Lazenby</strong>: 1 film.</li>
    <li><strong>Roger Moore</strong>: 7 film.</li>
    <li><strong>Timothy Dalton</strong>: 2 film.</li>
    <li><strong>Pierce Brosnan</strong>: 4 film.</li>
    <li><strong>Daniel Craig</strong>: 5 film.</li>
  </ul>
</div>



<p>Di recente, Nina Gold — storica casting director della saga — aveva indicato tre caratteristiche considerate fondamentali per il prossimo Bond:&nbsp;<strong>carisma, capacità recitative e un’età compatibile con una lunga permanenza nel franchise</strong>. In pratica, l’obiettivo sarebbe trovare un attore in grado di interpretare almeno tre o quattro film.</p>



<p>È anche per questo motivo che nomi come Jacob Elordi o Callum Turner continuano a tornare nelle discussioni online e nelle analisi della stampa specializzata. Entrambi appartengono a una generazione più giovane rispetto a Cavill e potrebbero garantire continuità alla saga.</p>



<p>Per ora, comunque, nessuna scelta ufficiale è stata annunciata. E probabilmente servirà ancora tempo prima di conoscere il volto del nuovo agente segreto creato da Ian Fleming.</p>



<p>Una cosa, però, appare chiara: dopo Sean Connery, Roger Moore, Pierce Brosnan e Daniel Craig, ogni nuovo James Bond arriva inevitabilmente accompagnato da aspettative enormi. E anche stavolta la pressione non sarà diversa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/james-bond-spunta-il-primo-attore-che-si-e-candidato-per-diventare-il-nuovo-007/">James Bond, spunta il primo attore che si è candidato per diventare il nuovo 007</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Hantavirus, paura di una nuova pandemia? Perché X-Files è tornato al centro delle teorie del complotto</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/hantavirus-paura-di-una-nuova-pandemia-perche-x-files-e-tornato-al-centro-delle-teorie-del-complotto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 10:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nonsolo.tv/?p=59281</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’hantavirus è tornato improvvisamente nelle cronache internazionali e, quasi inevitabilmente, internet ha iniziato a fare ciò che internet fa da anni: collegare la realtà alla fantascienza (sebbene a volte la realtà sorpassi a destra la fantascienza e &#8220;la differenza tra i complotti mondiali e la verità di solito è tra i quattro e i cinque ... <a title="Hantavirus, paura di una nuova pandemia? Perché X-Files è tornato al centro delle teorie del complotto" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/hantavirus-paura-di-una-nuova-pandemia-perche-x-files-e-tornato-al-centro-delle-teorie-del-complotto/" aria-label="Per saperne di più su Hantavirus, paura di una nuova pandemia? Perché X-Files è tornato al centro delle teorie del complotto">Leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/hantavirus-paura-di-una-nuova-pandemia-perche-x-files-e-tornato-al-centro-delle-teorie-del-complotto/">Hantavirus, paura di una nuova pandemia? Perché X-Files è tornato al centro delle teorie del complotto</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p>L’hantavirus è tornato improvvisamente nelle cronache internazionali e, quasi inevitabilmente, internet ha iniziato a fare ciò che internet fa da anni: collegare la realtà alla fantascienza (sebbene a volte la realtà sorpassi a destra la fantascienza e &#8220;la differenza tra i complotti mondiali e la verità di solito è tra i quattro e i cinque anni&#8221; &#8211; cit.)</p>



<p>Stavolta al centro della discussione c’è <em>X-Files</em>, una delle serie simbolo degli anni ’90, tornata virale sui social dopo alcuni casi di hantavirus registrati a bordo della nave da crociera olandese MV Hondius, dove l’OMS ha segnalato otto probabili infezioni e tre decessi.</p>



<p>Il motivo è semplice. Nel film <em>X-Files &#8211; Il film</em>, uscito nel 1998 tra la quinta e la sesta stagione della serie, l’hantavirus viene utilizzato come copertura ufficiale per nascondere qualcosa di molto più grande: un complotto governativo legato a un’invasione aliena (e in questi giorni dagli Stati Uniti il Governo di Trump ha desecretato materiali legati agli extraterrestri &#8211; coincidenze?). </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="509" src="https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2026/05/coincidenza-kadmon.jpg" alt="" class="wp-image-59282" srcset="https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2026/05/coincidenza-kadmon.jpg 750w, https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2026/05/coincidenza-kadmon-300x204.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p>Una trama chiaramente fantascientifica, ma che oggi, dopo il trauma collettivo del Covid, viene riletta da molti utenti online con occhi diversi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">X-Files, il cult anni ’90 che aveva trasformato le paure moderne in televisione</h2>



<p>Chi è cresciuto negli anni ’90 difficilmente ha bisogno di presentazioni. <em>X-Files</em>, creata da Chris Carter e interpretata da David Duchovny e Gillian Anderson, non era soltanto una serie sugli alieni. Era una serie sulla paranoia.</p>



<p>Governi che mentono, epidemie sospette, esperimenti genetici, documenti segreti, verità occultate: la forza di <em>X-Files</em> stava proprio nel prendere paure reali e spingerle un passo oltre. Ogni episodio lasciava lo spettatore in quella zona grigia dove non era più chiarissimo cosa fosse assurdo e cosa no.</p>



<p>Non a caso è diventata un culto assoluto della televisione anni ’90. Dal debutto nel 1993 fino al finale originario del 2002, la serie è riuscita a trasformare il paranormale in un linguaggio popolare, influenzando decine di produzioni successive. E ancora oggi continua a circolare online attraverso clip, meme e discussioni.</p>



<p>Il film del 1998, tornato improvvisamente virale in questi giorni, ruotava attorno a una misteriosa epidemia attribuita proprio all’hantavirus. A un certo punto della storia, il personaggio del dottor Alvin Kurtzweil parla apertamente di una “arma silenziosa per una guerra silenziosa”, sostenendo che il virus sia stato utilizzato come copertura per un piano molto più oscuro.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Hantavirus a silent weapon of war   A clip from an X files episode did they know?" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/EjgJO7D9fT8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>È una scena che oggi, fuori contesto, finisce inevitabilmente per alimentare interpretazioni complottiste sui social. Anche perché la memoria del Covid è ancora troppo fresca per essere archiviata come qualcosa di lontano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos’è davvero l’hantavirus e perché non siamo davanti a un nuovo Covid</h2>



<p>Qui però conviene separare la fiction dalla realtà. L’hantavirus esiste davvero, ma non è una “nuova pandemia”. Si tratta di un virus trasmesso principalmente attraverso il contatto con urine, saliva o escrementi di roditori infetti.</p>



<p>I casi registrati negli Stati Uniti e quelli monitorati dopo la crociera della MV Hondius hanno spinto le autorità sanitarie a intensificare i controlli, ma gli esperti stanno anche ripetendo un concetto importante: l’hantavirus non si diffonde facilmente da persona a persona come avveniva invece con il Covid-19.</p>



<p>Secondo quanto riportato da ABC News, il CDC avrebbe classificato la situazione come una “Level 3 Emergency Response”, cioè un monitoraggio importante ma con rischio basso per la popolazione generale. Alcuni medici hanno sottolineato l’elevato tasso di mortalità di alcune forme del virus, ma allo stesso tempo hanno spiegato che la trasmissione resta molto diversa rispetto a quella delle grandi pandemie respiratorie.</p>



<p>Il problema, semmai, è un altro. Dopo il Covid, ogni parola collegata a “virus”, “epidemia” o “emergenza sanitaria” genera automaticamente attenzione, paura e teorie. E in un contesto del genere un prodotto come <em>X-Files</em> torna perfetto per essere riscoperto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra alieni, social e complotti: perché X-Files continua a funzionare ancora oggi</h2>



<p>A rendere tutto ancora più surreale ci hanno pensato anche alcune dichiarazioni circolate negli Stati Uniti negli ultimi giorni, tra cui quelle dell’ex deputato americano Matt Gaetz, che durante un podcast ha raccontato di essere stato informato in passato dell’esistenza di presunti programmi governativi legati a ibridi alieni. Dichiarazioni senza prove concrete, che però online hanno finito immediatamente per essere accostate all’universo narrativo di <em>X-Files</em>.</p>



<p>È esattamente il meccanismo su cui la serie aveva costruito il proprio successo: prendere un dubbio, esasperarlo e lasciare che il pubblico facesse il resto.</p>



<p>La differenza, oggi, è che nel 1998 quelle storie appartenevano chiaramente alla fantascienza televisiva. Nel 2026, invece, viviamo immersi in un flusso continuo di informazioni, mezze verità, clip decontestualizzate e discussioni infinite sui social. E così una scena di quasi trent’anni fa riesce improvvisamente a sembrare “attuale”.</p>



<p>Probabilmente è anche questo il motivo per cui <em>X-Files</em> continua a sopravvivere generazione dopo generazione. Non perché avesse previsto il futuro, ma perché aveva capito prima di molti altri quanto la paura potesse diventare parte dell’intrattenimento e come la paranoia sarebbe diventata parte integrante delle nostre postmoderne vite.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/hantavirus-paura-di-una-nuova-pandemia-perche-x-files-e-tornato-al-centro-delle-teorie-del-complotto/">Hantavirus, paura di una nuova pandemia? Perché X-Files è tornato al centro delle teorie del complotto</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ivana Knoll, dalla Coppa del Mondo al paddock di Miami: chi è la modella croata diventata virale due volte</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/ivana-knoll-dalla-coppa-del-mondo-al-paddock-di-miami-chi-e-la-modella-croata-diventata-virale-due-volte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 09:27:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nonsolo.tv/?p=59272</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalla Coppa del Mondo 2022 al GP di Miami: chi è Ivana Knoll, la modella croata diventata virale tra stadi e Formula 1. Ivana Knoll è tornata al centro dell’attenzione senza fare nulla di particolare, se non apparire. È bastato un passaggio nel paddock del Gran Premio di Miami, qualche secondo in diretta TV, e ... <a title="Ivana Knoll, dalla Coppa del Mondo al paddock di Miami: chi è la modella croata diventata virale due volte" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/ivana-knoll-dalla-coppa-del-mondo-al-paddock-di-miami-chi-e-la-modella-croata-diventata-virale-due-volte/" aria-label="Per saperne di più su Ivana Knoll, dalla Coppa del Mondo al paddock di Miami: chi è la modella croata diventata virale due volte">Leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/ivana-knoll-dalla-coppa-del-mondo-al-paddock-di-miami-chi-e-la-modella-croata-diventata-virale-due-volte/">Ivana Knoll, dalla Coppa del Mondo al paddock di Miami: chi è la modella croata diventata virale due volte</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dalla Coppa del Mondo 2022 al GP di Miami: chi è Ivana Knoll, la modella croata diventata virale tra stadi e Formula 1.</strong></p>



<p>Ivana Knoll è tornata al centro dell’attenzione senza fare nulla di particolare, se non apparire. È bastato un passaggio <strong>nel paddock del Gran Premio di Miami</strong>, qualche secondo in diretta TV, e la scena si è spostata su di lei. Letteralmente. L’episodio è diventato virale in poche ore, con un cameraman che finisce per seguirla invece dei protagonisti dell’intervista. (In realtà, i più attenti segnalano che il cameraman avrebbe comunque seguito i protagonisti dell&#8217;intervista e che l&#8217;editing in ottica web sembra dare questa impressione dell&#8217;inquadratura che segue la bella Ivana).</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DX4454DNKaR/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/reel/DX4454DNKaR/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div> <div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewBox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"></path></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg)"></div></div><div style="margin-left: auto;"> <div style=" width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);"></div></div></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;"></div></div></a><p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DX4454DNKaR/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da NonSolo.Tv (@nonsolo.tv)</a></p></div></blockquote>
<script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script>



<p>Non è la prima volta che Ivana Knoll diventa virale. Chi ha seguito <strong>i Mondiali in Qatar nel 2022</strong> (e noi lo abbiamo fatto ahinoi da spettatori totali) se la ricorda bene: sugli spalti, sempre vestita con outfit ispirati alla scacchiera croata, era diventata uno dei volti più riconoscibili del torneo. Oggi, a distanza di qualche anno, il copione si ripete. Cambia il contesto — dagli stadi alla Formula 1 — ma il risultato resta lo stesso. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Qatar alla Formula 1: perché Ivana Knoll è sempre virale</h2>



<p>Il punto non è solo estetico, e ridurre tutto a quello sarebbe superficiale. Ivana Knoll ha costruito nel tempo un’identità visiva chiara e immediatamente riconoscibile. Non è un dettaglio da poco.</p>



<p>Nel 2022 si è imposta come una presenza costante durante le partite della Croazia, sfruttando una combinazione di tempismo, immagine e contesto mediatico. Le sue foto hanno iniziato a circolare sempre più spesso, fino a trasformarla in un fenomeno social globale.</p>



<p>Da lì in poi, il salto è stato quasi naturale. Eventi sportivi, apparizioni pubbliche, contenuti social: tutto contribuisce a mantenere alta l’attenzione su di lei. Il passaggio nel paddock di Miami si inserisce perfettamente in questa traiettoria. Non è un caso isolato, ma l’ennesima conferma di un posizionamento ormai consolidato (e che le consente ogni volta di farsi conoscere da qualcuno che magari in precedenza non la consosceva).</p>



<p>C’è poi un altro aspetto interessante: la sua presenza negli ambienti della Formula 1 non è del tutto nuova. Secondo diverse ricostruzioni, frequenta eventi legati al mondo delle corse già da qualche anno, segno che il legame con lo sport va oltre la semplice esposizione mediatica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Ivana Knoll: cinque curiosità che raccontano il personaggio</h2>



<p>Per capire davvero perché Ivana Knoll continui a emergere in contesti così diversi, conviene guardare oltre la superficie (che pure è ben appariscente, non c&#8217;è che dire). Alcuni dettagli aiutano a delineare meglio il profilo:</p>



<p><strong>1. Origini internazionali</strong></p>



<p>Ivana Knoll è nata nel 1992 a Francoforte, in Germania, ma è cresciuta in Croazia. Un doppio contesto culturale che si riflette anche nella sua immagine pubblica, assolutamente internazionale.</p>



<p><strong>2. Il boom ai Mondiali 2022</strong></p>



<p>La notorietà globale arriva in Qatar, quando diventa una presenza fissa sugli spalti durante le partite della nazionale croata e le sue foto fanno il giro del mondo (un po&#8217; come questo video di lei nel paddock). Curiosità nella curiosità, la sua passione per il calcio sarebbe tale che in passato avrebbe giocato anche &#8211; da portiere (o portieressa, se volete).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="750" src="https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2026/05/ivana-knoll-versione-croazia.jpg" alt="" class="wp-image-59274" srcset="https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2026/05/ivana-knoll-versione-croazia.jpg 750w, https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2026/05/ivana-knoll-versione-croazia-300x300.jpg 300w, https://www.nonsolo.tv/wp-content/uploads/2026/05/ivana-knoll-versione-croazia-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p><strong>3. Non solo modella / influencer</strong></p>



<p>Negli ultimi anni ha iniziato a lavorare anche come DJ, tornando — a quanto ha raccontato — a una passione che aveva messo da parte. Sebbene abbia molti detrattori (capita spesso con le dj avvenenti, bisogna sottolineare come lei abbia addirittura fondato una sua propria etichetta).</p>



<p><strong>4. Formazione nel design</strong></p>



<p>Ha studiato tecnologie grafiche, un dettaglio che aiuta a capire quanto sia consapevole della propria immagine e della comunicazione visiva.</p>



<p><strong>5. Un brand personale già avviato</strong></p>



<p>Ha lanciato una linea di costumi da bagno legata al suo nome, spesso ispirata ai colori della Croazia. Un passaggio chiave: trasformare la visibilità (nel suo caso davvero importante: il suo profilo &#8211; knolldoll &#8211; è seguito da quasi 3 milioni di follower) in progetto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/ivana-knoll-dalla-coppa-del-mondo-al-paddock-di-miami-chi-e-la-modella-croata-diventata-virale-due-volte/">Ivana Knoll, dalla Coppa del Mondo al paddock di Miami: chi è la modella croata diventata virale due volte</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I Cesaroni, i personaggi che hanno lasciato il vuoto più grande: chi manca davvero nella nuova stagione</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/i-cesaroni-i-personaggi-che-hanno-lasciato-il-vuoto-piu-grande-chi-manca-davvero-nella-nuova-stagione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 19:06:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nonsolo.tv/?p=59269</guid>

					<description><![CDATA[<p>I Cesaroni sono tornati in TV, ma alcune assenze pesano: ecco i personaggi che hanno lasciato il vuoto più grande nella serie. Il ritorno de I Cesaroni in prima serata ha riacceso una sensazione familiare: quella di casa, di routine condivisa, di personaggi che per anni sono entrati nelle abitudini del pubblico. Ma è bastato ... <a title="I Cesaroni, i personaggi che hanno lasciato il vuoto più grande: chi manca davvero nella nuova stagione" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/i-cesaroni-i-personaggi-che-hanno-lasciato-il-vuoto-piu-grande-chi-manca-davvero-nella-nuova-stagione/" aria-label="Per saperne di più su I Cesaroni, i personaggi che hanno lasciato il vuoto più grande: chi manca davvero nella nuova stagione">Leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/i-cesaroni-i-personaggi-che-hanno-lasciato-il-vuoto-piu-grande-chi-manca-davvero-nella-nuova-stagione/">I Cesaroni, i personaggi che hanno lasciato il vuoto più grande: chi manca davvero nella nuova stagione</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>I Cesaroni sono tornati in TV, ma alcune assenze pesano: ecco i personaggi che hanno lasciato il vuoto più grande nella serie.</strong></p>



<p>Il ritorno de <em>I Cesaroni</em> in prima serata ha riacceso una sensazione familiare: quella di casa, di routine condivisa, di personaggi che per anni sono entrati nelle abitudini del pubblico. Ma è bastato poco, qualche scena appena, per accorgersi che qualcosa è cambiato. O meglio: che qualcuno manca.</p>



<p>Non è solo una questione di trama o di nuove dinamiche. Alcune assenze pesano più di altre perché riguardano figure che hanno costruito l’identità stessa della serie. Volti che non erano semplici comprimari, ma veri punti di riferimento emotivi. (Oltre a questo, bisogna sottolineare come siano passati 20 anni dal lancio della serie: lo spirito dei tempi è decisamente cambiato).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trio storico spezzato: Cesare ed Ezio, assenze che cambiano tutto</h2>



<p>Se c’è un vuoto che si percepisce subito, è quello lasciato da Cesare Cesaroni. Interpretato da Antonello Fassari, era molto più di uno zio burbero: rappresentava una parte fondamentale dell’equilibrio della famiglia e della narrazione. Il suo rapporto con Giulio e Ezio costruiva un asse riconoscibile, fatto di battute, complicità e una quotidianità che funzionava proprio perché sembrava autentica.</p>



<p>La sua assenza nella nuova stagione ha un peso diverso anche per motivi extra-narrativi. È la prima volta che la serie va avanti senza di lui, e questo si riflette inevitabilmente nel tono generale (anche perché l&#8217;attore è scomparso il 5 aprile del 2025, a 72 anni: la sua assenza non è legata ad una scelta artistica). </p>



<p>Accanto a lui manca anche Ezio Masetti, interpretato da Max Tortora. Il personaggio portava leggerezza, ma anche una sua coerenza interna, diventando uno dei più amati dal pubblico. Il trio con Giulio e Cesare non era solo una soluzione comica: era una struttura narrativa solida, che permetteva alla serie di alternare registri senza forzature.</p>



<p>Non è un caso che anche chi ha vissuto la serie dall’interno sottolinei quanto fosse centrale quella dinamica (e i fan non fanno altro che confermarlo). Durante una puntata del podcast <em>Non è più Domenica</em>, Elda Alvigini ha raccontato proprio quel tipo di equilibrio: una coppia che funzionava perché credibile (la stessa Alvigini c&#8217;aveva messo del suo nella costruzione delle dinamiche di coppia) e che manca particolarmente ai fan (Tortora aveva deciso di non partecipare già alla sesta stagione, ma la speranza dei fan è che il suo personaggio sarebbe tornato in quest&#8217;ultimo capitolo dal Brasile &#8211; ma non è stato così).</p>



<p>Senza Cesare ed Ezio, qualcosa manca all&#8217;interno dei Cesaroni. E si nota anche negli ascolti della serie (che stanno calando di puntata in puntata).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lucia e il cuore della famiglia: quando manca l’equilibrio</h2>



<p>Un’altra assenza che incide è quella di Lucia Liguori, interpretata da Elena Sofia Ricci. Per diverse stagioni (in maniera abbastanza costante fino alla quinta) è stata il contrappeso perfetto a Giulio: più razionale, più strutturata, capace di tenere insieme i pezzi quando tutto tendeva a sfuggire di mano.</p>



<p>Lucia non era solo la moglie di Giulio, ma una figura centrale nella costruzione della famiglia allargata. Il suo modo di stare in scena dava ritmo ai dialoghi e credibilità alle situazioni più quotidiane.</p>



<p>Oggi Elena Sofia Ricci è pienamente dentro il circuito di cinema, fiction e teatro. Nel 2026 è coinvolta in <em>La farfalla impazzita</em> e indicata anche in <em>Figlia della cenere – I casi di Teresa Battaglia</em>, oltre a titoli recenti come <em>Che Dio ci aiuti 8</em>. </p>



<p>Senza di lei, però, cambia anche la percezione della casa dei Cesaroni. Non è solo una questione di presenza fisica: viene meno un punto di equilibrio che per anni ha funzionato quasi in automatico (e parliamo di una attrice amatissima dal pubblico, anche in virtù della presenza nei succitati prodotti culturali).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le figlie simbolo delle prime stagioni: Eva e Alice</h2>



<p>Chi ha seguito <em>I Cesaroni</em> fin dall’inizio lo sa: parte del successo della serie passa dalle storie di crescita dei più giovani. In questo senso, le assenze di Eva Cudicini e Alice Cudicini non sono secondarie.</p>



<p>Eva, interpretata da Alessandra Mastronardi, è stata per anni al centro delle linee narrative sentimentali più seguite. La sua evoluzione, i suoi conflitti, le sue relazioni hanno accompagnato una generazione di spettatori. Non era solo un personaggio, ma un punto di identificazione.</p>



<p>Oggi Mastronardi è attiva tra cinema e piattaforme: ha lavorato a <em>Doppio Gioco</em> per Prime Video e a <em>Il Ministero dell’Amore</em> per il cinema, affiancando anche un impegno pubblico come Goodwill Ambassador UNICEF e tedofora per Milano-Cortina 2026. Ma la sua presenza nella serie a forte connotazione capitolina era esclusa dalla stessa attrice già da tempo &#8211; in un&#8217;intervista rilasciata al Corriere della Sera nel novembre 2023 dichiarava infatti: “I cicli si chiudono, non avrebbe senso far tornare il mio personaggio, che nel frattempo dovrebbe essere diventata nonna&#8221;.</p>



<p>Alice, interpretata da Micol Olivieri, ha avuto un percorso diverso ma altrettanto riconoscibile. Più defilata nelle stagioni finali, resta uno dei volti simbolo delle prime annate. La sua presenza contribuiva a dare continuità alla storia familiare.</p>



<p>Oggi Micol Olivieri (che aveva iniziato con I Cesaroni poco più che teenager) si è allontanata dalla televisione: le fonti più recenti la descrivono impegnata nel mondo del pilates, con una presenza molto più distante dai set rispetto agli altri ex protagonisti (per lei un reality e qualche sporadica apparizione).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/i-cesaroni-i-personaggi-che-hanno-lasciato-il-vuoto-piu-grande-chi-manca-davvero-nella-nuova-stagione/">I Cesaroni, i personaggi che hanno lasciato il vuoto più grande: chi manca davvero nella nuova stagione</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Euro Trip, che fine hanno fatto gli attori? Il flop diventato cult che ha bruciato carriere</title>
		<link>https://www.nonsolo.tv/euro-trip-che-fine-hanno-fatto-gli-attori-il-flop-diventato-cult-che-ha-bruciato-carriere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NonSolo.Tv]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 19:28:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che fine ha fatto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nonsolo.tv/?p=59265</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2004 sembrava tutto apparecchiato. Le commedie adolescenziali funzionavano, il pubblico rispondeva e Hollywood sapeva esattamente come muoversi. Euro Trip nasce dentro questo contesto, con ambizioni nemmeno troppo nascoste: inserirsi nella scia di successi come American Pie e Road Trip e diventare un altro titolo di riferimento per il genere. Sulla carta, c’erano pochi dubbi. ... <a title="Euro Trip, che fine hanno fatto gli attori? Il flop diventato cult che ha bruciato carriere" class="read-more" href="https://www.nonsolo.tv/euro-trip-che-fine-hanno-fatto-gli-attori-il-flop-diventato-cult-che-ha-bruciato-carriere/" aria-label="Per saperne di più su Euro Trip, che fine hanno fatto gli attori? Il flop diventato cult che ha bruciato carriere">Leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/euro-trip-che-fine-hanno-fatto-gli-attori-il-flop-diventato-cult-che-ha-bruciato-carriere/">Euro Trip, che fine hanno fatto gli attori? Il flop diventato cult che ha bruciato carriere</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel 2004 sembrava tutto apparecchiato. Le commedie adolescenziali funzionavano, il pubblico rispondeva e Hollywood sapeva esattamente come muoversi. <em>Euro Trip</em> nasce dentro questo contesto, con ambizioni nemmeno troppo nascoste: inserirsi nella scia di successi come <em>American Pie</em> e <em>Road Trip</em> e diventare un altro titolo di riferimento per il genere.</p>



<p>Sulla carta, c’erano pochi dubbi. La sceneggiatura era stata pagata quasi 4 milioni di dollari, una cifra altissima per una commedia di questo tipo. Dietro c’erano nomi solidi, con esperienza nella scrittura comica. Il cast, pur giovane, aveva un volto già noto come Michelle Trachtenberg, capace di attirare un pubblico cresciuto con lei tra televisione e cinema.</p>



<p>E poi c’era anche quel cameo destinato a rimanere nella memoria collettiva: Matt Damon, completamente fuori ruolo, in una delle scene più citate del film. Un dettaglio che, da solo, racconta quanto il progetto fosse tutt’altro che improvvisato (se non improvvisati sicuramente un po&#8217; <em>cringe</em> potevano essere alcuni dialoghi. Già da quello che si sviluppa ai margini del cameo che vi proponiamo lo potete notare&#8230; <em>mamma mia</em>).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Euro Trip -  Matt Damon Cameo" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/BemCwLCmr44?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Ad ogni modo, qualcosa non andò per il verso giusto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un film che aveva tutto per funzionare</h2>



<p>Guardandolo oggi, <em>Euro Trip</em> non dà l’impressione di un errore. O comunque non un completo errore. È una commedia che scorre senza fatica, con una struttura semplice ma efficace, negli standard dei teen movie dell&#8217;epoca (tutto sommato, ad essere meno severi nel giudizio, anche le battute del video proposto qualche riga or sono rientrano negli standard).</p>



<p>È sicuramente meglio di alcuni dei film dimenticabili che riempivano il genere in quegli anni e forse funziona meglio di diversi titoli più celebrati con quella leggerezza che permette di rivederlo anche a distanza di tempo (e che testimonia lo spirito dei tempi di inizio millennio).</p>



<p>Il problema, però, non è mai stato il film in sé.</p>



<p>Al botteghino, la risposta è stata fredda. <em>Euro Trip</em> incassa circa 22 milioni di dollari a fronte di un budget di 25. Numeri che, considerando la divisione degli incassi con le sale, si traducono in una perdita netta per lo studio.</p>



<p>Non un semplice risultato sotto le aspettative. Un vero fallimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Euro trip, la scelta sbagliata nel momento sbagliato</h2>



<p>Una delle chiavi sta nella distribuzione. Il film esce a febbraio, uno dei periodi meno favorevoli per il cinema, soprattutto per una commedia rivolta a un pubblico giovane.</p>



<p>Non è una condanna automatica, ma è un ostacolo. Il pubblico è meno presente, le condizioni non aiutano e la visibilità si riduce. Se poi manca una spinta promozionale forte, il rischio diventa concreto.</p>



<p>E qui entra in gioco il secondo problema.</p>



<p>Secondo diverse testimonianze, il film non è stato sostenuto davvero dallo studio. Il marketing è stato debole, quasi disinteressato. La sensazione, condivisa da chi ci ha lavorato, è che il progetto fosse percepito come “minore”, nonostante l’investimento iniziale.</p>



<p>Quando succede, il risultato è prevedibile: il film non raggiunge il pubblico. Non perché non possa piacere, ma perché non viene messo nelle condizioni di essere visto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che fine hanno fatto gli attori di Euro Trip</h2>



<p>Il lato più amaro della storia riguarda proprio il destino del cast.</p>



<p>Per Scott Mechlowicz, Jacob Pitts e Travis Wester, <em>Euro Trip</em> rappresentava molto più di un semplice ruolo. Era l’ingresso nel circuito dei grandi studi, l’occasione per costruire una carriera.</p>



<p>Non succede.</p>



<p>Dopo il flop, le opportunità si riducono drasticamente. Nessuno dei tre riesce a trasformare quel debutto in un trampolino. Le loro filmografie restano limitate, frammentate, spesso lontane dal cinema mainstream. In alcuni casi, il percorso si interrompe quasi del tutto.</p>



<p>È il meccanismo più duro dell’industria: una commedia di successo può lanciare attori sconosciuti in pochi mesi (sebbene il rischio è di incastrarsi dentro un&#8217;immagine giovanilistica &#8211; vedasi il caso di <a href="https://www.nonsolo.tv/che-fine-ha-fatto-mena-suvari-icona-di-inizio-millennio-tra-american-beauty-e-american-pie/">Mena Suvari</a>). Una che fallisce può fare l’opposto.</p>



<p>Diverso il discorso per Michelle Trachtenberg. Arrivava da un percorso già avviato, con ruoli importanti alle spalle. Dopo <em>Euro Trip</em> ha continuato a lavorare, anche se senza un vero salto di livello. La sua carriera ha seguito una traiettoria più stabile, ma senza quella svolta che il film, in caso di successo, avrebbe potuto garantire.</p>



<p>Altri nomi presenti nel cast – come Matt Damon o Jeffrey Tambor – hanno avuto percorsi completamente indipendenti. Il loro futuro non è mai stato legato a <em>Euro Trip</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da flop a cult: una seconda vita fuori dalle sale</h2>



<p>Col tempo, però, qualcosa cambia.</p>



<p>Fuori dal circuito cinematografico, <em>Euro Trip</em> trova il suo pubblico. Prima con il mercato home video, poi con le repliche televisive e infine con lo streaming. Il passaparola cresce, le scene diventano riconoscibili, le battute iniziano a circolare.</p>



<p>Il film smette di essere un flop e diventa un cult.</p>



<p>È una trasformazione lenta, ma evidente. Le proiezioni anniversario registrano partecipazione, il titolo viene riscoperto, citato, condiviso. Non è più un prodotto dimenticato, ma uno di quei film che continuano a vivere nel tempo.</p>



<p>Il paradosso è tutto qui: il pubblico c’era, ma non è stato raggiunto nel momento giusto.</p>



<p>E per gli attori che avevano bisogno di quel successo nel 2004, quella seconda vita non è bastata a cambiare le cose.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolo.tv/euro-trip-che-fine-hanno-fatto-gli-attori-il-flop-diventato-cult-che-ha-bruciato-carriere/">Euro Trip, che fine hanno fatto gli attori? Il flop diventato cult che ha bruciato carriere</a> proviene da <a href="https://www.nonsolo.tv">NonSolo.TV</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
